Il culto del Sole, tributato dagli esseri umani al dio Sole attraverso le epoche, ha per oggetto una divinità che rappresenta il Sole e i suoi aspetti simbolico-astrologici, che hanno prodotto un gran numero di idee, teologie e credenze in svariate divinità solari. Il culto del Sole diede origine probabilmente all'enoteismo e in ultima analisi al monoteismo.Si veda anche il Trattato di storia delle religioni di Mircea Eliade, ed. Bollati Boringhieri, 2009, capitolo 3, pag. 110-137.
Simbologie solari
Simbologie ricorrenti del Sole lo hanno raffigurato di volta in volta come una ruota, una barca, un disco, un cerchio e via dicendo, quali geroglifici dell'Uno che si manifesta nel macrocosmo..
Barca solare Esempi di rappresentazione mitologica del Sole che guida un'imbarcazione sono vari sia come provenienza, sia come iconografia, tutti però aderenti allo stesso concetto. In particolare si ricordano: Barca solare di Cheope, in Egitto. Alcuni petroglifi interpretati come barche solari sulle incisioni rupestri della Valcamonica in Italia ed a Tanumshede in Svezia. Barca solare dell'Età del bronzo: nella cultura lusaziana; nella cultura dei campi di urne; nella cultura protovillanoviana; nella cultura villanoviana.
miniatura|Pettorale piceno con barca solare ornitomorfa, da Canavaccio di Urbino.(Museo archeologico nazionale delle Marche) miniatura|Pettorale piceno con barca solare ornitomorfa, da Ancona.(Museo archeologico nazionale delle Marche)
Barca solare ornitomorfa Un caso particolare è quello della "barca solare ornitomorfa", ossia con protomi di uccelli acquatici, soprattutto della famiglia degli anatidi. Già nei manufatti dell'Età del bronzo, gli anatidi sono associati alle barche e sono localizzati soprattutto sulla prua o sull'albero.Per capirne il motivo, si deve ricordare che, nella pratica antica della navigazione, questi uccelli erano utilizzato come guide verso terra in caso di smarrimento. Nella mitologia nordica, inoltre, degli uccelli acquatici trasportano la barca del Sole nel suo viaggio notturno da ovest ad est, ossia dal tramonto all'alba. A volte, poi gli stessi uccelli trasportano le anime dei defunti nell'aldilà.
Nell'ultima fase dell'Età del bronzo e nell'Età del ferro, quest'iconografia ha un'amplissima diffusione e si delinea in modo sempre più preciso: gli anatidi sono rappresentati solo con le loro protomi, poste a prua e a poppa e rivolte verso le opposte direzioni; al centro c'è un incavo che accoglie il Sole. L'immagine della barca solare ornitomorfa si ritrova sui manufatti più disparati: oggetti funerari come situle e urne cinerarie, armi da difesa ed offesa come spade, corazze e schinieri, e infine su oggetti cultuali come coltelli e carretti.
Perché questo ruolo importante è affidato ad uccelli? Si pensa che ciò sia dovuto alla loro capacità sovrumana di volare verso l'alto, ed avvicinarsi quindi alle divinità, o rappresentarle, o guidare l'uomo verso di esse<ref>Tomaso Di Fraia, Immagini ornitomorfe e motivi solari nel Bronzo Recente e Finale in Italia, in Actes des congrès nationaux des sociétés historiques et scientifiques, Anno 2010 132-5 (numero monotematico: Imaginer et représenter l’au-delà. Actes du 132e Congrès national des sociétés historiques et scientifiques, «Images et imagerie», Arles, 2007), pp. 7-22</ref>.
Quest'iconografia è tipica di varie popolazioni italiane dell'Età del ferroCristiano Iaia, Lo stile della "barca solare ornitomorfa" nella toreutica italiana della prima Età del Ferro, in: Nuccia Negroni Catacchio (a cura di), Preistoria e Protostoria in Etruria - miti simboli decorazioni - ricerche e scavi, Atti del VI incontro di studi, 2002, vol. 1, (p. 307 - 313), edito da: Centro Studi di Preistoria e Archeologia - Onlus, via Fiori Chiari 8, 20121 Milano 2004.. In questo caso, l'iconografia segue dei canoni piuttosto rigidi, direttamente ispirati a più antiche tradizioni dell'Europa centrale e settentrionale, con particolare riferimento all'area danubiana. I reperti rinvenuti di questa tipologia sono una trentina, Lo stile della barca solare ornitomorfa nella toreutica italiana dell'età del Ferro, in Miti Simboli Decorazioni Ricerche e scavi.
Le popolazioni stanziate in Italia nell'età del ferro e che produssero e utilizzarono oggetti raffiguranti la barca solare ornitomorfa sono i Veneti, gli Etruschi, i Piceni, i Celti.
Carro solare
Un "carro solare" è una rappresentazione mitologica del Sole che guida un carro. Il concetto è cronologicamente più recente rispetto alla barca solare e corrispondente all'espansione Indoeuropea a seguito dell'invenzione del carro nel II millennio a.C. Esempi sono: il Carro solare di Trundholm; il dio greco Elio che guida un carro; il Sol Invictus latino mostrato come nocchiere di una quadriga; la divinità indù Sūrya che guida un carro con sette cavalli; la divinità Savitr che guida un carro solare; il Carro solare di Apollo.
Ruota solare
Il sole stesso è stato raffigurato come una ruota, probabilmente dai protoindoeuropei, come riportato nel greco hēliou kuklos, in sanscrito suryasya cakram e in anglo-sassone sunnan hweogul.
Nell'Ebraismo sono presenti questi due ultimi simboli. Secondo la Bibbia, Enoch (bisnonno di Noè) ed Elia furono rapiti in Cielo: il primo dopo 365 anni, numero corrispondente ai giorni di "rotazione" in un anno solare, il secondo per la sua ascensione celeste con «un carro di fuoco e cavalli di fuoco».
Sole femminile o maschile
Nelle culture neolatine le divinità solari sono maschili, così come le divinità lunari sono femminili. Tuttavia, basta pensare alla lingua tedesca per avere un esempio di situazione ribaltata ("die Sonne", "der Mond"), tipica delle lingue germaniche. Divinità solari femminili si ritrovano in ogni continente (per esempio, Amaterasu nella credenza giapponese), così come si ritrovano divinità lunari maschili. La divinità solare degli Ittiti era la dea femminile di Arinna.
L'associazione delle divinità solari al sesso maschile è collegata al fatto che poche mitologie ben conosciute (come la mitologia greca o la mitologia romana) raramente infrangono tale regola. Il dualismo Sole/maschio/luce e Luna/femmina/oscurità si trova in molte tradizioni dell'Europa meridionale che derivano dalle filosofie gnostiche e orfiche.
Nella mitologia germanica il Sole è femmina e la Luna è maschio. Il nome corrispondente in inglese antico è Siȝel (/ˈsɪ jel/), che deriva dalla lingua proto-germanica *Sôwilô o *Saewelô. La dea del sole dell'antica Germania è Sunna, che diviene Sól nella mitologia norrena. Nelle tradizioni scandinave, ogni giorno il carro di Sól corre attraverso il cielo sulla sua carrozza, spinta da due cavalli di nome Arvak e Alsvid. Anche Sunna, Sunne, e Frau Sunne venivano chiamate Sól, dalle quali derivano le attuali parole sun ('sole') e Sunday ('domenica').
Scomparsa del sole
La scomparsa del sole è un tema ricorrente nei miti di molte culture, che talvolta comprende i temi della reclusione, dell'esilio o della morte. La scomparsa del sole spesso è utilizzata per spiegare vari fenomeni naturali, come la scomparsa del sole durante la notte, la minore durata dei giorni nel corso dell'inverno e le eclissi solari. Anche il mito greco di Demetra e di sua figlia, Persefone o Kore, indicano che quest'ultima fosse una divinità del sole: venuta a mancare (perché rapita da Ade), sua madre, dea dell'agricoltura, scatenò un inverno duro che pareva non dovere mai avere fine.
Vi sono altri racconti simili, come la storia sumerica della divinità Inanna e della sua discesa agli inferi.
Nella mitologia del tardo Egitto, Ra passa per Duat (gli inferi) ogni notte. Apep deve essere sconfitto nelle ore di oscurità affinché Ra e la sua barca solare possano sorgere ad est ogni mattina.
Nella mitologia giapponese, la divinità solare Amaterasu è irritata dal comportamento di suo fratello Susanoo, e si nasconde in una caverna, sprofondando il mondo nell'oscurità fino a quando non decide di riemergere.
Nella mitologia scandinava, il dio Odino e il dio Tyr hanno entrambi gli attributi di un padre-cielo, e sono destinati ad essere divorati dai lupi (rispettivamente da Fenrir e Garm) a Ragnarǫk. Sól, la divinità del sole scandinava, sarà divorata dal lupo Skǫll.
Varianti culturali
In religioni diverse, divinità supreme legate al sole hanno nomi diversi e sono associate ad aspetti diversi dell'universo culturale della società, ma in gran parte la sua immagine rimane identica.
Il concetto Neolitico di una barca solare, il sole che attraversa il cielo in una barca, si ritrova nei successivi miti dell'antico Egitto, con Ra e Horus. I primi miti Egiziani suggeriscono che il sole, di notte, sia all'interno della leonessa Sekhmet, e si possa rivedere riflesso nei suoi occhi, oppure che sia all'interno della mucca, Hathor, e rinasca ogni mattina come suo figlio (il toro). La religione Proto-Indo-Europea ha un carro solare: il sole attraversa il cielo portato in un carro.
Nel corso dell'Impero romano, veniva celebrata la festa della nascita del Sol Invictus (o Dies Natalis Solis Invicti) quando la durata del giorno iniziava ad aumentare dopo il solstizio d'inverno: la “rinascita” del sole appunto. Nella mitologia Germanica si parla di Sol e in quella Greca di Elio e (talvolta) di Apollo. Il mesopotamico Shamash gioca un ruolo importante nel corso dell'Età del Bronzo, e “mio Sole” comincia ad essere usato per rivolgersi ai membri della famiglia reale. Similmente, le culture del Sud America hanno un enfatico culto del Sole, Inti.
Africa La tribù dei Munsh considera il Sole figlio dell'essere supremo Awondo e la Luna come sua figlia. La tribù dei Barotse crede che il Sole sia abitato dalla divinità del cielo Nyambi e che la Luna sia sua moglie. Anche laddove il dio del sole viene identificato con l'essere supremo, in alcune mitologie africane lui o lei non ha alcuna funzione speciale o alcun privilegio se comparato ad altre divinità
Antico Egitto
Il culto del sole fu quello prevalente nella religione dell'antico Egitto. Osiride e Iside (dea della luna), diedero la vita a Horus e Ra.
Il movimento del sole attraverso il cielo rappresenta una lotta tra l'anima del Faraone e una manifestazione di Osiride. La “solarizzazione” di parecchie divinità locali (Hnum-Re, Min-Re, Amon-Re) raggiunse il picco nel periodo della quinta dinastia.
Nella diciottesima dinastia, Akhenaton fece persino cambiare la religione politeistica dell'Egitto in una pseudo-monoteista, l'Atonismo. Tutte le altre divinità vennero rimpiazzate da Aton, compreso Amon, la divinità regnante nella regione di Akhenaton. A differenza delle altre divinità, Aton non aveva forme multiple. La sua sola immagine era un disco, simbolo del sole.
Subito dopo la morte di Akenaton, fu ristabilito il culto delle divinità tradizionali da parte dei capi religiosi che avevano praticato la religione di Aton durante il regno di Akhenaton.
Mitologia azteca