Biografia Aderì al fascismo in gioventù. Fu fra i vincitori dei littoriali fascisti del 1935, organizzati da Giuseppe Bottai ed Alessandro Pavolini. Insieme a Francesco Pasinetti e Vasco Pratolini fondò la rivista Il ventuno domani, che prese parte al dibattito sulla razza e l'impero. In quelle pagine, Chilanti arrivò ad individuare nel popolo lavoratore il supremo difensore e custode della purezza razziale."I lavoratori seguiranno il Regime nella politica razziale (...). E della razza saranno i più intransigenti e accaniti difensori. Nei figli vorranno che la razza sia sempre più pura". F. Chilanti, La missione della razza italiana, 1938, in Mirella Serri, I redenti. Gli intellettuali che vissero due volte 1938-1948, Milano, Corbaccio, 2005.

All'inizio del secondo conflitto il Chilanti, allora fascista di sinistra"Chilanti sosteneva un "superfascismo" che poi in realtà era una forma di comunismo nazionale del genere di quello di Ugo Spirito. Queste idee di Chilanti giravano molto negli ambienti del GUF": Il prof. Vittorio Frosini in una lucida testimonianza su Università, Normale e Collegio Mussolini , a cura di Raimondo Cubeddu e Giuseppe Cavera., è coinvolto in un tentativo di complotto con Vittorio Ambrosini, contro alcuni fascisti (tra cui Galeazzo Ciano): il complotto non ha esito, in quanto vengono traditi da un appartenente al gruppo dei cospiratori stessi. Felice Chilanti è in compagnia di un nutrito gruppo di fascisti che passarono all'antifascismo militante, combattente e comunista nelle diverse frange dell'ideologia: Davide Lajolo, Fidia Gambetti, Ruggero Zangrandi, Elio Vittorini, Vasco Pratolini che rappresentarono la frangia intransigente del fascismo di sinistra e formarono i nuclei fascisti passati nel dopoguerra all'antifascismo.

Come molti altri vincitori dei littoriali, divenne poi parte attiva dell'antifascismo e della Resistenza. Chilanti passò all'antifascismo militante diventando redattore di Bandiera Rossa, giornale dell'omonima formazione partigiana, nella quale militavano anche altri antifascisti come Filiberto Sbardella, Vincenzo Guarniera e Giuseppe Albano (detto "il gobbo del Quarticciolo").

Nel dopoguerra Chilanti collaborò con L'Ora di Palermo e con Paese Sera di Roma; divenne poi vicedirettore de l'Unità, e in seguito aderì ad Avanguardia Operaia. Prese infatti parte, insieme ai colleghi de L'Ora Nino Sorgi (avvocato del giornale che si firmava con lo pseudonimo di Castrense Dadò), Michele Pantaleone, Mario Farinella, Enzo Lucchi, Mino Bonsangue ed Enzo Perrone, alla prima inchiesta giornalistica sulla mafia mai pubblicata da un giornale italiano, che venne portata a termine nonostante l'attentato dinamitardo del 19 ottobre del 1958 che distrusse parte della redazione e della tipografia del quotidiano, e che fu all'origine della istituzione della Commissione Parlamentare Antimafia da parte del governo. Gli articoli, pubblicati su "L'Ora e su "Paese Sera", vennero in seguito raccolti in un volume dal titolo Rapporto sulla Mafia, pubblicato nel 1964. Nello stesso periodo, raccolse anche le memorie del mafioso italo-americano Nick Gentile, che furono pubblicate nel libro Vita di capomafia (1963).

Opere Italiani eroi e bugiardi, Edizioni della Bussola, 1946 Non piove a Roma, Milano Sera, 1948 La vita di Giuseppe Di Vittorio, Lavoro ed., 1952 La tragedia del Polesine, Croce, 1952 Da Montelepre a Viterbo, Croce, 1952 La Cina fa parte del mondo, Edizioni di cultura sociale, 1954 Gastone Sozzi, Edizioni di Cultura Sociale, 1955 Chi è Milazzo: mezzo barone e mezzo villano, Parenti, 1959 San Lorenzo, uomini e case (documentario, 1963, colore, 11'), regia di Lino Del Fra, testo di Felice Chilanti, fotografia di Giuseppe Pinori, montaggio di Renato May, musica di Egisto Macchi (con lo pseudonimo di Werter Pîerazzuoli), lettera visiva indirizzata al Ministro dei Lavori Pubblici dove si denuncia l'abbandono del quartiere di San Lorenzo da parte dell'istituzione dopo i bombardamenti americani del '43 di 20 anni prima Vita di capomafia / Nick Gentile; memorie raccolte da Felice Chilanti, Editori Riuniti, 1963; prefazione di Letizia Paoli, Crescenzi Allendorf, 1993 Rapporto sulla mafia, con Mario Farinella, Palermo, Flaccovio, 1964. Ponte Zarathustra, prefazione di Alfonso Gatto, Stamperia Valdonega, 1965 Il colpevole, All'insegna del pesce d'oro, 1967 Tre bandiere per Salvatore Giuliano: libera narrazione di fatti realmente accaduti, Il Saggiatore, 1968 Perché Siena Viva! (documentario, 35', bianco e nero, 1968), regia di Sergio Micheli, testo di Felice Chilanti Ex con uno scritto di Antonio Pizzuto, All'insegna del pesce d'oro, 1969 La paura entusiasmante , con note di Alfonso Gatto, Antonio Pizzuto e Vanni Scheiwiller, Mondadori Ed., 1971 La mafia su Roma, Palazzi, 1971 Longo, Milano, Longanesi, 1972 Ezra Pound fra i sediziosi degli Anni Quaranta, Scheiwiller, 1972 Si può anche vivere, Rusconi, 1972 Trotzkij vivo: l'assassinio di un intellettuale contemporaneo con un'intervista e il racconto del film di Joseph Losey, Cappelli, 1972 Dolci amici addio, Rusconi, 1974 Gli ultimi giorni dell'età del pane, Mondadori, 1974 La giostra di Rampino, illustrazioni di Maria Poma Indemini, Einaudi, 1975 Le avventure di bambino: romanzo e favola, Mondadori, 1976 Lettera a Pechino. Ricordi? In piazza a dare armi al popolo c'era soltanto Leo Longanesi, con una nota di Vittorio Sereni, All'insegna del Pesce d'Oro, 1982 Italiani eroi e bugiardi con l'aggiunta di tre scritti inediti, Scheiwiller, 1992

Riconoscimenti Nel 1960 ha vinto il Premiolino per l'articolo Brasilia de noantri

Note

Voci correlate Gruppo Universitario Fascista (GUF)

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Chilanti e Bandiera Rossa

Categoria:Militanti di Bandiera Rossa Categoria:Vincitori del Premio Saint-Vincent