Pitteo è un personaggio della Mitologia greca. Fu un re di Trezene e lí fece costruire il più antico tempio greco dedicato ad Apollo Tearco.
Genealogia
Figlio di PelopeApollodoro, Biblioteca, Epitome 2.10 ed Ippodamia,Scholia a Pindaro, Olimpiche 1.144 fu il padre di EtraApollodoro, Biblioteca, Epitome 1.23 e di Enioche.
Pitteo adottò il pronipote Ippolito.Plutarco, Vita di Teseo, 3
Mitologia
Salì al trono dopo Trezene (l'eponimo del suo regno) e si preoccupò di avere un erede maschio per la sua successione.
Era considerato un uomo molto saggio, infatti troviamo in Euripide il racconto di come riuscì ad interpretare un oscuro responso che l'Oracolo Pizia comunicò ad Egeo e che prevedeva un futuro da eroe per il figlio di quest'ultimo.Carlo Antonio Venzon, Dizionario universale della lingua italiana, Tomo VI, pag. 293, Palermo, Tipografia Demetrio Barcellona, 1840Le vite degli uomini illustri, Plutarco, traduzione e commenti di Andrè Dacier e Gerolamo Pompei, Volume I, pagg. 69-70, Milano, 1816| il testo riporta le paraole della Pizia: Non scior de l'otre il piè che pende in fuori,/o sovra tutti valoroso e chiaro,/ pria d'esser giunto al popolo di Atene Le parole dell'oracolo erano "Tieni chiuso il tuo otre di vino finché non avrai raggiunto il punto più alto della città di Atene, altrimenti un giorno ne morirai di dolore".Apollodoro, Biblioteca, I, 9, e 28 Egeo non fu comprese il significato ma Pitteo invece sìPlutarco, Vite parallele, 1 e così fece ubriacare Egeo per poi offrirgli il letto di sua figlia Etra (che la stessa notte si unì anche con PoseidoneApollodoro, Biblioteca, III, 15, 7) e che di conseguenza concepì Teseo, il futuro re di Atene.
Pitteo, avuto quindi un erede maschio, tenne con sé il nipote Teseo e lo educò fino all'età di 16 anni, avvicinandolo alla Ginnastica e alla MusicaPlutarco, Vita di Teseo, III ed adottò Ippolito (uno dei figli di Teseo) che di conseguenza divenne suo erede al trono di Trezene.
Il fratello di Pitteo, Atreo, ebbe tre figli di cui due furono i famosi Agamennone e Menelao.
Note
Bibliografia
Fonti antiche Ovidio, Metamorfosi VIII, 622
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