La UEFA Europa League è una competizione calcistica continentale per le squadre di club organizzata dalla UEFA, la seconda per prestigio dopo la UEFA Champions League.
La denominazione di Europa League sostituì nel 2009 quella storica di Coppa UEFA. Sotto quest'ultimo nome, la competizione era stata istituita nel 1971 dall'UEFA, andando a prendere de facto il posto della precedente Coppa delle Fiere (1955-1971), manifestazione internazionale privata di cui l'UEFA aveva acquisito i diritti; non essendo stata coinvolta nell'organizzazione della "Fiere", l'UEFA non la riconosce de iure tra le competizioni confederali e non avalla una continuità storico-statistica tra essa e la successiva Coppa UEFA/Europa League.. Con l'avvio della Coppa UEFA, la qualificazione delle singole squadre venne determinata da criteri oggettivi, pur se nell'immediato fu mantenuto il precedente sistema a invito della Coppa delle Fiere; solo dal 1980 l'accesso sarà regolamentato tramite il ranking UEFA.
È riservata alle compagini classificatesi nei rispettivi campionati nazionali immediatamente dopo quelle aventi diritto a partecipare alla Champions League. Dal 1999, in seguito all'abolizione della Coppa delle Coppe UEFA, ha inglobato anche le tradizionali partecipanti a quella competizione, ossia le vincitrici o, fino al 2015, le finaliste perdenti delle varie coppe nazionali. Nel 2009, dopo trentotto edizioni, ne è stato modificato il formato in seguito all'abolizione della Coppa Intertoto UEFA, dando vita all'Europa League che segue un modello più simile a quello della Champions League, allo scopo di rendere il torneo più spettacolare e maggiormente appetibile anche dal punto di vista dei diritti televisivi e degli sponsor.
Dal 2000, in luogo della soppressa Coppa delle Coppe, la squadra campione acquisisce il diritto a partecipare alla Supercoppa UEFA contro la detentrice della Champions League; il club vincitore dell'Europa League, inoltre, dal 2015 ottiene la qualificazione d'ufficio alla successiva edizione della Champions League, e dal 2023 il diritto a partecipare alla UEFA-CONMEBOL Club Challenge contro i vincitori della Coppa Sudamericana.
Il trofeo è stato vinto finora da trentuno società diverse, quattordici delle quali lo hanno conquistato due o più volte. La squadra più titolata è il , con sette successi in altrettante finali disputate (anch'esso record); è inoltre ad oggi l'unico club capace di aggiudicarsi la manifestazione per tre stagioni consecutive.
Madrid è diventata nel 2010 la prima città a poter vantare due squadre vincitrici almeno una volta della competizione, a cui si è aggiunta nel 2013 la città di Londra.
Storia Anni 70: origine ed evoluzione
Creata sul calco della previgente Coppa delle Fiere – rispetto alla quale cambiò regolamento nonché formato e sistema di qualificazione –,. in confronto a Coppa dei Campioni e Coppa delle Coppe UEFA constava di 64 squadre partecipanti, ovvero il doppio delle altre due competizioni, di un turno in più e di finale con andata e ritorno. Il numero di club complessivamente spettante a una stessa nazione era stabilito preventivamente, da un minimo di una a un massimo di quattro, per principio e d'ufficio, assegnando quattro partecipanti all'Inghilterra, all'Italia e alla Germania Ovest.
Fino al 1979, anno di introduzione del coefficiente UEFA, la confederazione assegnava per meriti sportivi il numero di club rappresentanti per associazione, fino a un massimo di quattro, i quali non dovevano essere qualificati alle altre due competizioni stagionali e/o detentori delle stesse. Tale aspetto decretava il posizionamento della Coppa UEFA come terza competizione europea per club in ordine gerarchico, nonostante il suo prestigio e interesse mediatico fosse complessivamente superiore a quello della precedente Coppa delle Fiere: quando un club qualificatosi per una delle due competizioni maggiori si piazzava, nel proprio campionato nazionale, nella cosiddetta zona UEFA, veniva effettuato uno scorrimento della classifica per riattribuire ad altra società il diritto di partecipare alla competizione; a tale prassi si sottraeva la Germania Ovest, che fino al 1975 riassegnava il posto alla perdente della coppa nazionale, come avvenne ad esempio nel 1974 per l'.
Va sottolineato il fatto che all'Inghilterra, dove si disputavano due coppe nazionali (una organizzata dalla federazione nazionale e l'altra dalla lega di massima divisione), venne concesso il privilegio di iscrivere alla Coppa UEFA la vincitrice (ma, si badi bene, mai la finalista perdente) della seconda coppa nazionale, riducendo conseguentemente di una unità i posti assegnati mediante la classifica del campionato. Anche questa regola era inserita d'ufficio: ad altre nazioni in situazione analoga, come la Scozia, non fu mai concessa tale possibilità. Altra particolarità inglese fu il mantenimento, fino al 1975, del puro regolamento della Coppa delle Fiere, che prevedeva la partecipazione per città e non per squadre: per tale motivo, ad esempio, nel 1973 l' non si qualificò in coppa nonostante il suo secondo posto in campionato, e ciò perché Londra era già rappresentata dal vincitore della Football League Cup.
La prima vincitrice della Coppa UEFA fu il succitato Tottenham nel 1972, nella finale tutta inglese con il . In queste prime edizioni, caratterizzate da un netto predominio di club provenienti da paesi anglosassoni (Inghilterra, Germania Ovest e Paesi Bassi), particolare fu l'edizione "autarchica" che si disputò nel 1977, vinta dalla contro l', nella cui finale – la prima tra due squadre dell'Europa meridionale – furono contrapposte la squadra bianconera, formata completamente da giocatori italiani, e quella biancorossa, composta unicamente da elementi baschi. Le due plurivincitrici del decennio furono gli inglesi del e i tedeschi occidentali del , con due affermazioni a testa.
Anni 80 e 90: affermazioni prestigiose, il dominio italiano
Nel 1979 la UEFA introdusse un coefficiente per nazioni onde assegnare i posti alle varie federazioni: subito applicato ai campionati, ebbe effetto sulla coppa dal 1980. Tutte le 32 federazioni avevano un posto nelle coppa, mentre per l'altra metà degli ingressi le nazioni dal 21º posto in su ne ottenevano un secondo, quelle dall'8º in su un terzo, mentre quattro posti erano riservati alle tre nazioni migliori. Gli anni 80 videro l'affermarsi di grandi squadre, tra cui si segnalarono i due successi consecutivi dei pluricampioni europei del , nel 1985 e nel 1986, che rimarranno per lungo tempo gli unici in grado di vincere la competizione per due volte consecutive: soltanto i connazionali del saranno in grado di bissarli nel nuovo formato nel 2007 e nel 2015, per poi superarli nel 2016 con tre affermazioni consecutive. Degno di nota fu anche il ciclo vincente del club svedese IFK Göteborg, capace di aggiudicarsi il trofeo per ben due volte: nell'edizione del 1982 sconfisse in finale il ben più quotato Amburgo (vincitore l'anno seguente della Coppa dei Campioni), mentre nel 1987 ebbe la meglio sugli scozzesi del .
Dalla fine degli anni 80 e per tutti gli anni 90 si ebbe un dominio delle squadre italiane nella manifestazione, che tra il 1989 e il 1999 fu vinta per ben otto volte su undici da squadre militanti nel campionato italiano (con un totale di quattordici presenze in finale, dove solo l'epilogo del 1996 non vide presente una squadra italiana). Fu il di Diego Armando Maradona ad aprire questo periodo d'oro, battendo in finale i tedeschi occidentali dello . Nel 1990 ci fu una finale tutta italiana, la prima di una serie di quattro (1990, 1991, 1995, 1998), in cui la Juventus ebbe la meglio sulla .
Nel 1991 fu l' ad aggiudicarsi l'ultimo atto contro la , in un'edizione che vide l'arrivo di quattro squadre italiane ai quarti: giunsero infatti tra le prime otto anche e . Nel 1992 furono invece gli olandesi dell' a vincere, dopo aver eliminato il in semifinale e il in finale. Seguirono nuovi successi per Juventus e Inter: furono e , rispettivamente nel 1993 e nel 1994, a cedere il passo in edizioni che videro ancora positivi risultati per le italiane, in particolare nel 1994, con la Juventus eliminata ai quarti dal , poi estromesso dall'Inter in semifinale.
Fu il di Nevio Scala a vincere nel 1995 in una finale ancora una volta tutta italiana con la Juventus. L'egemonia italiana si interruppe temporaneamente nel 1996, quando la finale vide i tedeschi del avere la meglio sul ; in tale occasione i francesi furono a loro volta autori di un percorso di rilievo, rimanendo gli unici ad aver raggiunto l'epilogo del torneo partendo dalla Coppa Intertoto UEFA – quest'ultima nel frattempo divenuta, dal 1995, una competizione che qualificava alla Coppa UEFA.
Nel 1997 trionfò ancora una formazione tedesca, lo , superando l'Inter ai tiri di rigore nell'ultima finale giocata su sfide di andata e ritorno. I nerazzurri si rifecero nella stagione successiva, nella quarta finale tutta italiana in meno di dieci anni, battendo la , nel primo atto conclusivo della competizione giocato in gara unica, al Parco dei Principi di Parigi. Nel 1999 fu il Parma, per la seconda volta dopo il trionfo di quattro anni prima, ad aggiudicarsi il trofeo battendo in finale l', con i francesi che a loro volta avevano eliminato in semifinale il , partito dall'Intertoto.
1999: fusione con la Coppa delle Coppe Con l'allargamento della UEFA Champions League fino a quattro squadre per le prime tre nazioni della graduatoria, nel 1999 la Coppa delle Coppe UEFA venne abolita per andare a fondersi con la Coppa UEFA, scelta che comportò l'aumento del numero di squadre partecipanti al tabellone principale da 64 a 96Corrispondenti alle 64 della vecchia Coppa UEFA più le 32 della soppressa Coppa delle Coppe e l'introduzione di un ulteriore turno ad eliminazione diretta. Con questa nuova formula fu introdotto il ripescaggio delle squadre terze classificate nella prima fase a gironi della Champions League nei sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Come conseguenza di queste riforme, nazioni come l'Inghilterra, la Spagna e l'Italia si trovarono spesso a qualificare con successo quattro squadre alla Champions League e a relegare quindi in Coppa UEFA le quinte e seste classificate dei campionati, nonché la vincitrice della coppa nazionale – che però non di rado risultava già qualificata in Champions League così come la finalista perdente, mandando quindi in UEFA la settima classificata in campionato.
Nel 2004-05 fu apportata un'importante novità regolamentare: fu introdotto un secondo turno preliminare e ciò permise di ridurre il numero di squadre partecipanti al primo turno a 80; al primo turno a eliminazione diretta seguì per la prima volta una fase di qualificazioni autunnale a gironi (otto gruppi da cinque squadre),Ogni squadra giocava un totale di quattro partite, due in casa e due in trasferta, affrontando le altre quattro squadre del girone una sola volta. Le prime tre di ogni gruppo accedevano ai sedicesimi di finale, dove venivano raggiunte dalle terze nei gironi della Champions League. che emulò il formato della più nota Champions League. Tale formato durò fino alla stagione 2008-09.