Il bugiardo è un'opera teatrale in tre atti in prosa di Carlo Goldoni, andata in scena con successo per la prima volta a Mantova nella primavera del 1750.
Pur sviluppando la vicenda in modo del tutto originale, l'autore trasse ispirazioneC. Goldoni, prefazione all'edizione a stampa, dopo averlo visto a teatro nel 1742 a Firenze in una traduzione poco felice, da Il bugiardo di Corneille, che a sua volta si era rifatto a La verdad sospechosa del messicano Juan Ruiz de AlarcónCanonica (2001).
Rimasta nel repertorio teatrale durante tutto l’Ottocento, la commedia viene riproposta anche ai giorni nostriG. Ortolani, Tutte le opere di C. Goldoni, Mondadori Editore, 1940.
Trama Venezia. Lelio, figlio di Pantalone, è un ribaldo mentitore compulsivo che fa delle bugie, da lui definite "spiritose invenzioni", una specie di missione. Lelio, che ha trascorso anni lontano da casa, torna a Venezia. Corteggia le due figlie del Dottor Balanzone, Beatrice e Rosaura, senza dire loro chi delle due ama veramente. Nel frattempo, ciascuna ragazza ha un altro pretendente, Florindo per Rosaura e Ottavio per Beatrice. Florindo, tuttavia, è timido e non vuole dire a Rosaura di amarla. Questo permette a Lelio di inventare favolose bugie e convincere Rosaura di volerla sposare. Nel frattempo, Arlecchino, il servitore di Lelio, cerca di convincere Colombina a lasciare Brighella, amico di Florindo. Le bugie di Lelio lo mettono sempre più nei guai con le ragazze, il loro padre e suo padre Pantalone. Alla fine, si scopre che mentre era a Roma ha sposato una dama romana, Cleonice Anselmi. Parte per raggiungerla, lasciando Rosaura e Beatrice libere di sposare Florindo e Ottavio, e Colombina libera di sposare Brighella.
Poetica Per Giuseppe Ortolani, si tratta, nel rifacimento, di un'opera inconfondibilmente goldoniana, è nell'insieme riuscita. Ha scritto l'autore nella prefazione per l'edizione a stampa: Io ho dato un giro assai più brillante ad una tale Commedia. Ho posto al confronto dell'uomo franco un timido, che lo fa risaltare. Ho posto il mentitore in impegni molto ardui e difficili da superare, per maggiormente intralciarlo nelle bugie medesime, le quali sono per natura così feconde, che una ne suol produr più di cento, e l'une han bisogno dell'altre per sostenersiCarlo Goldoni, prefazione a Il bugiardo.
Note
Bibliografia Elvezio Canonica, «Cara y cruz de la verdad en el teatro europeo de los siglos XVII y XVIII: desde La verdad sospechosa de Ruiz de Alarcón hasta Il bugiardo de Goldoni, pasando por Le menteur de Corneille», Voz y Letra, XXII/2, 2001, pp. 75–97.
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