Il corpo della ragassa è un film del 1979 diretto da Pasquale Festa Campanile.

Tratta dall'omonimo romanzo di Gianni Brera (pubblicato nel 1969 da Longanesi e ristampato dalla Booktime nel 2010), la pellicola, di genere erotico, segna uno dei picchi della carriera da attrice di Lilli Carati.

Trama

Teresa Aguzzi, detta Tirisìn, è la bella figlia di Pasquale, spalatore di rena sugli argini del Po, nella bassa provincia pavese degli anni Trenta. Durante un viaggio in città, la ragazza viene notata dal facoltoso professore Ulderico Quario e subito assunta come cameriera nel suo palazzo. Coadiuvato dalla fedele governante Caterina, il dottore s'improvvisa pigmalione nell'istruire la rozza Tirisìn nelle arti di raffinata femminilità, al fine di poterla esibire come giocattolo sessuale ai propri amici.

In principio la giovane mostra qualche perplessità nell'essere coinvolta in questo gioco libertino, ma la felicità del padre, che con il nuovo stipendio è finalmente riuscito a costruire una latrina all'interno della loro povera abitazione, e i buoni consigli di un'esperta maîtresse, la convincono a rendersi partecipe e, anzi, ad assumere un ruolo da protagonista e tentare di trarre il massimo profitto dalla situazione.

Produzione Riprese Sebbene ambientato a Pavia, il film è stato girato soprattutto nel centro storico di Mantova e negli interni di palazzo d'Arco.

Accoglienza Critica Il film ebbe un discreto successo di pubblico, pur non convincendo la critica che, in alcuni casi, stroncò il saggio di regia e sceneggiatura, oltre a definire modesta la prova interpretativa della Carati. Ad esempio, il critico Morando Morandini liquida la prova attoriale con lapidario «difficile "recitare" così male», mentre Paolo Mereghetti definisce il film un'«occasione sprecata».

Differenze col romanzo Il romanzo si svolge nel 1938, il film durante la seconda metà degli anni 50 (l'anno non è specificato, ma il padre della protagonista ad un certo punto dice che con i soldi della figlia si è comprato un televisore). Il romanzo è diviso in due parti con Teresa in campagna, dove è nata e cresciuta, e Teresa in città dal professore Ulderico. Nel film la prima parte è praticamente assente. Nel film Ulderico vede Teresa sin dai titoli di testa, mentre nel romanzo non la incontra prima di prendere servizio in casa sua. Nel romanzo Teresa è bionda. Nel romanzo per diverse pagine si racconta del tifo contratto da Teresa, mentre nel film la cosa è appena accennata. Nel film Cecchina è romana mentre nel romanzo è del posto. Nel film è Cecchina a rimanere incinta e non Teresa (che sarà costretta ad abortire). Nel film mancano del tutto due personaggi molto importanti nel romanzo: la nonna Tirso e la sorella lesbica di Ulderico. Nel film Ulderico è molto più preso di quanto non lo sia nel romanzo. Nel romanzo Ulderico è controllato dalla polizia fascista in quanto sospettato di attività sovversive (si preoccupa di un suo amico mandato al confino). Nel film non si occupa di politica. Nel romanzo Erminio, il moroso di Teresa, è uno sfaccendato che per vivere gira con una bicicletta, che gli verrà rubata, su cui porta una valigia con prodotti di vario genere soprattutto femminili (specchietti, pettini, spazzole, rossetti e belletti vari). Nel film è un camionista. Nel film Erminio e Cecchina non si incontrano mai, mentre nel romanzo arrivano a fare sesso su un prato. Eccetto la morte per infarto di Ulderico gli ultimi venti minuti raccontano un'altra storia. I coniugi Marengo esistono solo nel film.

Incongruenze L'interno del camion di Erminio è completamente tappezzato di foto di donne nude stile Playboy o Playmen, cosa improbabile negli anni 50.

Alcune giovani comparse portano i capelli in stile anni Settanta. Qualche ragazzo ha addirittura i capelli lunghi.

Note

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