Le ampolle di Lorenzini sono speciali organi di senso elettrorecettori posseduti dagli elasmobranchi (squali e batoidei) e da alcune specie di condrostei e dipnoi.Roth A, Tscharntke H. (1976). Ultrastructure of the ampullary electroreceptors in lungfish and Brachiopterygii. Cell Tissue Res. Oct 1;173(1):95–108. PMID 991235Gibbs MA, Northcutt RG. (2004). Development of the lateral line system in the shovelnose sturgeon. Brain Behav Evol. ;64(2):70–84. PMID 15205543

Si trovano nella parte anteriore della testa e formano una rete di canali costituite da piccole sacche con celle piene di gel elettro-conduttivo da cui si dipartono dei piccoli tubi che si aprono sulla superficie della pelle mediante pori.thumb|Elettrorecettori (Ampolle di Lorenzini) e canali della linea laterale nella testa di uno squalo.|256x256px

Attraverso questi organi gli squali e le razze riescono ad individuare i campi elettromagnetici prodotti da eventuali prede. Più specificamente riescono a rilevare la differenza di potenziale elettrico tra l'estremità del poro e la base delle cellule elettroricettive. La soglia di sensibilità di alcuni squali può essere anche a solo 5 nV/cm. Attraverso le ampolle gli animali sono in grado di percepire il campo magnetico terrestre, sono quindi organi usati anche per l'orientamento.

Negli squali martello (Sphyrnidae) la particolare conformazione della testa schiacciata e ampia con vistose espansioni laterali migliora la capacità di localizzazione elettrica; l'intera struttura è infatti ricca di ampolle di Lorenzini, che permettono all'animale di individuare campi elettrici emessi da altri organismi viventi: il muso a martello conferisce allo squalo martello una maggiore superficie, incrementando di 10 volte la sua capacità di ricezione rispetto a quella degli squali dalla testa affusolata, consentendo loro di captare segnali elettrici deboli fino a un mezzo milionesimo di volt.

Di recente i ricercatori hanno stabilito che nelle popolazioni di pastinache i maschi si servono degli elettrorecettori per riuscire ad individuare le compagne che si nascondono nel fondale.

Le ampolle di Lorenzini furono scoperte e descritte dal medico, anatomista e ittiologo Stefano Lorenzini nel 1678. Le sue Osservazioni intorno alle torpedini, pubblicate a Firenze nel 1678, offrono un esempio di straordinario approfondimento di anatomia e fisiologia animale, fondato sulle nuove prospettive meccaniciste e corpuscolariste applicate allo studio dei viventi

Voci correlate

Elasmobranchi Elettroricezione Magnetoricezione

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