La Cattedrale della Santa Croce e Sant'Eulalia (in catalano Catedral de la Santa Creu i Santa Eulàlia), è la cattedrale-sede dell'arcidiocesi di Barcellona. Insignita nel 1867 del titolo di basilica minore, dal 2 novembre 1929 è Monumento storico-artistico spagnolo.

Storia La cattedrale è dedicata dal 599. alla Santa Creu (la Santa Croce), ricordata ogni 3 di maggio con una benedizione solenne impartita a tutta la città dalle terrazze della chiesa.. Dall'anno 877, la chiesa è anche intitolata santa Eulalia, la patrona di Barcellona (12 febbraio), santa che subì il martirio in epoca romana. La leggenda dice che la donna fu esposta nuda fino a quando, a metà primavera, cadde la neve per coprirne il corpo; le autorità di allora, la misero in una botte chiodata e la fecero rotolare per una stradina che adesso si chiama Baixada de Santa Eulàlia. La dedicazione alla Santa Croce risale almeno al VI secolo.

La cattedrale attuale fu costruita in stile gotico tra il XIII e il XV secolo sui resti di precedenti chiese situate sulla sommità del cosiddetto Monte Tabor, colle che costituisce la parte più elevata della città vecchia.

Il primo edificio fu una basilica paleocristiana (IV.-VII secolo) a tre navate, con battistero a pianta quadrata che ospitava una fonte battesimale ottagonale. Rimase intatta durante l'invasione dei Visigoti, forse fu trasformata in moschea durante l'occupazione musulmana della città (718-801), per essere restaurata intorno al 877 dal vescovo Frodoí.

Ritrasformata in stile romanico, fu consacrata nel 1058. Più piccola dell'attuale, era anch'essa a tre navate con tre absidi sopraelevate, un portico nella facciata e campanile.

La costruzione dell'attuale edificio, intesa come ristrutturazione e ampliamento della chiesa romanica, iniziò nel maggio del 1298 durante il regno di Giacomo II d'Aragona e il vescovado di Bernardo Pelegrí (1288-1300) per continuare fino alla seconda metà del XV secolo, senza che la chiesa venisse mai chiusa. Per questo motivo mantenne lo stesso asse della chiesa romanica.

Nella prima fase (1338) si costruì, attorno all'abside romanico, il deambulatorio, la nuova abside con le cappelle radiali e la cripta del presbiterio ad opera dell'architetto Jaime Fabre. A lui successe Bernat Roca che nel 1358 costruì i primi tratti della volta e la galleria sopra le cappelle e, contemporaneamente, iniziò il chiostro. Morto nel 1384, fu sostituito dallo scalpellino Pere Viader fino all'anno 1397 in cui subentrò l'architetto Arnau Bargués, che realizzò la sala capitolare. Il suo aiutante Jaume Solá ebbe l'incarico dal 1407 al 1412: a lui successe Bartolomé Gual, che rimase in carica fino al 1441. A lui si devono il ciborio della cupola in pannelli di legno e la continuazione del chiostro. Andrés Escuder, nominato il 1 marzo 1442 e fino al 1463, terminò il chiostro e praticamente la struttura totale dell'edificio. Mancava solo la facciata, che, dopo il concorso promosso da Manuel Girona Agrafel e i suoi figli nel 1882, fu realizzata da Josep Oriol Mestres per la Esposizione universale di Barcellona del 1888 in stile neogotico, ispirandosi a quella disegnata nel 1408. da Carles Galtés de Ruan.

Esterni

L'edificio si compone della chiesa vera e propria, del chiostro perfettamente unito anche per lo stile, e delle sale capitolari e della cappella di Santa Lucia, che proseguono la facciata verso destra, addossandosi al chiostro. Misura 90 metri di lunghezza e 40 di larghezza mentre il chiostro è di 25 metri per lato, con una galleria di 6 metri per ogni lato.

La facciata, che presenta al centro il portale principale, fiancheggiato da due torri con alti pinnacoli, è ornata secondo lo stile gotico verticale, con una gran profusione di immagini di angeli e santi.

La torre nolare (1913), disegnata dall'architetto Augusto Font Carreras, alta 70 metri, si conclude con la Santa Croce e una scultura che rappresenta Sant'Elena, madre di Costantino, opera di Eduard Alentorn. Nelle merlature sono riconoscibili immagini di angeli alati.

Il portale, con un grande arco gotico con archivolti, è diviso in due parti da una scultura di Agapito Vallmitjana, che raffigura Cristo; ai lati, Apostoli del medesimo scultore. Negli archivolti, 76 figure di angeli, profeti e re dello scultore Joan Roig Solé. Nella parte interiore, i medaglioni incisi in pietra nelle colonne degli archi che rappresentano l'Ascensione e la Pentecoste, sono dell'artista Antonio Claperós.

Sul lato sinistro della chiesa, all'altezza del transetto, si apre la porta di Sant'Ivo, la più vecchia della chiesa e la principale fino alla costruzione della facciata. Realizzata in marmo e pietra (1298), è una delle prime a utilizzare l'arco ogivale nel gotico catalano. In cima ai pilastri ha angeli musici con le teste sull'estradosso dell'arco, nel timpano scultura di Sant'Eulalia (fine XIV secolo) attribuita alla scuola Jaume Cascalls, nei lati piccole teste, meramente ornamentali. In ogni lato rilievi in marmo, forse dell'antica cattedrale romanica.

Nella parte posteriore del chiostro, quasi addossata all'edificio principale, è posta la porta della Pietà, con un arco inflesso fiancheggiato su entrambi i lati da alti pinnacoli lavorati con grande maestria. Nel timpano, un rilievo quattrocentesco della Pietà, circondato dai simboli della Passione dello scultore tedesco, stabilitosi a Barcellona, Michael Lochner.

Nel lato destro del chiostro, la porta di San'Eulalia, in pietra di Montjuich, simile a quella della Pietà ha lo stesso arco inflesso, e nel timpano scultura di Sant'Eulalia, riproduzione del 1977 in resina poliestere dell'originale di Antonio Claperós (XV secolo), attualmente conservata nel museo della cattedrale. Ai lati, gli stemmi del vescovo Francesc Climent Sapera, finanziatore della navata ovest; negli archivolti, intagli con fine fogliame.

All'estrema destra della parte anteriore degli ambienti che continuano la facciata è situata, infine, la porta di Santa Lucia, che porta alla cappella dedicata alla santa. La porta è romanica con cinque archivolti semicircolari, sostenuti da tre pilastri quadrangolari addossati e due fini colonne circolari lisce, con capitelli scolpiti che rappresentano figure di animali e personaggi adorni di vegetazione.

Ai lati dei transetti, si innalzano due campanili (secolo XIII) ottagonali di 53 metri di altezza. Quello sopra la porta di Sant'Ivo, dell'orologio, contiene la campana Eulalia, di 3 tonnellate che suona ogni ora e la Honorata, che suona ad ogni quarto. La parte superiore (XIX secolo), di ferro, magnificamente ornata è in stile modernista.

Nell'altra torre stanno dieci campane, dai nomi femminili, che suonano le ore ecclesiastiche.

L'intero edificio presenta i pluviali a forma di gargolle, con animali fantastici, leoni, unicorni e, la più famosa, un elefante. Le più antiche (XIV secolo) sono nella parte dell'abside al lato della porta di Sant'Ivo, mentre quelle del chiostro, che ai quattro lati presentano i simboli degli Evangelisti, sono successive (XV secolo).

Interno

La cattedrale è composta di tre navate di uguale altezza, con quella centrale che misura il doppio di quelle laterali, chiuse da un deambulatorio semicircolare che passa dietro il presbiterio, su cui si affacciano dieci cappelle, con vetrate gotiche che danno luce all'abside, coperte da archi ogivali.

Partendo da sinistra, si incontra la cappella dei Santi Innocenti o delle Anime del Purgatorio, con retablo dedicato alla Glorificazione della Vergine Maria, opera barocca di Marià Montaya e al centro olio su tela (1709-1711) di Joan Gallart. Nella predella reliquie del secolo XVII donate dal doge di Venezia al re Giovanni II d'Aragona; nel muro di sinistra un arcosolio che contiene un sarcofago in alabastro (1409) del vescovo Ramon d'Escales (1386-1398), opera squisita dello scultore Antoni Canet; la cappella del Sacro Cuore di Gesù, con altare moderno e statua (1940) dello scultore Vicenç Vilarrubias; la cappella della Nostra Signora della Mercede che contiene un retablo barocco (1688) dello scultore Joan Roig padre, con policromia di Francesc Viladomat, che rappresenta Giacomo I in adorazione della Vergine; la cappella di Santa Chiara e Santa Caterina, con retablo in 19 tavole (1456) realizzato da García de Benavarre. e, sui muri laterali, due splendidi tele (1763) che rappresentano la Lapidazione di santo Stefano e la Liberazione miracolosa della Gallerà di Pinós per intercessione di santo Stefano, di Francesc Tramulles; la cappella di San Pietro Apostolo, con due tele con scene della vita di san Pietro (XVIII secolo) sui muri laterali di artista anonimo e retablo dei santi Martino e Ambrogio (1415) realizzato da Juan Mates con marcati caratteri franco-flamenchi; la cappella di San Gabriele e Sant'Elena, con retablo a 18 tavole (1381-1390), opera di Lluís Borrassà; la cappella di San Giovanni Battista e san Giuseppe, con retablo rinascimentale policromo, con porte dipinte a olio da Juan Mates che raffigurano gli evangelisti e 17 tavole con scene della vita di san Giovanni Battista; la cappella della Trasfigurazione del Signore, con retablo (1450) splendido di Bernat Martorell, nel muro sinistro, arcosolio con mausoleo del vescovo Ponç de Gualba (morto nel 1334) con un calvario dell'artista Jaume Cascalls, e nel muro destro, scultura raffigurante San Benedetto da Norcia; la cappella della Visitazione con retablo (1475) composto da tre tavole, a sinistra, sarcofago del vescovo Berenguer de Palou, e a destra sepolcro moderno del vescovo Pedro Martínez San Martín; ultima la cappella di Sant'Antonio Abate, con retablo barocco (1712) di artista anonimo e policromia di Joan Moxí.

Continua l'abside, la sacristia, che consta di tre stanze e contiene alcuni tesori importanti: l'ostensorio maggiore (secolo XIV) in argento e oro, una croce processionale (1383) di Francesc Vilardell, di argento dorato, adornata con smalti con i quattro evangelisti nei bracci della croce, la croce (con tronetto) del re Martino I d'Aragona (1398) e la spada di Pedro del Portogallo, conte di Barcellona, considerata una delle più belle del mondo.

Sopra le cappelle laterali, corre una galleria e sopra la galleria, per tutta la chiesa, un falso triforio che consente di vedere da vicino le chiavi delle volte. Queste sono in totale 215, di cui le più grandi, collocate nella navata centrale, sono di due metri di diametro e pesano cinque tonnellate. Quelle del presbiterio raffigurano un Cristo crocifisso, Santa Eulalia (1320), la Vergine della Misericordia (1379), lAnnunciazione (1379), forse il vescovo Pere Planella (1371-1385) e, infine, il Padre Eterno (1418), opere dello scultore Pere Johan.

Sotto il presbiterio è situata la Cripta di Sant'Eulalia (XIV secolo), costruita da Jaume Fabre, cui si accede da un'ampia scalinata coperta da un arco quasi piatto ornato di un ritratto forse del vescovo Ponç de Gualba, con ai lati gruppi di piccole teste di personaggi dell'epoca. La volta, divisa in dodici archi, è chiusa da una grande chiave (1326) in cui è rappresentata la santa con la Vergine Maria e il Bambin Gesù. Il sarcofago gotico di alabastro (1327), dovuto allo scultore di Pisa. Lupo di Francesco, è appoggiato sulla tavola dell'altare al centro della cripta, sostenuto da otto colonne di stili differenti con capitelli corinzi dorati. Nella parte superiore, sculture con scene del Martirio di sant'Eulalia, e ai quattro angoli superiori angeli che fungono da lume e al centro una Vergine con Bambino. Nella parete di fondo, l'antico sepolcro (secolo IX) con iscrizione del 877 che ricorda il ritrovamento delle reliquie nella chiesa di Santa Maria del Mar.

Addossato al muro del campanile della porta di Sant'Ivo, vi è un organo che risale al 1538, molte volte modificato per adattarlo ai gusti estetici. La cassa, rinascimentale, è originale come sono originali molte canne esterne, mentre quelle interne risalgono a tutte le epoche.