Soprannominato "braccio d'oro" per il suo tocco e il suo talento tennistico, vanta sei titoli nel circuito maggiore in singolare, su 12 finali disputate, grazie ai quali si colloca al quinto posto assoluto nella classifica delle vittorie ATP ottenute in singolare dai tennisti italiani nell'era Open.

È stato n. 12 del mondo, ottavo miglior ranking ATP raggiunto da un tennista italiano dall'introduzione del sistema di calcolo computerizzato, e numero 1 d'Italia per 22 settimane.

È stato uno dei Quattro Moschettieri, i componenti della squadra vincitrice della prima, storica, Coppa Davis per l'Italia nel 1976 e finalista in altre tre occasioni (1977, 1979 e 1980). Mentre da capitano non giocatore ha condotto la nazionale alla finale del 1998.

Nelle prove del Grande Slam ha raggiunto i quarti di finale al Roland Garros nel 1973.

In doppio è stato uno dei maggiori talenti mai espressi dal tennis italiano, conquistando 12 titoli, tutti in coppia con Adriano Panatta, su 19 finali disputate, tra cui spicca il trionfo al torneo di Monte Carlo del 1980, unico successo ottenuto da una coppia italiana nel Principato in era Open.

Biografia Figlio di mamma Maria Rosa, che gestiva il bar del circolo tennis "Roma" a Forte dei Marmi, e di papà Gino, maestro di tennis dello stesso club, iniziò a giocare per divertimento da bambino, palleggiando contro il muro e nel giardino di casa. Fu proprio il padre a trasmettergli le prime nozioni di gioco e, soprattutto, a impostargli il suo celebre rovescio a una mano. Nel 1962 a Cesenatico entrò per la prima volta in contatto con Adriano Panatta da cui fu sconfitto nella finale di un torneo Under 13. Nel 1963, a 12 anni, fu notato dal presidente della Virtus Bologna, che lo portò a Bologna, dove trascorse circa otto mesi nel circolo tennis.

Nel 1964 insieme ad Adriano Panatta, su convocazione dall'allenatore e mentore Mario Belardinelli, si trasferì al centro tecnico federale di Formia, dove i ragazzi studiavano al mattino dedicando il pomeriggio agli allenamenti. Nacque così un sodalizio che diede vita a una delle migliori coppie italiane di doppio di sempre.

Ha una figlia, Irene, chiamata così in onore dell'attrice greca Irene Papas, che si occupa di cavalli e salto a ostacoli.

Carriera da giocatore

Nel 1966, ancora quattordicenne, conquistò i Campionati Italiani Under 16 e nel 1969 trionfò tra gli Under 18 del proprio paese.

1968-1972: semifinale a Senigallia, quarti a Roma, esordio in Davis A giugno del 1968 fece il suo esordio nel circuito maggiore, nella penultima edizione del torneo di Barcellona prima dell'era Open, dove venne sconfitto al primo turno dallo spagnolo Enrique Guerrero in cinque set.

Nell'aprile del 1969 giocò il suo primo incontro nell'era Open, agli Internazionali d'Italia, dove fu sconfitto al primo turno da Patrick Proisy in due set (3–6, 6–8).

Il 2 agosto 1971 ottenne la sua prima vittoria nel circuito maggiore, battendo con il punteggio di 6–2, 6–0 il francese Serge Terrade nel primo turno del torneo di Senigallia, dove si spinse poi fino alla semifinale grazie ai successi, in sequenza, sullo statunitense Robert Stock, Petre Marmureanu e Giordano Maioli. A sconfiggerlo fu Martin Mulligan, in tre set.

Il 23 aprile 1972 vinse il torneo di Catania (non ancora facente parte del circuito maggiore), sconfiggendo in finale Martin Mulligan per 6–4, 6–4, 7–6. La settimana successiva prese parte per la seconda volta agli Internazionali d'Italia, dove arrivò ai quarti di finale sconfiggendo Andrés Gimeno, testa di serie n. 6, Antonio Muñoz e István Gulyás, prima di arrendersi, al tie-break del set decisivo, a Jan Kodeš, testa di serie n. 3 e finalista del torneo.

Dal 5 al 7 maggio, nel primo turno della Zona A europea di Coppa Davis, conquistò contro Ruby Hoskowetz e Hans Kary due dei cinque punti con cui l'Italia guidata da Giordano Majoli eliminò l'Austria. Dal 20 al 22 maggio l'Italia affrontò l'Olanda sconfiggendola per 4–1 nei quarti di finale della Zona A europea. Bertolucci vinse il secondo singolare, contro Fred Hemmes e fu sconfitto da Jan Hordijk a risultato acquisito.

Nella sua prima partecipazione al Roland Garros, fu eliminato al primo turno da François Jauffret col punteggio di 6–0, 6–4, 6–1.

Nella prima delle sue due sole partecipazioni al torneo del Queen's, il 20 giugno sconfisse al primo turno Harold Solomon in due set, vincendo il suo primo incontro in carriera su erba, mentre nei sedicesimi di finale, disputati nello stesso giorno per via del maltempo dei giorni precedenti, beneficiò di uno stiramento alla schiena subito da Tom Gorman che si ritirò nel set decisivo sul punteggio di 6–3, 2–6, 8–7 a favore di Bertolucci, che poi negli ottavi si arrese a John Paish per 6–8, 0–6.

Nel suo unico incontro disputato in carriera a Wimbledon, Bertolucci fu sconfitto in tre set da Jim Mcmanus (2–6, 3–6, 3–6).

Nel 1972 raggiunse la sua prima finale ai Campionati italiani assoluti, disputati al CT EUR di Roma, dove fu sconfitto dal campione in carica Adriano Panatta con un triplo 2–6.

1973: quarti a Parigi, semifinale a Roma, n. 12 ATP, primo titolo in doppio

Al torneo di Firenze, il 5 maggio, disputò la sua seconda semifinale in singolare, eliminando lo svedese Birger Andersson, Patrice Dominguez e Georges Goven, per poi arrendersi ad Adriano Panatta in quattro set, nel primo confronto diretto tra i due giocatori nel circuito maggiore. Insieme allo stesso Panatta, si aggiudicò il primo dei suoi 12 titoli di doppio, superando in finale la coppia Juan Gisbert / Ilie Năstase con il punteggio di 6–3, 6–4.

Dal 18 al 20 maggio, per i quarti della Zona B europea di Coppa Davis, l'Italia guidata da Fausto Gardini vinse per 5–0 la sfida contro la Bulgaria. Bertolucci vinse in tre set il primo singolare contro Božidar Pampulov e, in coppia con Panatta, si aggiudicò anche la prova di doppio contro i gemelli Matej e Bozhidar Pampulov. A risultato acquisito Bertolucci conquistò il penultimo singolare contro Ljuben Genov.

Alla fine di maggio diventò il secondo tennista italiano dell'era Open, dopo Adriano Panatta, a raggiungere i quarti di finale al Roland Garros, grazie ai successi, nell'ordine, su Joaquin Loyo-Mayo, Mark Cox, Andrew Pattison e, negli ottavi, sulla testa di serie n. 4 Arthur Ashe, che sconfisse in tre set prima di arrendersi a Nikola Pilić in quattro. La settimana seguente fu semifinalista agli Internazionali d'Italia, primo italiano dell'era Open ad aver compiuto l'impresa. Superò i primi tre turni in tre set contro Jun Kuki, Ion Tiriac e Roger Taylor, testa di serie n.11. Negli ottavi di finale si impose in due set su Patrice Dominguez, mentre nei quarti la spuntò per 7–5 nel set decisivo contro Jiří Hřebec. La semifinale lo vide soccombere in cinque partite contro l'imminente numero 1 del mondo, neo campione del Roland Garros e futuro vincitore del torneo, Ilie Năstase, in un incontro sospeso per oscurità nel quinto set, con Năstase in vantaggio per 4–0 e servizio, e concluso il giorno seguente con il punteggio di 2–6, 6–3, 3–6, 6–3, 0–6 a sfavore di Bertolucci, l'unico giocatore in grado di strappare almeno un set a Năstase in 13 incontri consecutivi tra Parigi e Roma.

Nella sua seconda e ultima partecipazione al torneo del Queen's, sconfisse al primo turno Tony Roche per 6–3, 8–9, 6–4, per poi cedere in due set a Ismail El Shafei. Il 1973 fu l'anno del boicottaggio da parte dell'ATP nei confronti del torneo di Wimbledon, colpevole secondo i giocatori di aver rifiutato l'iscrizione al torneo di Nikola Pilić a causa di una squalifica. Aderì anche Bertolucci al quale la decisione costò tre mesi di squalifica dalla Coppa Davis, inflittagli dalla Federazione Italiana Tennis, che, di fatto, gli impedì di prendere parte alla manifestazione per un anno.

Nella trasferta nordamericana di agosto Bertolucci raggiunse i quarti di finale sia a Indianapolis (sconfitto dalla testa di serie n. 2 Manuel Orantes), sia a Toronto (battuto da Cliff Drysdale).

Il 23 agosto 1973, data dell'entrata in vigore della classifica mondiale computerizzata, raggiunse la posizione numero 12, la settima più alta raggiunta da un tennista italiano.

Nella prima delle sue due sole partecipazioni agli US Open, dove era testa di serie n. 12, fu costretto a ritirarsi per infortunio durante il primo turno contro Jeff Simpson.

Tornato in Italia, raggiunse la sua seconda finale (consecutiva) ai Campionati italiani assoluti, disputati al Tennis Club Perugia, dove fu nuovamente superato da Adriano Panatta in tre set (2–6, 4–6, 3–6).

Il 1º novembre del 1973, al terzo turno del torneo Jean Becker di Parigi, fu sconfitto col punteggio di 6–2, 6–2 da Ilie Năstase, futuro vincitore del torneo, nel primo incontro disputato da un tennista italiano contro un giocatore posizionato al primo posto del ranking computerizzato.

Bertolucci concluse la stagione alla posizione n. 20 della classifica mondiale, la prima computerizzata della storia.

1974: n. 1 d'Italia, finali a Firenze e Bournemouth, 2 titoli in doppio Il 6 maggio, grazie alla posizione n. 14, Bertolucci scavalcò Adriano Panatta diventando il nuovo numero uno italiano, posizione che detenne complessivamente per 22 settimane.

Il 12 maggio, al torneo di Firenze, disputò la sua prima finale nel circuito maggiore, grazie ai successi in sequenza sul connazionale Marco Consolini, Tenny Svensson, Jeff Simpson e Onny Parun. Nell'ultimo atto fu sconfitto per 3–6, 1–6 da Adriano Panatta, insieme al quale bissò il successo dell'anno precedente in doppio, battendo in finale gli ungheresi Róbert Machán e Balázs Taróczy con il punteggio di 6–3, 3–6, 6–4.

Al torneo di Bournemouth superò Bernard Mitton al primo turno e lo statunitense Steve Faulk al secondo. Negli ottavi di finale prevalse su Iván Molina, mentre nei quarti sconfisse Patrice Dominguez. In semifinale la spuntò su Hans Kary, che riuscì a portarlo al terzo set dopo avergli annullato 10 match-point nel secondo: due sul 5–2, quattro sul 5–3, due sul 5–4 e due sul 6–5 (6–4, 6–8, 6–4). In finale, il 26 maggio, Bertolucci si arrese a Ilie Năstase col punteggio di 1–6, 3–6, 2–6, nella prima finale ATP disputata da un tennista italiano contro un avversario classificato al primo posto della classifica mondiale computerizzata.

Al Roland Garros, dove era testa di serie n. 9, uscì al primo turno per mano di William Brown col punteggio di 4–6, 7–5, 2–6.

A Båstad raggiunse la semifinale superando al primo turno Ramiro Benavides e al secondo Jairo Velasco. Nei quarti di finale la spuntò in tre set su Jan-Erik Lundquist rimontando uno svantaggio di 0–5 nel set decisivo (1–6, 7–6, 7–5). Nel penultimo atto fu sconfitto in quattro set da Adriano Panatta (6–7, 6–4, 1–6, 2–6), insieme al quale si aggiudicò poi il torneo di doppio sconfiggendo in finale la coppia Björn Borg / Ove Bengston con il punteggio di 3–6, 6–2, 6–4.