La fontana di Saint-Michel (in italiano fontana di San Michele) si trova all'incrocio tra boulevard Saint-Michel e piazza Saint-André-des-Arts, nel VI arrondissement di Parigi.
Occupa tutta la parete di un edificio affacciato sul pont Saint-Michel e fu inaugurata nel 1860, come parte del "risanamento" cittadino del barone Haussmann. L’intervento nacque dalla necessità di risolvere il problema della fuga prospettica ponte, che allora si affacciava su una parete cieca considerata esteticamente sgradevole.
Ubicazione La fontana di Saint-Michel è situata in Place Saint-Michel, nel VI arrondissement di Parigi. L'opera occupa il muro a timpano che si erge all'intersezione tra il Boulevard Saint-Michel e, sul lato opposto, Place Saint-André-des-Arts e Rue Danton. La sua facciata è orientata a nord, verso la riva sinistra della Senna, che costeggia la piazza antistante.
La fontana si colloca in posizione strategica come all'estremità meridionale del Pont Saint-Michel, costituendo la scenografica quinta monumentale di un lungo un asse viario che si estende verso nord, attraversando l'Île de la Cité, proseguendo con il Boulevard du Palais e il Pont au Change, e giungendo infine sulla riva destra, confluendo nella Place du Châtelet e nel Boulevard de Sébastopol. All’epoca della sua costruzione, l’intero asse urbano, compreso l’attuale Boulevard Saint-Michel, era considerato parte integrante del Boulevard de Sébastopol; in tale contesto, la fontana era originariamente nota anche con la denominazione di «fontaine de Sébastopol» [fontana di Sebastopoli].
Storia
La costruzione della fontana di Saint-Michel si inserisce nel vasto programma di trasformazione urbanistica della città di Parigi del Secondo Impero, promosso dal barone Haussmann sotto l'egida di Napoleone III di Francia.
L'apertura del Boulevard Saint-Michel, prolungato l'ungo l'asse visivo della Sainte-Chapelle, comportò l'apertura di una piazza in corrispondenza dello sbocco del Pont Saint-Michel. Per valorizzare questo nuovo spazio urbano e colmare l’angolo formato tra il Boulevard Saint-Michel e Place Saint-André-des-Arts, Haussmann ordinò la realizzazione di una fontana monumentale, destinata anche a costituire un punto focale scenografico nella prospettiva che si estende dal Boulevard du Palais.
Inizialmente fu avanzata l’ipotesi di erigere una statua colossale dedicata a Napoleone I, ma l’idea venne presto abbandonata. Su sollecitazione della commissione comunale, che desiderava un'opera dal significato simbolico e morale, si optò per un soggetto allegorico raffigurante la lotta tra il Bene e il Male: l’arcangelo Michele nell’atto di sconfiggere il diavolo, inserito in una composizione ad arco trionfale e circondato da creature mitologiche alate.
Il lotto della fontana era tuttavia particolarmente ingrato e presentava delle criticità: essa, infatti, fu edificata contro una facciata molto alta, poco illuminata e rivolta a nord, sotto il livello del Pont Saint-Michel. Il progetto, in ogni caso, fu affidato all'architetto Gabriel Davioud, coadiuvato dagli ispettori dei lavori pubblici Flament e Simonet. La realizzazione materiale fu eseguita sotto la direzione dell’ingegnere Eugène Belgrand, mentre la fusione della statua principale di San Michele fu affidata alla rinomata fonderia Thiébaut Frères.
La costruzione della fontana ebbe inizio nel giugno 1858 e si concluse con l’inaugurazione ufficiale il 15 agosto 1860. In virtù del suo valore storico e artistico, l’opera è stata classificata come monumento storico il 17 marzo 1926.
Descrizione Informazioni generali La fontana di Saint-Michel trae ispirazione dalla parte centrale della Fontana dell'Acqua Felice a Roma, esempio emblematico dell'architettura monumentale barocca.
L'impianto architettonico si sviluppa secondo la tipologia dell'arco di trionfo antico: vi è, infatti, una campata centrale scandita da colonne corinzie e sormontata da quattro statue in bronzo raffiguranti le virtù cardinali. La struttura raggiunge un’altezza di 26 metri e una larghezza di 15 metri. La composizione, con la nicchia centrale incorniciata da quattro colonne e sovrastata da un frontone, richiama esplicitamente la Fontana dei Medici nei Giardini del Lussemburgo, altro esempio illustre dell'influenza italiana sull'arte monumentale francese.
Uno degli elementi distintivi della fontana è l’uso della policromia dei materiali, caratteristica relativamente rara nelle fontane parigine. Essa impiega: marmo rosso della Linguadoca per le colonne, marmo verde mare per la tavola originaria del frontone, pietra blu di Soignies per la roccia su cui si erge la statua dell’arcangelo Michele. Questa varietà cromatica non è solo decorativa, ma ha anche una funzione visiva: mira infatti a compensare la scarsa illuminazione naturale del sito, dovuta all’orientamento a nord.
Sculture Alla realizzazione della fontana di Saint-Michel contribuirono otto scultori, ciascuno autore di specifici elementi decorativi che compongono il complesso programma iconografico dell’opera:
Il San Michele che trionfa sul demonio, nella nicchia centrale, è opera di Francisque Duret; Le due chimere alate, dalle cui fauci sgorga l'acqua che poi si riversa nella vasca centrale, sono di Henri-Alfred Jacquemart; La roccia su cui poggia la figura dell'arcangelo è di Félix Saupin; I bassorilievi ornamentali, costituiti da motivi vegetali e decorazioni in stile neorinascimentale, sono attribuiti, sono di Claude Vignon; Le figure allegoriche del Potere e della Moderazione che sostengono lo stemma di Parigi, sul frontone superiore, sono opera di Auguste-Hyacinthe Debay; Le quattro statue allegoriche delle virtù cardinali, sopra ogni colonna, sono (da sinistra a destra): Prudenza, con in mano uno specchio e un serpente, di Jean-Auguste Barre; Forza, vestita con la pelle del leone di Nemea e armata con la clava di Ercole, di Auguste-Hyacinthe Debay; Giustizia, con spada e bilancia, di Élias Robert; Temperanza, con briglia, di Charles Gumery.
Iscrizioni
Sui piedistalli delle due chimere alate furono in seguito incisi due testi relativi ai combattimenti tra le i gruppi militari della Resistenza francese contro le forze occupanti tedesche, durante la Liberazione di Parigi nel 1944:
chimera sinistra :
chimera di destra :
Accoglienza critica Alla sua inaugurazione nel 1860, la fontana di Saint-Michel conobbe una accoglienza critica prevalentemente negativa.
Sebbene alcuni osservatori abbiano tentato di difendere l’opera, paragonandone l’uso della policromia a quello delle fontane italiane del XVIII secolo, le critiche si concentrarono soprattutto sull’eclettismo dello stile, giudicato incoerente, e sulla presenza di un numero eccessivo di sculture realizzate da artisti diversi, ritenuta causa di una dispersione del valore espressivo individuale di ciascuno di esse.
Anche la collocazione della fontana fu oggetto di riserve: in molti sottolinearono la scarsa valorizzazione della statua centrale, posta contro un alto muro rivolto a nord, anziché al centro della piazza, dove sarebbe risultata più visibile e monumentale. Dal punto di vista tipologico, la fontana di Saint-Michel rappresenta un momento di transizione storica: essa è infatti l’ultima fontana a muro costruita a Parigi secondo la tradizione rinascimentale delle fontane “addossate”, costruite cioè in aderenza ai muri degli edifici; tale tipologia, avviata con la Fontana dei Medici nel XVII secolo, fu proseguita nel XVIII con la Fontaine des Quatre-Saisons. Dopo il 1860, invece, le fontane monumentali realizzate a Parigi assunsero una configurazione più aperta, venendo collocate al centro di piazze o slarghi, in linea con i nuovi principi urbanistici della città haussmanniana.
Note
Altri progetti
Saint-Michel Categoria:Architetture eclettiche di Parigi