La battaglia della Trebbia si svolse il 17-20 giugno 1799 nell'ambito della guerra della seconda coalizione antifrancese e fu vinta dagli austro-russi del generale Suvorov durante la sua campagna in Italia contro i francesi guidati dal generale Macdonald.

Le truppe francesi dell'Armata d'Italia stavano combattendo contro l'esercito austro-russo del generale Suvorov al comando del generale Moreau che il 27 aprile 1799, appena subentrato al collega Schérer, era stato battuto da Suvorov nella battaglia di Cassano d'Adda, il che aveva consentito a quest'ultimo di occupare Milano due giorni dopo. Arretrato sul Ticino, Moreau si riportò verso Torino, ritardando così il congiungimento con l'armata del generale MacDonald che stava risalendo da Napoli per dargli man forte. Suvorov, rinunciando a inseguire lo sconfitto Moreau, si portò con le sue truppe verso sud, raccogliendo tutti i reparti che incontrava sulla sua strada e diede battaglia sul fiume Trebbia, costringendo MacDonald a ritirarsi su La Spezia, mentre le truppe imperiali rimasero così padrone del campo sulla sinistra del Po.

Situazione generale I successi della coalizione

Le guerre della seconda coalizione in Italia erano iniziate con la battaglia di Verona del 26 marzo 1799 vinta dall'esercito austro-ungarico agli ordini del generale Kray contro quello francese del generale Schérer.. La successiva battaglia di Magnano del 5 aprile vide una seconda e più netta vittoria da parte degli austriaci che inflissero ottomila vittime ai francesi.. Schérer fu così costretto a ritirarsi oltre il Mincio dove il 22 aprile lasciò il comando delle truppe al generale Moreau. Nel frattempo il 14 aprile era arrivato a Vicenza il generale Suvorov che aveva così assunto il comando delle truppe austro-russe..

Il 27 aprile le truppe di Suvorov sconfissero i francesi a Cassano d'Adda. Le sconfitte costrinsero Moreau a ripiegare lasciando uomini alla difesa di Milano.. Il 6 maggio la guarnigione di Peschiera del Garda si arrese al generale Kray, mentre altri millecinquecento soldati francesi si arresero al generale Von Kaim l'11 maggio nei pressi di Pizzighettone. Il 12 maggio un contingente delle truppe russe comandato da Andrei Grigorevich Rosenberg fu sconfitto dai francesi a Bassignana.. Milano, Ravenna e Ferrara invece si arresero agli austriaci il 24 maggio..

Nel frattempo trentamila uomini guidati da Suvorov si mossero verso nord in direzione di Torino che fu raggiunta dalle avanguardie la mattina del 26 maggio: la guarnigione francese comandata dal conte Pasquale Antonio Fiorella si ritirò nella cittadella fortificata per poi essere costretto alla resa.. Nel frattempo circa ventimila austriaci erano impegnati nell'assedio di Mantova ed erano coperti da circa seimila soldati di stanza a Ferrara. Infine il 5 giugno arrivarono a Milano dalla Svizzera le truppe comandate dal conte Heinrich Johann Bellegarde. Di fronte a questo spiegamento Moreau poteva contare su circa venticinquemila effettivi tra Genova, Firenze e Bologna, oltre che su eventuali rinforzi da parte della forza di occupazione francese stanziata nell'Italia centro-meridionale al comando del generale Jacques MacDonald..

L'offensiva di MacDonald

Il 14 aprile il Direttorio aveva ordinato a MacDonald di risalire l'Italia per accorrere in aiuto di Moreau. Lasciata quindi Napoli, raggiunse Roma il 16 maggio e Firenze dieci giorni dopo. Da lì MacDonald decise di attraversare gli Appennini in modo da incontrarsi con le truppe di Moreau nei pressi di Piacenza con una mossa che mise l'Armata d'Italia nel mirino delle forze della Coalizione. Nella sua risalita verso Nord l'armata assorbì le divisioni di stanza a Bologna e Firenze arrivando a contare su soldati. Il 9 giugno Suvorov fu informato dal generale Ott von Bátorkéz che l'armata di MacDonald era stata rafforzata dalle truppe provenienti da Bologna e Firenze e che i francesi avevano occupato Pontremoli. Suvorov ordinò a Ott, che comandava circa cinquemila soldati nei pressi di Parma di ripiegare su Stradella con l'ordine di mantenere la posizione. Il generale russo decise poi di spostarsi verso est: l'11 giugno tutte le truppe austro-russe eccetto le divisioni comandate dal generale Kaim raggiunsero Asti. Due giorni successivi arrivarono al fiume Bormida nei pressi di Alessandria che era tenuta dai francesi. Avuta l'informazione che Moreau stava per discendere dalle montagne, Suvorov inviò le truppe di Bellegarde ad Alessandria, mentre con il resto dell'esercito marciò verso l'armata di MacDonald..

L'esercito francese proveniente da Napoli superò gli Appennini in quattro colonne: le divisioni guidate da Montrichard e Rusca passarono più a est raggiungendo Bologna, le divisioni guidate da Oliver e Watrin risalirono da Pistoia a Modena insieme al generale MacDonald, le truppe comandate da Dąbrowski risalirono la valle del Secchia., infine le divisioni comandate da Victor marciarono lungo il fiume Taro verso Parma. L'offensiva di MacDonald colse impreparate le forze austriache di stanza a Modena guidate da Federico Francesco Saverio di Hohenzollern-Hechingen: MacDonald tentò di distruggere le forze di Hohenzollern con un attacco concentrico con le divisioni di Rusca provenienti da est e quelle di Dombrowski provenienti da ovest. Intuita l'idea le forze austriache di stanza a Ferrara sotto il comando del colonnello von Klenau si mossero verso il fiume Panaro per bloccare Rusca. Al tempo stesso MacDonald perse i contatti con Dombrowski. Nonostante questo MacDonald raggiunse Modena alla guida di due divisioni.. Il 12 giugno i francesi conquistarono la città infliggendo perdite per 750 uomini e catturandone a fronte di 400 francesi morti e 200 fatti prigionieri..

Le truppe di Suvorov partite da Alessandria raggiunsero con una marcia forzata il loro accampamento, posto tra Casteggio e Casatisma, il 16 giugno dopo aver percorso 56 km in una giornata. Prevedendo la possibilità di una sconfitta il generale ordinò di costruire due ponti sul Po: uno a Mezzana Corti e uno a Valenza Po per le truppe di Bellegarde., le quali mantenevano l'assedio su Alessandria. Per impedire a MacDonald di porre sotto assedio anche Mantova la sponda nord del Po fu guarnita da migliaia di soldati di Kray.. Il 16 giugno alle ore 10 le avanguardie di MacDonald raggiunsero Piacenza iniziando ad attaccare le truppe di Ott. Due o tre compagnie del reggimento Fröhlich furono assegnate alla difesa della Cittadella di Piacenza. Se Ott fosse riuscito a resistere lungo il torrente Tidone avrebbe permesso all'esercito austro-russo di posizionarsi in un ampio spazio tra il Po a nord e le prime colline a sud, se al contrario fosse stato costretto a ripiegare su Stradella sarebbe stato difficile per gli alleati formare un solido schieramento e ciò avrebbe potuto pregiudicare gli esiti della battaglia..

Le forze in campo Esercito alleato

L'esercito austro-russo guidato da Suvorov venne diviso in tre colonne il 18 giugno: la prima e la seconda, composte prevalentemente da truppe russe, erano guidate dal generale Rosenberg, mentre la terza, composta perlopiù da austriaci, era comandata dal generale della cavalleria Melas. Le forze austriache erano composte da fanti e cavalieri, mentre i russi potevano contare su fanti e cosacchi per un totale di soldati esclusi i reparti di artiglieria.

Esercito francese

L'esercito francese era composto da un'avanguardia guidata dal generale di brigata Salme e da cinque divisioni, comandate rispettivamente dai generali Olivier, Rusca, Montrichard, Watrin e Dombrowski.. Le restanti divisioni di fanteria erano guidate dal generale Victor. A questi si aggiungevano i 526 uomini dell'artiglieria. Le truppe a disposizione di MacDonald alla fine di maggio ammontavano quindi a così suddivise: Salme , Olivier , Rusca , Montrichard , Watrin , Dombrowski e Victor , a queste cifre vanno tuttavia sottratte le perdite subite nella battaglia di Modena..

La battaglia 17 giugno: il torrente Tidone

Il 17 giugno alle ore 8 i francesi attaccarono le postazioni di Ott lungo il torrente Tidone. Le truppe comandate da Victor erano schierate sulla destra, quelle comandate da Rusca al centro, mentre sulla sinistra erano presenti quelle comandate da Dombrowski. A causa delle ferite riportate a Modena il generale MacDonald non poté essere presente sul campo e fu costretto a rifugiarsi a S.Antonio, poco a ovest della città di Piacenza. Il comando fu quindi preso da Victor che però preferì rimanere a Piacenza, con conseguenti problemi di coordinamento. Nonostante questo l'attacco francese fu un successo: alle 3 le truppe di Victor riuscirono a conquistare Sarmato costringendo le truppe di Ott a una ritirata su Castel San Giovanni.

Qui le truppe di Ott furono rinforzate dall'arrivo di tre battaglioni soldati austriaci comandati dal generale Melas e dalle avanguardie dell'esercito austro-russo comandate dal generale Chasteler. Nonostante questo i francesi continuarono nella loro offensiva su Castel San Giovanni, tuttavia venutisi a trovare in inferiorità numerica furono costretti a ritirarsi oltre a Sarmato che veniva così riconquistato dagli alleati. La battaglia si concluse alle 21 con la ritirata ordinata dei francesi coperti dalle truppe di Salme.. I francesi patirono più di mille tra feriti e caduti e circa catturati, mentre le perdite alleate non sono note..

18 e 19 giugno: il fiume Trebbia

Trovatosi in inferiorità numerica rispetto agli alleati, MacDonald decise di resistere confidando in un arrivo delle truppe di Moreau che avrebbero potuto colpire gli alleati da ovest, e sulla presenza delle truppe comandate da Jean François Cornu de La Poype che avrebbero potuto attaccare da sud, tuttavia il 18 le truppe di Veletsky li sorpresero nei pressi di Bobbio costringendoli a ritirarsi su Genova. La mattina del 18 MacDonald ispezionò il suo esercito, giudicandolo pronto a combattere gli alleati, in apparenza inattivi. Nel frattempo gli austro-russi decisero di attaccare i francesi dividendosi in tre colonne: la forza principale schierata sulla destra per colpire il fianco dell'armata francese era guidata dal generale Bagration, la seconda al centro era composta dalle divisioni guidate da Forster, mentre la terza colonna era composta dalle truppe comandate da Ott e da Fröhlich, con i granatieri comandati da quest'ultimo che avrebbero poi dovuto rafforzare il fianco destro per dare più peso all'attacco.. L'attacco scattò alle 11, nonostante Suvorov avesse voluto inizialmente farlo partire alle 7. Gli esploratori riportarono che i francesi difendevano la Trebbia da nord a sud lungo la linea San Nicolò-Gragnano Trebbiense-Casaliggio. Le truppe di Bagration guadarono il Tidone e attaccarono le truppe polacche di Dombrowski a sud di Casaliggio alle due del pomeriggio, cogliendole di sorpresa. Le truppe di Bagration furono poi fermate solo con l'arrivo delle divisioni di Rusca e Victor.