È stato uno dei registi più importanti dell'epoca d'oro di Hollywood, fra gli anni trenta e gli anni quaranta, autore di alcuni film memorabili, commedie e apologhi morali, caratterizzati da tanto ottimismo, capaci di divertire e insieme commuovere il pubblico.

Esempio perfetto del self made man, umile emigrante diventato celebrità internazionale, «un'ispirazione per chi crede nel sogno americano» (John Ford), è stato il massimo cantore dellamerican way of life, ma anche un mitografo, perché con il suo cinema non ha solo interpretato e rappresentato lo spirito dei tempi, ma ha anche contribuito in maniera determinante a produrre e plasmare una mitologia sociale, un immaginario collettivo popolare:. in questo senso, l'artista del Novecento a lui più vicino è Walt Disney..

Fra le sue inimitabili commedie, si ricordano in particolare l"on the road" Accadde una notte (1934), la "trilogia sociale" È arrivata la felicità (1936), Mr. Smith va a Washington (1939), Arriva John Doe (1941), oltre a L'eterna illusione (1938), la commedia nera Arsenico e vecchi merletti (1944) e La vita è meravigliosa (1946), «favola natalizia per eccellenza».Il Morandini - Dizionario dei film 2000, p. 1479

Biografia Gli inizi

Capra nacque a Bisacquino, in provincia di Palermo, il 18 maggio del 1897, ultimogenito dei sette figli di Salvatore Capra, un fruttivendolo, e di Rosaria "Serah" Nicolosi.. All'età di cinque anni emigrò con la famiglia negli Stati Uniti, dove si stabilì nella West Side della città di Los Angeles (in California), all'epoca una specie di ghetto italiano, a detta dello stesso Capra,. ed oggi facente parte della Chinatown cittadina.

A causa delle precarie condizioni economiche in cui versava la famiglia, il futuro regista fu costretto a lavorare come "strillone" (ragazzino che, appostato agli angoli delle strade, vendeva i giornali ai passanti) per le strade del proprio quartiere sin dall'età di dieci anni. Una volta diplomatosi però, anziché andare a lavorare come avrebbero voluto i genitori, scelse di continuare gli studi, riuscendo a entrare alla facoltà d'ingegneria chimica presso il Throop Institute (il futuro California Institute of Technology); si mantenne agli studi con numerosi lavoretti presso lo stesso istituto (come svolgere il servizio di lavanderia del campus, servire ai tavoli della mensa e pulire le attrezzature scientifiche), ed infine conseguì la laurea nella primavera del 1918.

Quasi subito dopo, venne coscritto nelle file dell'esercito statunitense, nel quale ricoprì il grado di secondo tenente dopo aver superato l'addestramento del Reserve Officers' Training Corps (ROTC), ma ne venne poi congedato per motivi di salute (aveva infatti contratto l'influenza spagnola) nel 1920; nel corso di quello stesso anno però ebbe modo di conseguire la cittadinanza statunitense, a seguito di cui assunse il nuovo nome legale di Frank Russell Capra.. Al suo rientro a casa, pur avendo un titolo di studio superiore, risultava l'unico della sua famiglia a non riuscire a trovarsi un lavoro stabile; suo padre era deceduto per un incidente sul lavoro soltanto l'anno precedente al proprio congedo e, essendogli stato poi diagnosticata un'appendicite, si ritrovò per sua somma frustrazione costretto a letto sia per la malattia (all'epoca imperante in diversi Paesi del mondo), sia per il periodo di degenza obbligatoria per via dell'operazione.

Ripresosi poi del tutto, decise di trasferirsi a San Francisco in cerca di offerte di lavoro migliori, ma riuscì a rimediare soltanto lavori precari e malpagati (come il bracciante a cottimo, la comparsa, il giocatore di poker itinerante, il venditore porta a porta di libri, ecc.). Non potendosi nemmeno permettere un alloggio tutto suo, si ritrovava costretto a dormire in svariate pensioni e alberghetti cittadini d'infimo ordine.Stevens, George Jr. Conversations with the Great Moviemakers of Hollywood's Golden Age. New York: Alfred A. Knopf, 2006.

1922-1926: l'apprendistato di un mestiere L'incontro col cinema fu alquanto fortuito tutto sommato. Nel 1922, dopo aver compiuto limitate esperienze di aiuto-regia non accreditate presso diverse piccole produzioni locali, si propose come regista a Walter Montague, produttore dei Fireside Studios, dirigendo il cortometraggio Fultah Fisher's Boarding House.

Negli anni successivi, Capra ricoprì il ruolo di tuttofare del set (jack-of-all-trades), svolgendo gli incarichi più disparati (impiegato in un laboratorio di sviluppo e stampa, montatore, trovarobe, ecc.), fino a diventare battutista e poi sceneggiatore per la serie comica di Simpatiche canaglie (Our Gangs), prodotta da Hal Roach.

Cominciò la propria formazione come regista sotto Mack Sennett, alla Keystone, quindi lavorò alla First National con il comico Harry Langdon, per il quale diresse La grande sparata (1926), la sua prima regia di un lungometraggio, e Le sue ultime mutandine (1927). Si trattò di un sodalizio professionale proficuo, ma di breve durata, a causa di divergenze artistiche e ambizioni personali: Capra voleva che il personaggio interpretato da Langdon restasse, come in questi primi film, un eterno ragazzo (prototipo di quella che sarà poi la "maschera" ricorrente dei film maggiori del regista, il Mr. Deeds o Smith di turno); Langdon puntava invece a evolvere verso una comicità anarchica sul genere di W.C. Fields e, convinto di poter competere allo stesso livello dei già affermati Chaplin e Keaton, pensava di poter fare a meno di Capra e dirigersi da solo..

1927-1928: l'arrivo alla Columbia e i b-movie Dopo aver girato un ultimo film per la First National, Per l'amore di Mike (1927), Capra approdò alla Columbia e fu un incontro perfetto, destinato a lasciare il segno nella storia del cinema. Entrambe le parti ne ricavarono la massima soddisfazione: la Columbia, in cerca di affermazione su un mercato dominato dalle "Big Five" (MGM, Warner Bros., Paramount, 20th Century Fox, RKO), concesse a Capra, in cerca di una legittimazione professionale, un'autonomia impossibile da ottenere in una delle major, e ne ottenne una serie di film che costavano poco, con l'unica eccezione dell'esotico Orizzonte perduto (1937), dal budget superiore ai 2 milioni di dollari, che resero molto e furono fra i maggiori successi cinematografici degli anni trenta; Capra poté raggiungere la piena maturità registica e poi conquistare la fama e la consacrazione definitiva, rappresentata dai tre Premi Oscar al miglior regista nel giro di cinque anni (1935, 1937, 1939).

Prima di arrivare a quel punto, però, Capra percorse il suo cursus honorum hollywoodiano, una tappa alla volta. Dopo le comiche seriali, fu la volta dei b-movie (in senso produttivo, non qualitativo). Fra il 1927 e il 1928 girò addirittura sette film (da That Certain Thing a Il potere della stampa), a ritmo serratissimo (sei settimane per ogni film: due per scriverlo, due per girarlo e due per montarlo), acquisendo in questo modo l'abitudine all'assoluto rispetto dei tempi e budget a disposizione: «Lavorare con poco, e il rapporto con la gente, mi hanno fatto crescere. Se hai tutto, è facile. Ma se hai poco, è una lezione di vita. Nessuno dei miei film ha superato il budget previsto. Perché ero abituato al poco»..

Girò una trilogia d'avventura incentrata sul progresso tecnologico, Femmine del mare (1928), Diavoli volanti (1929) e Dirigibile (1931), tre variazioni sullo stesso tema (un'amicizia maschile messa in crisi dall'elemento femminile, un evento catastrofico legato di volta in volta a un mezzo della modernità), con la stessa coppia di personaggi e interpreti (il giovane Ralph Graves e il maturo Jack Holt).

Il primo esperimento con il sonoro fu l'ibrido La nuova generazione (1929), saga familiare ambientata nel Lower East Side di New York, con alcune parti mute, altre con sonoro in presa diretta o post-sonorizzate, mentre il primo film sonoro a tutti gli effetti fu la modesta detective story L'affare Donovan (1929).

La maturità Barbara Stanwyck e l'ingresso nel grande cinema La fase di transizione verso la maturità è rappresentata dai film interpretati da Barbara Stanwyck, la prima vera star del cinema di Capra: Femmine di lusso (1930), La donna del miracolo (1931), Proibito (1932), presentato con successo alla prima edizione della Mostra del cinema di Venezia, nonché l'esotico L'amaro tè del generale Yen (1933), un insuccesso commerciale ma anche uno dei titoli più sentiti dal regista.. Gli ultimi due sono stilisticamente piuttosto diversi dal Capra successivo e più conosciuto, in quanto risentono della competizione della Stanwyck con Marlene Dietrich e dell'imitazione dello stile di Josef von Sternberg (in particolare di Venere bionda e Shanghai Express).. A questo periodo appartiene anche La donna di platino (1931), commedia che impose come attrice brillante la bomba sexy Jean Harlow.

Gli anni trenta e la consacrazione

Dopo aver realizzato gli apprezzati La follia della metropoli (1932) e Signora per un giorno (1933), il secondo dei quali gli valse la prima candidatura all'Oscar come migliore regista, il 1934 segnò la svolta decisiva della sua carriera: Accadde una notte, uno dei prototipi della screwball comedy, si rivelò uno straordinario, inaspettato successo, fu il primo film a conquistare i cinque Oscar maggiori (miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura, miglior attore protagonista e miglior attrice protagonista) e lo trasformò in uno dei registi più importanti di Hollywood.

Fu l'inizio di un periodo d'oro per Capra, che nei suoi film riuscì a rappresentare come nessun altro quel complicato decennio caratterizzato dalla Grande crisi, ma anche dal New Deal di Franklin D. Roosevelt, vissuto dalla gente con disperazione ma anche speranza, fra conflitti e solidarietà, e riesce a raggiungere il cuore del pubblico. I cinque film girati tra il 1936 e il 1941, da È arrivata la felicità a Arriva John Doe, ottennero complessivamente trentuno candidature e sei premi Oscar e furono regolarmente dei successi commerciali: Mr. Smith va a Washington (1939), per esempio, fu il secondo incasso dell'anno negli Stati Uniti..

La posizione di rilievo raggiunta nell'ambiente cinematografico americano è testimoniata anche dal riconoscimento ottenuto all'interno delle associazioni di categoria: ricoprì la carica di presidente della Motion Picture Academy dal 1935 al 1939, mentre dal 1939 al 1941 quella della Screen Directors Guild. In questa seconda veste guidò le rivendicazioni dei registi, per il riconoscimento del loro ruolo centrale nel processo produttivo. In una lettera aperta al New York Times, scrisse che «il 90 per cento [dei registi] non ha voce in capitolo né sul soggetto, né sul montaggio» e che solo una mezza dozzina ha una vera autonomia. La minaccia di sciopero da parte dei registi ottenne solo di sancire informalmente l'esistenza di un gruppo di "privilegiati" registi-produttori limitato a una trentina di nomi illustri (DeMille, Lubitsch, Vidor, Ford, Hawks, Cukor, ecc.)..

All'inizio del nuovo decennio, la "piccola" Columbia appariva ormai non più all'altezza delle ambizioni di Capra che, a partire da Arriva John Doe, sperimentò la produzione indipendente: insieme a Robert Riskin, suo sceneggiatore di fiducia, fondò la Frank Capra Productions e strinse un accordo per la distribuzione del film con la Warner Bros.

La seconda guerra mondiale e la serie Why We Fight Gli anni della seconda guerra mondiale segnano una netta cesura nella carriera di Capra, con l'unica parentesi di Arsenico e vecchi merletti (1944), tratto da una pièce teatrale di Joseph Kesselring, un lavoro di mestiere, poco "capriano".