Esponente della dinastia saudita è noto internazionalmente con il nome di ʿAbd al-ʿAzīz ibn Sa'ud, o semplicemente (ma non correttamente) Ibn Saʿūd.Il giusto modo di riferirsi al sovrano sarebbe quello di usare il nasab Ibn ʿAbd al-Raḥmān, visto il nome di suo padre. Il nasab Ibn Sa'ud sarebbe correttamente da usare solo per indicare il suo quadrisavolo, Muhammad ibn Sa'ud.Current Biography 1943, pp. 330–34

Origini e primi anni di vita ʿAbd al-ʿAzīz nacque il 15 gennaio 1876 a Riad, città principale della regione del Najd, nell'Arabia centrale. Era il figlio di ʿAbd al-Raḥmān bin Fayṣal Āl Saʿūd, ultimo sovrano del Secondo Stato Saudita, uno sceiccato tribale con capitale Riad. La sua famiglia, il casato (Āl) di Saʿūd, aveva avuto nell'Arabia centrale un ruolo preminente per i precedenti 130 anni. Sotto l'influenza e l'ispirazione wahhabita dell'Islam, i sauditi avevano precedentemente tentato di controllare gran parte della Penisola arabica formando il primo Stato saudita, fino alla distruzione di quest'ultimo da parte dell'esercito egiziano nella guerra ottomano-saudita. La madre, Sarah Al Sudairi, apparteneva all'importante famiglia Sudairi. Morì nel 1910.

Nel 1890, quando ʿAbd al-ʿAzīz aveva ancora 15 anni, la città di Riad venne conquistata dalla dinastia storicamente rivale degli Āl Saʿūd, la Āl Rashīd. L'allora ragazzo ʿAbd al-ʿAzīz e la sua famiglia si rifugiarono inizialmente dai Banū al-Murra, una tribù beduina del deserto meridionale dell'Arabia; in seguito si trasferirono in Qatar per due mesi e successivamente in Bahrein, dove rimasero per breve tempo. Il loro peregrinare terminò nel Kuwait, dove si stabilirono per quasi un decennio.

Nella primavera del 1901 ʿAbd al-ʿAzīz e alcuni parenti - tra cui un fratellastro Muḥammad e diversi cugini - iniziarono ad organizzare una serie di spedizioni nell'area del Najd per contrastare alcune tribù alleate dei rivali. A mano a mano che i raid iniziavano a rivelarsi redditizi i partecipanti alle spedizioni aumentarono progressivamente fino a raggiungere un picco di oltre 200 uomini, per poi tornare a ridursi nei mesi successivi.

Nell'autunno seguente il gruppo si accampò nell'oasi di Yabrin. Dopo avere osservato il Ramadan ʿAbd al-ʿAzīz e i suoi uomini pianificarono un attacco a Riad per liberarla dall'occupazione della dinastia nemica, l'Āl Rashīd. Nella notte del 15 gennaio 1902 più di quaranta uomini scavalcarono le mura della città con l'aiuto di alcune palme inclinate e dopo un breve combattimento la città venne espugnata; il governatore della città, Ajlan, venne ucciso davanti alla sua fortezza. La riconquista di Riad segnò l'inizio di quello che sarebbe poi diventato il Terzo Stato saudita.

Ascesa al potere Dopo la cattura di Riad molti ex sostenitori del Casato dell'Āl Saʿūd furono chiamati alle armi da ʿAbd al-ʿAzīz. L'emiro era un leader carismatico e teneva i suoi uomini sempre con le armi a portata di mano. Nel corso dei successivi due anni le sue forze strapparono quasi metà del Najd ai Rashīdī.

Nel 1904 ʿAbd al-ʿAzīz bin Mit'ab Āl Rashīd rivolse un appello all'Impero ottomano chiedendo protezione militare e assistenza. Gli ottomani risposero con l'invio di truppe in Arabia. Il 15 giugno 1904, le forze di ʿAbd al-ʿAzīz subirono una grave sconfitta per mano delle milizie combinate ottomane e Rashīdī. Le sue forze riunite in seguito cominciarono a condurre una guerriglia contro gli Ottomani; nel corso dei due anni successivi l'armata di ʿAbd al-ʿAzīz fu in grado di distruggere le vie di rifornimento nemiche costringendo gli Ottomani alla ritirata. La vittoria di ʿAbd al-ʿAzīz nella battaglia di Rawdat Muhanna, in cui ʿAbd al-ʿAzīz bin Mit'ab morì, si concluse con il ritiro ottomano dal Najd e da al-Qasim alla fine dell'ottobre del 1906.

Il passo successivo nell'espansione territoriale portò ʿAbd al-ʿAzīz a completare la conquista del Najd e della costa orientale dell'Arabia nel 1912. Fondò poi il movimento armato chiamato Ikhwān (dall'arabo: ﺍﺧﻮﺍﻥ, "fratelli"), una organizzazione militare-religiosa che aveva lo scopo di assisterlo nelle sue conquiste successive con l'approvazione dei locali ʿulamāʾ wahhabiti. Nello stesso anno avviò una politica agraria per confinare i pastori nomadi beduini in colonie e per smantellare le loro organizzazioni tribali al fine di garantirsi la fedeltà degli Ikhwān.

Durante la prima guerra mondiale, il governo britannico istituì relazioni diplomatiche con il monarca. L'agente britannico fu ben accolto dai beduini.Robert Wilson and Zahra Freeth, The Arab of the Desert, Londra, Allen & Unwin, 1983. pp. 312–13. Missioni diplomatiche simili furono inviate a tutti i leader arabi nel tentativo di unificare e stabilizzare la regione. I britannici stipularono un trattato nel dicembre 1915 (il "Trattato di Darin") che rese le terre della Casa di Sa'ud una sorta di protettorato britannico e tentò di fissare i confini dello stato saudita in via di sviluppo.Wilkinson, John C. Arabia's Frontiers: the Story of Britain's Boundary Drawing in the Desert. London u.a.: Tauris, 1993. pp. 133–39. Print In cambio Abd al-Aziz si impegnò a combattere contro Ibn Rashid, che era un alleato degli Ottomani.

Il Foreign Office britannico aveva già iniziato a sostenere lo sceriffo della Mecca al-Ḥusayn b. ʿAlī perché diventasse Emiro del Hijaz, inviando Thomas Edward Lawrence (Lawrence d'Arabia) nel 1915. Gli Ikhwān entrarono in conflitto con lo Sceriffo nel 1917 proprio quando i suoi figli ʿAbd Allāh e Fayṣal entrarono a Damasco. Il Trattato di Darin rimase in vigore fino a quando fu superato dalla conferenza di Gedda del 1927 e dalla conferenza di Dammam del 1952, e durante questo periodo ʿAbd al-ʿAzīz estese i suoi confini oltre la "linea blu" anglo-ottomana. Dopo Darin, egli accumulò armi e munizioni fornitegli dai britannici, oltre a un finanziamento a titolo gratuito di 5 000 sterline al mese. Dopo la prima guerra mondiale, ricevette ulteriore sostegno da parte britannica, tra cui una grossa partita di munizioni. Nel 1922 lanciò la sua campagna contro l'Āl Rashīd e nel 1922 quel casato fu quasi del tutto eliminato.

La sconfitta degli storici rivali raddoppiò le dimensioni del territorio saudita, perché dopo la guerra di Ḥāʾil, ʿAbd al-ʿAzīz inviò il suo esercito ad occupare al-Jawf, sotto la guida di ʿUqab bin Mohaya, il capo della tribù dei B. Talha. Questo permise ad ʿAbd al-ʿAzīz di negoziare un nuovo e più favorevole trattato con i britannici. L'accordo, firmato a Uqair nel 1922, prevedeva che la Gran Bretagna riconoscesse buona parte delle nuove conquiste territoriali saudite. In cambio, ʿAbd al-ʿAzīz accettava di riconoscere i territori britannici nella zona, in particolare lungo la costa del Golfo Persico e in Iraq. Questi erano di vitale importanza per i britannici, in quanto il traffico mercantile tra l'India britannica e il Regno Unito dipendeva dalle stazioni marittime sulla rotta verso il canale di Suez.

Nel 1925, le forze di ʿAbd al-ʿAzīz presero la città santa de La Mecca allo Sceriffo al-Ḥusayn. L'8 gennaio 1926 i leader della Mecca, di Medina e di Jedda proclamarono ʿAbd al-ʿAzīz re del Ḥijāz. Il 20 maggio 1927 il governo britannico firmò il trattato di Jedda, che superò quello di Darin riconoscendo l'indipendenza del Ḥijāz e del Najd con ʿAbd al-ʿAzīz come loro sovrano.

Con il riconoscimento della sua autorità e il sostegno internazionale ricevuto ʿAbd al-ʿAzīz continuò a consolidare il proprio potere nella regione; nel 1928 le sue forze avevano ormai invaso la maggior parte del centro della Penisola arabica. Tuttavia l'alleanza tra gli Ikhwān e l'Al Saʿūd arrivò ad un punto di rottura quando il sovrano giunse a proibire ulteriori raid. Le poche porzioni di Arabia centrale non sotto il controllo saudita avevano infatti siglato trattati di protezione con Londra, questo però non trovava il consenso degli Ikwhān, abituati a considerare tutti i non-wahhabiti come degli infedeli. Nel 1927 gli Ikwhān scatenarono una rivolta ma, dopo due anni di combattimenti, i membri della fratellanza vennero sconfitti definitivamente da ʿAbd al-ʿAzīz nella battaglia di Sabilla del marzo 1929.

Il 23 settembre 1932 ʿAbd al-ʿAzīz unificò i suoi domini nel Regno dell'Arabia Saudita e si proclamò re dell'intera regione. Nel 1938 il monarca trasferì la sua corte dal forte Masmak al Palazzo Murabbaʿ. Questo edificio rimase la sua residenza e la sede del governo fino alla sua morte, avvenuta nel 1953.

Nel 1934, dopo dieci anni di guerra, fu stabilito il confine con il Regno Mutawakkilita dello Yemen.

ʿAbd al-ʿAzīz escluse lentamente dal potere prima il padre e in seguito i suoi cinque fratelli, in particolare il fratello maggiore Muḥammad, che aveva combattuto con lui durante le battaglie che avevano contribuito alla fondazione dello Stato.

La scoperta del petrolio Nel 1938 in Arabia Saudita fu scoperto il petrolio da alcuni geologi americani che lavoravano per la Standard Oil of New York (Socony), in collaborazione con funzionari sauditi. Su suggerimento dei suoi consiglieri St John Philby e Amin al-Rihani, nel 1944, egli concesse l'autorità sostanziale sui campi petroliferi sauditi alle compagnie americane, con grande costernazione dei britannici, che avevano investito molto denaro nell'ascesa al potere del monarca nella speranza di aver accesso alle riserve di petrolio che si credevano ingenti.

La ricchezza petrolifera ha portato con sé una grande quantità di potere e di influenza che, naturalmente, ʿAbd al-ʿAzīz ha usato a suo vantaggio nel Hijaz. Ha imposto alle molte tribù nomadi di interrompere faide, guerriglie e vendette. Cominciò anche a diffondersi l'applicazione dell'ideologia del nuovo regno, basato sugli insegnamenti di Muḥammad ibn ʿAbd al-Wahhāb. Ciò ha incluso la fine dei riti tradizionalmente sanzionati dei pellegrinaggi, riconosciuti dalle scuole ortodosse di giurisprudenza, ma in contrasto con gli insegnamenti di Muḥammad ibn ʿAbd al-Wahhāb. Nel 1926, dopo che i membri di una carovana di egiziani in viaggio verso La Mecca furono malmenati dalle sue milizie, il monarca si è visto costretto a rilasciare una dichiarazione conciliante al governo egiziano. In seguito, diverse dichiarazioni simili furono rilasciate ai governi musulmani di tutto il mondo a causa delle percosse subite dai pellegrini in visita alle città sante di La Mecca e Medina. La rivolta e la successiva decimazione degli Ikhwān nel 1929, grazie anche alla forza aerea britannica, ha segnato un punto di svolta. Con i suoi rivali eliminati, l'ideologia di ʿAbd al-ʿAzīz era in pieno vigore, ponendo fine a quasi 1400 anni di pratiche religiose che caratterizzavano il Hajj (il pellegrinaggio canonico islamico), la maggior parte delle quali erano biasimate dalle varie scuole islamiche.

Il re istituì il Consiglio della Shura del Hijaz già nel 1927. Questo Consiglio è stato successivamente ampliato a 20 membri, ed era stato presieduto dal figlio del re, Fayṣal.

Guerre all'estero ʿAbd al-ʿAzīz è stato in grado di ottenere la fedeltà sia delle tribù dell'Arabia Saudita che di alcune in Giordania. Ad esempio, ha costruito forti legami con il principe sceicco Rashid al-Khuzāʿī della tribù degli al-Frayhat, una delle più influenti durante il dominio dell'Impero ottomano. Il principe e la sua tribù avevano dominato la Giordania orientale prima dell'arrivo dello Sceriffo Hussein. ʿAbd al-ʿAzīz sostenne Rashīd e i suoi seguaci nella lotta contro Hussein.

Il principe Rashid ha partecipato alla rivolta di Izz al-Din al-Qassam del 1935 che lui e i suoi seguaci condussero contro re ʿAbd Allāh I di Giordania. Più tardi, nel 1937, quando sono stati costretti a lasciare la Giordania, il principe Rashid al-Khuzāʿī, la sua famiglia e un gruppo di suoi seguaci hanno scelto di trasferirsi in Arabia Saudita, dove il principe Rashed viveva da diversi anni, ospite di ʿAbd al-ʿAzīz.

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