Il rasoio di Occam (), conosciuto anche come principio di economia, o principio di parsimonia,L'espressione novacula Occami è stata introdotta da Libert Froidmont nel suo Philosophia Christiana de Anima, Lovanio 1649, p. 110 (Wolfgang Hübener, "Occam's Razor not Mysterious", Archiv für Begriffsgeschichte, Vol. 27 (1983), pp. 73-92).Sulla storia di questo principio si può consultare il primo capitolo di Elliott Sober, Ockham's Razors: A User's Manual, "A history of parsimony in thin slices (from Aristotle to Morgan)", pp. 4-60. è un principio metodologico che indica, in presenza di più teorie in concorrenza tra loro, che abbiano pari potere esplicativo, di scegliere quella che richiede meno assunzioni.Hugh G. Gauch, Scientific Method in Practice, Cambridge University Press, 2003, ,

Venne formulato nel XIV secolo dal filosofo e frate francescano Guglielmo di Occam ed è uno dei criteri ritenuti alla base del pensiero scientifico moderno.Stefano Bagnasco; Andrea Ferrero; Beatrice Mautino. Sulla scena del mistero. Guida scientifica all'indagine dei fenomeni inspiegabili, Sironi Editore, 2010, p.89.

Un esempio è dato dal confronto fra il sistema tolemaico geocentrico e quello copernicano eliocentrico, che descrivevano entrambi (in base alle conoscenze del tempo) il movimento degli astri, pur basandosi su modelli cosmologici differenti; il secondo aveva però il pregio, secondo il rasoio di Occam, di ridurre la complessità dei calcoli e delle costruzioni teoriche.

Storia Le origini di quello che è diventato noto come il rasoio di Occam sono riconducibili alle opere di filosofi precedenti ad Occam stesso, come Duns Scoto, Roberto Grossatesta, Mosè Maimonide, e persino Aristotele e Tolomeo. Aristotele scrive, nel suo libro Analitici secondi: "Possiamo presumere la superiorità della dimostrazione che deriva da un minor numero di postulati o ipotesi (a parità di altre condizioni)". Anche Tolomeo affermò: "Riteniamo un buon principio spiegare i fenomeni con l'ipotesi più semplice possibile".

Sebbene sia vero che il principio del rasoio non si trova enunciato in nessuno degli scritti di Guglielmo, si possono trovare affermazioni come "La pluralità non deve mai essere postulata senza necessità", che ricorre nella sua opera teologica Quaestiones et decisiones in quattuor libros Sententiarum Petri Lombardi. Occam dunque non formulò per primo questo principio, ma l'idea del rasoio, e l'associazione al suo nome potrebbe essere dovuta alla frequenza e all'efficacia con cui lui lo ha usato.

Il principio novacula Occami venne citato come tale per la prima volta nel libro del 1649 Philosophia Christiana de Anima di Libert Froidmont, circa tre secoli dopo la morte di Occam, avvenuta nel 1347. Il principio logico del rasoio di Occam riemerse dunque in un momento opportuno, durante gli albori dell'illuminismo, in un periodo in cui le teorie filosofiche e scientifiche si sviluppavano con l'uso eccessivo di varianti e di possibili diramazioni nella complicazione dimostrativa; in tale contesto il rasoio di Occam semplificò tutto.

Occam sembra aver affermato il principio in vari modi, ma la versione più popolare,è stata formulata dal filosofo francescano irlandese John Punch nel suo commento del 1639 alle opere di Duns Scoto.

Descrizione La metafora del rasoio concretizza l'idea che sia opportuno, dal punto di vista metodologico, eliminare nettamente le ipotesi più complicate. Il principio può essere formulato come segue:

La formula, utilizzata spesso in ambito investigativo e di problem solving, recita:In libros Sententiarum, cit., Liber I, Distinctio I, Quaestiones 1 e 2.

oppure:In libros Sententiarum, cit., Liber I, d. 14, q. 2, p. 430.

In altri termini, non vi è motivo alcuno per complicare ciò che è semplice. All'interno di un ragionamento o di una dimostrazione vanno invece ricercate la semplicità e la sinteticità. Ciò significa che, tra le varie spiegazioni possibili di un evento, bisogna scegliere quella più "semplice", intesa non nel senso di quella più "ingenua" o di quella che spontaneamente affiora alla mente, ma come quella che appare ragionevolmente vera senza ricercare un'inutile complicazione aggiungendovi degli elementi causali ulteriori. Questo anche in base a un altro principio, elementare, di economia di pensiero: se si può spiegare un dato fenomeno senza supporre l'esistenza di un qualche ente, è corretto farlo, in quanto è ragionevole scegliere, tra varie soluzioni, la più semplice e plausibile.

Il "rasoio logico" non pone una condizione assoluta nel procedere della conoscenza: attribuisce sì valore alla semplicità e alla solidità, ma mette alla prova la validità delle conclusioni in base al principio stesso, nel senso che una teoria che progressivamente si appoggiasse alla elaborazione troppo semplice e parziale di termini o a principi sempre più evanescenti alla fine sarebbe da rigettare per la sua stessa inconsistenza.Alessandro Ghisalberti, Guglielmo di Ockham (Presentazione), Vita e Pensiero, 1972, p. 7 e sgg.

Applicazioni Un esempio classico dell'applicazione del principio può essere: la questione riguardante la generazione dell'universo.

Da un lato si può ipotizzare un universo eterno, o generato da sé o per motivi sconosciuti; Dall'altro, un universo generato da una divinità, la quale a sua volta è eterna, o generata da sé o per motivi sconosciuti.

In questo senso, la prima versione non postula enti ulteriori (come ad esempio la divinità) ed è quindi preferibile. Occam non imponeva di scegliere il complesso di ipotesi di numero minore né suggeriva che esso sarebbe stato quello più vicino alla verità ma che, se le ipotesi formulate bastavano a spiegare il fatto, non si doveva inutilmente complicare bensì accettare la semplicità della spiegazione.

È stato infatti osservato come da un punto di vista storico generalmente le teorie "più semplici" hanno superato un numero maggiore di verifiche rispetto a quelle "più complicate", con un insieme maggiore di ipotesi.Donald Gillies e Giulio Giorello, La filosofia della scienza nel XX secolo, Roma, Laterza, 1995. Ma è anche vero che non si può dire né che la natura preferisca le forme semplici a quelle complesse, né tantomeno che le teorie tendano a diventare progressivamente più semplici man mano che avanza il progresso scientifico; piuttosto «la semplicità mi aiuta a ridurre il rischio di errore, perché meno ipotesi introduco nella mia teoria e più riduco il rischio di sbagliare. Se parto da teorie semplici, composte da poche ipotesi e quindi più facili da verificare, e solo dopo aver corretto gli errori comincio ad affinarle, aggiungere altre ipotesi e renderle man mano più complesse, sarà più facile costruire un po’ per volta una rappresentazione sempre più accurata della realtà.»Andrea Ferrero, Op.cit. ibidem

Il rasoio di Occam, nato in ambito filosofico-culturale, è stato applicato anche alla scienza, solitamente come una regola pratica per scegliere tra ipotesi che avessero la stessa capacità di spiegare uno o più fenomeni naturali. Siccome per ogni teoria esistono generalmente molteplici variazioni egualmente compatibili con i dati sperimentali, ma che in alcune circostanze predicono nuovi fenomeni molto differenti, il rasoio di Occam è usato implicitamente in ogni istanza della ricerca scientifica. Consideriamo ad esempio il terzo principio della dinamica: "A ogni azione corrisponde una reazione uguale e opposta". Una teoria alternativa potrebbe essere: "Per ogni azione c'è una reazione uguale e opposta, eccetto il 10 ottobre 2064, quando la reazione avrà intensità dimezzata". Questa aggiunta, a parte la sua assurdità, vìola il principio di Occam perché è un'aggiunta gratuita, come lo sarebbero anche infinite altre teorie alternative. Senza una regola come il rasoio di Occam non si avrebbe mai alcuna giustificazione pratica o filosofica per far prevalere una teoria sulle infinite concorrenti e la scienza perderebbe ogni potere predittivo.

Sebbene il rasoio di Occam sia la regola di selezione tra teorie, non basata sull'evidenza, più ampiamente usata e filosoficamente comprensibile, ci sono oggi approcci matematici simili basati sulla teoria dell'informazione che bilanciano il potere esplicativo con la semplicità. Uno di questi approcci è l'inferenza sulla minima lunghezza di descrizione (minimum description length).Alberto Strumia, Introduzione alla filosofia delle scienze, Bologna, ESD, 1992.

Tema dell'esistenza di Dio

C'è chi sostiene che, in base a un utilizzo particolare dei principi di ragionamento indotti dal rasoio di Occam, sia inutile introdurre un Dio per spiegare l'esistenza del mondo.

Infatti alla domanda "Chi ha creato il mondo?" i credenti dei principali monoteismi rispondono con l'assioma che "Il mondo è stato creato da Dio", ma non essendoci per sua stessa definizione nulla di più potente di questo Dio e quindi nulla che possa averlo creato, ne consegue che Dio, a differenza del mondo, è sempre esistito. A questo punto se è possibile che questo qualcosa sia sempre esistito, perché non anche il mondo? La risposta alla domanda iniziale "Il mondo è stato creato da Dio, che è sempre esistito" si semplifica quindi in "Il mondo (o la natura) è sempre esistito", o "la materia è sempre esistita".

Secondo l'autore citato, che segue un rigido determinismo, «la natura non è affatto un'opera: essa è sempre esistita di per se stessa; è nel suo seno che tutto avviene, è un'officina immensa, fornita di materiali e che costruisce gli strumenti di cui si serve per agire».Barone d'Holbach, Sistema della natura, tomo II, cap. III

Scienziati moderni vicini al movimento del nuovo ateismo (Stephen Hawking, Lawrence Krauss, il biologo neodarwinista Richard Dawkins e altri) hanno trasposto il concetto dalla filosofia alla fisica. Un esempio delle argomentazioni proposte da Hawking e Krauss può essere il passaggio dall'assioma "l'universo è stato creato da Dio" a quello di un universo autocreato da un eterno vuoto quantistico a seguito di una fluttuazione indeterministica che ha dato origine al Big Bang. La proposizione degli scienziati credenti «Dio è sempre esistito; Dio ha creato la meccanica quantistica», viene quindi semplificata in "la meccanica quantistica è sempre esistita", utilizzando il rasoio di Occam in un contestato amalgama tra cosmologia e filosofia.Stephen Hawking e Leonard Mlodinow, Il grande disegno, traduzione di Tullio Cannillo, 1ª ed., Arnoldo Mondadori Editore, 2011 , ISBN 978-88-04-61001-4.Lawrence Krauss, L'universo dal nulla. Le rivoluzionarie scoperte che hanno cambiato le nostre basi scientifiche, traduzione di Valeria Valli, postfazione di Richard Dawkins, 1ª ed., Gruppo Editoriale Macro, 2013 , ISBN 978-88-6229-586-4. Hawking adotta ad esempio nello scenario cosmologico moderno alcuni classici ragionamenti del materialismo settecentesco in forma neo-riduzionista.

Secondo gli scienziati citati, per spiegare la complessità e la precisa regolazione del cosmo non occorre infatti postulare l'esistenza di un "orologiaio" poiché sistemi complessi possono nascere dal caso (teoria del caos, esperimento degli algoritmi evolutivi, ecc.), come dimostrato dall'evoluzione delle specie e dall'origine della vita, e dalle leggi quantistiche, in base alle quali il vuoto è instabile e può generare la materia.«Perché c’è qualcosa piuttosto che nulla? (...) Quello che abbiamo imparato è che questo tipo di “nulla” è instabile. Dunque lo spazio vuoto è instabile.» (Lawrence M. Krauss) Sarebbero quindi il caso e la meccanica quantistica la "trama fondamentale" della realtà, senza la necessità di un essere invisibile, intelligente, onnisciente e onnipotente che l'abbia creata stabilendone le leggi (naturalismo filosofico).