Appartenente alla categoria dei piloti "ragionieri", Tambay aveva uno stile di guida regolare e pulito, tanto da essere stato anche paragonato a Niki Lauda. Ha corso per buona parte della sua carriera in Formula 1, diventando uno dei piloti più popolari nella prima metà degli anni ottanta e imponendosi in due Gran Premi, tra cui quello svoltosi ad Imola nel 1983, che dedicò a Gilles Villeneuve.

Una volta terminata la carriera nella massima serie ha partecipato a numerose competizioni a ruote coperte, tra cui la 24 Ore di Le Mans e la Parigi-Dakar. Si è inoltre dedicato alla politica e ha seguito come manager, per un certo periodo, la carriera del figlio Adrien, anch'egli pilota.

Biografia Gli inizi Patrick Tambay nacque a Parigi il 25 giugno 1949 da una famiglia benestante. Fin dall'età di dieci anni si dedicò allo sport sciistico, riuscendo anche a entrare a far parte della Nazionale B francese. Nel 1970 si trasferì negli Stati Uniti, dove continuò ad allenarsi mentre compiva gli studi universitari a Boulder. Conobbe, nel frattempo, Kiki Cutter, con cui intraprese una relazione sentimentale. Lo sci, però, non lo soddisfaceva completamente e presto cominciò a cercare uno sport alternativo da praticare.

Nel 1970, partecipando all'inaugurazione del circuito Paul Ricard, rimase affascinato dal mondo dell'automobilismo e ciò lo spinse, nel 1972, a lasciare definitivamente lo sci per a partecipare al Volante Elf, che vinse al primo tentativo. Questo successo gli permise di ottenere i finanziamenti necessari per correre una stagione in Formula Renault, terminando il campionato in seconda piazza.

Nel 1974 il francese passò quindi alla Formula 2, categoria in cui corse per tre campionati. Dopo una stagione di adattamento, in cui ottenne tre quarti posti come migliori risultati, nel 1975 conquistò il suo primo successo sul circuito di Nogaro, arrivando a contendersi il secondo posto in classifica finale con il compagno di squadra Michel Leclère fino all'ultima gara, in un'annata dominata da Jacques Laffite. L'anno seguente, alla sua terza partecipazione nella categoria, venne assunto dalla Martini Racing, che disponeva del nuovo motore a 6 cilindri Renault, ed era considerato tra i favoriti per la vittoria del titolo europeo, tanto che già alla seconda gara prese la testa della classifica. Nella parte centrale di stagione, però, alcuni ritiri gli fecero perdere contatto con Jean-Pierre Jabouille e René Arnoux, che guidavano la graduatoria. Nonostante un successo ottenuto a Nogaro, concluse il campionato al terzo posto.

La CanAm L'anno seguente ricevette una telefonata da Carl Haas, proprietario di una squadra corse nella CanAm americana, che stava cercando un sostituto per Brian Redman, infortunatosi durante una gara. Tambay accettò l'offerta e all'esordio vinse la sua prima corsa nella categoria, laureandosi campione a fine anno con sei gare conquistate, anche grazie al supporto offertogli del suo team, composto da personale molto preparato. Il francese tornò a correre nuovamente in CanAm nel 1980, dopo due stagioni deludenti in McLaren, vincendo il suo secondo titolo.

La sua ultima partecipazione nella categoria avvenne nel 1982, anno in cui corse nella scuderia del conte van der Straten, con cui intendeva sviluppare un progetto per debuttare nel campionato CART l'anno successivo. La chiamata della Ferrari per sostituire Gilles Villeneuve, deceduto durante le prove del Gran Premio del Belgio 1982, mise fine alla sua carriera nella categoria americana.

Formula 1 I primi anni (1977-1979) 1977 Visti i buoni risultati che stava ottenendo nella serie americana, nel 1977 Tambay ebbe occasione di debuttare anche in Formula 1. Esordì al Gran Premio di Francia alla guida di una Surtees, mancando però la qualificazione. Già dalla gara successiva venne assunto dalla Theodore Racing, scuderia che correva con telai Ensign, a cui pagò 80.000 dollari. Teddy Yip, manager della squadra, in occasione della gara in Germania, tentò di fargli firmare un contratto scritto completamente in cinese, ma il francese si rifiutò di sottoscriverlo, costringendo anche Bernie Ecclestone ad intervenire per risolvere la questione e garantirgli la possibilità di correre la gara. Proprio in quell'occasione colse i suoi primi punti in carriera con un sesto posto e veniva ormai considerato come una delle future promesse dell'automobilismo, tanto che il suo nome venne accostato anche alla Ferrari, intenzionata ad ingaggiarlo per l'anno seguente. In Olanda stava per conquistare il suo primo podio, quando rimase senza benzina al penultimo giro. Venne comunque classificato al quinto posto. A inizio settembre venne ufficializzato il suo passaggio alla McLaren per il 1978, dovuto anche alle pressioni della Marlboro. Ottenne i suoi ultimi punti stagionali in Canada con un altro quinto posto, concludendo la sua prima annata diciottesimo in classifica piloti.

1978 I buoni risultati gli valsero quindi l'ingaggio da parte della McLaren, con cui il pilota francese corse nel 1978 e nel 1979. Tambay, però, raggiunse il team inglese in un momento di declino e i risultati in gara ne risentirono. Inoltre non riuscì mai a sviluppare un buon rapporto con Teddy Mayer, proprietario della scuderia, che accusò di non saper motivare i suoi piloti. Per la prima stagione il team decise di utilizzare una versione aggiornata della M26, presto divenuta obsoleta con il debutto delle Lotus 79. La monoposto del team di Colin Chapman, a differenza di quella della McLaren, era infatti in grado di sfruttare l'effetto suolo, che garantiva un'efficacia aerodinamica nettamente maggiore, soprattutto in curva. All'esordio ottenne comunque un sesto posto e il primo punto stagionale. In Brasile, in una gara svoltasi sotto un caldo torrido, Tambay avrebbe potuto conquistare un altro risultato utile, ma un testacoda lo costrinse al ritiro. A causa delle alte temperature il pilota uscì fisicamente molto provato dal fine settimana affermando di aver perso all'incirca sette chili. Al Gran Premio del Sudafrica si qualificò quarto, suo miglior risultato stagionale, e per la gara affermò di poter lottare per la vittoria. Alla partenza, però, bruciò la frizione, ritrovandosi in fondo allo schieramento e venendo costretto ad una lunga rimonta, terminata con un'uscita di pista al cinquantaseiesimo giro.

Nella prima parte di stagione non ci furono altri acuti, anzi Tambay fu anche costretto a saltare il Gran Premio del Belgio per un infortunio riportato in una gara di Formula 2. Soltanto in Svezia riuscì a tornare a punti con un quarto posto, suo miglior risultato nell'anno. Per l'appuntamento a Brands Hatch venne scelto dalla Goodyear, fornitrice di pneumatici della McLaren, come il pilota che avrebbe dovuto portare in gara le nuove gomme radiali, con cui colse immediatamente un sesto posto. Conquistò altri risultati utili anche in Italia e negli Stati Uniti, chiudendo la sua stagione con otto punti complessivi, gli stessi del suo compagno di squadra James Hunt.

1979

Nonostante fosse ritenuto probabile un suo passaggio alla Williams, Tambay rimase alla McLaren anche nel 1979. Come compagno di squadra si ritrovò John Watson, che aveva sostituito James Hunt. Per la nuova stagione Gordon Coppuck, progettista della scuderia, disegnò la M28 basandosi sui concetti che avevano portato la Lotus 79 alla vittoria del mondiale 1978, ma, di fatto, la monoposto si rivelò troppo pesante, obsoleta e non competitiva. Per il francese si trattò di una stagione fallimentare, in cui non riuscì a conquistare nemmeno un punto iridato, mancando pure la qualificazione a Monaco e in Belgio.

Alla prima gara stagionale, in Argentina, Watson innescò un incidente al via che lo mise subito fuori gioco visto che alla ripartenza Tambay cedette il muletto al compagno di squadra. Solamente al Gran Premio del Sudafrica la vettura mostrò discreti sprazzi di competitività e il pilota francese riuscì a issarsi anche al terzo posto, prima di scivolare in decima posizione. Dalla gara in Gran Bretagna venne introdotto il nuovo modello M29, ma i risultati non cambiarono. Proprio il settimo posto ottenuto a Silverstone fu il miglior risultato della stagione, chiusa senza alcun punto conquistato. Al termine del campionato la McLaren decise di sostituirlo con Alain Prost e Tambay, ritrovandosi senza un volante e ormai demoralizzato, decise di tornare a correre nella CanAm.

Il ritorno in massima serie (1981)

Per il 1981 il francese fece ritorno nella massima serie automobilistica accordandosi con la Theodore Racing. Alla prima gara stagionale, il Gran Premio degli USA-Ovest, riuscì a conquistare il suo primo e unico punto stagionale giungendo sesto. A partire dal Gran Premio di Francia Tambay lasciò la scuderia e passò alla Ligier per sostituire Jean-Pierre Jabouille. Con la casa francese disputò i restanti Gran Premi senza mai concluderne uno; in particolare venne costretto al ritiro a Monza mentre lottava per il podio a causa di una foratura e finì in testacoda, per un suo errore, al Gran Premio del Canada in cui avrebbe potuto ottenere un buon risultato. A fine stagione Guy Ligier, insoddisfatto delle sue prestazioni, lo sostituì con Eddie Cheever, lasciandolo senza un volante per la stagione seguente. Tambay si disse amareggiato del trattamento ricevuto, dovuto anche al fatto che durante il campionato la Ligier non lo aveva supportato adeguatamente.

Il periodo in Ferrari (1982-1983) 1982 Per il 1982, inizialmente, Tambay si era accordato con la Arrows per sostituire Marc Surer, infortunatosi durante alcuni test all'inizio della stagione, ma visto lo sciopero dei piloti e il clima teso della vigilia del primo appuntamento mondiale decise di abbandonare la Formula 1 per tornare alla CanAm dicendosi molto deluso dell'ambiente.