LEstetica trascendentale è la prima parte della Critica della ragion pura (1781; seconda edizione 1787), opera del filosofo prussiano Immanuel Kant..

La parola estetica, in questo contesto, non rinvia alla scienza del bello (trattata da Baumgarten nella sua Aesthetica del 1750 e poi dallo stesso Kant nella Critica del giudizio del 1790), ma alla teoria della sensibilità (Sinnlichkeit), intesa come capacità di ricevere intuizioni sensibili (Anschauungen).

L'estetica è quindi per Kant la dottrina della sensibilità (la parola estetica deriva dal greco αἴσθησις, 'sensazione', 'percezione', dal verbo αἰσθάνομαι, 'percepire'). In questa parte dell'opera, Kant analizza infatti le condizioni a priori dell'intuizione sensibile. Kant ritiene che esistano solo due forme pure a priori della sensibilità: spazio e tempo; il primo è la forma dell'intuizione sensibile esterna, il secondo è la forma dell'intuizione sensibile interna. Entrambi sono forme dell'intuizione, non concetti, come Kant sottolinea in polemica con Leibniz.

Spazio e tempo non sono, secondo Kant, né indipendenti dagli oggetti e dalle loro relazioni (come riteneva Newton)Robert Rynasiewicz, Newton’s Views on Space, Time, and Motion né mere relazioni o determinazioni di oggetti in sé non spazio-temporali (come riteneva Leibniz).Jeffrey K. McDonough, Leibniz’s Philosophy of Physics Essi sono, come scrive Shabel, "le forme trascendentalmente ideali delle nostre intuizioni di cose empiricamente reali"..

La Critica della ragion pura è così suddivisa: Dottrina trascendentale degli elementi Estetica trascendentale Logica trascendentale Analitica trascendentale Dialettica trascendentale Dottrina trascendentale del metodo

Terminologia All'inizio dell'estetica trascendentale, Kant definisce i termini tecnici utilizzati in questa porzione dell'opera:. intuizione (Anschauung); sensibilità (Sinnlichkeit); sensazione (Empfindung); apparenza (Erscheinung); oggetto (Gegenstand), inteso tanto come oggetto dell'intuizione quanto causa di essa; materia (Materie) e forma (Form) dell'intuizione; senso esterno (äussere Sinn); senso interno (innere Sinn).

Anschauung, etimologicamente, è termine relativo al solo senso della vista: Kant lo estende fino a comprendere tutti i cinque sensi. Il termine tradizionale per riferirsi alle rappresentazioni sensibili era Empfindung.. L'intuizione è per Kant tanto una forma particolare di rappresentazione (Vorstellung) quanto il processo che permette al soggetto di acquisire la rappresentazione stessa. L'intuizione (come processo) è un riferimento immediato all'oggetto. L'oggetto dell'intuizione è il suo contenuto: il contenuto dell'intuizione rappresenta l'intera materia del pensiero dell'oggetto. Se un oggetto (o uno stato di cose) viene dato, esso modifica l'animo (Gemüth) attraverso una molteplicità di dati sensibili che lo rappresentano... L'introduzione del termine Anschauung al posto di Empfindung deriva dall'opportunità di parlare di intuizioni pure (mentre non avrebbe avuto senso parlare di sensazioni pure). Quanto a Gemüth ('animo'), Kemp Smith traduce con mind, 'mente', e giudica il termine "neutro", cioè "privo di qualsiasi implicazione metafisica" ed equivalente a "capacità di rappresentare" (Vorstellungsfähigkeit)..

Vorstellung ('rappresentazione') è esso stesso un termine ultragenerico, che rinvia a qualsiasi genere di conoscenza.

La sensibilità è la "capacità di ricevere rappresentazioni (recettività)", definizione ripresa dalla dissertazione De mundi sensibilis atque intelligibilis forma et principiis (1770). Gli oggetti ci sono dati tramite essa come intuizioni. La sensazione è l'"effetto sulla capacità di rappresentazione, prodotto da un oggetto, in quanto noi siamo modificati da quest'ultimo". Le sensazioni sono quindi modificazioni dei nostri organi di senso. È detta "intuizione empirica" l'intuizione che si riferisce ad un oggetto tramite una sensazione. L'esistenza di oggetti reali, indipendenti dal nostro sentire, è qui postulata: la sensazione presuppone la cosa in sé stessa (Ding an sich).

È importante distinguere sensazioni e intuizioni. Le sensazioni sono soggettive, in quanto sono modificazioni del soggetto, non rappresentazioni dell'oggetto. Le intuizioni sono invece intese da Kant come rappresentazioni singolari, immediate e oggettive. L'intuizione contiene un oggetto in relazione spaziale con me e con altri oggetti. Così, ad esempio, il solletico che mi provoca il manto del gatto sulla pelle è una sensazione. Del gatto, in quanto cosa posta in uno spazio diverso da quello che occupo io, posso avere una intuizione. Non mi sto ancora rappresentando il gatto in quanto gatto, perché ciò richiede un'operazione intellettuale (l'uso di un concetto).

L'apparenza è "l'oggetto indeterminato di un'intuizione empirica" (indeterminato qui significa non concettualizzato.), è ciò che l'intuizione rappresenta.. La parola apparenza non va intesa come illusione, ma semplicemente come qualcosa che si mostra o appare. Certo, nell'apparenza noi possiamo distinguere la mera apparenza (l'arcobaleno) e la cosa stessa (le gocce d'acqua che rifrangono la luce), ma tanto l'arcobaleno quanto le gocce d'acqua restano apparenza... L'apparenza concettualizzata, cioè interpretata secondo le categorie, è il fenomeno. Così almeno in un passo della prima edizione (A248); più in generale, per "apparenza" Kant intende anche l'oggetto concettualizzato (cioè categorizzato) e nel complesso della prima Critica la parola Phänomen è piuttosto rara (nelle traduzioni, peraltro, la distinzione tra Erscheinung e Phänomen solitamente si perde)..

L'attività intellettuale è invece espressione di spontaneità: tramite essa e i suoi concetti (Begriffe) gli oggetti vengono pensati. Il concetto è la rappresentazione di base richiesta per l'attività di pensiero: i concetti sono rappresentazioni generali, mentre le intuizioni rinviano a rappresentazioni singolari (o particolari). Tutti i pensieri (Denken) devono riferirsi direttamente (directe) o indirettamente (indirecte) a intuizioni.. Il riferimento indiretto all'intuizione consiste nella rappresentazione concettuale: il mio concetto di gatto non si riferisce ad un gatto in particolare, ma a tutti i gatti o al gatto in generale. Il riferimento diretto (o "immediato") è appannaggio dell'intuizione. I concetti possono applicarsi indirecte a realtà particolari solo attraverso la mediazione dell'intuizione (ed è in questo senso che Kant indica come "discorsivo" l'uso dei concettiKant trae i due termini opposti "intuitivo" e "discorsivo" dalla tradizione scolastica: il primo è relativo ad una conoscenza immediata; il secondo è relativo ad una conoscenza mediata da concetti, ad una conoscenza, cioè, che ponga in relazione oggetti dell'intuizione, "tipicamente", scrive Falkenstein, "attraverso l'unione di soggetto e predicato, a formare proposizioni che figurano in quel 'discorso' mentale interno che Kant chiama 'pensiero' ().).. All'intuizione empirica non corrisponde però la cosa in sé, cioè "l'oggetto reale da cui la sensibilità è affetta, ma l'oggetto colto secondo le modalità recettive di essa, privo ancora di ogni ulteriore determinazione concettuale: il fenomeno (Erscheinung)".. Kant afferma che è logicamente possibile postulare esseri la cui intuizione (intesa come processo) non sia sensibile, come quella umana, ma intellettuale (o di diverso tipo). La metafisica tradizionale riconosceva a Dio l'intuizione intellettuale..

Kant opera una distinzione funzionale tra la materia dell'apparenza (ciò che è toccato, visto, odorato ecc.), che è quanto dell'apparenza corrisponde alla sensazione (ilomorfismo.), e la forma dell'apparenza, da intendere come condizione dell'ordinamento secondo certi rapporti della molteplicità espressa dall'apparenza.. Infatti, "la materia di ogni apparenza ci viene data [...] soltanto a posteriori, ma la forma di tali apparenze deve trovarsi pronta per tutte quante nell'animo, a priori, e deve quindi potersi considerare separata da ogni sensazione".. Ciò che ordina il molteplice delle sensazioni non può essere a sua volta una sensazione, ma è un a priori. Questa distinzione tra materia e forma è di stampo aristotelico: non è relativa alla cosa, supposta come fatta di "materia", ma alla rappresentazione della cosa. La materia dell'apparenza è il molteplice che viene offerto dalla rappresentazione. La forma dell'apparenza è ciò che consente di dare ordine al molteplice..

Anche la distinzione tra intuizioni e concetti è rilevante. Le intuizioni sono rappresentazioni singolari e immediate. I concetti sono rappresentazioni generali e mediate. Le intuizioni rinviano alla percezione, i concetti ai giudizi. Nell'intuire un oggetto io lo colloco nello spazio, mettendolo in relazione con me e con gli altri oggetti. Solo attraverso concetti lo individuerò in quanto scrivania, mobile, cosa di legno ecc. Tanto le intuizioni quanto i concetti possono essere empirici o a priori.

Quanto al senso esterno, esso è lo strumento attraverso cui il soggetto intuisce oggetti esterni. Il senso interno è invece lo strumento attraverso cui il soggetto intuisce i propri stati mentali. Senso esterno e senso interno sono i due modi della sensibilità.

Spazio e tempo

L'estetica trascendentale (Transscendentale Aesthetik) è la "scienza di tutti i principi a priori della sensibilità" o, in altre parole, lo studio delle condizioni a priori della capacità di sentire (αἴσθησις). Questi elementi a priori della sensibilità sono separati per astrazione tanto dalle sensazioni quanto dai concetti.. Obiettivo di fondo dell'estetica trascendentale è mostrare che:. due sono le forme pure dell'intuizione sensibile (dette anche intuizioni pure): spazio e tempo; le nostre rappresentazioni di spazio e tempo non derivano né da sensazioni né da giudizi; lo spazio (e così il tempo) è omogeneo, ubiquo, singolare e illimitato; spazio e tempo non sono proprietà delle cose in sé, ma caratteristiche formali della nostra esperienza.

Spazio e tempo, in quanto intuizioni, ci sono originariamente dati non dall'intelletto (come concetti), bensì dall'esperienza, ma come sue forme generali.. Lo spazio come intuizione pura si ritrova nell'animo per astrazione, una volta che si sottraggano alla rappresentazione i pensieri dell'intelletto (concernenti "sostanza, forza, divisibilità, ecc.") e quanto è percepito come intuizione sensibile ("impenetrabilità, durezza, colore, ecc."). Ciò che rimane è "estensione e figura". Estensione e figura, secondo Kant, non sono dunque concetti attraverso cui identificare classi di cose. Esse piuttosto "appartengono alla intuizione pura"..

Kant rimarca la differenza che passa tra distinguere due corpi l'uno dall'altro e collocare questi due corpi in luoghi diversi dello spazio. Nessuna delle caratteristiche di questi corpi, anche se confrontate, ci dice alcunché sulla collocazione di questi corpi nello spazio. La dislocazione di un corpo non comporta alcuna modifica delle sue caratteristiche. A ciò si aggiunga che nulla può rappresentarcisi senza che risulti collocato da qualche parte nello spazio, fatta eccezione per i nostri stati mentali, che occorrono nel tempo.