Nota come "la Regina madre" per avere generato tre sovrani di Francia (i fratelli Francesco II, Carlo IX ed Enrico III che regnarono in successione, il primo perché primogenito, il secondo e il terzo per la morte del predecessore), ebbe una grande e duratura influenza nella vita politica dello Stato.Orieux, p. 77 Il suo nome è legato alle guerre di religione che si combatterono in Francia negli anni del suo regno. Tramite la nipote Cristina di Lorena, granduchessa di Toscana per matrimonio, è anche l'antenata dei Medici, granduchi di Toscana, che appartenevano a un ramo minore mediceo (anch'esso discendente di Lorenzo il Magnifico, ma solo in linea femminile tramite la figlia Lucrezia, sposata Salviati).
Un'aura malefica ne ha avvolto la figura nella storiografia francese fino a tutto l'Ottocento: Caterina sarebbe stata fredda, gelosa, vendicativa, avida di potere e pronta a tutto per raggiungere i suoi scopi. Nella moderna storiografia, Caterina de' Medici viene invece considerata come una delle maggiori sovrane di Francia, promotrice della tolleranza religiosa. Pur non senza errori, tentò di attuare una politica di conciliazione tra cattolici e protestanti, animata in primo luogo dal desiderio di assicurare la perennità della dinastia Valois.Cloulas, p. 165
Caterina sapeva che la Francia necessitava di un periodo di pace per ritemprarsi, e in ciò la sua politica era ben diversa da quella del figlio Carlo IX, circondato da consiglieri interessati ad allontanarlo dall'influenza materna. «L'erario versava in pessime condizioni da tempo immemorabile ed era davvero un miracolo che le risorse del paese non fossero ancora esauste del tutto. Il re Enrico II, ai suoi giorni, per contrarre un prestito di cinquantamila scudi in Svizzera, aveva dovuto ipotecare il regno intero, com'è espressamente dichiarato nel contratto pervenuto fino a noi».Ridolfo Mazzucconi, La notte di San Bartolomeo (1572), A. Mondadori Editore, Milano 1933, p.39
Nella notte tra il 23 e il 24 agosto 1572, durante la festa di San Bartolomeo, Carlo IX diede l'ordine di eliminare i nobili protestanti riuniti a Parigi per il matrimonio tra sua sorella, Margherita di Valois, ed Enrico di Borbone. In questo fu appoggiato da sua madre Caterina, e, anche se il loro scopo era uccidere solo i capi protestanti, la situazione sfuggì di mano rapidamente, comportando un massacro di migliaia di ugonotti per poi diffondersi in tutto il Regno.https://www.nationalgeographic.fr/histoire/saint-barthelemy-les-veritables-causes-du-massacre
Biografia In giovane età
Nel 1516 Lorenzo de' Medici duca di Urbino fu posto da suo zio, il papa Leone X, a capo della Repubblica di Firenze. Congratulandosi con lui Francesco I di Francia gli propose il matrimonio con la principessa francese Maddalena de La Tour d'Auvergne, contessa di Boulogne. Grazie a queste nozze il sovrano avrebbe avuto un ulteriore appoggio nei progetti di espansione francese in Italia, iniziati con la calata di Carlo VIII nella penisola. La famiglia Medici avrebbe invece avuto l'onore di mescolare il proprio sangue di mecenati e banchieri con quello dell'alta aristocrazia francese..
Dall'unione dei due sposi nacque a Firenze, mercoledì 13 aprile 1519, Caterina Maria Romula de' Medici. La sua nascita fu gradita a entrambi i genitori, che ebbero «parimenti [...] piacere che se fosse stato maschio»... Apparentemente il nome Caterina fu imposto in memoria di Caterina Sforza, la madre di Giovanni delle Bande Nere, che aveva sposato Maria Salviati, riunendo così i due rami della famiglia Medici. Maria omaggiava la Vergine e Romula le era stato assegnato in onore del patrono di Fiesole..
Poco dopo la nascita, la neonata rimase orfana dei genitori: la madre morì il 28 aprile di febbre puerperale. Il padre, anch'egli malato da tempo, molto probabilmente di sifilide, la seguì il 4 maggio. L'Ariosto giunse tardi a consolare l'amico Lorenzo della morte della sposa e gli dedicò l'Elegia Prima (ove la piccola Caterina viene apertamente citata ai versi 37-42).
Infanzia travagliata
Le vicissitudini infantili di Caterina rifletterono la travagliata politica italiana del XVI secolo.. Inizialmente Francesco I pretese fosse allevata in Francia, cercando di usarla come ostaggio per far rispettare a Leone X gli accordi intrapresi, ma il papa si oppose.Il papa affermò di volerla maritare a suo nipote Ippolito de' Medici, ma in realtà stava temporeggiando con i francesi, poiché aveva già cambiato alleato, schierandosi con l'imperatore Carlo V. Il pontefice non beneficiò del cambio di alleanze, morendo il 21 dicembre 1521. () A Roma, la neonata fu allevata da sua nonna Alfonsina Orsini e, alla morte di questa, posta sotto la tutela delle vecchie zie di famiglia, Clarice de' Medici e Maria Salviati. In questo periodo i due bastardi dei Medici, Ippolito e Alessandro, furono cresciuti assieme a lei.. Unica erede della fortuna dei Medici, prese il titolo di duchessa di Urbino, che le valse il nome di «duchessina» da parte dei fiorentini..
Alla morte di papa Leone X seguì il breve pontificato di Adriano VI che, alleato degli Asburgo, privò Caterina dei diritti sul ducato di Urbino. Nel 1523 Giulio de’ Medici, che era cugino del nonno di Caterina, venne eletto papa con il nome di Clemente VII. Nel 1525 Clemente VII fece trasferire Caterina e Alessandro nel palazzo di sua proprietà, Palazzo Medici Riccardi. Il pontefice si alleò con i francesi contro l'imperatore Carlo V, ma la clamorosa disfatta francese nella battaglia di Pavia espose il Vaticano alla rivalsa imperiale, che ebbe il suo apice nel sacco di Roma (6 maggio 1527) a opera dei legionari lanzichenecchi.
Nello stesso anno i fiorentini si ribellarono contro il governo del cardinal Passerini, imposto dal pontefice. Per salvare i domini medicei e la nipote, il papa propose un armistizio con Carlo V, che accettò e fece assediare Firenze.. Durante questo turbolento periodo, Caterina fu tenuta in ostaggio in vari monasteri fiorentini, finché non giunse a quello benedettino delle Murate, dove la bambina di otto anni fu allevata amorevolmente dalle suore di clausura.. Mentre l'assedio veniva portato avanti, i ribelli estremisti suggerirono di esporla nuda sulle mura cittadine, in maniera tale da venire uccisa dai proiettili, o di chiuderla in un bordello.. Firenze infine si arrese il 12 agosto 1530, finendo poi vittima della dura repressione pontificia. La giovane Caterina fu libera di ricongiungersi a papa Clemente VII a Roma.
Matrimonio
Con Caterina alla corte papale, Clemente VII cercò di organizzare per lei un matrimonio vantaggioso. Furono presi in considerazione molti candidati da tutta Europa: Ercole d’Este, Giacomo V di Scozia, Henry FitzRoy, Federico II Gonzaga, Guidobaldo della Rovere e Francesco II Sforza.. Venuto a conoscenza di queste trattative matrimoniali, il re di Francia, Francesco I di Valois candidò il suo secondogenito Enrico, duca d’Orléans. Onorato della proposta, Clemente VII riuscì diplomaticamente a combinare due importanti matrimoni: quello di Caterina con il figlio del re di Francia e quello di Alessandro (nominato duca di Firenze) con Margherita d'Austria, figlia illegittima di Carlo V..
La tredicenne Caterina iniziò dunque ad apprendere la lingua francese, che riuscì rapidamente a far propria, parlandola fluentemente al momento del matrimonio, seppur con uno spiccato accento italiano.. In questo periodo l’ambasciatore veneziano Antonio Soriano la delineò così: «È piccola di statura e magra, non ha lineamenti fini e ha gli occhi sporgenti come tutti i Medici».. La sposa avrebbe portato al marito un'enorme dote in monete, gioielli, pietre preziose e perle da parte del papa, anche per la rinuncia ai beni patrimoniali medicei..
Il 23 ottobre 1533 Caterina de' Medici giunse a Marsiglia, dove conobbe il suocero e il giovane Enrico, suo futuro marito, anch’egli quattordicenne. Il 28 ottobre furono celebrate le nozze con grandissimo sfarzo nella chiesa di San Ferreolo, festeggiate con banchetti e giostre.. La sera stessa il matrimonio fu consumato, con estrema contentezza del papa e di Francesco I, che assistette personalmente alla prima notte di nozze, spiando i giovani dalle cortine del letto, dichiarando in seguito che «ciascuno di loro si era dimostrato gagliardo nel certame»...
L’inopinata morte di Clemente VII il 25 settembre 1534, poco meno di un anno dopo le nozze, inficiò l'alleanza tra il papato e il regno di Francia. Papa Paolo III ruppe infatti l'alleanza con il regno francese e si rifiutò di pagare l'enorme dote promessa a Caterina. A Francesco I, che vedeva nel matrimonio di Caterina l'inizio della rivincita contro Carlo V, fu in seguito attribuita l’amara affermazione: «Ho ricevuto la ragazza tutta nuda» (J'ai reçu la fille toute nue)...
Corte del re cavaliere
Mésalliance La morte di Clemente VII, che aveva reso inutili per Francesco I le nozze di Caterina., rese ancora più scandalosa la differenza di estrazione tra i due giovani sposi. Molti cortigiani trovavano il matrimonio disonorevole per un reale francese, definendolo una mésalliance (disalleanza), con una figlia di banchieri.. La Medici fu comunque ben accolta da tutta la famiglia reale. Strinse una forte amicizia sia con la sorella di Francesco I, Margherita di Navarra, che con le sorelle del marito, Margherita e Maddalena, e con la regina Eleonora..
Riuscì inoltre a far breccia persino nel cuore del sovrano. Francesco I fu colpito dall'intelligenza, dalla cultura, dalla modestia e dall'obbedienza, ma soprattutto dal sincero affetto che gli dimostrava, tanto che la ammise nella sua petite bande, la cerchia di favoriti che lo seguiva ovunque andasse.. Fu per seguire il suocero nelle sue battute di caccia che Caterina inventò la cavalcata all’amazzone, che permetteva alle donne di stare al passo degli uomini e di poter mostrare, in maniera discreta, la forma delle gambe.
Caterina subì il fascino di questo sovrano pieno di joie de vivre, ne apprezzò la maestosità con cui regnava, con cui si muoveva all’interno e fuori dalla corte, la sua passione per le arti.. Alla corte dei Valois la ragazzina continuò il suo apprendistato politico, iniziato alla corte papale, osservando i comportamenti del re, le schermaglie tra cortigiani e gli scontri tra favorite di corte..
La Medici fu inoltre estremamente ammirata per la vasta cultura che possedeva. Conosceva l'italiano, il francese e il latino, e comprendeva molto bene il greco.. La sua biblioteca personale giunse alla fine a contenere 2.118 libri su vari argomenti, dal campo umanistico a quello scientifico, dimostrando una vasta curiosità intellettuale: manoscritti rari, testi di storia, di matematica, teologia, filosofia, alchimia, astronomia, medicina, geografia, di musica, scienze e storia dell'arte..
Delfina di Francia
Il 10 agosto 1536 il primogenito del re, il delfino Francesco di Valois, morì improvvisamente, facendo diventare Caterina e suo marito Enrico i nuovi eredi al trono di Francia. Fu anche l'occasione di altre maldicenze: si sospettò che i due avessero avvelenato il delfino per prendere il suo posto; in particolare venne accusata Caterina, visto che l'avvelenamento era considerato una maestria italiana.. Francesco I non dette peso a tali accuse.
La sua nuova posizione di delfina di Francia, oltre allo scandalo suscitato per le sue modeste origini, evidenziò il fatto che non avesse ancora messo al mondo un erede per il regno.. Caterina inoltre soffriva dell'indifferenza che il marito, di cui lei era molto innamorata.., provava nei suoi confronti, dimostrando invece una cieca passione verso la sua amante Diana di Poitiers, più vecchia di lui di venti anni..