Longobucco è un comune italiano di abitanti in provincia di Cosenza, posto in una vallata della Sila Greca, percorsa dal fiume Trionto. È il quarto comune più esteso della Calabria. Nel suo territorio sorge, immersa nei boschi della Sila, la località Fossiata (1315 m s.l.m.), in prossimità del lago Cecita, massimo bacino dell'altopiano silano.

Origini del nome Il nome del paese deriva dal latino longa bucca (ossia "lunga concavità") che a sua volta si riferisce al nome del torrente Macrocioli, dal greco bizantino makrokoilos (che significa "lunga cavità").

Storia Nel 1487 re Ferrante d'Aragona di Napoli, grato a Ludovico il Moro per l'aiuto ricevuto nella lotta contro la congiura dei baroni, gli concesse il principato di Rossano e le contee calabre di Borrello, Longobucco e Rosarno, che venivano ad aggiungersi al ducato di Bari, già in suo possesso dal 1479.Archivio storico lombardo, Volume 17, Volume 29, Società storica lombarda., 1902, p. 415; Gli Sforza: La casata nobiliare che resse il Ducato di Milano dal 1450 al 1535, Caterina Santoro, Lampi di stampa, 1 gen 1999, p. 241. Già a partire da allora ne fu altrettanto titolare la di lui moglie, Beatrice d'Este, nipote e figlia adottiva del re, per volontà dell'avo che gliela concedeva in moglie. Alla morte di quest'ultima, nel 1497, Ludovico (ormai duca di Milano) cedette Longobucco insieme all'intero ducato di Bari al loro secondogenito Sforza Francesco, ma questi non ne godette che fino al 1499, poiché a causa dell'imminente invasione francese del ducato di Milano e di una confusa e infruttuosa manovra politica del padre Ludovico, Longobucco con l'intero ducato di Bari fu occupato da Isabella d'Aragona, pur continuando a esserne titolare Francesco.Della famiglia Sforza, volume 2, Nicola Ratti, Presso Il Salomoni, 1794, pp. 80-81.

Il paese rivestì un ruolo molto importante durante il brigantaggio: nativi di Longobucco erano i feroci briganti Palma, Faccione, Santoro, che si faceva chiamare Re Coremme.

Durante il fascismo vennero confinati in questo paese alcuni dignitari etiopi che avevano avuto importanti ruoli nella resistenza al colonialismo fascista.

Simboli Lo stemma e il gonfalone del comune sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 22 giugno 2005.

Il gonfalone è un drappo partito di verde e di rosso.

Monumenti e luoghi d'interesse Molti luoghi del centro abitato di Longobucco hanno un'importanza storica di rilievo.

Società Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 56 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania 42 1,13%

Cultura Musei Museo dell'artigianato silano e della difesa del suolo Ha sede a Longobucco nella bella cornice dell'ex convento dei frati francescani minori, costituisce un altro concreto passo nel cammino della diffusione della conoscenza del territorio della Sila e della sua popolazione. Il museo si configura quale vera e propria vetrina che mette in luce le peculiarità dell'area dell'altopiano silano con particolare attenzione a tutte le tematiche connesse all'artigianato locale (la lavorazione dei tessuti, quella dei metalli e l'oreficeria, la lavorazione del legno e della pietra) e la difesa dell'ambiente.

Eventi Ogni anno nel mese di settembre si svolge la fiera di Puntadura.

Economia Nel tardo medioevo a Longobucco si sviluppò una attività estrattiva dell'argento, la maggiore del regno di Napoli, che non resse dopo l'arrivo dell'argento dalle Americhe526 marche e 13 once d’argento che nel 1282 sono ricordate (tra gli oggetti conservati a S. Salvatore di Napoli) come provenienti dalla miniere di Longobuco.” Caggese R., Roberto d’Angiò e i suoi tempi, volume I, 1922, p. 519. archivio storico crotone

Le attività più sviluppate sono l'agricoltura, la tessitura dei tappeti, la lavorazione del legno e l'edilizia. Interessanti prospettive sono offerte anche dal turismo naturalistico, per i boschi e le sue montagne incontaminate facenti parte del Parco nazionale della Sila. Fra le lavorazioni artigianali si distinguono la lavorazione del ferro battuto, del legno, della pietra e la fabbricazione di tessuti di lana, cotone e seta, tessuti e ricamati a mano con un ricco repertorio di disegni antichi e moderni. Esiste in paese una mostra permanente di tessuti artigianali. Gli anni cinquanta coincisero con uno sviluppo demografico, dovuto anche alla favorevole congiuntura a livello nazionale, rilanciando il paese dal punto di vista economico. Successivamente la popolazione ha subito un consistente flusso migratorio anche a causa di una cattiva gestione della montagna, così che gli abitanti si sono ridotti da oltre 8.000 agli attuali 2.500 circa. Potenziale economico commerciale hanno certe specialità gastronomiche: tra queste spicca il salume denominato sacchetto di Longobucco preparato con carne di zampa del suino nero calabrese.ricetta e preparazione

Buona parte del suo territorio oggi fa parte del Parco nazionale della Sila.

Amministrazione Gemellaggi

Premi Premio "Bruno da Longobucco". Nel 2014 l'amministrazione comunale ha istituito il premio "Giuseppe De Capua", intitolato ad un sacerdote longobucchese che si distinse per i suoi incarichi e per avere scritto molti libri sulla storia di Longobucco, per mantenere vivo il rapporto con i longobucchesi che per ragioni di studio e lavoro vivono altrove. Amministrazione comunale

Note

Bibliografia Antonio Maria Adorisio, "Argentera: "La principale minera del Regno". 1496-1568. Fonti scritte per la storia economica e civile delle miniere di Longobucco: "Pergamene Argentera" dell'Archivio di Stato di Napoli, GAL SILA GRECA BASSO IONIO COSENTINO, 2015 (Quaderni, 1).

. Semestrale dell'Istituto calabrese per la storia dell'antifascismo e dell'Italia contemporanea.

Atti Premio internazionale di medicina Bruno da Longobucco. Storia e tradizioni scientifiche in Calabria, Longobucco, 24 agosto 2005, Cosenza, Plane, 2005.

A. M. Adorisio, I codici di Bruno da Longobucco. In Appendice il «Titulus finalis» inedito della Chirurgia Magna, Casamari, Edizioni Casamari, 2006 (Con il patrocinio dell'Amministrazione Comunale di Longobucco). , periodico dell'Istituto calabrese per la storia dell'antifascismo e dell'Italia contemporanea Tommaso Cariati, Patru e figghiu, Castiglione Cosentino, Laborgonolico, 2006.

Domenico Curcio, Fiorenzo De Simone, Giuseppe Ferraro (a cura di), Francesco Godino, l'uomo e il sacerdote (Un parroco fra le montagne), Benevento, MB Stampa, 2005. Periodico mensile della Camera del Lavoro di Cosenza.

Giuseppe Ferraro, La Calabria al fronte: la Grande Guerra nelle lettere di Alfonso Russo, in Rivista Calabrese di Storia del '900, Semestrale dell'Istituto calabrese per la storia dell'antifascismo e dell'Italia contemporanea,1/2-2009. .Periodico dell'Istituto calabrese per la storia dell'antifascismo e dell'Italia contemporanea.

Autori Varii, L'Argentera di Longobucco. Seconda edizione, Comune di Longobucco. Assessorato alla cultura, [San Giovanni in Fiore, Grafica Florens], 2001-2004, Quaderni della Biblioteca Civica "Bruno da Longobucco". Quaderno 1. Ortiano 1973 Emergenza e Solidarietà, 2003, Quaderni della Biblioteca Civica "Bruno da Longobucco". Quaderno n.2.

La Tradizione delle Arti e dei Mestieri a Longobucco, 2004, Quaderni della Biblioteca Civica "Bruno da Longobucco". Quaderno n.3. Domenico Palma e il Brigantaggio nel Meridione, 2005, Quaderni della Biblioteca Civica "Bruno da Longobucco". Quaderno n.4.

Lo Stemma e il Gonfalone del Comune di Longobucco, 2006, Quaderni della Biblioteca Civica "Bruno da Longobucco". Quaderno n.5. Giuseppe Ferraro, Un prefetto lombardo e un brigante calabrese: il convegno silano tra Guicciardi e Palma, in L'Acropoli, 2 (2012).

Salvatore Muraca, a cura di, Giacinto Muraca. Le lotte per la democrazia ed il lavoro a Longobucco nel secondo dopoguerra, Mirto-Crosia, Effe Graf, 1998.

Parrilla Angela, Il folclore a Longobucco: panorama culturale di un piccolo centro calabrese, 1980, p. 406. Caliò Giuseppe, Pagine critiche e pagine storiche su Longobucco / Giuseppe Caliò; raccolte in volume a cura di Gaetano Romano. - Rossano: Studio Zeta, stampa 1998.

Sul 1943 a Longobucco clicca qui http://www.ottoetrenta.it/cultura-e-spettacolo/1943-gli-angloamericani-e-i-deportati-etiopi-confinati-a-longobucco-tra-i-monti-della-sila/.

Seminara, Alfio, Il Registro Gagliardi di Santa Maria Maddalena in Longobucco. Messina, s.t., 2009, 85 p., tav.11.

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