Ramb III (poi Kiebitz, poi Mornar, poi Galeb) è stata una veloce motonave bananiera della Regia azienda monopolio banane che durante la seconda guerra mondiale, dopo essere stata requisita dalla Regia Marina, venne da questa utilizzata come incrociatore ausiliario; preda bellica dei tedeschi dopo l’armistizio tra l’Italia e gli Alleati fu quindi incorporata nella Kriegsmarine e impiegata quale posamine.
Affondata nel 1944, fu recuperata nel 1947 e ricostruita, divenendo il panfilo presidenziale di Tito.
Premesse e costruzione Nella seconda metà degli anni trenta il Ministero delle colonie del Regno d'Italia, avendo la necessità di trasportare nel territorio metropolitano le banane prodotte in Somalia, all'epoca colonia italiana, ordinò quattro unità dotate di un'autonomia sufficiente per effettuare il percorso da Mogadiscio a Napoli senza soste intermedie ed a pieno carico. In base a queste necessità furono costruite 4 navi frigorifere che dovevano essere gestite dalla Regia Azienda Monopolio Banane (RAMB, con sede a Roma), due nei CRDA di Monfalcone e due, tra cui la Ramb III, nei cantieri Ansaldo di Genova-Sestri Ponente. Completata nell'aprile 1938, la Ramb III venne iscritta con matricola 2190 al Compartimento marittimo di Genova.
Navi medio-piccole ma molto moderne per l'epoca, le quattro Ramb, furono progettate dall'ing. Luigi Barberis, maggior generale del Genio navale. Erano munite di quattro stive e di quindici picchi di carico (dodici da cinque tonnellate, uno da 30 a prua, uno da 15 a poppa ed uno da 1500 kg per l'apparato motore), potevano imbarcare 2418 tonnellate di carico, nonché dodici passeggeri, due dei quali in appartamenti di lusso con camera da letto, salotto e servizi e dieci in camerini a due letti, uno dei quali provvisto di bagno, mentre per gli altri vi era un bagno ogni due camerini. La nave era anche dotata di un ponte riservato esclusivamente ai passeggeri (separato da quelli per l'equipaggio), di una sala da pranzo con vista su tutti i lati tranne che a poppa e di due verande-fumatoi vetrate. Le sistemazioni dei passeggeri erano anche provviste di aria condizionata.
L'apparato propulsivo era costituito da due motori diesel FIAT di potenza compresa, a seconda delle fonti, tra i 6800 ed i 7200 CV, che azionavano due eliche, permettendo una discreta velocità di crociera di 17-18 nodi ed una massima di 19,5. La nave aveva una scorta di 1250 tonnellate di nafta.
Allo scoppio della guerra, in base a disposizioni legislative, fu prevista la possibilità di trasformarle in incrociatori ausiliari, con 4 pezzi da 120/40 mm in coperta. I materiali per la militarizzazione delle navi furono posti in deposito a Massaua per due unità ed a Napoli per le altre due.
Nei due anni di pace in cui si trovò ad operare, la Ramb III venne impiegata per il trasporto delle banane dalla Somalia all'Italia.
La seconda guerra mondiale Il servizio per la Regia Marina fino all'armistizio Il 10 giugno 1940, alla data dell'entrata dell'Italia nella seconda guerra mondiale, la Ramb III era l'unica delle quattro navi a trovarsi nel Mediterraneo, mentre le altre tre si trovavano nel Mar Rosso, quindi senza alcuna possibilità di collegarsi con il territorio metropolitano. Il giorno seguente la dichiarazione di guerra, l'11 giugno 1940, la Ramb III venne requisita a Genova dalla Regia Marina ed iscritta nel ruolo del naviglio ausiliario dello Stato con caratteristica D 6. Trasformata in incrociatore ausiliario con l'imbarco di un armamento composto da quattro cannoni da 120/45 mm e due mitragliere da 13,2 mmNavypedia. (per altre fonti quattro da 20/70 mmIncrociatori ausiliari.; in seguito vennero aggiunti anche scaricabombe per bombe di profondità), l'unità venne adibita a compiti di scorta convogli.
Dal 19 giugno 1940 la nave venne assegnata alle scorte dei convogli tra Italia e Libia. Il 25 giugno 1940 l'incrociatore ausiliario e le torpediniere Orsa e Procione scortarono da Napoli a Tripoli i trasporti truppe Esperia e Victoria: si trattava del primo convoglio per la LibiaNaval History – 1940, June..
Dopo un singolo viaggio da Napoli a Tripoli con carne congelata, l'incrociatore ausiliario venne trasferito nel Basso Adriatico, con compiti di scorta dei convogli in partenza da Bari verso Grecia ed Albania. In tale periodo l'unità svolse numerose missioni di scorta, da sola od insieme alla vecchia torpediniera Nicola Fabrizi.
Nella notte tra il 3 ed il 4 ottobre 1940 il Ramb III scortò un convoglio composto dai piroscafi Antonietta Costa, Oreste e Premuda da Durazzo a BariHMS Rainbow – Uboat.net.Naval History – 1940, October.. Durante la navigazione, verso le 3.30 di notte del 4 ottobre, lAntonietta Costa, in posizione 41°28' N e 18°05' E (una sessantina di miglia ad est/nordest di Bari), urtò un oggetto sommerso: seguì una violenta esplosione sottomarina, che scosse e danneggiò lievemente lAntonietta Costa e venne fortemente avvertita anche da tutte le altre navi. A seguito di successive verifiche risultò che il mercantile aveva probabilmente speronato ed affondato il sommergibile britannico Rainbow.
Il 21 ottobre (o nel novembre) 1940 il Ramb III venne dislocato a Brindisi e posto sotto il comando di «Maritrafalba» (Comando superiore del traffico con l'Albania), venendo quindi impiegato, così come gli incrociatori ausiliari Capitano A. Cecchi, Lago Tana e Lago Zuai, in missioni di scorta di convogli da e per l'Albania e la GreciaSeekrieg – 1940, Oktober..
Assegnato alle «forze speciali» destinate ad un previsto sbarco a Corfù (al quale avrebbero partecipato il reggimento di fanteria di Marina «San Marco» e la 47ª Divisione fanteria "Bari"), il Ramb III salpò il 31 ottobre 1940 insieme al resto di tale forza (i vecchi cacciatorpediniere Mirabello e Riboty, i vecchi incrociatori leggeri Bari e Taranto, le anziane torpediniere Prestinari, Castelfidardo, Curtatone, Calatafimi, Monzambano, Confienza, Solferino, Cantore, Fabrizi, Medici, Stocco, gli incrociatori ausiliari Capitano A. Cecchi, Lago Zuai e Lago Tana, 4 MAS della XIII Flottiglia e tre navi cisterna classe Sesia – queste ultime con a bordo gli uomini del Reggimento «San Marco», mentre la Divisione «Bari», tenuta come riserva, si sarebbe imbarcata a Valona su quattro convogli di piroscafi e bragozzi –), ma l'indomani l'operazione (che avrebbe dovuto avere luogo il 2 novembre e fruire anche dell'appoggio e della scorta degli incrociatori leggeri della IV e VII Divisione e dei relativi cacciatorpediniere) fu annullata e le navi sbarcarono le truppe a ValonaNaval History..
Alle 22.30 dell'11 novembre 1940 la Ramb III, al comando del capitano di fregata richiamato Francesco De Angelini, lasciò Valona per scortare in Puglia, insieme alla torpediniera Nicola Fabrizi, un convoglio di quattro mercantili (piroscafi da carico Premuda, Capo Vado ed Antonio Locatelli, motonave passeggeri Catalani).. Dopo aver attraversato i campi minatiTrentoincina. il convoglio, che procedeva ad 8 nodi con eccellente visibilità (la luna era quasi piena), fu avvistato all'1.15 del 12 novembre, a 12-15 di miglia per 315° da Saseno, dalla 7ª Divisione incrociatori britannica (incrociatori leggeri Orion, Ajax e Sydney e cacciatorpediniere Nubian e Mohawk), inviata nel canale d'Otranto per attaccare convogli italiani come azione diversiva e complementare al contemporaneo attacco aerosilurante alla base di Taranto. Nello stesso momento anche le navi italiane avvistarono quelle inglesi, ma la disparità di forze era enorme: verso l'1.25 le navi britanniche aprirono il fuoco ed in breve tutti e quattro i trasporti furono affondati od incendiati (la distruzione del convoglio venne ultimata entro l'1.53, con 25 vittime e 140 superstiti, tra cui 42 feriti, fra gli equipaggi dei mercantili affondati)Regiamarina.net.. La Catalani affondò intorno alle due, il Capo Vado e lAntonio Locatelli un'ora più tardi, il Premuda alle 4.15. Mentre la Nicola Fabrizi si portava decisamente al contrattacco, cercando di attaccare le unità inglesi e di distoglierne l'attenzione del convoglio, e riportando gravi danni (nonché 11 morti e 17 feriti) in tale tentativo, la Ramb III sparò 17 colpi (o 19 salveNaval History – 1940, November.) con i propri quattro cannoni da 120 mm, per poi ritirarsi e lasciare il luogo dello scontro, onde evitare la distruzione. L'incrociatore ausiliario, dopo aver comunicato via radio l'accadutoNaval, military and air situation from 12 noon November 7th to 12 noon November 14th, 1940 ., arrivò illeso a Bari il mattino successivoSecondo altra fonte la Ramb III fu danneggiata nello scontro.. Il comandante De Angelini venne sanzionato per aver abbandonato il luogo dell'azione a combattimento ancora in corso.
Il 12 dicembre 1940 l'unità fu posta sotto il diretto controllo di Supermarina e per più di un mese venne utilizzata nel trasporto di truppe, provviste e rifornimenti nel Dodecaneso, poi scortò una nave in Nordafrica. Dal 15 gennaio 1941 (per altre fonti dalla primavera dello stesso anno) l'incrociatore ausiliario, agli ordini del comandante Giuseppe Arienti, fu nuovamente destinato a compiti di scorta dei convogli per la Libia, specie sulla rotta Napoli-Tripoli, nonché di trasporto della carne destinata alle truppe operanti in tali territori (allo scopo risultavano infatti adatte le sue stive frigorifere), svolgendo un servizio molto intenso.
Il 5 marzo 1941 il Ramb III, insieme alle torpediniere Orione e Pegaso, lasciò Tripoli scortando alla volta di Napoli un convoglio composto dai piroscafi tedeschi Castellon, Ruhr e Maritza: le navi giunsero a destinazione il 7 marzoNaval History – 1941, March..
Il 7 aprile dello stesso anno la nave fu la prima unità a giungere a Bengasi, appena riconquistata dalle forze dell'Asse, trasportando approvvigionamenti, armi ed esplosivi. Tra il 17 ed il 21 aprile il Ramb III, nel corso di duri attacchi aerei nemici, contribuì, manovrando e facendo fuoco con il proprio armamento, ad evitare che 500 tonnellate di munizioni andassero distrutte.
Il 30 maggio 1941 l'unità venne silurata dal sommergibile britannico Triumph mentre si trovava nel porto di Bengasi: a causa dell'affollamento nel porto, la nave aveva la prua che sporgeva di una trentina di metri dalla diga foranea ed alle 19.30 (per altre fonti alle 19.45) venne colpita da uno dei due siluri lanciati alle 19.25 dal sommergibile britannico da poche migliaia di metriQuesto è quanto riportato da , tuttavia, considerando le caratteristiche dei siluri dell'epoca, la distanza doveva essere inferiore ai due chilometri.Historisches Marinearchiv..