Kabul (AFI: pronuncia italiana: ; )Vedi , è una città dell'Afghanistan orientale, capitale dello Stato nonché capoluogo dell'omonima provincia e dell'omonimo distretto. Si tratta della città più popolosa dell'Afghanistan, con una stima di circa 4,6 milioni di abitanti. Situata sulle rive dell'omonimo fiume in un fertile altopiano circondato dalle montagne dell'Hindu Kush, Kabul è tra le capitali del mondo più alte, con un'altitudine di La rapida urbanizzazione l'ha altresì resa la 75ª città più popolosa al mondo nel 2017.
Di origine antichissima, seppur incerta, la città è menzionata nelle cronache almeno a partire dai tempi dell'Impero achemenide ed è posta in una posizione di primaria importanza sulle vie del commercio dell'Asia centrale e meridionale. Dopo il dominio achemenide la città passò sotto il dominio di diversi regni indo-greci, dell'Impero Kusana, dei Sasanidi e degli Eftaliti per poi esser conquistata dal califfato di Baghdad e in seguito dai Ghaznavidi. Occupata più volte dal Regno Unito nel corso del XIX secolo, la città divenne capitale del Regno dell'Afghanistan nel 1926, rimanendo tale anche nelle successive forme di governo assunte dal paese nel corso del XX e XXI secolo e iniziando una fase di forte sviluppo culturale, industriale e sociale.
Nell'ambito dell'invasione sovietica del 1979 la città fu al centro del conflitto e dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica rimase divisa sotto il controllo delle fazioni rivali che si contendevano il potere nel paese. Conquistata dai Talebani nel 1996, fu bombardata dalla NATO nel 2001 nell'ambito dell'invasione dell'Afghanistan, in risposta agli attentati dell'11 settembre negli Stati Uniti d'America e, posta sotto la custodia delle forze di pace, fu proclamata capitale della Repubblica Islamica dell'Afghanistan. Dopo la ritirata delle forze NATO portata avanti nel 2021, la città è stata riconquistata dai Talebani.
Geografia fisica Territorio
Kabul è situata nella parte orientale dell'Afghanistan, in un fertile altipiano a 1791 metri sul livello del mare ed è circondata a sua volta da montagne (Khair Khana-e Shamali, Khwaja Rawash, Shakhi Baran Tey, Chihil Sutun, Qurugh, Khwaja Razaq e Sher Darwaza)Peter Pigott, Canada in Afghanistan: The War So Far, tra l'Hindu Kush ed il fiume omonimo. Vi sono anche due montagne all'interno dell'area urbana ad ovest: il Koh-e Asamai (localmente nota come collina della televisione, perché vi si trovano i ripetitori della televisione nazionale) e l'Ali Abad. All'interno della città si trovano delle colline (chiamate tapa) come la Bibi Mahro e la Maranjan. Il fiume Logar si trova a sud di Kabul, unendosi al fiume Kabul non lontano dal centro cittadino.
Sulla riva destra del fiume Kabul che l'attraversa, si estende la città antica, sulla sinistra si sono sviluppati i quartieri moderni. L'area della città è di 1023 chilometri quadrati, il che la rende la più grande dell'intero stato. Kabul è posta grossomodo alla medesima distanza sia da Istanbul che da Hanoi.
Clima Secondo la classificazione climatica di Köppen, il clima di Kabul è di tipo continentale, semiarido con precipitazioni concentrate in inverno (quasi sempre nevicate) e in primavera. Le temperature sono più fredde se comparate a gran parte dei paesi dell'Asia sudoccidentale, fatto in gran parte dovuto all'elevazione geografica della città.
Le estati hanno un tasso minimo di umidità, e sono poco calde per via dei rilievi circostanti. L'autunno presenta pomeriggi caldi e serate più fredde. Gli inverni sono freddi, con gennaio che si qualifica il mese più rigido con temperature che giungono a -2 °C.
Etimologia iKabul è indicata anche localmente e storicamente nelle varie lingue anche come Cabool, Cabol, Kabol o Cabul.
Kabul nella storia è divenuta nota con diversi nomi. Il significato del nome della città è sconosciuto, ma "certamente è pre-databile all'avvento dell'Islam quando era già un centro importante del potere nella rotta tra l'India ed il mondo ellenico". In sanscrito, era nota come Kubha, mentre gli autori greci antichi si riferiscono ad essa col nome di Kophen, Kophes o Koa. Il viaggiatore cinese Xuanzang (fl. VII secolo) chiamava la città Kaofu. Il nome "Kabul" venne dapprima destinato al fiume omonimo che scorge tra l'Hindu Kush ed il Sindh (attuale Pakistan). L'area è nota come Kabulistan. Alexander Cunningham (m. 1893) notò nel XIX secolo che Kaofu era il nome di cinque tribù Yuchi o Tukhari. Cunningam aggiunse che queste tribù diedero il nome alla città quando venne da loro occupata nel II secolo a.C. Questa supposizione sembra essere stata condivisa dallo storico afghano Mir Ghulam Mohammad Ghobar (1898–1978) il quale scrisse che nell'Avestā (il libro sacro dello zoroastrismo), Kabul è nota come Vaekereta, mentre alcuni greci in antichità si riferivano ad essa col nome di Ortospana ("Luogo alto"), che corrisponde alla parola sanscrita Urddhastana, pure utilizzata per definire la città di Kabul. Il geografo greco Tolomeo (morto nel 170 circa) indicò Kabul col nome di Καβουρα (Kabura).
Secondo una leggenda, un tempo Kabul sorgeva lungo le rive di un lago, al centro del quale si trovava l'"Isola della Felicità", dove viveva una gioiosa famiglia di musici. Sempre secondo il racconto, l'isola venne resa accessibile tramite la terraferma per ordine di un re che vi fece costruire un ponte ("pul" in persiano) realizzato con canne ("kah" in persiano). Pertanto secondo questa leggenda il nome di Kabul nacque dalla combinazione di queste due parole persiane, kah + pul. Il Concise Oxford Dictionary of World Place Names non sembra indicare come possibile l'idea che possa derivare dalla parola araba qbl che significa "incontro" o "ricevimento".
Ad ogni modo non si sa quando il nome "Kabul" venne dato alla città anche se esso divenne preminente dopo la distruzione di Kapisa e di altre città dell'attuale Afghanistan ad opera di Genghis Khan (c. 1162–1227) nel XIII secolo. Per la centralità della città nella regione, nonché per la sua importanza culturale come nesso tra gruppi etnici della regione, Kabul è divenuta nota col soprannome di "Parigi dell'Asia Centrale" sul finire del XX secolo.
Storia
La parola "Kubhā" è menzionata nella Ṛgveda Saṃhitā (circa 1500-1200 a.C.), riferita al fiume Kabul. La Ṛgveda descrive Kabul come una città ideale, un paradiso immerso nelle montagne. La valle di Kabul fu amministrata dai Medi prima di cadere sotto il controllo degli Achemenidi; è infatti presente un riferimento di amministratori dell'Impero achemenide a un insediamento chiamato Kabura. Divenne allora un centro zoroastriano, buddista e infine induista. Dopo la battaglia di Gaugamela che portò alla fine dell'Impero achemenide, Alessandro Magno esplorò la valle del Kabul; sull'insediamento, considerato forse di dimensioni troppo ridotte, non vennero pubblicati scritti e/o annotazioni.
Alcuni storici attribuiscono l'origine di Kabul alla tribù Kamboja (Kamboj). Xuánzàng nominò la zona "Kaofu". Essa fu conquistata nel 45 d.C. dall'imperatore kusana Kujula Kadphises, che mantenne il controllo almeno fino al III secolo d.C.Hill (2004), pp. 29; 352–352. I componenti dell'impero erano di origine Tocari, parlavano lingue indoeuropee e provenivano dal bacino del Tarim. Intorno al 230 d.C. i Kushans furono sconfitti dai Sasanidi.
Durante il controllo sasanide la scrittura Pahlavi modificò il nome della città in "Kapul". La conquista islamica raggiunse l'attuale Afghanistan nel 642 d.C., quando Kabul era indipendente. Nel XIII secolo venne attraversata dalle orde mongole. Nel secolo successivo, Kabul sorse nuovamente come centro di commerci sotto il regno di Timur, che sposò la sorella del governatore di Kabul. Quando il potere dei Timuridi svanì, la città venne conquistata nel 1504, e fatta sua capitale da Babur e successivamente dai sovrani Mughal. Haidar, un poeta indiano che la visitò in quel periodo scrisse: «Cenare e bere a Kabul: è montagna, deserto, città, fiume e tutto il resto».
Nadir Shah della Persia la catturò nel 1738. Durante la metà del XVIII secolo Amid Shah Durrani assurse al potere in Afghanistan, riaffermando il dominio afgano. Nel 1772 suo figlio Timur Shah ne ereditò il potere e rese Kabul la sua capitale, anche se il suo impero iniziò a sgretolarsi.
Nel 1826 il trono fu reclamato da Dost Mohammed, ma venne preso dall'esercito britannico nel 1839, che insediò l'impopolare Shah Shuja. Il 1841 vide una sollevazione locale che massacrò sia la missione britannica sia l'esercito in ritirata a Jalalabad. L'anno seguente i britannici tornarono, saccheggiando Bala Hissar per vendetta, prima di ritirarsi in India. Dost Mohammed si riprese il trono.
I britannici tornarono nuovamente nel 1878 quando la città era sotto il governo di Shėr ʿAlī Khān, ma i suoi residenti vennero massacrati di nuovo. L'esercito britannico si presentò ancora nel 1879, guidato dal gen. Roberts, distruggendo parzialmente Bala Hissar, prima di ritirarsi in India. Ad Amir Abdur Rahman fu affidato il controllo della nazione.
All'inizio del XX secolo il trono era retto da re Amanullah. Le sue riforme portarono all'elettrificazione del Paese e all'istruzione per le ragazze. Guidava una Rolls-Royce e viveva in un palazzo a Darulaman, nella parte sud-ovest di Kabul. Nel 1919 Amanullah annunciò l'indipendenza dell'Afghanistan, dopo la terza guerra anglo-afgana. Nel 1928, Habibullāh Kalakāni, conosciuto con il soprannome di Bacha-i-Saqao, un ribelle tagiko, depose Amanullah e terrorizzò Kabul per nove mesi, autoproclamandosi Emiro dell'Afghanistan, fin quando Mohammed Nadir Shah, fratellastro di Amanullah, ne riprese il controllo. Nel 1932 venne aperta l'Università di Kabul. Dopo il 1940, la città iniziò a crescere come centro industriale, e negli anni cinquanta le strade della città vennero asfaltate con l'aiuto dell'Unione Sovietica.
Negli anni sessanta, Kabul sviluppò un ambiente cosmopolita. Nel 1967 venne inaugurato lo Zoo di Kabul, gestito con l'aiuto di zoologi tedeschi; si concentrava sulla fauna afgana. Nel 1973 mentre il re Muḥammad Ẓāhir Shāh si trovava in Italia per un controllo medico, suo cugino Mohammed Daoud Khan mise in atto un colpo di Stato e stabilì un governo repubblicano, di cui divenne Primo Ministro. Ẓāhir Shāh fu costretto ad abdicare, sancendo così la fine definitiva della monarchia in Afghanistan. Nel 1975 un sistema di filobus costruito con l'aiuto dei cecoslovacchi forniva trasporto pubblico attraversando la città da est a ovest.
Dopo l'invasione sovietica dell'Afghanistan, l'URSS occupò la città, il 23 dicembre 1979, trasformandola nel suo centro di comando per i dieci anni del conflitto tra il governo filo-sovietico e i ribelli mujaheddin. L'ambasciata statunitense di Kabul venne chiusa il 30 gennaio 1989. Kabul cadde nelle mani della guerriglia dopo il crollo del governo di Mohammad Najibullah (1992). Mentre queste forze si dividevano in fazioni rivali, la città soffriva sempre più.
A quell'epoca la Jāmiʿat-e Islāmī (Concilio Islamico Afgano) di Burhanuddin Rabbani deteneva il potere ma l'Hezb-e Islami (Partito Islamico) del Primo Ministro titolare, Gulbuddin Hekmatyar, avviò quattro anni di bombardamenti dal sud della città, che durarono fino al 1996. Kabul era ormai divisa in fazioni, e i combattimenti tra la Jāmiʿat-e Islāmī, l'uzbeko Dostum e l'Ḥezb-e Waḥdat (Partito dell'Unità) Hazara continuarono. Decine di migliaia di civili persero la vita e altrettanti fuggirono come rifugiati.