Il Somaliland (letteralmente "Terra dei Somali"), ufficialmente Repubblica del Somaliland, è uno Stato a riconoscimento limitato dell'Africa orientale, riconosciuto internazionalmente solo da Israele, composto dalle province settentrionali della Somalia. È situato nel Corno d'Africa e compreso tra l'8º e l'11º parallelo a nord dell'equatore, e tra i 42°30' e i 49° di longitudine est di Greenwich; occupa l'intera area di quella che fino al 1960 fu la Somalia britannica e che dal 26 giugno al 1º luglio 1960 fu lo Stato del Somaliland. Confina con il Gibuti a ovest, con l'Etiopia a sud e con la Somalia a est.

Le province somale con cui confina il Somaliland, che hanno rivendicato il diritto a costituirsi in Stato autonomo (senza separarsi dalla Somalia), sono il Puntland e il Khatumo, ma in passato sugli stessi territori erano sorti anche il Maakhir e il Northland. La situazione è ancora oggetto di controversia (vedi anche disputa Somaliland-Puntland).

Il Somaliland ha una costa a nord del Paese che si estende per lungo il golfo di Aden.

Storia Il Somaliland fu una colonia dell'Impero britannico dal 1884 al 26 giugno 1960, con il nome di Somalia britannica. In quella data ottenne l'indipendenza come Stato del Somaliland, diventando uno Stato sovrano riconosciuto da diversi Paesi. Il 1º luglio 1960 si unì volontariamente all'Amministrazione fiduciaria italiana della Somalia, dando vita alla Repubblica Somala.

L'unione, tuttavia, non produsse i risultati attesi nella parte settentrionale del nuovo Stato. Le crescenti tensioni politiche ed economiche, unite a una percezione di marginalizzazione da parte del governo centrale di Mogadiscio, alimentarono un movimento autonomista sempre più forte. Lo scoppio della guerra civile somala negli anni ottanta e il crollo definitivo della Repubblica Democratica Somala nel 1991 resero possibile una presa di posizione definitiva.

Nel maggio 1991, in un congresso tenuto a Burao, i clan e i leader politici del nord decisero di ritirarsi dall'unione con la Somalia e proclamarono la restaurazione della sovranità dello Stato del Somaliland, rivendicando la continuità giuridica con il breve Stato indipendente del 1960. Da allora il Somaliland si è dotato di istituzioni autonome, una propria Costituzione e strutture statali funzionanti, pur rimanendo privo di riconoscimento internazionale.

Presidenti Abdirahman Ahmed Ali Tuur fu il primo presidente del Somaliland dopo la dichiarazione di indipendenza del 1991. Gli succedette, nel 1993, Mohamed Ibrahim Egal, figura centrale nella stabilizzazione delle istituzioni statali. Egal fu confermato per un secondo mandato nel 1998 e rimase in carica fino alla sua morte, avvenuta il 3 marzo 2002. In seguito, la presidenza fu assunta dal vicepresidente Dahir Riyale Kahin, che nel 2003 divenne il primo presidente eletto attraverso elezioni multipartitiche considerate relativamente libere e regolari. Nel 2010 Kahin fu sconfitto da Ahmed Mohamed Mahamoud "Silanyo", mentre dal 13 dicembre 2017 la presidenza è ricoperta da Muse Bihi Abdi, vincitore delle elezioni del novembre dello stesso anno.

Relazioni con il Puntland e dispute territoriali

Il Somaliland, al pari del vicino Puntland, è rimasto generalmente estraneo alle vicende della guerra civile somala legate all'ascesa e al declino dell'Unione delle Corti Islamiche nel 2006. Tuttavia, le relazioni tra i due territori sono state spesso tese a causa delle dispute sul confine orientale, in particolare nelle regioni di Sool, Sanaag e Cayn.

La tensione raggiunse un punto critico il 15 ottobre 2007, quando le forze del Somaliland presero il controllo della città di Las Anod, precedentemente governata dal Puntland. Da allora la disputa territoriale è proseguita con fasi alterne di confronto militare e negoziati, con periodici tentativi di mediazione da parte dell'Etiopia e di organismi internazionali.

Riconoscimento internazionale

Questione centrale della politica estera del Somaliand è l'ottenimento del riconoscimento da parte del maggior numero di Stati e organizzazioni internazionali, opera portata avanti in particolare sotto la presidenza di Muse Bihi Abdi.

Nonostante sia riconosciuto formalmente da un solo Paese delle Nazioni Unite (Israele), il Somaliland intrattiene rapporti politici e diplomatici informali con numerose nazioni e organizzazioni internazionali. Ha stabilito forme di cooperazione non ufficiale con Regno Unito, Norvegia, Ruanda, Kenya, Etiopia, Irlanda e Unione Europea. Il 17 gennaio 2007 una delegazione dell'Unione Europea visitò Hargeisa per discutere di future forme di collaborazione. Nei mesi successivi, delegazioni dell'UE, del Ghana, del Ruanda, dell'Italia, dell'Etiopia, del Regno Unito, del Kenya e della Repubblica Ceca visitarono il Somaliland nell'ambito di missioni esplorative.

L'Unione Africana inviò per la prima volta una missione ufficiale il 29-30 gennaio 2007 per valutare la questione del possibile riconoscimento internazionale. Nel novembre dello stesso anno il Somaliland ricevette un invito al summit del Commonwealth in Uganda, un fatto simbolicamente significativo benché non equivalente a un riconoscimento formale. Il 27 novembre 2007 Annemie Neyts-Uyttebroeck, figura di rilievo dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa (ALDE), inviò una lettera al presidente Dahir Riyale Kahin e all'Alto rappresentante dell'UE Javier Solana, sollecitando un riconoscimento ufficiale del Somaliland da parte dell'Unione europea.(ENG) Somaliland Times: Conditional Recognition Sought For Somaliland By EU Party consultato URL il 25/4/2013.

Il 1º gennaio 2024 l'Etiopia ha firmato con il Somaliland un memorandum d'intesa che prevederebbe l'accesso etiope ai porti sul Mar Rosso, con possibili concessioni territoriali o navali. L'accordo, accolto con favore da Hargeisa, ha suscitato forti reazioni da parte della Somalia, che considera il Somaliland parte integrante del proprio territorio. Durante un vertice dell'Unione africana ad Addis Abeba, il presidente somalo Hassan Sheikh Mohamud ha manifestato preoccupazione per il rischio di una futura annessione o interferenza etiope nel territorio somalo, denunciando il memorandum come una violazione della sovranità della Somalia.

Somaliland e Taiwan stabilirono relazioni informali almeno dal 2009; nel febbraio 2020 i due Stati siglarono un accordo bilaterale per l'apertura di uffici di rappresentanza nei rispettivi paesi, ma non è chiaro se i due Stati abbiano operato un formale riconoscimento l'uno dell'altro.

Il 26 dicembre 2025 Israele ha riconosciuto l'indipendenza del Somaliland, diventando così il primo Paese membro delle Nazioni Unite a farlo.

Geografia

Il Somaliland ha una superficie di . Confina con Gibuti a ovest, con l'Etiopia a sud e a sud-ovest e con la Somalia a est. I territori a est del Somaliland nel 1998 si sono proclamati stato del Puntland. A nord il Somaliland è delimitato dal golfo di Aden.

Ordinamento dello Stato Suddivisioni amministrative

Nel 2019, la legge sul governo locale approvata nello stesso anno (Legge 23/2019, di seguito denominata "Legge sul governo locale del 2019"), riferisce che "il Somaliland è diviso in sei regioni (articolo 9 della stessa legge)". La legge sul governo locale del 2019 è entrata in vigore il 4 gennaio 2020.

Le regioni (le capitali) e i distretti del Somaliland sono: Awdal (Borama) Baki Borama Zeila Lughaya Sahil (Berbera) Sheikh Berbera Maroodi Jeex (Hargeisa) Gabiley Hargeisa Salahlay Baligubadle Togdheer (Burao) Oodweyne Buhoodle Burao Sanaag (Erigavo) Garadag El Afweyn Erigavo Lasqoray Sool (Las Anod) Aynabo Las Anod Taleh Hudun

Due regioni sono in disputa tra Somaliland e Puntland: Sanaag Sool

Città principali

Le maggiori città della repubblica del Somaliland sono: Hargheisa, capitale del Somaliland con circa abitanti. Burao, la seconda più grande città Berbera, la città con lo scalo portuale più grande del Paese Borama, la sede dell'Università Amoud, la prima istituzione post-bellica culturale stabilita in Somalia. Erigavo Las Anod Gabiley Zeila Odweyne Las Gorei Baki

Forze armate Le forze armate del Somaliland () sono il principale apparato militare della non riconosciuta repubblica del Somaliland. Sono presenti tre suddivisioni: esercito (Ciidanka Qaranka Soomaaliland), guardia costiera (Ciidanka Ilaalada Xeebaha Somaliland). Inoltre la forza di polizia del Somaliland (Ciidanka Bileyska Somaliland) e un corpo della gendarmeria (Ciidanka Asluubta Somaliland) fa parte delle forze di sicurezza interna e sono subordinate all'esercito. Il corpo di polizia frontiera (Ciidanka Socdaalka iyo Ilaalada Xuduudaha Somaliland) ha ilo compito di difendere i confini e spesso sono soggetti della disputa territoriale. Il personale è composto da circa soldati. Le forze armate del Somaliland, comprese la polizia e le forze di sicurezza, assorbono la parte principale del budget del governo. L'attuale responsabile delle Forze Armate del Somaliland è il Ministro della Difesa Mudane Adan Mire Mohammed.

Attrezzature militari furono acquistate durante l'amministrazione di Egal per assicurare il normale adempimento dei compiti militari. L'esercito è organizzato in dodici divisioni che comprendono quattro brigate corazzate, quattro brigate meccanizzate e sedici di fanteria, quattro brigate commando, una brigata missili terra-aria, tre brigate artiglieria e una di difesa aerea.

Economia Valuta La valuta corrente è lo scellino del Somaliland (Somaliland shilling, SlSh) che li emette la banca centrale. Il tasso di cambio dello scellino contro il dollaro statunitense alla fine di dicembre del 2000 era di = , nel 2013 è diventato = .

Popolazione Demografia Ci sono approssimativamente 6 milioni di persone in Somaliland. La società somala è organizzata in famiglie dette cabile, il cui numero di appartenenti varia da a oltre . Il principale clan familiare in Somaliland si chiama Isaaq; il secondo clan familiare, a cui appartiene anche la famiglia del presidente, si chiama Gadabuursi. Altri clan sono gli Issa, i Gabooye, gli Harti, gli Uarsangheli e i Reer-Darwiish (un sottogruppo del clan Darod). Le cabile Uarsangheli e Reer-Darwiish risiedono per la maggior parte nel Sool, nel Sanag e in una piccola parte delle regioni Tug Dair del Somaliland, mentre gli Isaaq vivono nelle regioni di Maroodi Jeex, Tugh Dair, Somalia, a est e a nord di Adal e nella parte ovest di Sanag e di Sool. Il clan Gadabursi vive nell'ovest del Paese, nella regione Adal e nelle parti del distretto Gabiley.

Religione Quasi tutti i somali sono musulmani sunniti; l'islam è la principale fede e religione di Stato. Sebbene esistano tracce di una tradizione pre-islamica nel Somaliland l'islam è estremamente importante per il senso di identità nazionale. Molte norme sociali provengono dalla religione: per esempio gli uomini stringono le mani solo agli uomini e le donne stringono le mani solo alle donne. Molte donne somale indossano la hijab quando sono in pubblico. In più i somali si astengono dal mangiare il maiale, dallo scommettere, dal bere alcol e dal ricevere o pagare ogni forma di interesse. Fanno uso di una droga leggera, simile alle foglie di coca, di nome khat, coltivata in Etiopia, al nord del Kenya e anche nel loro territorio; su base annua la spesa di approvvigionamento ammonta a diversi milioni di dollari USA e copre il fabbisogno del Somaliland e del Puntland con forniture giornaliere via terra e aerea. I musulmani generalmente si riuniscono ogni giorno e in particolare alla sera, il venerdì (giorno festivo) alle ore 12.00 e al pomeriggio per un sermone o in gruppo di preghiera.

La Chiesa cattolica è presente con alcune missioni. In epoca coloniale la Somalia britannica rientrava nel territorio del vicariato apostolico di Arabia; nel 1971 il territorio, ormai parte integrante della Somalia, passò al vicariato apostolico di Mogadiscio (dal 1975 diocesi di Mogadiscio).

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