Yad Vashem () è lEnte nazionale per la Memoria della Shoah di Gerusalemme, istituito per «documentare e tramandare la storia del popolo ebraico durante la Shoah preservando la memoria di ognuna delle sei milioni di vittime», nonché per ricordare e celebrare i non ebrei di diverse nazioni che rischiarono le loro vite per aiutare gli ebrei durante la Shoah e certificati al 1º gennaio 2022 in 28 217 persone. Fondato il 19 agosto 1953 con la Legge del memoriale approvata dal parlamento israeliano, il sito che ospita tutte le strutture del Memoriale è stato costruito sul versante occidentale del Monte Herzl ("Monte della Memoria" o "Monte del Ricordo") della foresta di GerusalemmeLa foresta fu piantata nel 1950 da parte del Fondo Nazionale Ebraico e con un finanziamento di donatori privati., a 804 metri sul livello del mare, con un museo storico che occupa un'area di 4 200 m² con strutture prevalentemente sotterranee.
L'organizzazione dei compiti è demandata alle diverse sezioni dell'ente, che comprende fra l'altro: gli archivi storici, gli istituti di ricerca sulla shoah, la scuola per gli studi sull'olocausto, una corposa biblioteca, oltre che i memoriali e diversi spazi, alcuni espositivi e museali e altri consistenti in rappresentazioni e giardini di grande valore simbolico per gli ebrei. Dopo il Muro del Pianto, il Memoriale dell'Olocausto e degli eroiMemoriale dell'Olocausto e degli eroi, è il nome ufficiale di tutta l'area del Memoriale Inaugurazione del nuovo Museo della Shoah, il principale museo dedicato al ricordo dell'Olocausto nel mondo, è il secondo sito turistico più visitato di Israele con oltre due milioni di visitatori l'annoLe forme del cemento. Dinamicità, di Carmen Andriani, p. 38, sezione: Museo dell'olocausto Yad Vashem di Nilda Valentin, Cangemi Editore, Roma 2011, ISBN 978-88-492-2156-5 Le forme del cemento. Dinamicità - Aa.Vv. - Google Libri, ISBN 9788849221565.
Nominato ad agosto 2021, presidente di Yad Vashem è l’ex console generale israeliano a New York, Dani Dayan che «va a ricoprire un incarico rimasto vacante dal 2020 in seguito alle dimissioni di Avner Shalev» che aveva guidato Yad Vashem per 27 anni.
Il nome e i punti cardine dello statuto di Yad Vashem Il nome del Memoriale, si basa su due parole: monumento e nome, rispettivamente in ebraico "Yad יד" e "Shem שם", pronunciate da Dio nella promessa fatta a tutti i suoi servitori nel Tanakh e riportata dal profeta Isaia (יְשַׁעְיָהוּ) in Isaia che recita:
«Io darò loro, nella mia casa e tra le mie mura, un monumento (yad) e un nome (shem) più che se fossero figli e figlie; io darò loro un nome eterno che non sarà mai cancellato».
Il nome Yad Vashem significa letteralmente "un monumento e un nome". Il nome dell'Ente si prefigge perciò di celebrare e commemorare con un luogo fisico e con un nome letterale, tutti coloro che sono meritevoli di ricordo.
Yad Vashem è basato per statuto su un programma che prevede cinque principali classi meritevoli di ricordo e commemorazióne. Queste sono:
I sei milioni di Ebrei uccisi dai Nazisti e dai loro collaboratori. Le Comunità Ebraiche e le loro istituzioni che sono state fatte scomparire e distrutte. Il valore e l'eroismo dei soldati e dei combattenti partigiani. I figli e le figlie del popolo Ebraico che hanno lottato per la loro dignità umana. I "Giusti tra le nazioni" che hanno rischiato le loro vite per salvare Ebrei.
Obiettivi È il 1957 quando il Memoriale apre al pubblico, ovvero nove anni dopo la nascita dello Stato di Israele e circa quindici anni dopo l'Olocausto. Il Memoriale è fondato su un obiettivo principe, un "dovere" cardine che ha a che fare con tutta la cultura ebraica e la sua identitàZakhor. Storia ebraica e memoria ebraica, di Yosef Hayim Yerushalmi, (edizione originale inglese, 1982), Pratiche Editrice, Parma 1983: il ricordoIntroduzione di Harold Bloom al saggio Zakhor. Storia ebraica e memoria ebraica, di Yosef Hayim Yerushalmi: . Un ricordo, quello di Yad Vashem, non fine a se stesso e inteso come solo atto cognitivo, ma che deve implicare "azioni". Shira Magen, dellInternational School for Holocaust Studies di Gerusalemme così lo spiega:
«Nella tradizione ebraica l'ordine di ricordare è categorico. Questo dovere, però, non si esaurisce con l'atto cognitivo del ricordare, ma deve essere connesso sia al suo significato, sia all'azione che esso implica. Oggi noi che abbiamo il ricordo inciso nei nostri cuori e nella nostra carne, dobbiamo passare la fiaccola della memoria alla prossima generazione. Vi tramandiamo anche la lezione fondamentale dell'ebraismo, quella per cui l'esercizio della memoria deve andare di pari passo con fini etici e morali. Questo deve essere il fondamento e il fulcro delle vostre energie per poter creare un mondo migliore.»
Yad Vashem è stato ideato, realizzato, ed esiste, proprio in funzione del "Ricordo" e della "Memoria" da preservare e tramandare alle generazioni future. Memoria basata, secondo la filosofia del Memoriale, su quattro principali fondamenti che implicano azioni ben precise: «commemorazione, documentazione, istruzione, ricerca e divulgazione», che di fatto poi sono i reali obiettivi dell'Ente. Questi obiettivi sono realizzati con diversi mezzi e da diversi dipartimenti concentrati nella vasta area del Memoriale.
Storia
1953: l'inizio L'abbozzo di un progetto per un Memoriale dedicato all'Olocausto in patria ha radici negli anni della seconda guerra mondiale, ovvero quando agli ebrei della Palestina giungono dall'Europa i primi rapporti sulle persecuzioni e sullo sterminio sistematico del popolo ebraicoImmediatamente dopo la guerra, il Processo di Norimberga (dal 20 novembre 1945 al 1º ottobre 1946) dapprima, e i diversi processi che seguirono, come i cosiddetti dodici processi "secondari", confermarono e dimostrarono che l'orrore subito dagli ebrei fu esclusivo soprattutto per il numero di vittime implicate. Nel settembre 1942 il nome "Yad Vashem" è fatto per la prima volta da Mordecai Shenhavi, membro del kibbutz Mishmar HaEmek in una riunione del Fondo Nazionale EbraicoAvishai Margalit, The Ethics of Memory, p. 22, Harvard University Press, Cambridge, MA, 2002, ISBN 978-0-674-00941-7.
Nell'agosto del 1945, l'iniziativa viene ridiscussa ed approfondita in una riunione di capi sionisti a Londra. La riunione è presieduta da David Remez, partecipano Shlomo Zalman Shragai, Baruch Zuckerman e lo stesso Mordecai Shenhavi. A febbraio 1946 Yad Vashem apre un ufficio a Gerusalemme e una filiale a Tel Aviv, e nel giugno dello stesso anno convoca la sua prima sessione plenaria. Nel luglio del 1947 si tiene la Prima Conferenza sull'Olocausto presso l'Università Ebraica di Gerusalemme. Il 14 maggio 1948 con la dichiarazione d'indipendenza israeliana è annunciata la nascita del nuovo Stato ebraico chiamato Stato di Israele, la guerra arabo-israeliana del 1948 che ne segue porta l'organizzazione del Memoriale a una condizione di stallo. Cinque anni dopo, però, ovvero nel 1953, il Parlamento israeliano approva all'unanimità una legge che istituisce «la fondazione Yad Vashem a Gerusalemme» e «la Autorità per la memoria dei Martiri e gli Eroi».
I lavori del Memoriale iniziano il 29 luglio 1954. Il sito scelto per la costruzione del memoriale per Israele è altamente simbolico: il monte Herzl, (in ebraico, הר הזכרון, Har HaZikaron, Monte della Memoria o del Ricordo), della foresta di Gerusalemme. Il nome del monte celebra Theodor Herzl a cui è dedicato anche un mausoleo in cima alla sommità del monte. Qui c'è anche un grande cimitero militare e le tombe di importanti personalità: padri fondatori dello Stato, politici e sionisti, fra cui lo stesso fondatore del movimento sionista Herzl, e primi ministri di Israele come Levi Eshkol, Golda Meir, Yitzhak Rabin e Menachem Begin. Scendendo dal monte, la «collina orientata verso Gerusalemme», ovvero il versante occidentale, sarà il luogo destinato alla costruzione del Memoriale Yad Vashem.
Nel 1957, quando il «Memoriale Nazionale Israeliano dell'Olocausto» apre per la prima volta i battenti al pubblico, per soddisfare ed assolvere il punto principale del suo statuto, quello «di commemorare l'eredità di ogni singolo Ebreo che morì per mano dei Nazional Socialisti e dei loro collaboratori», concentra da subito l'attenzione sulla ricerca e la catalogazione delle testimonianze riguardanti quei morti. «Le Pagine della Testimonianza [...] conservate quali memoriali permanenti» sono ricercate presso gli stessi sopravvissuti, presso i parenti o gli amici di quelle vittime. Nel 1959, la Knesset sancisce, tramite una legge, Yad Vashem come istituzione pubblica.
Nel 1963, Yad Vashem elabora «un progetto di importanza mondiale per attribuire il titolo di Giusto tra le Nazioni a quelle persone che, non essendo di religione ebraica, si siano impegnate - a rischio della propria vita, e senza ricevere né chiedere alcun vantaggio economico - per porre in salvo le vite di ebrei durante gli anni terribili della Shoah. A questo scopo è stata istituita un'apposita commissione, a capo della quale siede un giudice a riposo della corte suprema israeliana. È questa commissione a valutare caso per caso ed, esaminati tutti i documenti esibiti come prova, decide se a una persona possa o meno spettare il titolo Giusto tra le Nazioni»Il Cacciatore di Giusti - Storie di non ebrei che salvarono i figli d'Israele dalla Shoah, di Ugo Pacifici Noja e Silvia Pacifici Noja, p. 38, Effatà Editrice, Cantalupa 2010, ISBN 978-88-7402-568-8..
2005: Il nuovo Yad Vashem
Alla presenza del segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan, del presidente israeliano Moshe Katsav, del primo ministro Ariel Sharon, del sopravvissuto all'olocausto, scrittore e Premio Nobel Elie Wiesel, e di Capi di Stato e di Governo di 15 paesi, oltre che a 35 delegazioni di altre nazioni, il 15 marzo 2005 è inaugurato a Gerusalemme, il "nuovo" Yad Vashem, denominato anche Museo di Storia dell'Olocausto.
A dirigere il nuovo museo sarà il generale di brigata di Israele, Avner Shalev, affiancato da un consiglio presieduto dal sopravvissuto all'olocausto, accademico dell'Università di Haifa nonché vicepresidente della Knesset, Shevach Weiss.
Il nuovo Yad Vashem è opera dell'architetto israeliano naturalizzato canadese, Moshe Safdie che amplia sostanzialmente la struttura esistente con nuovi concetti di espansione architettonica che privilegiano i simboliYad Vashem: Moshe Safdie - The Architecture of Memory, di Joan Ockman, Moshe Safdie, Avner Shalev e Elie Wiesel, Yad Vashem Publications - Lars Müller Publishers, Gerusalemme - Zurigo 2006, ISBN 978-965-308-403-2, quadruplicando lo spazio espositivo del precedente museo, e richiedendo un lavoro che è durato otto anni (1997 - 2005).
Il nuovo Museo viene ripensato negli anni novanta per adattare le strutture esistenti e crearne delle nuove in funzione anche delle diverse esigenze che riguardano i quattro scopi principali che il museo si propone: l'educazione, la documentazione, la ricerca e la divulgazione, e la commemorazione. Nel 1993 infatti Yad Vashem dà inizio ad un programma educativo unico nel suo genere: La Scuola Internazionale per gli Studi della Shoah che ha lo scopo di formare insegnanti e studenti provenienti da tutto il mondo. Quelli sono anche gli anni in cui l'informatica viene usata massicciamente dal museo che digitalizza tutto il suo patrimonio cartaceo e crea anche il proprio sito istituzionale che diventerà presto internazionale e tradotto in più lingue: www.yadvashem.org. Vengono inoltre costruiti edifici per ospitare non solo la biblioteca, ma anche i 50.000.000 di documenti facenti parte dell'archivio.