La Turchia è un paese che occupa una posizione geografica unica, essendo situato in parte in Asia e in parte in Europa. Nel corso della sua storia ha svolto sia la funzione di barriera sia quella di ponte fra i due continenti.
La Turchia si trova nel punto d'incontro fra i Balcani, il Caucaso, il Medio Oriente e il Mediterraneo orientale. È uno dei paesi più grandi della regione per territorio e popolazione e la sua superficie supera quella di qualsiasi Stato interamente europeo. Il paese è situato quasi completamente in Asia e comprende la penisola dell'Asia Minore, nota anche come Anatolia, dalla forma approssimativamente rettangolare, e, a est, parte della regione montuosa talvolta indicata come altopiano armeno. La parte restante, la Tracia turca, si trova all'estremità sud-orientale dell'Europa e costituisce un piccolo frammento di un impero che un tempo si estendeva su gran parte dei Balcani.
Il paese si estende da nord a sud per circa 480-640 km e da ovest a est per circa 1.600 km. La Turchia confina a nord con il mar Nero, a nord-est con la Georgia e l'Armenia, a est con l'Azerbaigian e l'Iran, a sud-est con l'Iraq e la Siria, a sud-ovest e a ovest con il mar Mediterraneo e il mar Egeo e a nord-ovest con la Grecia e la Bulgaria. La capitale è Ankara, mentre la città più popolosa e il porto più importante sono Istanbul.
Su uno sviluppo complessivo dei confini di circa 6.440 km, quasi tre quarti sono marittimi e comprendono le coste affacciate sul mar Nero, sul mar Egeo e sul Mediterraneo. Le vie d'acqua che collegano il mar Nero all'Egeo, vale a dire il Bosforo, il mar di Marmara e i Dardanelli, sono note collettivamente come stretti turchi. Il controllo esercitato dalla Turchia sugli stretti, unica via marittima di accesso e di uscita dal mar Nero, ha rappresentato un fattore fondamentale nelle relazioni del paese con gli altri Stati. La maggior parte delle isole situate lungo la costa egea appartiene alla Grecia; soltanto Gökçeada e Bozcaada sono rimaste sotto sovranità turca. Il confine marittimo con la Grecia è stato motivo di contrasto fra i due paesi in numerose occasioni a partire dalla Seconda guerra mondiale.
Morfologia La Turchia è un paese prevalentemente montuoso e le vere pianure sono limitate soprattutto alle fasce costiere e ai bacini interni. Circa un quarto della superficie si trova al di sopra dei 1.200 m, mentre meno di due quinti sono situati a quote inferiori ai 460 m. Le creste montuose superano i 2.300 m in numerosi punti, soprattutto nella parte orientale del paese, dove il monte Ararat, la vetta più elevata della Turchia, raggiunge i 5.165 m presso il confine con l'Armenia e l'Iran. A sud-est, l'Uludoruk culmina a 4.744 m; più a ovest, anche il Demirkazık, alto 3.755 m, e il monte Aydos, di 3.479 m, costituiscono rilievi considerevoli. I territori impervi sono comuni in tutto il paese, mentre le superfici pianeggianti o dolcemente ondulate rappresentano appena un sesto dell'area complessiva. Queste caratteristiche morfologiche influenzano profondamente gli altri aspetti dell'ambiente fisico, determinando condizioni climatiche spesso molto più rigide di quanto ci si potrebbe attendere alla latitudine della Turchia e riducendo l'estensione e la produttività delle terre coltivabili. Dal punto di vista strutturale, il paese si trova all'interno della giovane fascia orogenetica alpino-himalayana, i cui rilievi assumono in Turchia un orientamento prevalentemente est-ovest. La geologia è particolarmente complessa: vi affiorano rocce sedimentarie di età compresa fra il Paleozoico e il Quaternario, numerose intrusioni magmatiche ed estese formazioni di origine vulcanica. Si possono distinguere quattro regioni morfologiche principali: la zona montuosa settentrionale, la zona montuosa meridionale, il massiccio centrale e la piattaforma arabica.
La zona montuosa settentrionale La zona montuosa settentrionale comprende una serie di catene la cui altitudine aumenta procedendo verso est. Esse occupano una fascia larga circa 145-200 km, situata immediatamente a sud del mar Nero. L'intero sistema è comunemente noto come monti del Ponto. Nella parte occidentale il sistema è stato interrotto in più punti dai processi di fagliazione che hanno contribuito alla formazione degli stretti turchi. In Tracia, la pianura dell'Ergene è una delle più estese del paese, mentre la principale catena montuosa, quella degli Yıldız, o Istranca, raggiunge appena i 1.030 m. Altre pianure si trovano a sud del mar di Marmara e lungo il corso inferiore del fiume Sakarya, a est del Bosforo. Lungo il mar Nero, elevate creste orientate da est a ovest si innalzano bruscamente alle spalle della costa. La pianura litoranea è pertanto molto stretta e si amplia soltanto in corrispondenza dei delta dei fiumi Kızılırmak e Yeşilırmak. Questi corsi d'acqua attraversano la barriera montuosa in corrispondenza di settori meno elevati, nei quali le cime non superano i 600 m, dividendo i monti del Ponto in una sezione occidentale e una orientale. Nella sezione occidentale, fra i fiumi Sakarya e Kızılırmak, si distinguono quattro catene principali: i monti Küre, Bolu, Ilgaz e Köroğlu. A est dello Yeşilırmak, il sistema diviene più elevato, stretto e impervio. A meno di 80 km dalla costa si innalzano vette superiori ai 3.000 m, culminanti nei 3.937 m dei monti Kaçkar. A sud, separata da una stretta depressione percorsa dai fiumi Kelkit e Çoruh, si estende una seconda catena che supera i 2.400 m.
La zona montuosa meridionale La zona montuosa meridionale occupa il terzo meridionale del paese, dal mar Egeo al golfo di Alessandretta, e prosegue verso nord-est ed est lungo il margine settentrionale della piattaforma arabica. Per gran parte della sua estensione, la pianura costiera mediterranea è stretta, benché presenti due importanti rientranze pianeggianti. La pianura di Antalya penetra nell'interno per circa 30 km dal golfo omonimo. La pianura di Adana, lunga circa 145 km e larga fino a 100 km, comprende il delta congiunto dei fiumi Seyhan e Ceyhan. Il sistema montuoso si divide in due sezioni principali. A ovest di Antalya, una complessa serie di creste orientate prevalentemente da nord a sud raggiunge altitudini comprese fra 2.000 e 2.500 m. Il sistema più imponente è tuttavia quello dei monti del Tauro, o Toros, che corre parallelamente alla costa mediterranea e si estende lungo il margine meridionale dell'Anatolia. Le sue cime superano frequentemente i 2.400 m e alcune vette oltrepassano i 3.400 m.
Nel terzo orientale del paese, i sistemi montuosi settentrionale e meridionale convergono, dando origine a una vasta regione prevalentemente montuosa. Le aree relativamente pianeggianti sono limitate alle valli e ai bacini chiusi, come quelli situati intorno a Malatya, Elazığ e Muş.
Il massiccio centrale Il massiccio centrale occupa la metà occidentale del paese, fra i sistemi montuosi del Ponto e del Tauro. Questa vasta regione elevata è spesso indicata come altopiano anatolico, sebbene il suo rilievo sia molto più vario di quanto tale denominazione possa suggerire. Al suo interno si possono distinguere almeno quattro grandi suddivisioni. Nella regione interna prospiciente il mar Egeo, fino a una linea compresa fra Bursa e Denizli, una serie di blocchi di faglia determina un'alternanza, orientata prevalentemente da nord a sud, fra altopiani dai versanti ripidi, alti fra 1.500 e 2.000 m, e fondovalle pianeggianti. Le pianure alluvionali percorse dai principali fiumi, fra i quali il Gediz, il Piccolo Meandro e il Grande Meandro, sono fra le più vaste della Turchia e rivestono una notevole importanza agricola. A est di questa regione, approssimativamente fino a una linea compresa fra Eskişehir e Burdur, si estende una complessa zona di altopiani. La superficie generale si innalza progressivamente verso est, raggiungendo quote comprese fra 460 e 900 m. Nell'altopiano si trovano alcuni bacini di faglia, sovrastati da brevi catene montuose che raggiungono i 2.000 m.
La parte più caratteristica del massiccio centrale è delimitata a sud dai monti del Tauro e a nord-est da una linea che, partendo da Ankara, attraversa il lago Tuz e raggiunge Niğde. In questa regione il termine altopiano risulta particolarmente appropriato, poiché vi si estendono vaste superfici pianeggianti o dolcemente inclinate, situate a circa 900 m di altitudine e separate da ampi rigonfiamenti del terreno. Estesa per circa 240 km in una direzione e 320 nell'altra, questa regione comprende le più vaste pianure della Turchia. La loro importanza agricola è tuttavia limitata dagli effetti esercitati dall'altitudine e dalla posizione geografica sulle condizioni climatiche.
La parte restante del massiccio centrale, una regione approssimativamente triangolare con il vertice orientale nei pressi di Sivas, forma una zona montuosa che delimita le pianure sul lato orientale. Gran parte di quest'area si trova a quote superiori ai 1.500 m e comprende numerose vette alte circa 2.000 m. Un elemento particolarmente rilevante è la vasta regione interessata da un'attività vulcanica relativamente recente nelle province di Niğde, Nevşehir e Kayseri. Vi sorgono i grandi apparati vulcanici dell'Erciyes, alto 3.916 m, e dell'Hasan, di 3.257 m.
La piattaforma arabica La Turchia sud-orientale, fra Gaziantep e il fiume Tigri, in turco Dicle, poggia sopra un massiccio relativamente stabile noto come piattaforma arabica. La regione presenta forme del rilievo generalmente dolci, con ampie superfici di altopiano che digradano verso sud, passando da circa 760 m ai piedi delle montagne a 300 m lungo il confine con la Siria. Al centro di questa zona, il vulcanico monte Karaca raggiunge i 1.918 m.
La struttura geologica della Turchia, caratterizzata da processi relativamente recenti di fagliazione, corrugamento e sollevamento tuttora attivi, rende il paese particolarmente esposto ai terremoti. Numerosi eventi sismici di diversa intensità si sono verificati anche in epoca moderna. Terremoti particolarmente gravi hanno interessato le regioni orientali, presso Erzurum nel 1959 e nel 1966, Bingöl nel 1971 e nel 2003 ed Erzincan nel 1939 e nel 1992. Nel 1999 la Turchia nord-occidentale fu devastata da un violento terremoto con epicentro nei pressi di İzmit, o Kocaeli, che provocò più di 17.000 vittime e suscitò forti critiche nei confronti delle istituzioni statali per i ritardi nell'organizzazione dei soccorsi.
Idrografia Fiumi Nel territorio turco si possono distinguere otto principali sistemi idrografici, due dei quali oltrepassano i confini nazionali, mentre gli altri sono compresi interamente, o quasi interamente, nel paese. Il più piccolo, situato all'estremità orientale, è quello del fiume Aras, che nasce a sud di Erzurum e scorre verso est per circa 400 km fino al confine con l'Azerbaigian, raggiungendo infine il mar Caspio. Gran parte della Turchia orientale è tuttavia drenata dall'Eufrate e dal Tigri, che scorrono verso sud rispettivamente per circa 1.250 e 530 km prima di entrare in Siria e successivamente in Iraq. Qui confluiscono nel sistema dello Shatt al-Arab, che sfocia nel golfo Persico.