Vicenza ( AFI: ; Vicénsa () in veneto) è un comune italiano di abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Veneto. È il quarto comune della Regione Veneto per popolazione e il quinto più densamente popolato. Si trova al margine settentrionale della Pianura Padana, lungo i fiumi Bacchiglione e Retrone e ai piedi dei colli Berici.

Di origine preistorica, l'abitato venne rifondato dai Romani all'interno dell'ansa del fiume Bacchiglione intorno alla metà del I secolo a.C., divenendo municipium romano tra il 49 e il 42 a.C. e rimanendo sotto il governo dell'Impero fino all'arrivo dei Longobardi. Dopo il breve periodo di libertà comunale (1259-1266), Vicenza fu sempre soggetta alle più potenti città vicine, anche se non fu mai conquistata da alcuna di esse con le armi, ma piuttosto si diede più o meno spontaneamente ad esse: in custodia a Padova nel 1266, in riconoscimento dell'autorità imperiale rappresentata da Cangrande della Scala nel 1311, a Giangaleazzo Visconti nel 1387 e infine alla Serenissima Repubblica di Venezia nel 1404. Occupata militarmente da Napoleone nel 1797, nel 1815 divenne parte dell'Impero austriaco, combattendo nella Battaglia di Monte Berico del 1848 fino ed essere definitivamente annessa al Regno d'Italia nel 1866.

La città è stata dichiarata Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO per i numerosi contributi architettonici di Andrea Palladio presenti sia nel centro storico che nelle numerose ville disseminate nel territorio (anche provinciale e regionale), che hanno fatto di Vicenza un'importante meta turisticaRegione del Veneto - Sezione Sistema Statistico Regionale - Banche dati società - Movimento turistico nel Veneto. internazionale.

È al centro di uno dei poli industriali più importanti d'Italia composto principalmente da piccole e medie imprese. Il tessuto produttivo è trainato dai settori metalmeccanico, tessile e orafo; quest'ultimo raggiunge nel capoluogo oltre un terzo del totale delle esportazioni di oreficeria.

Geografia fisica

Territorio Il territorio comunale di Vicenza si estende per , tra la parte settentrionale dei Colli Berici e la parte orientale dei Lessini, a 50 km da Verona, 35 km da Padova e 70 km da Venezia.

La città presenta una parte meridionale pianeggiante posta a una quota di (zona di Borgo Casale), la parte del centro storico che si sviluppa tra i 33 e i , tra le anse dei principali fiumi Bacchiglione, Retrone e Astichello e infine una parte collinare (appartenente al sistema delle dorsali settentrionali dei Colli Berici) con un'altitudine massima di (corrispondente al Monte Bella Guardia). Il territorio comunale comprende anche zone di campagna e le zone del Monte Berico, che domina la città dall'alto.

Sismologia Il capoluogo berico è stato riclassificato da rischio sismico di grado 3 a rischio sismico di grado 2 su 4 ovvero a rischio sismico medio (Ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003 e delibera regionale n. 244 del 09/03/2021).

Idrografia

Il nucleo storico della città sorge alla confluenza del fiume Bacchiglione con il suo affluente Retrone. Altri corsi d'acqua toccano Vicenza: il fiume Astichello (che provenendo da nord-est si getta nel Bacchiglione), il fiume Tesina (che scorre pochi km ad est della città) e il torrente Orolo (che discende da nord e si getta anch'esso nel Bacchiglione).

Durante il Medioevo questi corsi d'acqua hanno avuto un'influenza decisiva sulla storia, la difesa e lo sviluppo della città. Oltre ai fiumi, Vicenza e la zona a nord della città sono molto ricchi anche di acqua di falda e di risorgiva, tant'è che, da secoli, la città di Padova e parte della sua provincia prelevano l'acqua dal vicentino e, attraverso l'acquedotto sito nella zona di Novoledo di Villaverla, la portano nel territorio patavino.

Purtroppo, a causa della notevole urbanizzazione del dopoguerra, molti fossati e canali di scolo sono stati chiusi o tombinati e larghe aree di terreni una volta agricoli si sono trasformate in zone industriali, finendo per convogliare il deflusso delle acque che dalle montagne vicentine giungono in pianura, solo sui fiumi principali.

Proprio perché si trova nel punto d'incontro di fiumi (Bacchiglione e Retrone in primis) la città di Vicenza viene considerata una zona a rischio idrogeologico; nel passato è stata infatti colpita da diverse alluvioni: particolarmente rilevanti quelle del settembre 1882 e del 4 novembre 1966. Tra l'1 e il 2 novembre 2010 la città è stata colpita da una nuova alluvione che ha sommerso il 20% della superficie comunale provocando gravi danni e due vittime.

L'11 novembre 2012 Vicenza ha rischiato una seconda alluvione, a distanza di soli due anni da quella del 2010. Il livello del Bacchiglione al Ponte degli Angeli ha toccato i 6,05 metri, andando quindi ben oltre il livello di guardia (tanto che, per la prima volta, sono state attivate le sirene di allarme esondazione installate dal comune su alcuni campanili della città), poi l'ondata di piena è diminuita. I danni sono comunque stati ingenti in alcune zone della città, ampiamente allagate ( di territorio allagato su di territorio comunale) dall'acqua esondata in alcuni punti e da quella uscita a forte pressione dalle condutture fognarie.

Clima

Vicenza ha un clima temperato (con alcune caratteristiche continentali) con inverni piuttosto freddi e umidi; le estati sono invece calde e afose. Effetti positivi hanno le colline e le montagne che, molto spesso, riescono a bloccare le perturbazioni. Mediamente la durata del giorno è di dodici ore e sedici minuti, con punta minima a dicembre (otto ore e quarantanove minuti) e massima a giugno (quindici ore e quaranta minuti).

Le precipitazioni medie annue si attestano a  mm, mediamente distribuite in 88 giorni di pioggia, con minimo relativo in inverno, picco massimo in autunno e massimo secondario in primavera per gli accumuli. L'umidità relativa media annua fa registrare il valore di 74,6% con minimi di 70% a luglio e ad agosto e massimo di 81% a dicembre; mediamente si contano 59 giorni di nebbia all'anno.

Classificazione climatica: zona E con 2371 gradi giornoDati Confedilizia . URL consultato il 9-1-2008..

Origini del nome

Pare che il primo nome dato dai Veneti alla città sia stato Berga, nome ricordato anche nel primo teatro romano costruito in città che si chiamava appunto Teatro Berga. Certa è, invece, la denominazione assunta in epoca romana: Vicetia (pronuncia classica , pronuncia ecclesiastica ) o Vincentia o ancora Vicentia. Il nome è attestato dapprima nella forma dell'etnico Veicetinos in un'iscrizione del 135 a.C.Franco Barbieri, Renato Cevese, Vicenza, ritratto di una città, Guida storico-artistica, Angelo Colla editore, pag. 19, poi come Vicetia in Plinio il Vecchio (Naturalis historia III, 130; III, 132) e in Tacito (Historiae, III, 8). Nel secolo XI si arriva a Vicencia fino all'odierna Vicenza. L'origine del nome può essere fatta risalire al latino vincens (vincente) o al greco Oniketia (terra dei Veneti) la parola contiene -nike- ossia vittoria. Strabone la chiama anche Ucetia mentre Claudio Eliano la cita col nome di Bitetia.« [...] non lungi da Padova avvi una città detta Bitetia, bagnata dal fiume Ereteno...» Il toponimo è certamente una formazione venetica, derivata dall'indoeuropeo weik- (da cui il greco , óîkos, e il latino vicus) con il suffisso -et attestato anche nel nome dei Veneti. La base weik- designa l'unità sociale superiore alla famiglia e il villaggio.

Storia

Dalle origini all'epoca medievale

Gli studiosi sono concordi nel ritenere che il primo insediamento, alla confluenza dei fiumi Astico (poi Bacchiglione) e Retrone, sia originato da popolazioni paleovenete che in precedenza vivevano sui Colli Berici e nella valle del Lago di Fimon, almeno a partire dal VI secolo a.C. Mai asserviti dai popoli circostanti, di cui pure subirono l'influenza culturale, nel II secolo a.C. entrarono nell'orbita di Roma e ottennero la cittadinanza romana nel 49 a.C. In epoca romana il territorio di Vicenza era attraversato da un'importante strada romana, la via Gallica.

Completamente ridisegnata in quegli anni nel suo impianto urbanistico, ancora molto evidente, e dotata delle prime mura, durante il primo periodo imperiale, la città prosperò: lo attestano i resti del Teatro Berga, dei ponti (demoliti ma documentati a fine Ottocento), dell'acquedotto in frazione Lobbia, del Foro sotto Palazzo Trissino e di domus patrizie sotto la piazza del Duomo, con un criptoportico romano ben conservato, scoperto dopo i bombardamenti avvenuti nella città durante la seconda guerra mondiale.

Il cristianesimo si è diffuso in Vicenza probabilmente verso la fine del III secolo. Alla fine del IV o agli inizi del V secolo risale la costruzione sia di una basilica fuori dalle mura, dedicata ai santi Felice e Fortunato, sia di una chiesa cittadina, che diverrà poi la cattedrale. Pare che la città in età tardo-antica non sia stata devastata da invasioni barbariche.

Il Museo naturalistico e archeologico di Santa Corona e il Museo diocesano di Vicenza conservano reperti risalenti alle origini della città.

Nel 568 fu occupata dai Longobardi (secondo Paolo Diacono fu occupata dallo stesso Alboino) e subito eretta a sede ducale. Durante i circa tre secoli del periodo longobardo e del successivo periodo carolingio Vicenza rivestì un ruolo regionale di un certo rilievo e nel 589 ebbe il suo primo vescovo, Oronzio.

Durante il Medioevo a Vicenza trovarono sede molti benedettini che si occuparono, tra l'altro, della bonifica del territorio. La città in origine sorgeva infatti su un terreno acquitrinoso e subito a nord confinava con un lago che andò progressivamente prosciugandosi durante l'epoca medievale. La presenza di due corsi d'acqua (gli attuali Bacchiglione e Retrone) e la scarsa elevazione del terreno favorirono il verificarsi di frequenti alluvioni fino a epoche recenti.

Nel 1184 dei sicari al soldo dei grandi feudatari assassinarono sulla piazza del Duomo il vescovo Giovanni Cacciafronte, che venne poi beatificato da papa Gregorio XVI. Dopo essere stata sotto il controllo di Ezzelino II il Monaco nel 1211, la città finì sotto l'egida degli Scaligeri, cui si deve la costruzione delle mura trecentesche, la trasformazione in torre del campanile della basilica dei Santi Felice e Fortunato e il conio dell'unica moneta cittadina, l'aquilino d'argento.

La sudditanza alla Serenissima e il Rinascimento vicentino

Dal 1404 al 1797, donando nel 1414 le chiavi della città a Venezia (come fecero altre città venete e lombarde) entrò a far parte della Repubblica Serenissima Veneta con la sua capitale o dominante Venezia.Franco Barbieri, Renato Cevese, Vicenza. Ritratto di una città, Vicenza, 2004, p. 55.. Il 12 giugno 1486 gli ebrei furono espulsi da Vicenza e, per sopperire alle richieste di prestiti di denaro, fu istituito contemporaneamente il Monte di Pietà.

Il Cinquecento fu il secolo del grande architetto tardo-rinascimentale Andrea Palladio. Giunto giovane a Vicenza dalla nativa Padova, preso a cuore dal mecenate vicentino Gian Giorgio Trissino che lo fece studiare, Palladio si rivelò come una delle personalità più influenti nella storia dell'architettura occidentale. Le numerose famiglie nobili vicentine (i Porto, i Valmarana, i Thiene, i Trissino solo per citarne alcune) commissionarono a Palladio numerosi palazzi in città nonché altrettante ville che ridisegnarono completamente la scenografia vicentina. Tra le opere principali la Basilica Palladiana nella centrale piazza dei Signori, il Teatro Olimpico, Palazzo Chiericati e Villa Capra detta la Rotonda posta appena fuori dall'abitato. La tradizione palladiana venne continuata da Vincenzo Scamozzi e da altri architetti fino al XVIII secoloFranco Barbieri, Renato Cevese, Vicenza. Ritratto di una città, Vicenza, 2004, pp. 81-86..