Il massacro al Virginia Polytechnic Institute fu un fatto di cronaca nera accaduto lunedì 16 aprile 2007 nell'università Virginia Polytechnic Institute and State University, un importante complesso scolastico costituito da diversi edifici situato a Blacksburg nello stato della Virginia. Il massacro, il secondo più grave massacro scolastico nella storia degli Stati Uniti dopo il massacro della Bath School, ha privato della vita 33 persone (incluso l'omicida), mentre altre 23 hanno riportato ferite di diversa entità.
Autore del pluriomicidio è stato uno studente sudcoreano, Cho Seung-hui (in Hangŭl: 조승희), morto poi suicida. Le generalità sono state rese note dalla polizia soltanto il giorno dopo l'evento a causa delle difficoltà nell'identificazione per le condizioni del volto. Si è saputo così che si trattava di un giovane di 23 anni cresciuto a Centreville, sobborgo di Washington nel quale si era trasferito assieme alla sua famiglia nel 1992, all'età di otto anni. In possesso della carta verde (il permesso permanente di soggiorno negli Stati Uniti), viveva all'interno del campus - nel dormitorio della Harper Hall - e frequentava il quarto e ultimo anno, in procinto di laurearsi in inglese.
Si studiò moltissimo per comprendere il vero movente della strage, concludendo che fosse riconducibile alle ripetute azioni di bullismo contro Seung-Hui-Cho.
Cronologia dell'evento
La prima sparatoria è avvenuta intorno alle 7:15 al West Ambler Johnston Hall, nella camera 4040 di un dormitorio che ospitava 895 studenti (due le persone uccise e diverse quelle ferite). Le vittime sono state Emily J. Hilscher, studentessa residente a Woodville, in Virginia, e un assistente interno, Ryan Clark of Martinez, originario della Georgia, accorso per aiutare Emily Hilscher. Non è chiaro come Cho abbia avuto accesso al dormitorio visto che generalmente la struttura rimaneva chiusa fino alle 10 del mattino.
A circa due ore dalla prima sparatoria, dopo aver spedito alle 9:01Gunman sent package to NBC News 19 aprile 2007 un pacco contenente immagini e video alla NBC dall'ufficio postale del campus, numerosi altri spari si sono uditi al secondo piano del Norris Hall, un complesso dell'istituto che ospita le facoltà di ingegneria e meccanica, le cui tre uscite principali furono bloccate dall'assassino con una catena. La seconda sparatoria, durata circa 9 minuti, ha permesso a Cho di uccidere 25 studenti e 5 professori suddivisi in quattro classi, esplodendo in totale circa 170 colpi. Quando la polizia, dopo essere riuscita a fare irruzione nell'edificio, raggiunse il secondo piano riuscì soltanto ad udire l'ultimo colpo, quello che Cho utilizzò contro di sé per togliersi la vita. Le classi protagoniste della seconda sparatoria furono la 204 (Solid Mechanics), la 206 (Advanced Hydrology), la 207 (Elementary German) e la 211 (Intermediate French).
Un testimone oculare ha riferito dopo la strage di aver visto un ragazzo sparare a circa 19 persone, incluso il professore, Christopher James Bishop, figlio dello scrittore Michael Bishop, che partecipavano ad una lezione di tedesco nell'area Norris Hall. Solo 4 persone sono rimaste illese, mentre le altre sono rimaste uccise o ferite.
Erik Sheehan, uno dei quattro illesi, ha raccontato che il ragazzo, prima di aprire il fuoco sulla classe, sbirciò due volte all'interno dell'aula, come se stesse cercando qualcuno o qualcosa.
Lo studente Nikolas Macko ha descritto alla BBC la sua esperienza nel mezzo della sparatoria. Si trovava a lezione di matematica (nell'aula accanto a quella di tedesco) quando sentì degli spari nel corridoio. Tre persone della classe cercarono di barricarsi nell'aula utilizzando un tavolo. Ad un certo punto, l'assassino, resosene conto, tentò di abbattere la porta e successivamente sparò due colpi, entrambi andati a vuoto. Ricaricata l'arma, l'assassino esplose un terzo colpo all'interno della porta, ma il proiettile non riuscì a penetrare all'interno della stanza.
Uno studente, Jamal Albarghouti, riuscì, come molti altri, ad utilizzare il suo telefono cellulare per registrare dei brevi filmati durante la sparatoria che sono stati poi mandati in onda su diversi portali d'informazione.
A differenza della prima, durante la seconda sparatoria ci sono stati diversi tentativi di resistenza nei confronti dell'assassino: Liviu Librescu, 76 anni, professore di origini romene, cercò di tenere chiusa la porta della sua classe mentre Cho tentava di accedervi, per permettere ai suoi studenti di fuggire attraverso la finestra. L'assassino sparò attraverso la porta uccidendolo sul colpo.Israeli lecturer died shielding Virginia Tech students from gunman , Haaretz, 17 aprile 2007
Joe, il figlio del professore, ha riferito di aver ricevuto molte e-mail in cui il padre veniva definito un eroe dai suoi studenti, i quali grazie al suo sacrificio poterono salvarsi. A seguito del gesto, il presidente della Romania, Traian Băsescu, ha conferito al professore la Stella di Romania, un alto riconoscimento nazionale. Kevin Granata, 45 anni, lasciò il suo ufficio al terzo piano del Norris Hall e scese al secondo, luogo dove avvenne la seconda sparatoria. Alcuni testimoni hanno riferito di aver notato che Kevin, dall'interno di un ufficio, fu attratto dalla confusione presente nel corridoio, quindi uscì per verificare di persona cosa stesse accadendo. Divenne anche lui una delle vittime dell'assassino. Jocelyne Couture-Nowak, professoressa canadese di lingua francese, tentò a sua volta di salvare i suoi studenti, dopo aver guardato Cho negli occhi. Uno dei suoi tre studenti sopravvissuti riferì alla sua famiglia che la professoressa fece spostare gli studenti sul fondo della classe per garantire loro maggior sicurezza, prima di fare il tentativo, rivelatosi poi inutile, di barricare la porta d'entrata. Fu poi uccisa da Cho. Anche Partahi Lumbantoruan, uno studente indonesiano di 34 anni, tentò invano di bloccare la porta per proteggere gli studenti e fu ucciso. Brother Mora, an Indonesian Hero. Detiknews 19 aprile 2007. Zach Petkewicz e altri due suoi compagni di classe spinsero un tavolo contro la porta d'entrata nel tentativo di bloccarne l'accesso, riuscendo così a salvare dal massacro 11 studenti.Gunman greeted victims before shooting them . Straits Times, 19 aprile 2007.
La seconda e ultima sparatoria si concluse con il suicidio dell'assassino, compiuto sparandosi un colpo in pieno volto. Il suo corpo fu ritrovato senza vita nella classe della professoressa Jocelyne Couture-Nowak.
Intervento della polizia
Fra la prima e la seconda sparatoria, la polizia dell'istituto (Virginia Tech Police), affiancata dal dipartimento di polizia di Blacksburg della contea di Montgomery e dalla polizia di stato della Virginia, rispose immediatamente attivando il protocollo d'emergenza e richiamando una squadra locale di SWAT. Poco dopo l'arrivo delle squadre di polizia sul posto, anche l'FBI prese parte all'emergenza inviando sulla scena alcuni agenti per le investigazioni.
A poca distanza di tempo, un portavoce dell'FBI dichiarò alla stampa che non vi erano particolari che potessero suggerire di trovarsi in presenza di un attentato terroristico, ma che comunque fino ad allora non era possibile escludere alcun tipo di ipotesi. Un membro dell'unità operativa antiterrorismo dell'FBI, Mike Brooks, intervistato dalla CNN ha affermato che forse il sistema di sicurezza della scuola non avrebbe dovuto fare affidamento sulle e-mail e sugli SMS per informare un campus comprendente centinaia di edifici e 26.000 studenti escluso lo staff.
Il Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives (ATF) rispose immediatamente inviando sulla scena 10 agenti per identificare le armi e per svolgere esami di medicina forense.
Al momento della strage era inoltre in corso una nevicata aggravata da forti venti che impedirono l'uso degli elicotteri per il trasporto dei feriti negli ospedali della zona. Le vittime ferite nelle sparatorie sono state curate al Montgomery Regional Hospital di Blacksburg, al Carilion New River Valley Medical Center di Radford, al Carilion Roanoke Memorial Hospital di Roanoke e al Lewis-Gale Medical Center di Salem (Virginia).
Secondo gli inquirenti l'omicida avrebbe utilizzato due armi, una Walther calibro 22 e una Glock 19 calibro 9mm, acquistate entrambe in Virginia ed utilizzate in ognuna delle due sparatorie.
Cho comprò la prima il 9 febbraio 2007, e la seconda il 13 marzo. Per la legge della Virginia infatti, le persone legalmente residenti negli Stati Uniti compiuti i 21 anni di età, possono legalmente acquistare armi se non hanno precedenti per crimini o altre interdizioni o incapacità.
Il proprietario del Roanoke Firearms, nel quale fu acquistata una delle due armi, si è definito "devastato" al sapere che una delle sue armi fu utilizzata per compiere il massacro.
Possibili moventi
I veri motivi alla base della strage sono ancora allo studio degli investigatori e presentano, per molti aspetti, dei lati oscuri. Tra le più probabili cause della sua violenza omicida, ci sono i gravi atti di bullismo di cui è stato vittima durante la scuola media e la scuola superiore per via dei suoi disturbi psichici.
In terza media, a Seung-Hui Cho è stato diagnosticato un disturbo depressivo maggiore e mutismo selettivo, associato ad una grave forma di fobia sociale che lo ha inibito a parlare. La famiglia di Cho ha cercato la terapia per lui, e ha ricevuto l'aiuto periodicamente durante la scuola media e scuola superiore.
Le prime notizie riportarono invece che il gesto fosse il risultato di una disputa avvenuta internamente al campus fra Cho e Emily Hilscher (l'ipotesi che fosse stata sua fidanzata è stata successivamente smentita).
Durante le ricerche della polizia nel dormitorio di Cho, fu trovata dagli inquirenti una lettera che descriveva come la sua vita fosse un inferno.
L'università aveva anche ottenuto da un magistrato locale, a causa delle lamentele di due sue compagne di classe che indicavano di aver ricevuto messaggi minacciosi, un ordine di detenzione temporanea che gli permetteva di ricoverare Cho in una struttura medica. Il ragazzo fu inserito nel dicembre 2005 nell'ospedale psichiatrico Carilion St. Albans. Per le leggi della Virginia, un magistrato ha l'autorità di emettere un ordine di detenzione quando una persona viene giudicata mentalmente malata o in bisogno di cura. Il magistrato deve inoltre constatare che la persona rappresenta un imminente pericolo per se stesso o per gli altri.Killer spent time in mental health unit - The Times Un professore anonimo definì il lavoro scolastico di Cho come molto adolescenziale e malato, con tentativi di violenza.Pat Wingert, Lynn Waddell and Arian Campo-Flores. "He Was Just Off", Newsweek, 17 aprile 2007. Last accessed 17 aprile 2007.
Poco dopo l'identificazione di Cho come sospetto, una copia di un suo testo teatrale, Richard McBeef, iniziò a circolare online. La breve creazione trattava argomenti di molestie e violenza, terminando con il protagonista che infligge un colpo mortale al suo figliastro tredicenne. Cho scrisse anche una seconda opera teatrale intitolata Mr. Brownstone.Cho Seung-Hui's Plays , AOL News, accessed 17 aprile 2007.
A seguito delle testimonianze raccolte all'interno dell'università che lo ritraevano come una persona inquietante e solitaria, emersero i racconti di ex compagni di scuola delle superiori, secondo i quali era la vittima prediletta di abusi e bullismo. Veniva costantemente preso in giro per la sua timidezza e il modo strano in cui parlava e una volta, mentre leggeva in inglese in classe, alcuni compagni si misero a ridere ed alcuni gli gridarono: "Tornatene in Cina!". Il giovane assassino era inoltre stato segnalato in precedenza alle autorità del posto per comportamenti violenti ed erratici. Non raramente, infatti, Cho seguiva donne all'interno del campus e sarebbe stato anche il responsabile di un incendio appiccato in uno dei dormitori dell'ateneo.