I Telchini () sono dei personaggi della mitologia greca. Furono i primi abitanti dell'isola di Rodi ed erano conosciuti anche a Creta e Cipro.

Genealogia

Figli di Ponto e Gea o di Tartaro e Nemesi o del sangue di UranoTzetzes a Teogonia 80. Oppure di Ponto e Thalassa od ancora figli di Poseidone e Alia.

Secondo una fonte i Telchini erano in origine i cani di Atteone che furono trasformati in uomini.

Nomi e numero

Poiché più di un autore si è espresso sui nomi e sul numero dei Telchini, l'elenco che segue rappresenta la somma dei loro nomi con le varianti dello stesso nome messe tra parentesi. Demonatte (Damone), MilaEsichio di Alessandria, s.v. Mila, Atabirio (Ataburone)Stefano di Bisanzio s.v. Ataburone, Anteo , Megalesio, Ormeno, Lico, Nicone, MimoneTzetzes, Chiliades 7.15 p. 124–125 e 12.51 p. 836–837, Crisone, Argirone e CalconeEustazio di Tessalonica ad Omero, p. 772, Scelmi e Damnameneo. Ci sono inoltre le femmine Alia, LisagoraBacchilide, fr. 1 Macelo e DessiteaCallimaco, Aitia Fragment 75.

Demonatte e Macelo ebbero la figlia DessiteaPindaro, Peana 5Ovidio, Ibis 475.

Attitudini ed aspetto

A seconda degli autori, i Telchini svolgevano una svariata varietà di ruoli, che partiva dai coltivatori del suolo ai ministri degli dei e, sotto alcuni aspetti, erano in grado di fare le stesse cose degli Ecatonchiri (come giganti delle tempeste) ed i Ciclopi (come lanciatori di tuoni e fulmini) ma erano anche abili nella metallurgia (costruttori del tridente di Poseidone e della falce di CronoCallimaco, Inno 4 a Delos 28 ff) come i Cureti ed i DattiliStrabone, Geografia 10.3.7. Con i Ciclopi inoltre aiutarono Efesto a costruire la collana di ArmoniaPublio Papinio Stazio, Tebaide 2.265 ff e fu per l'invidia delle loro capacità che gli uomini cominciarono a parlar male di loro.

Infatti, erano anche definiti stregoni o demoni invidiosiEustazio di Tessalonica ad Omero pp. 941 & 1391 e con un aspetto distruttivo così come lo era lo sguardoOvidio, Metamorfosi VII, 365 o che avessero pinne al posto delle mani e le teste di cani o che fossero figli dei pesciEustazio di Tessalonica a Omero, p. 771 od anche dotati del potere di portare grandine, pioggia e neve nonché di assumere qualsiasi forma desiderassero. Nella loro malvagità potevano produrre una sostanza velenosaStrabone, Geografia 14.2.7 p. 653Tzetzes, Chiliadi 7.15 p. 126–127 ed erano paragonati ad Alastore per aver condizionato le incessanti peregrinazioni della gente o chiamati Palamnaioi per aver versato l'acqua avvelenata del fiume Stige sui campi coltivati rendendoli infertiliTzetzes, Chiliadi 7.15 p. 128–132, od ancora che fossero ricoperti di aculei velenosi come il riccio di mareTzetzes, Chiliadi 12.51 p. 839–840.

Provenienza e tracce

La loro terra d'origine varia a seconda degli autori poiché alcuni scrivono che vennero da Creta per spostarsi prima a Cipro e poi a RodiStrabone, Geografia XIV, 2.7 ed altri che una volta giunti a Cipro si spostarono in Beozia dove edificarono un santuario ad Atena. Probabilmente ogni autore diede un destino particolare ad ogni personaggio di cui raccontava (o solo ad alcuni). Di Lico ad esempio, Diodoro Siculo scrive che si recò in Licia, dove tra la città di Xanthos e l'omonimo fiume edificò un tempio dedicato ad Apollo.

Mitologia

Ai Telchini Rea affidò Poseidone infante e loro lo accudirono con l'aiuto di Cafira ed un'altra versione dice invece che Rea li accompagnò nel viaggio da Rodi a Creta dove nove di loro (chiamati Cureti) furono scelti per educare il giovane ZeusStrabone, Geograpfica 10.3.19 p. 653 (che era stato nascosto sull'isola per salvarlo). Nella varietà dei miti a loro dedicati, gli stessi dei (Rea, Zeus ed Apollo) furono anche ostili verso i TelchiniScoli ad Apollonio Rodio, Le Argonautiche 1.1141 e sempre gli dei (Zeus, Poseidone ed Apollo), li avrebbero anche uccisi poiché avevano utilizzato più volte la magia per scopi malvagiOvid, Metamorphoses 7.365 ff tra cui l'esempio di avvelenare l'acqua del fiume Stige per poter distruggere campi, animali e raccolti, cosa questa che, secondo Nonno di Panopoli fu una loro vendetta per essere stati cacciati da Rodi per mano degli Eliadi.

Gli autori concordano sul fatto che i Telchini furono infine distrutti dagli dei ma ognuno ne dà una versione diversa.

Ovidio scrive con il Diluvio Universale, Pindaro con un fulmine di Zeus, Nonno di Panopoli con il tridente di PoseidoneNonno di Panopoli, Le Dionisiache 18.35 ed infine da Apollo nelle sembianze di un lupo.

Ovidio aggiunge che Macelo fu uccisa da un fulmine di Zeus, mentre Callimaco e Nonno di Panopoli che fu l'unica ad essere uccisa in quel modoCallimaco, Aitia fr. 3.1 mentre la figlia Dessitea sopravvisse ed ebbe il figlio Eussantio da MinossePseudo-Apollodoro, Biblioteca, III, 1,2..

Note

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