Fu uno dei papi rinascimentali più controversi, anche per aver riconosciuto la paternità di vari figli illegittimi, fra cui i famosi Cesare e Lucrezia Borgia, tanto che il suo cognome (Borja) è diventato poi sinonimo di libertinismo e nepotismo, che sono tradizionalmente considerati come le caratteristiche del suo pontificato.

Tuttavia due dei successori di Alessandro, Sisto V e Urbano VIII, lo descrissero come uno dei papi più importanti dopo San Pietro.Michael Mallett, The Borgias, 1981. p. 9. Durante il suo pontificato, infatti, avviò la riforma degli ordini religiosi, mostrando di aver compreso in anticipo le problematiche che avrebbero poi portato allo scisma luterano; e arbitrò in maniera efficace la contesa ispano-portoghese dopo la scoperta del Nuovo Mondo. Fu anche uno statista accorto, riordinando l'amministrazione, le finanze e l'istituzione dello Stato della Chiesa, dette impulso agli studi di diritto canonico, necessario per il riordino della gerarchia.

Biografia Formazione e carriera ecclesiastica (1431-1484) Rodrigo, figlio di Jofré Llançol i Escrivà e della moglie aragonese e lontana cugina Isabel de Borja y Cavanilles (sorella del futuro papa Callisto III), nacque a Játiva (nel Regno di Valencia, all'interno del Regno aragonese) il 1º gennaio 1431. Trasferitosi giovanissimo in Italia, fu allievo di Gaspare da Verona, docente di retorica all'Università di Roma, e studiò poi giurisprudenza a Bologna,Sarah Bradford, Lucrezia Borgia, Penguin, Londra 2004, p. 13 città in cui arrivò nel 1453 e dove si laureò in diritto canonico il 13 agosto 1456.

Rodrigo ascese ai più alti ranghi della Chiesa quando lo zio, il potente cardinale Alfonso de Borja, divenne papa col nome di Callisto III. Rodrigo fu da questi elevato alla porpora nel febbraio 1456 e volle italianizzare il suo nome in Borgia, così come aveva fatto in precedenza lo zio. Grazie allo sfrenato nepotismo di Callisto, il Borgia assunse un vastissimo potere in seno alla Curia, venendo eletto il 1º settembre del 1457 vicecancelliere di Santa Romana Chiesa.

La condotta libertina di Rodrigo, non criticata dallo zio papa, fu invece aspramente rimproverata da parte dell'umanista Pio II. Questi, impregnato di una profonda fede e di una salda morale acquisita dopo aver compreso gli errori passati in gioventù,Cfr. Pio II mal sopportava la lussuria e i vizi del cardinale Borgia che, pertanto, nel 1460, fu aspramente rimproverato dal pontefice senese, al rimprovero del quale non fece alcuna attenzione. Nonostante tutto, Pio II non determinò la caduta in disgrazia del Borgia, il quale mantenne i vari privilegi che aveva ottenuto sotto Callisto III.

Il cardinale Borgia, tra il 1464 e il 1484, rimase pressoché nell'ombra. Benché si fosse prodigato per l'elezione sia di Paolo II sia di Sisto IV, nell'arco di questi vent'anni le notizie che lo riguardano sono alquanto scarse. Sicuramente tollerato per il suo comportamento dai due pontefici,Secondo la voce dell'Enciclopedia dei Papi, favorì sia l'elezione di Paolo II che di Sisto IV, cosa che gli permise la tolleranza dei due pontefici ben più permissivi e corrotti di Pio II, il Borgia fu nominato legato pontificio in Spagna per la promozione della crociata contro i mori di Granada (22 dicembre 1471), incarico durante il quale favorì il matrimonio tra Isabella di Castiglia e Ferdinando II d'Aragona. Ritornò a Roma il 25 ottobre del 1473. Soltanto sotto Paolo II e Sisto IV il Borgia ricevette gli ordini sacri: nel 1468 fu ordinato diacono, mentre il 30 ottobre 1471 fu ordinato presbitero. Fu abate commendatario di Santa Maria di Maniace dal 1471 al 1491, anno nel quale la "donò" al papa insieme ai feudi limitrofi, nonostante egli fosse unicamente un amministratore del monastero.Benedetto Radice, Il casale e l'abbazia di Maniace, in "Archivio storico siciliano", XXXIII, Palermo, 1909, pp. 1–104,«Il Cardinal Borgia, senza alcun diritto, poiché i commendatarii non erano che puri usufruttari, donò il patrimonio dei due monasteri a papa Innocenzo VIII, il quale, a sua volta, con bolla d'unione dell'8 luglio 1491 generosamente li aggregava all'Ospedale Grande e Nuovo di Palermo.»

Benedetto Radice, Memorie storiche di Bronte, Bronte, 1928.

Altro dato rilevante da segnalare, fu l'inizio delle ostilità con il cardinale Giuliano della Rovere (nipote di Sisto IV): entrambi uomini ambiziosi e intelligenti, erano in lotta per l'elezione al papato.

Al servizio di Innocenzo VIII (1484-1492) All'indomani della morte di Sisto IV nel 1484, il Borgia mercanteggiò con gli altri prelati e con i vari signori della penisola italiana per ottenere l'elezione al papato.

Tale era ancora il risentimento degli italiani verso il dispotico governo dei Borgia, sotto papa Callisto. Vistosi privato così del sostegno dei suoi alleati, Rodrigo non poté far altro che convergere i suoi voti, insieme con quelli di Giuliano della Rovere, sul debole Giovanni Battista Cybo, che fu eletto papa con il nome di Innocenzo VIII (29 agosto 1484).

Nonostante lo smacco, il Borgia non si arrese: dal 1484 alla sua elezione a pontefice nel 1492, fu estremamente attivo nella vita del governo della Chiesa di Roma. Innocenzo VIII era un uomo di mondo, interessato principalmente alla sua prole e al fasto del governo degli Stati Pontifici e della Chiesa Universale. Pertanto, per il Borgia non fu difficile influenzare la politica papale con un uomo simile. Benché Rodrigo conservasse ancora per sé il titolo di vicecancelliere, nei primi anni del pontificato del Cybo fu Giuliano della Rovere a detenere il controllo della curia. Quando però questi cadde in disgrazia presso Innocenzo, in seguito alla sfortunata guerra contro Napoli,Cfr. Innocenzo VIII il Borgia risalì la china, grazie all'alleanza che aveva stabilito già da lungo tempo con il cardinale milanese Ascanio Sforza.

Il 25 luglio 1492 moriva papa Innocenzo VIII. Tre mesi prima era scomparso anche Lorenzo il Magnifico, privando così l'Italia di un'importante personalità politica continentale e di un fondamentale punto di riferimento dell'equilibrio fra gli Stati italiani all'indomani della pace di Lodi.

Il contesto storico è completato dalla Reconquista della penisola iberica per mano dei sovrani Ferdinando II d'Aragona e Isabella di Castiglia, mentre la scoperta dell'America (12 ottobre) sarebbe avvenuta solo tre mesi dopo l'elezione di Alessandro VI, anche se è singolare e per certi versi criptico che sulla tomba del suo predecessore vi sia un epitaffio che ricorda che la scoperta del nuovo mondo sia avvenuta sotto il pontificato di Innocenzo VIII.Tomba di Innocenzo VIII, basilica di San Pietro, Roma.Roberto Giacobbo, Templari - Dov'è il tesoro?, Mondadori.

Il Conclave e l'elezione al Soglio

Al Conclave che seguì la morte di Innocenzo parteciparono ventitré cardinali.. Questi, il 6 agosto 1492, si riunirono in conclave nella Cappella fatta costruire da papa Sisto IV pochi anni prima e che già mostrava i capolavori pittorici di Botticelli, Perugino e del Ghirlandaio. Nella notte tra il 10 agosto e l'11 agosto, in seguito a trattative simoniache, il cardinale Rodrigo Borgia riuscì ove aveva fallito otto anni prima: l'elezione al Soglio di San Pietro. Fu incoronato in San Pietro il 26 agosto. con il nome di Alessandro VI.

Immediatamente, il nuovo papa ricompensò i suoi principali elettori nel conclave: il cardinale Ascanio Sforza fu gratificato con la nomina di Vicecancelliere e con la cessione del palazzo padronale della famiglia Borgia. Al cardinale Colonna furono ceduti la città di Subiaco e i vicini castelli. Il cardinale Orsini ottenne i possedimenti di Soriano nel Cimino e Ponticelli, mentre al cardinale Savelli fu ceduta Civita Castellana.

Governo della Chiesa

L'ortodossia di papa Borgia In campo religioso Alessandro VI si dimostrò sempre un pontefice devoto e attento difensore dell'ortodossia. Pur non facendosi promotore di quella riforma ecumenica della Chiesa da molti invocata (in seguito alla morte del figlio Juan nel 1497, fu colto da una crisi di coscienza in cui promise di impegnarsi per riformare la Chiesa, progetto che però rimase lettera morta). Il Borgia difese i diritti della Chiesa contro le prepotenze di duchi e baroni e dispose alcuni provvedimenti volti a migliorare la condizione morale di alcuni enti monastici: Alessandro VI fu il primo papa a interessarsi delle popolazioni amerinde, favorendo la loro conversione. In Europa prese provvedimenti contro i marranos e le streghe (seguendo così la politica del predecessore, Innocenzo VIII), mentre protesse gli Ebrei, dei quali si servì per ottenere prestiti per finanziare le campagne militari di suo figlio Cesare..

Protesse infine alcuni ordini religiosi ed ebbe un contatto epistolare con la beata Colomba da Rieti.

Alessandro VI e Girolamo Savonarola (1495-1498)

Papa Alessandro ebbe un accusatore molto severo, per la sua condotta privata e per la sua spregiudicatezza con cui favoriva la simonia e mischiava la politica con la religione, nel predicatore domenicano ferrarese Girolamo Savonarola (1452-1498). Questi, acerrimo nemico dei Medici, favorì la cacciata del capofamiglia Piero nel 1494 e, dopo aver ottenuto il predominio nella Signoria, ne ottenne il controllo diventandone il leader politico e spirituale. Già da lungo tempo fustigatore dei costumi della Roma papale, dopo aver ottenuto questa posizione di potere il Savonarola incrementò le accuse contro papa Alessandro il quale, irritato, lo chiamò nel 1495 a Roma per discolparsi e gli proibì di predicare.

Tra il 1495 e il 1497 il Papa continuò nella sua politica di indebolimento, ordinando che il Convento di S. Marco di Firenze (di cui il Savonarola era priore) fosse ricondotto nella circoscrizione lombarda e, d'altra parte, tessendo rapporti con i nemici fiorentini del frate, raccolti nel partito degli Arrabbiati.

Il Savonarola continuò nella sua caparbietà, rifiutando l'ordine pontificio e continuando le accuse nei confronti del Borgia. Pertanto, fu scomunicato (13 maggio 1497), anche se in anni recenti è stato dimostrato, sia da un carteggio personale tra il frate e il Borgia sia da carteggi tra il Pontefice e altre personalità, che quella scomunica era falsa. Fu emanata dal cardinale arcivescovo di Perugia Juan López a nome del Papa, su istigazione di Cesare Borgia, che assoldò un falsario per creare una finta scomunica e distruggere il frate. Alessandro protestò vivamente contro il cardinale e minacciò Firenze di interdetto (26 febbraio 1498) affinché gli fosse consegnato il frate, così che potesse salvarlo e farlo discolpare, ma era talmente succubo del figlio Cesare che non agì con tutto il potere che aveva né osò mai rivelare al mondo l'inganno perpetrato dall'amato erede a danno di un uomo che egli stimava come santo.Arturo Scaltriti, Savonarola e la Scuola di Torino, Arenaria, Anno XXII, giugno 2010, ISSN 1120-6500, p. 29 Di là da ciò, i fiorentini, stanchi di queste diatribe tra il frate e il Papa e intimoriti dalla crescente tensione tra le fazioni politiche sostenitrici (i Piagnoni) e avverse al frate (gli Arrabbiati), cedettero e consegnarono il frate nelle mani delle autorità pontificie. Girolamo, dichiarato eretico e scismatico, fu impiccato con altri suoi due confratelli e poi condannato al rogo per eresia (23 maggio 1498) in Piazza della Signoria a Firenze. Le sue ceneri vennero poi sparse in Arno assieme a quelle di altri suoi seguaci.

Il Giubileo del 1500