Paperino e il ventino fatale (A Christmas for Shacktown), nota anche come Zio Paperone e il trenino della "felicità", Zio Paperone e il ventino fatale e Paperino, zio Paperone e il ventino fatale, è una storia a fumetti di Carl Barks, pubblicata per la prima volta su Four Color n. 367 del gennaio 1952.

Storia editoriale Paperino e il ventino fatale fu pubblicata per la prima volta negli Stati Uniti su Four Color n. 367 del gennaio 1952, e ristampata più volte negli anni seguenti. Fu pubblicata anche in diverse nazioni europee oltre che in Australia, Brasile, Cile, Cina e Messico. In Italia fu pubblicata su Topolino n. 37 del gennaio 1952; in questa prima traduzione, presumibilmente ad opera di Guido Martina, Shacktown viene chiamata "sobborgo Agonia" e lo zio Jake è ribattezzato Anacleto Anastasio Anatrone, mentre una modifica mantenuta nella maggior parte delle edizioni successive riguarda la moneta che fa sprofondare il denaro di Paperone, che dal decino originale diventa un ventino (da cui il titolo italiano). Tra le numerose ristampe successive si segnala quella su Topolino n. 473 del 20 dicembre 1964, in cui la storia è riadattata per il formato del periodico, ritradotta e porta il nuovo titolo Zio Paperone e il trenino della "felicità"; in questa versione, raramente ristampata, Shacktown non viene mai nominata direttamente, lo zio Jake è ribattezzato Jack e la moneta fatale rimane un decino. Nel dicembre 1991 la storia fu pubblicata nel n. 27 di Zio Paperone in un'edizione ritradotta e ricolorata, utilizzata anche per la maggior parte delle successive ristampe. Il 7 novembre 2024 la storia è stata pubblicata in volume in un'edizione deluxe, contenente la versione italiana con una nuova colorazione curata da Federico Bertolucci e la versione originale in bianco e nero.

Trama Qui, Quo e Qua attraversano Shacktown, la zona più povera di Paperopoli, e si deprimono vedendo le condizioni di miseria e degrado dei bambini del posto. I tre decidono di aiutare quei poveri bambini a trovare un po' di felicità, e hanno l'idea di organizzare una festa di Natale. Chiedono l'aiuto di Paperina, che raccoglie dei soldi tra le socie del suo club femminile; tuttavia, mancano ancora cinquanta dollari. Paperina e i nipotini convincono Paperino a chiedere i soldi a suo zio Paperon de' Paperoni, che gli dice che donerà 25 dollari solo se Paperino riuscirà a procurarsi da sé gli altri 25. Paperino scopre presto che chiedere l'elemosina durante le feste, quando ogni famiglia è alle prese con le proprie spese crescenti, è estremamente difficile. Cerca di convincere lo zio a fare la donazione con l'inganno, ma non ci riesce. Solo quando ingoia l'orgoglio e chiede aiuto al cugino Gastone Paperone riesce finalmente a raccogliere i suoi venticinque dollari. Quando torna al deposito, Paperone, apparentemente sconvolto, gli dice che è troppo tardi. Infuriato, Paperino apre la porta della cassaforte e scopre che all'interno il pavimento sovraccarico è crollato e il denaro è andato perduto nelle caverne sotto Paperopoli. Ora Paperino ha ancora venticinque dollari in meno e deve prendersi cura di uno zio sconvolto e depresso.

Qui, Quo e Qua ricordano di aver esplorato il quartiere di Shacktown e di aver scoperto una caverna che avrebbe potuto portare al denaro perduto. Nella caverna, i paperi trovano una tana di castoro che conduce al denaro, ma non può essere ampliata perché le vibrazioni farebbero crollare il fondo della caverna, rendendo impossibile recuperare il denaro. I ragazzi portano un trenino per recuperare il denaro e Paperone promette che potranno tenere il primo carico di denaro, non importa quanto sia. Riescono a raccogliere una bella pila di banconote e Paperone sviene, e usando le banconote gli abitanti di Shacktown ricevono una grande festa di Natale. Paperone, tuttavia, rimane nella caverna e si lamenta di dover aspettare quasi 273 anni perché il trenino porti fuori tutto il denaro dal fondo.

Accoglienza Paperino e il ventino fatale è generalmente considerata una delle migliori storie a fumetti di Barks. Il fumettista Tony Isabella, nel suo libro 1,000 Comic Books You Must Read, la definisce "una storia intelligente, divertente e commovente". Lo storico del fumetto Thomas Andrae scrive: "La storia di Barks era estremamente innovativa per l'epoca, mostrando come Paperopoli fosse divisa in zone separate per i benestanti e i poveri, e che contenesse un ghetto di bambini indigenti e infelici. L'artista fu coraggioso nello scrivere della povertà nel dopoguerra, un periodo di presunta prosperità nazionale in cui la povertà era invisibile. La sua esistenza non fu ufficialmente riconosciuta fino agli anni '60, dall'amministrazione Kennedy e dalla "guerra alla povertà" del presidente Johnson. Pertanto, Paperino e il ventino fatale ebbe un enorme impatto su molti baby boomer. Questa storia mette in primo piano il potere di una monetina da dieci centesimi e prefigura la moneta fortunata di Paperone, ma con una differenza cruciale. (...) Piuttosto che il simbolo della parsimonia di Paperone che sarebbe diventato, il decino è un emblema della sua meschinità e uno strumento di punizione per la sua mancanza di empatia: sfortuna anziché fortuna. Questo è un indice di quanto Barks avrebbe trasformato il mito dell'avaro nelle successive avventure di zio Paperone. Emanuele Rossi Ragno, scrivendo per Fumettologica, afferma che con questa storia Barks "riuscì a trovare l’equilibrio perfetto tra humor, satira sociale e buoni sentimenti", sottolineando come si tratti di un'opera spartiacque per quanto riguarda lo sviluppo dei personaggi di Paperone e dei tre nipotini, ma anche perché smusserebbe i toni rispetto alle precedenti storie di tema natalizio del fumettista. Nel 2011 la storia è stata inserita nel libro curato da Paul Gravett 1001 fumetti da leggere prima di morire, dove Jean-Paul Jennequin scrive: "La commedia è vivace e beffarda. I maldestri tentativi di Paperino di raccogliere fondi, inizialmente dai passanti, poi dal suo parente straricco ma avaro ("Il papero più ricco del mondo e maledettamente intenzionato a rimanere tale!"), culminano con la esilarante catastrofe della singola monetina che sfonda il deposito di Paperone".

Sequel e remake L'autore Don Rosa ha realizzato un sequel di questa storia, intitolato La prima invenzione di Archimede (2002). Oltre a celebrare il cinquantesimo anniversario della creazione di Archimede Pitagorico, la storia di Rosa spiega come Paperone è riuscito a recuperare tutto il suo denaro grazie all'aiuto di Archimede senza dover aspettare quasi 273 anni. Un altro seguito, uscito lo stesso anno, è la storia olandese Paperina e il cenone natalizio scritta da Kirsten de Graaff e Mau Heymans e disegnata da quest'ultimo, sebbene essa si limiti a riproporre Shacktown e i suoi bambini senza fare alcun riferimento particolare alle vicende della storia di Barks.

Su Topolino n. 3200, uscito il 22 marzo 2017, fu pubblicato un remake di Paperino e il ventino fatale intitolato Paperino & il dollaro fatale, scritto da Riccardo Secchi e disegnato da Francesco Guerrini. La sceneggiatura della storia, che non è ambientata durante il periodo natalizio, fu però generalmente poco apprezzata.

Note

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