È considerato uno dei principali pittori italiani della seconda metà del XIX secolo.
Biografia
Figlio adottivo di Francesco Soldiero e di Maria Giuseppa Mappa, nel 1848 Domenico Soldiero aggiunse il cognome Morelli per poi assumerlo come unico. Iniziò a frequentare l'Accademia di Belle Arti di Napoli nel 1836 e i suoi primi dipinti furono improntati all'ideale romantico, con numerosi influssi medievali (fu ispirato in particolare dal poeta inglese Byron). Nel 1848 vinse un concorso che gli permise di recarsi a studiare a Roma dove, dopo aver preso parte ai moti del 1848, fu incarcerato per un breve periodo.
Nel 1850 visitò Firenze dove ricevette il suo primo riconoscimento pubblico per la sua opera Gli iconoclasti. Gli iconoclasti, oggi conservato al Museo nazionale di Capodimonte, fu uno dei dipinti decisivi della prima affermazione pubblica di Morelli. L'opera, ambientata al tempo delle persecuzioni iconoclaste dell'VIII secolo, raffigura il monaco bizantino san Lazzaro scoperto mentre dipinge immagini sacre e prossimo al taglio della mano; il soggetto storico-religioso assumeva anche un valore risorgimentale, con il frate come figura degli ideali liberali e i persecutori come allusione alla repressione borbonica.
La fortuna dell'opera passò anche attraverso la traduzione all'acquaforte eseguita nel 1863 da Francesco Di Bartolo, incisore e pittore catanese formatosi nell'ambiente artistico napoletano, collega e amico di Morelli. L'acquaforte di Di Bartolo, intitolata Gl'Iconoclasti, contribuì alla circolazione grafica del dipinto di Morelli e alla sua diffusione oltre la visione diretta dell'originale.
Nel 1855 partecipò, insieme a Francesco Saverio Altamura e Serafino De Tivoli, all'Esposizione universale di Parigi.
Di ritorno a Firenze, prese parte ai dibattiti dei macchiaioli sul realismo pittorico, ciò che lo condusse gradualmente ad assumere uno stile meno accademico e maggiormente libero, soprattutto nell'uso del colore; secondo i critici della pittura napoletana, la sua arte fonde verismo e tardo-romanticismo a modelli neoseicenteschi.
Più di vent'anni dopo, nel 1878, Morelli fu nuovamente coinvolto nella presenza artistica italiana a Parigi, in occasione dell'Esposizione Universale, insieme allo scultore Giulio Monteverde e all'incisore e pittore catanese Francesco Di Bartolo, nel quadro della rappresentanza artistica italiana promossa dal ministro Salvatore Majorana Calatabiano.
Negli anni sessanta, ormai tra i pittori italiani più conosciuti della sua epoca, fu nominato consulente del museo nazionale di Capodimonte relativamente alle nuove acquisizioni di opere, portando così il suo contributo alla gestione delle collezioni d'arte. Gallerie d'Italia, Napoli, Napoli]] Nel 1868 ottenne la cattedra d'insegnamento all'Accademia di Belle Arti di Napoli - dove aveva studiato e dove ebbe molti allievi, tra cui Vincenzo Petrocelli,Giuseppe Costa, Francesco Coppola Castaldo, Giuseppe De Nigris, Raffaele Ragione e Achille Talarico. S'interessò anche a temi religiosi, mistici e soprannaturali; infatti, di questo periodo è uno dei suoi lavori più celebri, lAssunzione del Palazzo Reale di Napoli. Tra i suoi lavori dell'epoca vi è anche l'eccentrica culla di Vittorio Emanuele III, conservata presso la Reggia di Caserta; questa si contraddistingue per gli eleganti lavori di intaglio in legno (l'angelo reggicortina e il Lazzariello che regge la culla vera e propria) e i putti che decorano il bordo in conchiglia sardonica. Insieme a Vincenzo Petroccelli fu selezionato per realizzare una serie di affreschi nel Tempio di San Francesco a Gaeta.
Dal 1874 al 1883 circa, Domenico Morelli dipinse quadri aventi per soggetto scene orientali, pur non essendo mai stato in quei luoghi, inserendosi così nella corrente degli orientalisti italiani che annoverò pittori come Alberto Pasini, Roberto Guastalla, Federico Faruffini, Eugenio Zampighi, Pompeo Mariani, Giuseppe Molteni e altri.
Fu anche uno degli artisti che collaborarono alle illustrazioni della Bibbia di Amsterdam (1895) e, dal 1899 sino alla morte avvenuta nel 1901, fu direttore dell'Accademia di Belle Arti di Napoli. Tra i suoi molti allievi ci sono Vincenzo Petrocelli, Vincenzo Bruzzese, Antonio Mancini, Giovanni Voltini, Domenico Russo, Ulisse Caputo e Gennaro Pardo, cui si deve un ritratto postumo del maestro.
Era cognato del fisico Emilio Villari e dello storico Pasquale Villari, dei quali aveva sposato la sorella Virginia.Elena Candela, Angelo Raffaele Pupino, Salvatore Di Giacomo settant'anni dopo: atti del convegno di studi, 8-11 novembre 2005, Università di Napoli "L'Orientale", Liguori editore, 2007, n. 106 a p. 220 ISBN 978-88-207-3998-0 (Anteprima limitata su Google books)
Opere
Dipinti di soggetto storico, religioso e letterario Autoritratto, 1840, Firenze, Galleria degli Uffizi. I martiri cristiani, 1851, olio su tela, Napoli, Museo nazionale di Capodimonte. La morte di Pergolesi, 1854, Torino, Galleria civica d'arte moderna e contemporanea. Gl'iconoclasti, 1855, olio su tela, Napoli, Museo nazionale di Capodimonte, inv. PS 74. La barca della vita, 1859, Novara, Galleria d'arte moderna Paolo e Adele Giannoni. Terme pompeiane, 1861, Rovigo, Teatro Sociale. Oro di Pompei, 1863–1866, Napoli, Gallerie di Palazzo Zevallos. Torquato Tasso legge la Gerusalemme liberata a Eleonora d'Este, 1865, Roma, Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea. La terrazza, 1868, Napoli, Gallerie di Palazzo Zevallos. Cristo e la donna adultera, 1869, Madrid, Museo del Prado. Madonna delle Rose, 1872, Corigliano-Rossano, Castello di Corigliano Calabro. Conversione di San Paolo, 1876, Altamura, Cattedrale di Altamura. Le tentazioni di Sant'Antonio, 1878, Roma, Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea. Testa di un apostolo, 1878, L'Avana, Museo nazionale delle belle arti. Arabo in preghiera, 1880-1890, Catania, Museo civico al Castello Ursino. Il sermone di Maometto, Trieste, Museo Revoltella. L'angelo della morte, 1897, Buenos Aires, Museo nazionale delle belle arti. Cristo che veglia gli apostoli, 1900, Roma, Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea. La Morte del Tasso, Catania, Museo civico al Castello Ursino. I Vespri Siciliani, Napoli, Museo nazionale di Capodimonte. Il Gladiatore, Chicago, Art Institute of Chicago.
Ritratti, figure e studi Ritratto di Giacomo Leopardi, 1842-1845, Recanati, Centro Nazionale di Studi Leopardiani Ritratto di donna in rosso, 1855 circa, Roma, Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea. Ritratto di Emilio Villari giovane, 1855-1858, Roma, Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea. Ritratto d'uomo, 1870, Milano, Galleria d'arte moderna. Studio di testa femminile, 1870 circa, Milano, Galleria d'arte moderna. Dama col ventaglio, 1873, Napoli, Gallerie di Palazzo Zevallos. Studio di figura, 1874, Roma, Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea. Studio per il ritratto della signora Maglione, 1875-1879, Milano, Villa Reale. Una giovane donna con un fiocco tra i capelli, 1879 circa, Washington, National Gallery of Art. Allegoria dell'incisione, 1879, Washington, National Gallery of Art. La capretta, 1879 circa, Washington, National Gallery of Art. Ritratto di uomo in costume settecentesco, Varsavia, Museo nazionale. Ritratto di Giacomo Leopardi, Recanati, Museo del Centro Nazionale Studi Leopardiani. Testa femminile, Bari, Palazzo della Provincia. Giovane donna dormiente, Genova, Raccolte Frugone.
Opere decorative, monumentali e cartoni Mosaici della facciata del Duomo di Amalfi, su disegni di Domenico Morelli. Culla di Vittorio Emanuele III, 1869, su disegno di Domenico Morelli, Caserta, Reggia di Caserta.
Galleria d'immagini
Riconoscimenti Onorificenze
Alla memoria La città di Torino gli ha dedicato una via nei quartieri Le Vallette-Lucento.
Note
Bibliografia Primo Levi, L'Italico, Domenico Morelli nella vita e nell'arte, 1906, Casa editrice nazionale Roux e Viarengo, Roma-Torino Angelo Conti, Domenico Morelli, 1927, Edizioni d'arte Renzo Ruggiero, Napoli AA. VV. Filippo Palizzi e Domenico Morelli, Catalogo mostra Promotrice BB.AA. Salvator Rosa, Napoli 1961 A. Schettini, La Pittura napoletana dell'Ottocento Editrice E.D.A.R.T. Napoli 1967 AA. VV. Il secondo ‘800 italiano,Le poetiche dal vero, Mazzotta Milano 1988 AA. VV. Capolavori dell'800 Napoletano, dal romanticismo al verismo, Mazzotta, Milano 1997 Nello e Saverio Ammendola, Ottocento-Novecento, due secoli di pittura a Napoli, con introduzione e intervista di M. Picone Petrusa, Electa Napoli, Napoli 1999. AA. VV. Domenico Morelli e il suo tempo, 1823 1901 dal romanticismo al simbolismo, Electa Napoli, 2005 Natalia Di Bartolo, Corpus fondante e corpus di saggi per il bicentenario della nascita di Francesco Di Bartolo (1826-1913), incisore e pittore, OperaeOpera, 2026 Voci correlate Antonio Mancini Francesco Di Bartolo
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