Fortemente ispirato dai valori della Repubblica, fu un militare dotato di notevoli capacità. Si distinse per i risultati raggiunti sia nella guerra della Prima coalizione, dove contribuì alla conquista francese delle Fiandre, sia nella guerra della Seconda coalizione, dove prima lottò in Italia contro il generale Suvorov e poi vinse la decisiva battaglia di Hohenlinden, portando il conflitto alla sua conclusione. Rivale politico di Bonaparte, fu coinvolto in una congiura realista da Jean-Charles Pichegru e da Georges Cadoudal, non denunciando il complotto: scoperto, venne condannato per aver mancato di informare le autorità e fu condannato all'esilio, che scontò negli Stati Uniti. Tornò in Europa solo nel 1813 per assistere le forze della Coalizione contro Bonaparte ma fu ferito gravemente nel corso della battaglia di Dresda, morendo pochi giorni dopo. Il suo nome è inciso sull'Arco di Trionfo di Parigi.
Biografia Gli inizi
Moreau nacque il 14 febbraio 1763 a Morlaix, una cittadina della Bretagna. Figlio di un avvocato di successo, il padre lo indirizzò fin da giovane alla carriera da avvocato, facendolo studiare all'Università di Rennes. Moreau, in realtà, non aveva la minima inclinazione verso lo studio della legge e non desiderava una carriera come quella del padre. Quindi, trascorse il suo periodo universitario godendosi le libertà che la vita da studente gli offriva. La sua vera passione era la vita militare: per un breve periodo si era arruolato in un reggimento di fanteria ma il padre lo aveva convinto ad abbandonare la carriera nell'esercito per favorire gli studi. Nel 1787, in seguito a una spontanea rivolta degli studenti di giurisprudenza contro una riforma dell'organizzazione giudiziaria bretone, egli organizzò e si mise a capo di un gruppo di volontari. Moreau, già preposto degli studenti, dimostrò per la prima volta le sua capacità di comando e la propria scaltrezza, evitando per mesi di essere arrestato, guadagnandosi l'appellativo di "Generale del Parlamento" per aver difeso il parlamento di Bretagna dal ministero.......
Dopo lo scoppio della Rivoluzione nel 1789, formò una compagnia di cannonieri, all'interno della Guardia nazionale, e ne divenne capitano.... Nel 1790 presiedette la confederazione della gioventù bretone e angioina. Quando il suo dipartimento creò un corpo di volontari da inviare verso i confini nazionali, fu nominato capobattaglione dei volontari di Ille-et-Vilaine e si avviò verso nord, raggiungendo l'armata del generale Dumouriez.
La guerra della Prima coalizione
Il Comitato di salute pubblica, in particolare Carnot, si accorsero molto presto del talento del giovane ufficiale, favorendo la sua scalata nelle gerarchie dell'esercito. Dopo aver combattuto tra il 1792 e il 1793 nei Paesi Bassi austriaci, distinguendosi per la presa di Stevensweert ed anche nel corso della battaglia di Neerwinden, ottenne una provvisoria promozione a generale di brigata il 20 dicembre 1793, poi confermata il successivo 4 febbraio, dai rappresentanti del popolo Hens e Guillot.. Dopo aver raggiunto il generale Pichegru, nuovo comandante dell'Armata del Nord, e aver preso comando della sua ala destra, prese parte agli scontri di Menen, venendo promosso a generale di divisione nell'aprile 1794.. Fu però la battaglia di Tourcoing a garantire a Moreau la sua popolarità: in due giorni di scontri riuscì a guidare le truppe francesi in una brillante vittoria contro le forze dell'imperatore Francesco e del principe di Sassonia-Coburgo-Saalfeld. Proseguendo la sua campagna militare, Moreau trovò nuovi successi nella presa di Ypres, di Ostenda, di Bruges e di Nieuwpoort, e nell'assedio del forte dell'isola di Cadzand e del forte di Sluis. Durante la cattura di Nieuwpoort, diede prova di una profonda umanità: un decreto recentemente passato dalla Convenzione nazionale, comparava soldati hannoveriani ed inglesi al pari degli esuli francesi e ne obbligava l'esecuzione, con pena capitale in caso di disubbidienza. Il comandante francese si rifiutò di giustiziare i prigionieri, lasciando in vita oltre soldati hannoveriani, a rischio della propria vita. Probabilmente fu la caduta del Regime del Terrore a salvarlo dalla ghigliottina a differenza del padre, colpevole di essere nobile o amico di nobili.. Quando nell'ottobre 1794 Pichegru dovette abbandonare momentaneamente la guida dell'Armata del Nord a causa di una malattia, fu Moreau a sostituirlo: alla sua prima esperienza da comandante d'armata, Moreau riuscì a catturare le città di Nimega, di Venlo e di Arnhem. Pichegru, al suo ritorno, si complimentò con il Direttorio, lodando le capacità di Moreau.. Nei primi giorni del gennaio 1795, dopo aver iniziato l'occupazione dei Paesi Bassi nell'autunno precedente, le armate francesi erano penetrate in Olanda e gli inglesi, gli unici componenti della coalizione rimasti sul posto, erano in fuga. Moreau si prese una buona parte del merito dell'impresa compiuta.. Due mesi dopo, nel marzo 1795, Pichegru fu messo al comando dell'Armata della Sambre-et-Meuse e il suo posto all'Armata del Nord, rimasto vacante, fu affidato a Moreau. Nel periodo trascorso nella neonata Repubblica Batava, Moreau contribuì a rafforzare e migliorare le difese del Paese.
Un anno dopo, nel 1796, i destini di Pichegru e Moreau si incrociarono nuovamente: il comandante dell'Armata della Reno e della Mosella, giustamente sospettato di simpatie realiste, fu costretto a dimettersi dal comando della propria armata dal Direttorio, che appuntò come suo successore proprio il suo precedente braccio destro... Giunse sul luogo di comando ad aprile, prendendo il posto di Louis Desaix, nominato comandante ad interim in attesa dell'arrivo di Moreau. L'avversario che si trovò di fronte era l'arciduca Carlo d'Asburgo-Teschen, fratello dell'imperatore d'Austria e reputato un genio militare, visti il grande talento e le ottime capacità di comando dimostrate. Dopo un breve periodo dedicato alla pianificazione, aprì la propria campagna il 24 giugno 1796, attraversando il Reno tra Strasburgo e Kehl, occupando presto il forte della città tedesca... Dopo aver allargato la propria testa di ponte oltre al Reno, sconfisse uno dei luogotenenti dell'arciduca a Rastatt e quattro giorni dopo, a Ettlingen, i due eserciti finalmente si scontrarono: entrambi i comandanti trovarono successo contro l'ala destra nemica ma l'austriaco, temendo l'avanzata del generale Saint-Cyr, ritirò per primo le proprie forze, concedendo la vittoria a Moreau. Dopo la battaglia, gli austriaci si ritirarono sulla sponda sinistra del Danubio, lasciando campo ai francesi di muoversi liberamente nella Germania meridionale.. Il nuovo scontro tra i due eserciti avvenne a Neresheim un mese più tardi: i francesi emersero nuovamente come i vincitori. Carlo si spostò più a nord, scegliendo di confrontarsi contro l'armata di Jourdan mentre i soldati di Moreau sconfiggevano gli austriaci e le forze del principe di Condè a Friedberg, entrando nel cuore della Baviera. Purtroppo, nello stesso momento in cui Moreau vinceva a Friedberg, l'arciduca Carlo trovò un importante successo ad Amberg, poi rapidamente seguito dalle vittorie di Würzburg e di Limburg: l'armata della Sambre-et-Meuse, sconfitta, dovette ripiegare sul Reno.. e Moreau, trovando il suo fianco completamente scoperto, dovette rinunciare ad avanzare verso l'Austria e ritirarsi ordinatamente verso la Francia. La condotta del generale francese nel corso della sua ritirata fu esemplare,. portando l'esercito dalla Baviera sino al Württemberg pressoché intatto e vincendo nel frattempo uno scontro a Biberach. Solo nelle vicinanze del Reno fu sconfitto dagli austriaci a Emmendingen e a Schliengen, comunque non riportando gravi perdite.. Tornato sul Reno ad ottobre, rimase per diversi mesi sulla difensiva, costretto a riorganizzare le proprie forze, a causa di una mancanza di fondi per riprendere la campagna, e quelle dell'Armata della Sambre-et-Meuse, che gli era stata affidata dopo le dimissioni di Jourdan. Riprese le operazioni sul Reno solo ad aprile ma venne rapidamente fermato dalla notizia di un armistizio: Napoleone aveva trionfato sugli austriaci ed era giunto a Leoben, a poche decine di chilometri da Vienna..
Fu in questo periodo che emersero i documenti della corrispondenza tra Pichegru ed il Principe di Condè per organizzare il ritorno dei Borbone. Moreau, del quale si faceva esplicitamente il nome in tali documenti e che era parzialmente a conoscenza dei fatti, non denunciò la cosa pubblicamente e venne richiamato dal Direttorio con urgenza. Richiamato a Parigi, Moreau ammise le proprie colpe, fu privato del proprio ruolo di comando ed in seguito inviato in Italia, dove svolse il ruolo di ispettore di fanteria per tutto il 1798 e l'inizio del 1799. Si trattava di un ruolo di secondo piano, decisamente al di sotto delle potenzialità di Moreau ed era sostanzialmente una misura punitiva nei suoi confronti....
La guerra della Seconda coalizione
Il fronte italiano Con lo scoppio della guerra nei primi mesi del 1799, Moreau si ritrovò a fungere da secondo in comando al generale Schérer, che aveva preso il comando dell'Armata d'Italia. L'esercito si trovava nei pressi del basso Adige, dove il confine con l'Austria era stato fissato dal trattato di Campoformio. Il compito dell'armata era scacciare gli austriaci da quella posizione e spingerli sul Brenta prima che le forze del generale russo Suvorov arrivassero a rinforzare le truppe sotto il comando di Kray... Una prima battaglia, svoltasi tra Legnago, Verona e Pastrengo, ebbe un esito incerto: le forze francesi furono respinte a Legnago, ottennero un risultato incerto dinnanzi a Verona ma trionfarono a Pastrengo, dove proprio Moreau aveva il comando di una divisione. Si presentò, a questo punto, una rara occasione per passare in vantaggio ed attaccare Verona, cardine delle difese austriache ma Schérer, titubante e troppo timoroso, non riuscì a coglierla. preferendo prendere tempo e riorganizzarsi, con gran delusione degli ufficiali di grado più alto, incluso Moreau. Il successivo attacco dei francesi fu effettuato due settimane dopo nei pressi di Magnano: Moreau, messosi al comando del corpo principale dell'attacco, dimostrò in più di un'occasione il suo talento, riuscendo più volte a portare i francesi in netto vantaggio. Le abilità del generale, tuttavia, non furono sufficienti: la determinazione degli austriaci ebbe la meglio e questi riuscirono a respingere le forze repubblicane, costringendole alla ritirata. Inizialmente rifugiatisi dietro al Mincio, i francesi si ritirarono ulteriormente dietro all'Adda dopo l'arrivo in forze di Suvorov, che prese immediatamente il comando delle forze alleate in Italia ed iniziò la propria campagna trionfale.....