Biografia Clistene nacque intorno al 622 a.C.. Erodoto e Pausania concordano nell'affermare che era figlio di Aristonimo, figlio di Mirone;; . questi era figlio di Andrea e fratello di Ortagora, il primo tiranno di Sicione tra il 655 ed il 640 a.C. circaSi veda in particolare lo stemma in . o tra il 615 ed il 608 a.C. circa.. Per altre possibili ricostruzioni della famiglia degli Ortagoridi, per le quali Ortagora sarebbe stato figlio di Mirone e fratello di Aristonimo, oppure figlio di Andrea e padre di Mirone, si veda . Diventò tiranno di Sicione intorno al 600 a.C., succedendo a Mirone (che fu tiranno dal 608 al 601 a.C.) e a Isodamo (tiranno tra 601 e 600 a.C.), entrambi figli di Ortagora. o di Aristonimo;Denicolai, La genealogia dei tiranni di Sicione, citato in . Nicola Damasceno, FGrHist 90 F 61 scrive che Clistene avrebbe incitato il fratello Isodamo ad uccidere il fratello Mirone e che poi lo avrebbe fatto allontanare dalla città sostenendo che non sarebbe stato in grado di regnare a causa dell'impurità provocata dal fratricidio. Si veda anche . mantenne questa carica per 31 anni fino al 570 a.C. circa.Nicola Damasceno, FGrHist 90 F 61, citato in .
La partecipazione alla Prima guerra sacra Clistene ebbe un ruolo di primo piano nella Prima guerra sacra.. La città di Delfi, volendosi liberare dal controllo di Cirra (o Crisa) che imponeva dazi sulle merci e imposte sui pellegrini diretti a Delfi, chiese aiuto all'Anfizionia (Atene, Sicione e la Tessaglia), che intervenne a sostegno di Delfi. Clistene fu nominato comandante e abbatté il controllo del mare di Cirra intorno al 590 a.C.Scholia a Pindaro, Nemee, IX, 2; . Cirra fu assediata, ma un oracolo aveva annunciato che non sarebbe stata presa finché il mare non avesse toccato il territorio sacro, che era lontano dal mare; Clistene (o Solone secondo altre fonti). fece allora consacrare il terreno della città, in modo che il mare bagnasse il territorio sacro, quindi riuscì a conquistarla. con un altro stratagemma: interruppe l'acquedotto che riforniva la città e lo riattivò solo quando gli assediati furono stremati per la sete e dopo aver contaminando l'acqua con l'elleboro, che indebolì gli abitanti e gli permise di impadronirsi della città.. attribuisce l'inganno a Solone, mentre a Euriloco. Cirra fu rasa al suolo e per celebrare la vittoria furono riorganizzati i Giochi pitici. Clistene, che vinse la gara dei carri durante la prima edizione dei Giochi riformati, organizzò anche a Sicione dei Giochi pitici dedicati ad Apollo, sebbene Pindaro ne attribuisca il merito ad Adrasto;Pindaro, Nemee, IX, 9; lo scoliasta sostiene che Pindaro li attribuì ad Adrasto per licenza poetica, ma furono organizzati da Clistene. Secondo questi giochi furono organizzati da Clistene in opposizione a quelli di Delfi, nell'ambito della politica anti-argiva, tra il 575 ed il 573 a.C. Si veda anche fece costruire a Delfi due templi, un monoptero e un tholos,. mentre a Sicione, con il bottino di Cirra, costruì un porticato.; .
La tirannide a Sicione La sua politica fu anti-argiva o, secondo altre interpretazioni, anti-dorica. Erodoto riferisce che vietò lo svolgimento delle gare rapsodiche a causa delle "opere di Omero", in cui Argo e gli Argivi erano ovunque celebrati.. Questa politica fu attuata probabilmente nei primi anni di potere di Clistene (). Tale notizia è stata variamente interpretata dagli studiosi moderni per via dell'espressione "opere di Omero": alcuni hanno infatti ipotizzato che Erodoto facesse riferimento allIliade e allOdissea, dove però i termini "Argivi" e "Argo" sono usati in maniera generica per indicare tutti i Greci, mentre secondo altri Erodoto si riferiva ai poemi del Ciclo Tebano, come la Tebaide o gli Epigoni, che ancora nel V secolo a.C. si riteneva fossero opera di Omero.. Sempre nell'ambito della politica anti-dorica, o più precisamente anti-argiva,. Clistene abolì il culto dell'eroe argivo Adrasto:L'episodio è da collocare tra il 575 ed il 573 a.C. (). questi, re di Argo,. era diventato sovrano di Sicione dopo la morte del nonno Polibo. e da allora fu celebrato nelle feste di Sicione fino al VI secolo a.C.;. rimuovere Adrasto da Sicione significava per Clistene continuare la politica anti-argiva finalizzata ad ottenere l'indipendenza da Argo, nella cui area di potere ricadeva da molto tempo.. Dopo Adrasto, Sicione fu sotto il dominio di Agamennone (di cui fu re secondo ; cfr. ) e fu poi conquistata dall'Eraclide Falce, figlio di Temeno, che guidava un esercito di Dori (). La Pizia, interrogata sulla legittimità della rimozione di Adrasto, si pronunciò contro,. ma Clistene riuscì comunque a rimuoverlo con uno stratagemma: fece giungere in città da Tebe i resti di Melanippo, antagonista di Adrasto poiché ne aveva ucciso il genero Tideo ed il fratello Mechisteo e gli consacrò un'area del pritaneo; quindi ordinò che le feste in onore di Adrasto fossero celebrate in onore di Melanippo, ad eccezione dei cori tragici che furono dedicati a Dioniso;. proprio questi cori tragici furono probabilmente una versione primitiva della tragedia.Altre fonti indicano diverse origini della tragedia, ad opera di un altro sicioniano, Epigene, o di Tespi; si veda
L'oracolo della Pizia L'episodio della Pizia riferito da Erodoto ha sollevato vari dubbi tra gli studiosi moderni. Secondo Erodoto, la risposta che Clistene ricevette dall'oracolo fu: "Adrasto è re dei Sicioni, ma tu sei un lanciatore di pietre". Il termine usato per designare Clistene, "λευστήρ" (leustér), è piuttosto raro e può essere interpretato sia con il significato attivo di "lanciatore di pietre" o "lapidatore",Ad esempio in Euripide, Troadi, 1039-1041 (citato da ). sia con il significato passivo di "colui che merita di essere lapidato".Così . Sugli esempi dei due usi del termine λευστήρ, si veda e . Interpretando il termine con senso attivo, è stato proposto di vedere in "lanciatore di pietre" un sinonimo per "soldato di basso rango", supponendo che questi soldati non potessero permettersi altro tipo di armi che le pietre;. ritiene che il paragone di Clistene con un soldato di basso rango sia un espediente per ridicolizzare il tiranno, secondo un sistema adottato anche da altri scrittori (pp. 96-97). tuttavia, questa interpretazione non permette di trovare un secondo significato opposto a quello più evidente, come di solito avviene per gli oracoli delfici.. È stato allora proposto di intendere il termine in senso passivo, ricordando che il lancio di pietre era tipico dei rituali di purificazione dal pharmakos:. in questo caso, il responso dell'oracolo si può intendere come "Adrasto è il re, ma tu sei il lapidatore che lo espelle come fosse un pharmakos", ma anche come "Adrasto è il re, ma tu sei un pharmakos che merita di essere lapidato".. Di diverso avviso , secondo cui non sono così evidenti le prove dell'impurità che renderebbe Clistene un pharmakos.
Le tribù di Sicione Erodoto attribuisce alla politica anti-argiva di Clistene un altro fatto, il cambiamento dei nomi delle tribù (φυλαί) in cui Sicione era divisa.. Le tre tribù doriche furono chiamate le tribù degli Iati, degli Oneati e dei Chereati, mentre una quarta tribù, di origine pre-dorica e alla quale apparteneva Clistene, fu chiamata degli Archelai. Erodoto aggiunge che sessant'anni dopo la morte del tiranno i nomi dorici originali delle tribù furono ripristinati (rispettivamente, Illei, Panfili e Dimanati), mentre una nuova quarta tribù prese il nome da Egialeo, figlio di Adrasto, e fu chiamata degli Egialei. L'episodio è interpretato negativamente poiché i nomi imposti dal tiranno alle tribù doriche deriverebbero da animali: dall'ὗς (porco) per gli Iati, dall'ὄνος (asino) per gli Oneati e dal χοῖρος (maiale) per i Chereati; il nome dato alla tribù del tiranno richiama invece il potere ("i governanti del popolo", dal verbo ἄρχω).. Dal racconto erodoteo, non è chiaro però se la tribù degli Archelai fu la stessa poi chiamata degli Egialei, che viene definita "nuova"; inoltre, non è facile capire come mai due tribù furono denominate con nomi dai significati molto simili (porco e maiale) né perché Clistene abbia scelto, e le tribù abbiano tollerato, i nuovi nomi, derivanti da parole dal significato osceno., che suggerisce la derivazione dei nomi dagli emblemi portati sugli scudi in battaglia, annullando quindi la connotazione oscena. La ricorda che a Corinto il termine χοῖρος era usato per indicare gli organi genitali femminili; ricorda che anche gli altri due termini avevano connotazioni volgari. Accanto all'ipotesi che Clistene intendesse effettivamente denigrare le tribù doriche o che volesse marcare le differenze sociali tra la popolazione, si è allora ipotizzato che inizialmente i nomi non avessero una connotazione offensiva perché derivati da nomi geografici e non di animali, ma che la assunsero successivamente attraverso tradizioni popolari anti-tiranniche;. in questo caso Clistene non avrebbe apportato modifiche ai nomi, come invece riferisce Erodoto, che invece sarebbero stati cambiati dopo la fine della tirannia con i nomi di origine dorica riferiti dallo storico, forse per ingraziarsi le simpatie degli Spartani che avevano abbattuto la tirannia., che ritiene che su queste tradizioni può aver influito la riforma delle tribù di Atene portata avanti da Clistene, il nipote del tiranno. Analogamente, il nome della tribù di Clistene sarebbe stato Egialei, modificato da una successiva tradizione anti-tirannica in Archeloi.. sostiene invece che la quarta tribù non esisteva al tempo di Clistene e fu aggiunta solo sessant'anni dopo.
Il matrimonio di Agariste