Entra nel mondo del cinema molto giovane e s'impone agli inizi degli anni cinquanta, grazie ai suoi ruoli in commedie come Pane, amore e..., Un marito per Cinzia e La baia di Napoli. Verrà diretta nel 1960 da Vittorio De Sica ne La ciociara, per il quale vinse il Premio Oscar. Nel 1991 le viene assegnato l'Oscar onorario. Altri suoi film che hanno fatto la storia del cinema italiano sono Una giornata particolare, Ieri, oggi, domani e Matrimonio all'italiana.

Durante la sua carriera è stata diretta, tra gli altri, da Sidney Lumet, Charlie Chaplin, Boris Sagal, Martin Ritt, George Cukor, Henry Hathaway, Dino Risi, Mario Monicelli, Ettore Scola e Vittorio De Sica e ha recitato accanto a molti divi considerati fra i più importanti attori del mondo fra cui, ad esempio, Marcello Mastroianni, Totò, Marlon Brando, Charlton Heston, Cary Grant, John Wayne, Clark Gable, Burt Lancaster, Jean Paul Belmondo, Paul Newman, Tab Hunter, John Huston, Richard Burton, Gregory Peck, Frank Sinatra, Anthony Perkins, Vincent Gardenia, Jean Gabin, William Holden, Peter Sellers e altri ancora. Ha vinto numerosi riconoscimenti: oltre ai due premi Oscar, cinque premi Golden Globe, un Leone d'oro, un Grammy Award, una Coppa Volpi al Festival di Venezia, un Prix al Festival di Cannes, un Orso d'oro alla carriera al Festival di Berlino, ed è stata onorata con una stella sulla celebre Hollywood Walk of Fame.

Nel 1999 l'American Film Institute l'ha classificata al ventunesimo posto fra le più grandi attrici del cinema statunitense.

Biografia Giovinezza

Sofia Costanza Brigida Villani Scicolone nacque il 20 settembre 1934 nella clinica Regina Margherita a Roma,Le origini siciliane di Sophia Loren, clessidra2021.it, 3 Settembre 2025 figlia di Romilda Villani (1910-1991), insegnante di pianoforte puteolana, e di Riccardo Mario Claudio Scicolone (1907-1976), immobiliarista siciliano. La madre aveva vinto nel 1932 un concorso per andare a Hollywood come sosia e controfigura di Greta Garbo, ma per la forte opposizione dei suoi genitori rinunciò. Il padre, di nobili origini (la stessa Sofia nella sua autobiografia afferma di avere il diritto di chiamarsi dei Marchesi di Licata Scicolone Murillo), riconobbe la paternità della bambina, che chiamò con il nome della propria madre, Sofia, di origine veneta; tuttavia, rifiutò sempre di sposare Romilda, che per le conseguenti ristrettezze economicheStefano Masi-Enrico Lancia, Sophia Loren, Gremese editore si trasferì con la piccola Sofia da Roma a Pozzuoli, presso la sua famiglia, dove Sofia trascorse l'infanzia e i primi anni dell'adolescenza, durante la seconda guerra mondiale, in condizioni economiche precarie.

Il porto e il magazzino di munizioni di Pozzuoli venivano spesso bombardati dalle forze aeree degli Alleati e Sofia, nel corso di uno di questi bombardamenti, mentre correva nel rifugio antiaereo, fu colpita da una scheggia di shrapnel, che la ferì al mento. Dopo questo incidente, la famiglia si trasferì a Napoli. Dopo la guerra, insieme alla famiglia, tornò nella dimora di Pozzuoli.

Gli esordi A quindici anni vinse il suo primo concorso di bellezza e con il premio in denaro tornò a Roma insieme alla madre in cerca di successo, ma entrambe vennero denunciate dal padre che non accettava la carriera della figlia nel mondo dello spettacolo, per una presunta attività di prostituzione nella casa romana, ma tutto si risolse con un chiarimento di fronte alle forze dell'ordine. A Roma partecipò a vari concorsi di bellezza, fra cui Miss Italia del 1950 dove venne eletta Miss Eleganza; posò inoltre per fotoromanzi e partecipò a diverse pellicole cinematografiche come comparsa o in ruoli marginali che a poco a poco le portarono visibilità, essendo centrati sulle sue qualità estetiche. In un solo anno furono una quindicina i film nei quali fu scritturata.

Affiancò anche Corrado, allora divo della radio, nella conduzione di Rosso e nero. La svolta arrivò quando, sempre nel 1951, incontrò il produttore Carlo Ponti, che la notò a un concorso di bellezza, dove lei era ospite; il giorno dopo la ricevette nel suo studio per un colloquio e, rimasto colpito dalle sue potenzialità, le offrì un contratto di sette anni. Iniziò in questo periodo a usare nomi d'arte facendosi prima chiamare Sofia Lazzaro e poi Sophia Loren, così da presentarsi in modo più "internazionale" su suggerimento del produttore Goffredo Lombardo che si ispirò a quello dell'attrice svedese Märta Torén.

I film degli anni cinquanta

Uno dei primi ruoli importanti con il nuovo nome fu a fianco di Alberto Sordi, interpretando Cleopatra e quello di una sua sosia in Due notti con Cleopatra di Mario Mattoli nel 1953; nello stesso anno è coprotagonista in Ci troviamo in galleria, esordio alla regia di Mauro Bolognini. L'anno seguente girerà altri film in ruoli secondari come Carosello napoletano, Un giorno in pretura, nell'episodio Don Michele, Anna e il biliardo con Walter Chiari o Pellegrini d'amore, o Tempi nostri, con Totò; lo stesso anno interpreterà anche ruoli da protagonista in celebri commedie come il ruolo della pizzaiola Sofia in L'oro di Napoli, che Vittorio De Sica le volle affidare soltanto poco dopo averla conosciuta e dopo un breve colloquio; segue Peccato che sia una canaglia, di Alessandro Blasetti (tratto da un racconto di Alberto Moravia), dove incontra per la prima volta Marcello Mastroianni con il quale in futuro realizzerà numerosi film; qui interpreta una giovane ladra che cercherà con la sua esuberante bellezza di incastrare l'onesto tassista Paolo, che si difenderà con tutti i mezzi sia dalla giovane Lina e sia dal padre di lei, il professor Stroppiani, interpretato da Vittorio De Sica. Sempre nel 1954 girerà Miseria e nobiltà di Mario Mattoli, con Totò. Nel 1955 interpreta, con Mastroianni e De Sica, La bella mugnaia, commedia di Mario Camerini ambientata durante l'occupazione spagnola nel sud d'Italia; dello stesso anno è Il segno di Venere, diretto da Dino Risi, dove veste i panni di Agnese che, a causa della sua bellezza, mette in ombra la cugina Cesira di minuto aspetto, interpretata da Franca Valeri; segue Pane, amore e..., con Vittorio De Sica, Tina Pica e diretto da Dino Risi, in cui cerca con ogni mezzo di sedurre il maresciallo Carotenuto affinché le conceda una proroga per rimanere nella sua casa, il film è il seguito di Pane, amore e fantasia e Pane, amore e gelosia, interpretati da Gina Lollobrigida, da sempre indicata come la sua storica rivale cinematografica.

Il suo primo ruolo drammatico è in un film diretto da Mario Soldati, La donna del fiume. Con La fortuna di essere donna (1956) di Alessandro Blasetti, ritorna in coppia con Mastroianni in una commedia. Le viene dedicata copertina su Life del 1955, che segna l'inizio della sua carriera internazionale.

È questo il periodo di molti film girati ad Hollywood, come Orgoglio e passione (1957) di Stanley Kramer, al fianco di Frank Sinatra e Cary Grant. Timbuctù (1957) di Henry Hathaway, con John Wayne, La chiave (1958) di Carol Reed, con William Holden, il western Il diavolo in calzoncini rosa (1959) di George Cukor, con Anthony Quinn, Un marito per Cinzia (1958) di Melville Shavelson, ancora con Cary Grant; seguono Desiderio sotto gli olmi (1958) di Delbert Mann, al fianco di Anthony Perkins, e Quel tipo di donna (1959) di Sidney Lumet, accanto a Tab Hunter e Jack Warden, ed altri ancora.

Nel novembre del 1957, per la proiezione del film Les Girls per il Royal Film Performance a Londra, Sophia Loren incontra la regina Elisabetta IIDi quando una giovane Sophia Loren si ritrovò a fare l'inchino a una giovane regina Elisabetta, Marie Claire, 03/08/2022.

Gli anni sessanta: il successo internazionale

Divisa tra Italia e Hollywood, per tutto il decennio interpreta film di successo con le più grandi star, diretta da registi quali Vittorio De Sica, Mario Monicelli, Ettore Scola, Dino Risi, Mario Camerini, Charlie Chaplin, Sidney Lumet, George Cukor, Michael Curtiz, Anthony Mann e André Cayatte; in particolare con De Sica, con il quale gira otto film, spesso con Mastroianni.

Nel tempo va affermandosi come un’icona del cinema italiano e la definitiva consacrazione come attrice arriva con l'interpretazione nel film La ciociara nel quale inizialmente avrebbe dovuto interpretare la figlia Rosetta mentre poi le venne affidata la parte di Cesira che in un primo momento era stata offerta ad Anna Magnani. Ambientato negli anni della seconda guerra mondiale, il film è tratto dall'omonimo romanzo di Alberto Moravia. All'epoca Sophia Loren aveva solo 25 anni, quando inaspettatamente Vittorio De Sica le propose il ruolo di Cesira. Questa interpretazione vale alla Loren il Premio Oscar, la Palma d'oro a Cannes, il BAFTA, il David di Donatello e il Nastro d'argento; nell'aprile dello stesso anno Time le dedica una copertina con un'illustrazione di René Bouché.

Dopo La ciociara in Spagna recita nel colossal El Cid (1961) di Anthony Mann, ove interpreta Jimena, promessa sposa al leggendario condottiero El Cid, interpretato da Charlton Heston; l'anno seguente recita nel film a episodi Boccaccio '70 nel ruolo di Zoe, nell'episodio La riffa, diretta da Vittorio De Sica; Negli anni successivi reciterà con Peter Sellers in La miliardaria, con Clark Gable in La baia di Napoli, con Paul Newman in Lady L e con Marlon Brando e Charlie Chaplin ne La contessa di Hong Kong.

Del 1963 è Ieri, oggi, domani, in cui interpreta tre ruoli divenuti celebri: Adelina, una giovane napoletana venditrice di sigarette di contrabbando che per sfuggire al carcere cerca di rimanere incinta più volte possibile; Anna, una signora milanese che, insoddisfatta della propria vita, cerca una consolazione in un amore extra-coniugale; Mara, una prostituta romana che all'inizio cerca di sedurre un seminarista, ma poi comprende che dovrà aiutarlo nel suo cammino spirituale. Rimane nell'immaginario collettivo lo spogliarello di fronte a un sognante Mastroianni. Per questi ruoli riceverà il David di Donatello come migliore attrice protagonista, mentre il film ottiene numerosi premi, tra cui il Premio Oscar come miglior film straniero nel 1965.

Del 1964 è invece Matrimonio all'italiana, tratto dalla commedia Filumena Marturano di Eduardo De Filippo. Vittorio De Sica le assegna un altro celebre personaggio, quello della prostituta Filumena, complesso e battagliero. Una donna che cerca di rifarsi una vita credendo all'amore di Domenico Soriano (interpretato da Mastroianni), e poi con ogni mezzo trova il modo per garantire un futuro ai suoi tre figli, che ha nascosto per tutta la vita, sposando "don Dummì". Un'eccellente interpretazione con celebri monologhi dove si evidenzia, soprattutto, l'istinto dell'essere madre e l'amore per i figli sopra ogni cosa. Per questo ruolo riceve una seconda candidatura all'Oscar alla miglior attrice.

L'ultimo film con Mastroianni e diretto da De Sica è I girasoli del 1969: una storia d'amore tra Giovanna e Antonio, che li vede felici e innamorati nella prima parte fino a quando la guerra li dividerà per sempre; un altro ruolo intenso e drammatico in cui, questa volta, presta la sua energia nel ritrovare suo marito fino in Russia, dove è dato per disperso. Per questo film riceve un altro David di Donatello come miglior attrice protagonista.

Gli anni settanta

Nel 1971 è protagonista della commedia La mortadella di Mario Monicelli e de La moglie del prete, diretto da Dino Risi, ancora una volta in coppia con Marcello Mastroianni; nel 1972 recita nel film drammatico Bianco, rosso e... di Alberto Lattuada con Adriano Celentano.

In questi anni, dopo due tentativi sfortunati, ha due figli: Carlo Jr. nel 1968 ed Edoardo nel 1973.