La Merkavah (o Merkabah, «carro, veicolo») o misticismo della merkavahMartha Himmelfarb: Merkavah Mysticism since Scholem, in Peter Schäfer, Wege mystischer Gotteserfahrung. Mystical Approaches to God, De Gruyter Oldenbourg, 2006, pp.19-20. ISBN 978-3486580068. (cioè «misticismo del carro») è una corrente del misticismo ebraico tra le più antiche, che deriva da visioni estatiche come quella di o della letteratura hekhalot, i quali descrivono visioni del mondo celeste, di esseri angelici e di ascese mistiche attraverso i "palazzi" celesti (heikhalot) fino a giungere al cospetto del Trono divino. Encyclopedia.com, "Merkabah Mysticism or Ma'aseh Merkavah".
Il corpus principale della letteratura merkavah fu composto in Palestina nel I secolo,"Merkava", voce della Encyclopedia Britannica. sebbene gli sviluppi più importanti e duraturi si ebbero a Babilonia tra i secoli VII e XI; riferimenti posteriori alla tradizione del Carro si possono trovare anche nella letteratura del chassidismo medievale (nell'ambito del movimento "Chassidei Ashkenaz").Andrei A. Orlov, From Apocalypticism to Merkabah Mysticism: Studies in the Slavonic Pseudepigrapha, Brill, 2007, p. 224: "Comunque, come nota Gruenwald, il corpus principale della letteratura Merkabah fu composto in Israele nel periodo 200–700 e.v. Alcuni riferimenti a questa tradizione si possono trovare anche nella letteratura dei Chassidim tedeschi (secoli 12º e 13º)...". Uno dei testi principali di questa tradizione è la Maaseh Merkavah (Opere del Carro).Jacob Neusner, Neusner on Judaism: Literature, Ashgate Publishing, 2005, p. 74: "Quando Eleazaro completò le Opere del Carro, Yohanan si alzò e lo baciò sulla testa dicendo: Benedetto sia il Signore, Dio di Abramo. Giacobbe che diede ad Abramo un figlio saggio e che sapeva come enunciare la gloria di nostro padre in cielo."
Etimologia e origini
La parola ebraica merkavah, (, "carro, biga", derivante dalla radice consonantica r-k-b, con significato "cavalcare") è usata in Ezechiele () con riferimento al carro-trono di Dio con angeli detti Chayyot (חַיּוֹת, "esseri viventi", "creature"),<ref>Creature viventi o esseri viventi (חַיּוֹת chayot, da חַיּ chai, "vivere") sono una classe di esseri celesti descritti da Ezechiele nella sua visione del carro celeste. Altri riferimenti ricorrono nei testi del periodo del Secondo Tempio e nella letteratura rabbinica, come anche nellApocalisse di Giovanni . In fonti successive le creature vengono equiparate ad "angeli". Nel cristianesimo le quattro creature, a volte congiunte in un tetramorfo secondo Ezechiele, furono usate per rappresentare i Quattro evangelisti.</ref> ognuno dei quali ha quattro o sei ali, due ai piedi, due all'altezza del torace e due che coprono il volto, e quattro facce secondo le loro figure (di un uomo, di un leone, di un'aquila e di un bue).Il primo libro di Ezechiele dal sito del Vaticano, i versetti in questione vanno da 4 a 26; si veda anche Iconografia degli Evangelisti.
Il nome merkav(/b)ah (nel senso di "carro") ricorre 44 volte nel testo masoretico della Bibbia ebraica - più che altro nel significato di un normale cocchio terrestre e sebbene il concetto della Merkabah sia associato alla visione di Ezechiele (), la parola non viene scritta esplicitamente in Ezechiele 1.
Tuttavia, quando non tradotto in italiano, il termine ebraico merkavah (ebraico: מֶרְכַּבְ ,מרכבה e מִרְכֶּבֶת) si riferisce al carro-trono di Dio nelle visioni profetiche. Viene quindi strettamente associato alla visione di Ezechiele, capitolo 1, che descrive una quadriga tirata dai citati quattro chayyot ("esseri viventi") con quattro ali ciascunoSei ali nelle visioni di Isaia e Giovanni ( e ); si veda anche Dante Alighieri, Purgatorio - Canto ventinovesimo. Nei testi della Cabala ebraica sono molti i cenni di riferimento: i Chayyot vengono descritti assieme all'angelo Metatron ed all'angelo Sandalfon. e le quattro facce di uomo, leone, bue e aquila.
La visione di Ezechiele
Il profeta Ezechiele descrive la struttura del Carro parlando di ruote e di una lastra al di sotto; la descrizione del movimento di più ruote viene associata "all'andare e ritornare" degli angeli presenti nel Carro Celeste della Merkavah. Secondo i versetti in Ezechiele ed i rispettivi commentari che ne conseguono, la visione è costituita da un carro fatto di molti esseri celesti guidati da "una figura dalle sembianze umane". Quattro esseri formano la struttura basilare del carro. Questi esseri sono chiamati le "creature viventi" (ebr. חיות, traslitt. khayyot). I corpi delle creature sono "come quelli di un essere umano", ma ciascuno di essi ha quattro facce, che corrispondono alle quattro direzioni nelle quali il carro può andare (nord, sud, est e ovest). Le facce sono quelle di uomo, leone, bue (poi cambiato in un cherubino in ) e un'aquila. Poiché ci sono quattro angeli e ciascuno ha quattro facce, ci sono un totale di sedici facce.
Ogni angelo Chayot dispone anche di quattro ali. Due di queste ali si distendono su tutta la lunghezza del carro e si collegano con le ali dell'angelo sull'altro lato. Ciò crea una sorta di 'quadrilatero' di ali che formano il perimetro del carro. Con le altre due ali, ogni angelo copre il proprio corpo. Sotto, ma non attaccati ai piedi degli angeli Chayot, ci sono altri angeli che sono a forma di ruote. Questi angeli ruote, che sono descritti come "ruota dentro ruota", si chiamano "Ophanim", (lett. ruote, cicli o vie). Queste ruote non sono direttamente sotto il carro, ma si trovano vicine e lungo il suo perimetro. L'angelo con la faccia d'uomo è sempre sul lato est e guarda la "figura dalle sembianze umane" che guida il carro. Questa "figura" siede su un trono fatto di zaffiro.
La Bibbia fa poi menzione di un terzo tipo di angelo riportato nella merkabah e chiamato "Seraph" (lett. "ardente"). Gli angeli Seraphim (Serafini) appaiono come lampi di fuoco che continuamente ascendono e discendono. Nel caso specifico, i Serafini alimentano il movimento del carro. Nella gerarchia degli angeli, i Serafini sono i più elevati, cioè più vicini a Dio, seguiti dai Chayot, seguiti dagli Ophanim. Il carro è in un costante stato di moto, e l'energia che è alla base di questo movimento viene emanata in base a questa gerarchia. Il movimento degli "Ophanim" è controllato dalle "creature viventi", mentre il movimento dei "Chayot" è controllato dai "Seraphim". Il movimento di tutti gli angeli del carro sono controllati dalla "figura in sembianza d'uomo" sul Trono.Per questa sezione, si veda spec. Gershom Scholem, Major Trends in Jewish Mysticim, Schocken, 1995, 2ª Lezione, spec. pp. 42-79 & passim; id., Jewish Gnosticism, Merkabah Mysticism, and Talmudic Tradition, 1965, s.v. "Merkabah".
Primo misticismo ebraico merkavah
L'ebraista Mark Verman suddivide il primo misticismo ebraico in quattro periodi, che si sviluppano dalle visioni del Carro/Trono di Isaia ed Ezechiele, fino ad integrarsi nei correnti testi mistici merkabah:Mark Verman, The Books of Contemplation, p. 8; anche sintetizzato da Sanford L. Drob in Kabbalistic Metaphors: Jewish Mystical Themes in Ancient and Modern Thought, Jason Aronson, 2000, Cap. 1, pp. 4-8. 800–500 prima dell'era volgare (p.e.v.), elementi mistici nell'ebraismo profetico come il Carro di Ezechiele Inizi degli anni 530 p.e.v., specialmente 300–100, misticismo della letteratura apocalittica Inizi degli anni 100 p.e.v., specialmente 0-130, primo misticismo merkabah rabbinico, citato brevemente nella letteratura rabbinica esoterica come ascesa al Pardes; correlata anche al primo misticismo cristiano ca. 0–200 e.v., fino a ca. 1000, resoconti dell'ascesa mistica merkabah nella letteratura esoterica Merkabah-Heikhalot.
Commentario ebraico
I primi commentari rabbinici della merkavah furono esposizioni esegetiche delle visioni profetiche di Dio nei cieli, e del corteo divino degli angeli, schiere e creature celesti che circondano Dio. Le prime fonti suggeriscono che l'omiletica merkavah non diede luogo ad esperienze di ascensione – come un saggio rabbino afferma: "Molti hanno dissertato sulla merkabah senza mai vederla."Tosefta' Meghillah 3:28.
Un riferimento alla merkabah nel Talmud rileva l'importanza del passo: "Un grosso problema - il resoconto della Merkavah; un piccolo problema - le discussioni di Abaye e Rava."Entrambi rinomati saggi talmudisti - si veda Moshe Idel, Rif. Talmud babilonese Sukkah 28a. I saggi Rabbi Yochanan Ben Zakkai (m. 80) e successivamente Rabbi Akiva (m. 135) furono profondamente coinvolti nell'esegesi della merkabah. Rabbi Akiva ed il suo coetaneo Rabbi Ishmael ben Elisha sono spesso protagonisti della letteratura ascensionale merkabah.
Proibizione dello studio
Il trattato sull'Offerta Festiva del Talmud babilonese espone la regola secondo cui è permesso rivelare il "segreto della Merkavah" solo ad alcuni uomini particolarmente elevati spiritualmente, con rari talenti e doti precipue. In verità i divieti talmudici in materia di studio e approfondimento della Merkabah sono numerosi e ampiamente approvati. Secondo l'ebraismo, le discussioni sulla merkabah sono riservate esclusivamente ai saggi più meritevoli e si narrano leggende ammonitrici circa i pericoli della meditazione troppo intensa relativa alla merkabah.
Ad esempio, le dottrine segrete non possono essere discusse in pubblico: "Non cercare le cose troppo difficili per te, non indagare le cose per te troppo grandi. Bada a quello che ti è stato comandato, pensaci con riverenza; poiché tu non devi occuparti delle cose misteriose. Non sforzarti in ciò che trascende le tue capacità, poiché ti è stato mostrato più di quanto comprende un'intelligenza umana."Siracide 3:21-22 Ciò deve essere contemplato solo da studiosi esemplari: "Bereshit Ma`aseh non deve essere spiegata davanti a due persone, né Ma`aseh Merkabah davanti ad una, a meno che non sia saggio e la capisca da solo."Hagigah II.1. Ulteriore commentario riporta che i titoli di capitolo di Ma`aseh Merkabah possono essere insegnati, come venne fatto dall'amora Rabbi Ḥiyya bar Abba. Secondo il Talmud gerosolimitano Hagigah II.1, l'insegnante leggeva i titoli dei capitoli dopodiché, fatta salva l'approvazione del maestro, l'allievo leggeva fino alla fine del capitolo,Trattato Hagigah 13a. sebbene Rabbi Zera affermasse che persino i titoli di capitolo avrebbero dovuto essere comunicati solo alle persone a capo di una scuola e cauti di temperamento.
Secondo il saggio amora Rabbi Ammi, la dottrina segreta doveva solo esser trasmessa a colui che possedeva le cinque qualità elencate in (esperto in uno delle cinque differenti professioni che richiedono il buon senso) e, necessariamente, di età matura. Quando Yochanan Ben Zakkai desiderò istruire Eleazar ben Azariah sulla Maaseh Merkabah, costui rispose: "Non sono ancora abbastanza vecchio". Un ragazzo che riconobbe il significato di , fu consumato dal fuoco (Hagigah 13b), ed i pericoli connessi con la discussione non autorizzata di queste materie sono spesso descritti nel Talmud., articolo "Ma'aseh Bereshit; Ma'aseh Merkabah".URL consultato 21 settembre 2015 Bibliografia della Jewish Encyclopedia: Jacob Hamburger, Realencyclopädie für Bibel und Talmud II, s.v. "Geheimlehre" ; Leopold Zunz, Gottesdienstliche Vorträge, 2ª ed., v. 171–173.Ḥag. II. 1; Shabbat (Talmud) 80b.
Ulteriore analisi
Oltre alla comunità rabbinica, anche gli apocalittici si impegnarono in esegesi visionarie riguardanti il reame divino e le creature divine, esegesi che sono notevolmente simili al materiale rabbinico. Un esiguo numero di testi rinvenuti a Qumran indicano che anche la comunità del Mar Morto era coinvolta nell'esegesi della merkabah. Inoltre, testi mistici ebraici recentemente scoperti comprovano una profonda affinità con le omelie merkabah rabbiniche.Don Karr, "Note sullo studio del Misticismo Merkabah"