È ritenuto uno dei principali autori italiani di storie a fumetti Disney, avendone realizzate oltre 700 in più di mezzo secolo di carriera, caratterizzate da uno stile personale che lo rende uno dei più grandi maestri del genere.
Biografia Nel 1945, dopo la fine della Seconda guerra mondiale, mentre è ancora al liceo, si trasferisce a Venezia dove, nel 1947, conosce Romano Scarpa alla Mostra di Tecnica Cinematografica della Biennale di Venezia. Scarpa gestisce per l'occasione uno stand didattico per valorizzare i procedimenti del disegno animatoAnonimo (prob. Luca Boschi), Dalle chine... ...ai tapirlonghi, in: Lidia Cannatella (a cura di), I Maestri Disney Oro n. 35, The Walt Disney Company Italia, 9 gennaio 2008, pag. 6.. Diventa così collaboratore, nei primi anni cinquanta, assistente di Scarpa entrando a far parte del suo studio di animazione come ripassatore a china e ideatore di gag; qui lavora con Luciano Gatto, Giorgio Bordini, Renato Boschetto, Lino Ferraretto, Adriano Stringari e Renzo Vianello. Lo studio si occupa della realizzazione di cortometraggi pubblicitari e divulgativi e, nel 1953, produce anche un primo cortometraggio animato, La piccola fiammiferaia, basato sulla fiaba di Hans Christian Andersen, scritto e diretto da Scarpa e da lui stesso animato con l'aiuto di vari collaboratori, tra cui Cimino. Purtroppo gli alti costi di produzione, gli scarsi introiti e difficoltà varie, oltre a un infortunio a una caviglia che lo costringe a restare immobilizzato per un anno, portano alla chiusura definitiva dello studioLeonardo Gori, Romano Scarpa, dall'animazione ai fumetti, in: Luca Boschi-Leonardo Gori (a cura di), Capolavori Disney n. 35 [Le grandi storie di Romano Scarpa 1953-1954], Editrice Comic Art, 14 marzo 1994, pag. 6..
A metà anni cinquanta lavora presso un'agenzia di vendita di macchinari e nel 1958 viene assunto da un'azienda di Marghera, dove lavorerà in qualità di dirigenteAnonimo (prob. Luca Boschi), Dalle chine... ...ai tapirlonghi, in: Lidia Cannatella (a cura di), I Maestri Disney Oro n. 35, The Walt Disney Company Italia, 9 gennaio 2008, pagg. 7-8., ma contemporaneamente inizia a ripassare a china le storie a fumetti di Scarpa, a partire da Paperino e la scuola dei guai, scritta da Guido MartinaAlberto Becattini, Rodolfo Cimino, inventore di storie, in: Lidia Cannatella (a cura di), I Maestri Disney Oro n. 35, The Walt Disney Company Italia, 9 gennaio 2008, pag. 46, attività che prosegue fino al 1962, Paperino e il premio di bontàAlberto Becattini, Rodolfo Cimino, inventore di storie, in: Lidia Cannatella (a cura di), I Maestri Disney Oro n. 35, The Walt Disney Company Italia, 9 gennaio 2008, pag. 47. In questo periodo inizia, dal 1959, a scrivere sceneggiature per storie a fumettiAnonimo (prob. Luca Boschi), Dalle chine... ...ai tapirlonghi, in: Lidia Cannatella (a cura di), I Maestri Disney Oro n. 35, The Walt Disney Company Italia, 9 gennaio 2008, pag. 9. per la britannica Fleetway, probabilmente disegnata nella sua totalità da Massimo De Vita ma tuttora inedita.
Nel 1960 nasce la figlia Annamaria.
Esordì su Topolino nel 1961, nel n. 283, in una storia disegnata da Luciano Gatto, Zio Paperone in: Brividi all'equatore. Il suo primo lavoro disneyano è in realtà Paperino e il cane dollarosus, pubblicato però un mese dopo. In questo periodo crea nuovi personaggi dalle peculiari caratteristiche, come la strega tecnologica Roberta (alleata di Amelia) e Reginella, regina extraterrestre di cui Paperino si innamora. Inoltre arricchisce di invenzioni il mito delle difese anti-bassotti nascoste nelle pareti e nella Collina Ammazzamotori del deposito di Paperone. Inoltre caratterizza un personaggio secondario, il maggiordomo di Paperone, ideato da Barks e che era sempre rimasto anonimo e di sfondo, tanto che nelle interpretazioni successive di altri autori americani e italiani non manteneva mai lo stesso aspetto; Cimino, insieme al disegnatore Cavazzano, lo rende una spalla vera e propria di Paperone, fornendogli anche un nome, Battista, che diventa un comprimario di rilievo con delle caratteristiche che verranno mantenute dagli autori successivi; approfondisce anche la caratterizzazione del personaggio di Paperino riprendendo caratteristiche del personaggio che erano state abbandonate o rese comunque secondarie nel tempo dai diversi autori, senza stravolgerlo ma senza l'estremizzazione di alcuni aspetti del suo carattere tipica di altri autori, caratterizzandone la personalità in modo più bilanciato. Così come Scarpa, anche Cimino nella sua opera crea un proprio stile con schemi ricorrenti che divennero un tratto distintivo dell'autore.
Abbandonò la carriera di fumettista nel 1976 per dedicarsi completamente alla politica, iscritto al PSI, divenendo dal 1975 al 1986 assessore ai lavori pubblici di Venezia e, per un certo periodo, anche vice-presidente della Provincia; dal 1975 è anche consigliere provinciale nel collegio di JesoloG.B., Scandalo delle tangenti a Venezia, manette anche al presidente Usl, su La Stampa, 6 febbraio 1986. La sua ultima storia viene pubblicata nel 1978, Ezechiele Lupo e il miele amaro, ma probabilmente si tratta di una sceneggiatura pronta già da prima, forse dai tempi in cui Cimino si era avventurato nella scrittura di storie con protagonista Ezechiele Lupo (1972-73). Nel 1986 viene coinvolto in un'inchiesta sulla presunta corruzione da parte di alcuni imprenditori, ma le accuse vengono poi annullate dalla Corte d'Appello e alla fine viene prosciolto.
Durante la sua carriera politica scrive comunque alcune sceneggiature che verranno pubblicate nel 1983 e tre nel 1985, ma ritorna a collaborare stabilmente con la Mondadori nel 1987. .
Stile
Soprattutto a partire dagli anni '90, i personaggi ciminiani iniziano a utilizzare una terminologia sempre più spiritosa, con un abbondante uso di vezzeggiativi. Le parole vengono malleate («Ohimè! Ohimì!») per suscitare ilarità, e si fondano le frasi cardine di Paperone come «Ahimè! Soffro terribilmente, soffro».
La peculiarità stilistica che permette di riconoscere nell'immediato una sceneggiatura di Cimino è la sua apertura: al posto dell'incipit, la prima vignetta - una quadrupla - è un flash-forward che cattura un momento topico della storia o sintetizza il tema di quest'ultima. Questa vignetta muta funge quindi da "copertina" per suscitare l'interesse del lettore, e ricorda la schermata iniziale di un cartone animatoLuca Boschi-Rodolfo Cimino, Parabole e tapironti, intervista a Cimino in: Lidia Cannatella (a cura di), I Maestri Disney Oro n. 35, The Walt Disney Company Italia, 9 gennaio 2008, pag. 157.. Non è un caso che anche Scarpa sia ricorso a questo espediente per l'incipit delle sue storie. Oltre alle "testatine" rettangolari (che possono presentare o solo oggetti e ambienti, o anche personaggi persino a figura intera) e a vignette quadruple accompagnate da una didascalia introduttiva (Paperino e le lenticchie di Babilonia, Zio Paperone e l'ultimo balabù, Zio Paperone e il ratto di Brigitta), è nell'introduzione di Topolino imperatore della Calidornia - inchiostrata da Cimino - che questa trovata assume la massima "autonomia": Topolino, con mantello regale, è in piedi su un mappamondo coi nomi delle città Paperopoli, Topolinia e Giuncavilla, e nessun cartiglio interviene a spiegare la vignetta. Cimino ricorre allo splash-panel muto di apertura sin dalla sua terza sceneggiatura (Paperino e l'orso del Klondyke, 1961). Di solito, quando nelle sue storie non è presente è perché il disegnatore ha provveduto a rimuoverlo (scelta operata più di una volta da Giovan Battista Carpi.
I paesi visitati da Cimino soprattutto per mezzo di Paperi, tanto distanti dai centri urbanizzati come Paperopoli, evocano un'atmosfera di favolosa lontananza e una durata irreale che è la dimensione propria dei racconti di pura immaginazione, trasmessi oralmente dalla mitologia popolareConsiderazioni di Sebastiano Lo Nigro sugli elementi fiabeschi del Novellino, in: S. Lo Nigro (a cura di), Novellino e Conti del Duecento, UTET, 1963 [e ristampe], p. 38..
Procedimenti giudiziari Venne coinvolto in un'inchiesta quando l'imprenditore trevigiano Roberto Coletto, vistosi abbandonato da presunte coperture ad alto livello, confessò una serie di illeciti avvenuti sia in Umbria (portando con ciò a numerosi arresti) sia durante la sua attività nel Veneto nella prima metà degli anni ottanta.Roberto Bianchin, Parla il costruttore 'pentito', altri due arresti a Venezia, su La Repubblica, 6 febbraio 1986Claudio Pasqualetto, In manette per tangenti un assessore provinciale, su Corriere della Sera, 6 febbraio 1986G.B., Scandalo delle tangenti a Venezia, manette anche al presidente Usl, su La Stampa, 6 febbraio 1986. Una dichiarazione di Coletto: "Mi pento soprattutto di aver permesso per tanti anni ai politici di arricchirsi alle mie spalle, speculando sul mio lavoro. Ad un certo punto ho detto basta ed ho raccontato tutto ai giudici" Cimino venne quindi arrestato la notte del 5 febbraio 1986Inchiesta sugli appalti..., 5 febbraio 1986 con altri colleghi di partito e alcuni dipendenti comunali con l'accusa di aver favorito la "Saveco", un'impresa edile indebitata presa in gestione da Coletto stesso, con finanziamenti e nell'aggiudicazione di numerosi appalti di opere pubbliche, in cambio di tangenti al partito o alle personeToni Jop, Io yuppie socialista pagavo al partito il 5% su ogni affare, su L'Unità, 16 ottobre 1986. La "Saveco" non sarebbe stata per di più l'unica impresa veneziana costretta a pagare tangenti al PSIClaudio Pasqualetto, Lo «Zampini della laguna» all'attacco in aula. «Le gare d'appalto truccate funzionavano così», su Corriere della Sera, 16 ottobre 1986Claudio Pasqualetto, Si allarga a Venezia lo scandalo delle tangenti. In manette un assessore, già segretario del Psi, su Corriere della Sera, 13 marzo 1986. Nel processo, per Cimino furono chiesti 4 anni e mezzo di reclusione e 50 milioni di lire di multa per concussione e violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti.Toni Jop, Scandalo delle tangenti a Venezia: chiesti 30 anni, su L'Unità, 18 ottobre 1986 Nel 1987 tuttavia la Corte d'Appello annullò la condannaG.C., I socialisti assolti attaccano il Pm che li aveva accusati, La Repubblica, 20 gennaio 1988. Nel 1990 l'accusa nei confronti di Cimino venne derubricata e il tribunale di Venezia lo prosciolseG.C., Assolti gli amministratori delle busterelle veneziane, La Repubblica, 31 marzo 1990.
Influenza culturale Nella storia Topolino e le borbottiglie di Avaloa, scritta e disegnata da Casty, viene più volte menzionato un parente di Pippo chiamato "Romino Cidolfo". Nella storia Zio Paperone e la locomozione affaristica, scritta da Riccardo Pesce e disegnata da Luciano Gatto, compare Rodolfo Cimino in qualità di custode della rimessa dei "mezzi speciali" di Paperone. Nella storia Zio Paperone e l'ultima avventura scritta da Francesco Artibani e disegnata da Alessandro Perina, appare in un cameo insieme a Carl Barks nell'ultima pagina della storia.
Riconoscimenti Nel 1991 vince il Premio Anaf. Non gli è assegnato da una giuria, ma come risultato di un referendum fra circa 2000 iscritti di cui fanno parte docenti universitari, critici, giornalisti ed esperti di fumetti. Cimino è stato premiato per la categoria miglior sceneggiatoreLe motivazioni del premio presentate su Disney Oggi n. 42, Epierre, giugno 1991. Nel 2007 vince il Premio Papersera.
Note
Bibliografia
Voci correlate Nonna Papera e i racconti attorno al fuoco
Collegamenti esterni
Categoria:Politici del Partito Socialista Italiano Categoria:Autori Disney