È considerato uno dei cantautori italiani più innovativi e influenti, ha attraversato numerosi generi, spaziando dalla canzone leggera al rock progressivo, dalla musica elettronica al pop d’autore e alla musica colta.

Dopo gli esordi negli anni sessanta, ha raggiunto la notorietà di massa all’inizio degli anni ottanta con l’album La voce del padrone (1981), divenuto uno dei più venduti nella storia della musica italiana. Le sue opere si distinguono per l’uso di riferimenti filosofici, mistici ed esoterici, e per una continua ricerca musicale e spirituale.

Collaboratore di lunga data del musicista Giusto Pio e del filosofo Manlio Sgalambro, si è cimentato anche nella regia cinematografica e nella pittura. Tra il 2012 e il 2013 ha ricoperto l’incarico di assessore al turismo della Regione Siciliana, rinunciando al compenso.

Biografia La canzone di protesta e il periodo romantico (1965-1969) Francesco Battiato nasce il 23 marzo 1945 nell'allora comune di Ionia, sei mesi prima che questo venisse diviso in Giarre e Riposto. Dopo aver conseguito la maturità al liceo scientifico "Archimede" di Acireale, e in seguito alla morte del padre Salvatore (camionista, scaricatore e commerciante di vino, nel porto a New York. La madre, Grazia Patti, faceva la sarta), nel 1964 si trasferisce a Roma, per poi stabilirsi a Milano zona Porta Romana, prima in via Gustavo Modena, 25, lo stesso palazzo dove abitava anche un giovanissimo Tullio De Piscopo, poi in Via Perugino. In merito al periodo lombardo l'artista ricorda: «Milano allora era una città di nebbia, e mi sono trovato benissimo. Mettevo a frutto la mia poca conoscenza della chitarra in un cabaret, il "Club 64", dove c'erano Paolo Poli, Enzo Jannacci, Lino Toffolo, Renato Pozzetto e Bruno Lauzi. Io aprivo lo spettacolo con due o tre canzoni siciliane: musica pseudobarocca, fintoetnica. Nel pubblico c'era Giorgio Gaber che mi disse: "Vienimi a trovare". Il giorno dopo andai. Diventammo amici».

Il locale in realtà si chiama Cab64, lì Battiato conosce Gino Negri che gli propone di lavorare in teatro cantando brani scritti da lui in spettacoli quali La Tancia di Michelangelo Buonarroti il Giovane e Molto rumore per nulla di William Shakespeare, ma poiché a Battiato alcune di queste musiche non piacevano, consapevole che Negri dopo la prima non sarebbe più venuto a teatro, le cambia tutte.

Dopo aver interrotto gli studi universitari per seguire la sua passione musicale, pubblica due singoli per la rivista Nuova Enigmistica Tascabile (NET) verso la metà degli anni sessanta, che proponeva come allegati dischi di canzoni celebri interpretate da cantanti poco conosciuti. In queste due occasioni l'artista appare in copertina con il nome di battesimo Francesco Battiato. Il primo singolo contiene un brano presentato al Festival di Sanremo 1965 da Beppe Cardile e Anita Harris, L'amore è partito. Il secondo riprende una canzone portata al successo da Alain Barrière: E più ti amo, tradotta in italiano da Gino Paoli.. Il brano verrà riproposto, in una nuova versione, nell'album Fleurs 2 del 2008.

Insieme al compaesano Gregorio Alicata, forma nel 1967 il duo "Gli Ambulanti" (che successivamente diventerà la band di accompagnamento di Ombretta Colli). I due artisti si esibiscono davanti alle scuole, con un proprio repertorio di canzoni di protesta. In questa fase, sarà proprio l'amico Giorgio Gaber a lanciarli, proponendo i loro brani alla casa discografica di Nanni Ricordi..

Durante le fasi di lavorazione affiorano diverse incomprensioni che portano il duo a sciogliersi e Battiato decide di proseguire singolarmente la carriera di musicista. Sempre Gaber procura a Battiato un contratto con la casa discografica Jolly, che inserisce la figura dell'artista nel filone di "protesta", all'epoca assai in voga e presente in molte produzioni cantautorali. Il primo singolo inciso ufficialmente è La torre/Le reazioni. A questo seguirà nello stesso anno Il mondo va così/Triste come me. Il brano La torre accompagna la prima apparizione televisiva dell'artista, avvenuta il 1º maggio 1967 nel programma intitolato Diamoci del tu, condotto da Giorgio Gaber in coppia con Caterina Caselli. Nel corso della puntata si esibisce un altro giovane cantautore ancora sconosciuto: Francesco Guccini. In tale occasione Gaber propone a Battiato di utilizzare il nome Franco anziché il proprio nome di battesimo, proprio per non confondersi con Guccini. «Da quel giorno in poi tutti mi chiamarono Franco - ricorderà il musicista - persino mia madre».

Sempre con Gaber, Battiato collabora alla stesura dei brani E allora dai, presentato al Festival di Sanremo 1967, e Gulp Gulp, sigla della già citata trasmissione televisiva Diamoci del tu.

Nel 1968 cambia casa discografica, passando alla Philips, con l'intento di abbandonare il genere di protesta per incidere dischi dal sapore romantico, allo scopo di raggiungere un pubblico più vasto e generalista. In questo periodo collabora con il chitarrista Giorgio Logiri (alcune canzoni scritte dai due vengono incise da altri artisti, come ad esempio Lume di candela, cantata da Daniela Ghibli).. Registra altri due brani, Vento caldo e Marciapiede, che la casa discografica pubblicherà soltanto nel 1971 come singolo, e ottiene un discreto consenso con È l'amore, canzone che diverrà in breve il primo successo commerciale dell'artista con oltre centomila copie vendute, e con cui partecipa a Settevoci. Nel 1969 il musicista partecipa a Un disco per l'estate con il brano Bella ragazza che verrà, in seguito, escluso dalla competizione. Sempre nello stesso anno partecipa alla Mostra Internazionale di Musica Leggera presentando il brano Sembrava una serata come tante..

È sempre nel 1969 che Battiato registra, su iniziativa di Maso Biggero, per conto della Philips, un intero album che però la casa discografica deciderà di non pubblicare. Le sessioni in sala d'incisione iniziano alla fine di gennaio e terminano alla fine di aprile. I principali collaboratori di Battiato in questa operazione sono ancora Giorgio Logiri insieme ad Alberto Mompellio. Viene registrata una quindicina di brani, ma ne saranno selezionati solo dodici per la versione definitiva dell'album. Questi erano i brani inclusi nella selezione:

Lato A

Lato B

Diversi di questi brani sono rimasti del tutto inediti, mentre alcuni sono comparsi nel 1982 in un'antologia della Armando Curcio Editore intitolata semplicemente Franco Battiato.

Musica sperimentale e avanguardia colta (1971-1975) A partire dal 1971 l'artista abbandona il formato della canzone, dopo una crisi esistenziale che si impadronisce di lui in quegli anni, a cavallo dei '70, per dedicarsi completamente alla musica sperimentale, facendo un uso costante di strumenti e sonorità elettroniche. Tra il 1971 e il 1972 Battiato collabora con il pubblicitario Gianni Sassi, a partire da una campagna pubblicitaria per i divani Busnelli che fece molto scalpore a Milano. In questo periodo Battiato pubblica, lungo la prima metà degli anni settanta, alcuni album per la casa discografica Bla Bla, fra cui l'esordio Fetus (recante in copertina l'immagine di un feto, all'epoca censurata) che vende circa 7000 copie. Del disco viene registrata una versione in lingua inglese intitolata similarmente Foetus. L'album, considerato un'opera molto originale e innovativa nel panorama della canzone italiana, contiene brani dal sapore mediterraneo (Una Cellula, Energia, Mutazione), intermezzi surreali (la title track, Cariocinesi) e brani per chitarra e sintetizzatore (Fenomenologia, Anafase e Meccanica).

Il disco è una sorta di viaggio interiore psichedelico con balzi dal microscopico della cellula all'infinito dello spazio, e trae la sua ispirazione dal romanzo fantascientifico Il mondo nuovo di Aldous Huxley.. Battiato delinea un concept-album ambiguo e dissacrante, sospeso fra canzone d'autore e krautrock. Di lui, il critico musicale Riccardo Bertoncelli ha affermato che "è sempre stato inclassificabile, nei settanta entrava in scena, accendeva uno stereo con musica assurda e se ne andava. Il pubblico lo rincorreva inferocito." Il successivo, Pollution, continua il percorso già tracciato dall'album precedente, e ottiene maggior successo, risultando il 59º album più venduto dell'anno. Forte delle nuove esperienze internazionali (come i concerti in supporto di Brian Eno, Magma, Tangerine Dream, John Cale e Nico), e in base alle lezioni musicali del maestro Karlheinz Stockhausen, Battiato si converte a una forma d'avanguardia ancora più intellettuale e intimista rispetto all'esordio. Nel 1973, pubblica Sulle corde di Aries, considerato il suo lavoro più riuscito di questa prima fase. Convergono in questo LP la sperimentazione ripetitiva tipica del minimalismo e una particolare forma di musica acustica che si rifà alla tradizione araba, sebbene non manchino strumenti elettronici. Continuando il suo percorso sperimentale, l'artista priva l'album dei classici strumenti rock quali chitarre, bassi e batteria in favore di fiati, oboe, violoncello, mandola, calimba e piano preparato. Il brano più celebre è l'ipnotica Sequenze e frequenze.

Il disco seguente, Clic, pubblicato nel 1974, è interamente dedicato al musicista e amico Karlheinz Stockhausen. L'album segna l'allontanamento dell'artista dalle sonorità progressive e sperimentali dell'esordio a favore dell'avanguardia contemporanea e contiene Propiedad prohibida, brano che è stato utilizzato come sigla d'apertura del programma Tg2 Dossier.

L'album viene edito anche in Inghilterra in versione diversa, contenente una selezione di tre brani dal disco italiano ed un medley remixato di due brani dall'album precedente, Revolution In The Air (Aria di rivoluzione/Sequenze e Frequenze). L'opera successiva, M.elle le "Gladiator", presenta circa dieci minuti di esperimenti e sovraincisioni (molto più duri e disarmonici di quelli di Clic), che danno spazio a circa venti minuti di suoni d'organo, registrati nella cattedrale di Monreale.

Esperimenti d'avanguardia in collaborazione (1971-1975) Nello stesso periodo, il nome di Franco Battiato appare in molti album scritti e lanciati da altri artisti, tutti riconducibili al circuito della Bla Bla. Nel 1971 presenzia come coautore del singolo Tarzan, brano lanciato dal complesso Capsicum Red; contemporaneamente fonda la band degli Osage Tribe (il suo primo gruppo musicale), in cui figura come leader e voce solista. Con questi incide, sempre nel 1971, il 45 giri Un falco nel cielo, la cui copertina, raffigurante una testa di bambola con bocca sanguinante, acquista in breve tempo molta notorietà. La canzone viene scelta come sigla del quiz televisivo Chissà chi lo sa?, entrando anche a far parte del canzoniere degli scout.

L'anno dopo gli Osage Tribe pubblicano un LP di jazz rock progressivo, intitolato Arrow Head; Battiato non fa più parte del gruppo, ma compare nel disco in veste di coautore del brano Hajenhanhowa.. Successivamente, collabora al disco Area di servizio, inciso nello stesso anno da Riccardo Pirolli, che usa lo pseudonimo Genco Puro & Co. In questo LP Battiato canta in tre canzoni: Giorno d'estate, Nebbia e Biscotti e the. In seguito, realizza altre produzioni minori usando svariati pseudonimi come Springfield, Ixo e Colonnello Musch (in quest'ultimo caso collaborando con il musicista Pino Massara).