Biografia Si hanno scarse notizie sulla sua giovinezza: il padre, Charles senior, originario del Mississippi, era un artista di vaudeville abile a suonare il pianoforte, danzare e cantare, spesso impegnato in tournée e frequentava poco la famiglia, fino a quando, al compimento dei dieci anni di Charlie, l'abbandonò del tutto e iniziò un'attività lavorativa come cuoco alla Pullman Company. La madre invece appoggiò il percorso musicale del figlio aiutandolo, grazie anche alle opportunità offerte dalla scuola e dalla sua banda, ad approcciare al sassofono. Fu proprio la madre a regalargli il suo primo sassofono, all'età di 11 anni. A 13 anni Parker suona il sassofono baritono e un anno dopo aggiunge il contralto su cui, nei primi anni di apprendistato, si esercita anche per quindici ore al giorno.
Parker debutta a Kansas City nel 1937 con le orchestre di Lawrence Keyes, Harlan Leonard e Jay McShann, e con quest'ultima arriva sulla scena di New York, nel 1941. A quell'epoca aveva già cominciato a sviluppare un suo personalissimo stile che partendo da radici swing e blues apporta alla musica afro-americana un originale sviluppo improvvisativo caratterizzato da ardite sostituzioni armoniche e da una maggiore attenzione per il ritmo. Questo stile influenzerà molti musicisti dell'epoca diventando un vero e proprio linguaggio in seguito chiamato bebop.
New York Nel 1947 Parker si stabilisce definitivamente a New York e inizia a collaborare con i maggiori musicisti sulla scena, in particolare con il suo alter ego trombettistico Dizzy Gillespie. Insieme, si erano trovati a suonare nella band di Earl Hines, portati dal cantante Billy Eckstine, nel 1943. Sempre insieme, l'anno dopo, trasmigreranno nell'orchestra che Billy Eckstine mette in piedi. Questa formazione che per alcuni è stata la prima a poter essere chiamata bebop, aveva tra le sue file anche Art Blakey, Dexter Gordon, Fats Navarro, Sarah Vaughan e ci passerà pure Miles Davis. Dopo un anno, Bird e Dizzy, che già si esibivano in combo improvvisati, e a tarda notte partecipavano alle famose jam session del Monroe's e del Minton's, iniziano a fare serate nei locali della Cinquantaduesima strada, tra cui il Three Deuces e il The Onyx.
Nei gruppi di Parker si alternano durante gli anni Miles Davis, Howard McGhee, Red Rodney, Fats Navarro, Kenny Dorham (tromba), J. J. Johnson, Trummy Young (trombone), Lucky Thompson, Dexter Gordon, Wardell Gray (sax tenore), Milt Jackson (vibrafono), Bud Powell, John Lewis, Al Haigh, Clyde Hart, Hank Jones, Thelonious Monk, Red Garland (piano), Barney Kessel, Billy Bauer, Remo Palmieri (chitarra), Oscar Pettiford, Red Callender, Ray Brown, Charles Mingus, Curley Russell, Tommy Potter (contrabbasso), Max Roach, Specs Powell, Roy Haynes, Joe Harris, J. C. Heard (batteria).
Bebop
La fama di Charlie Parker esplode nel 1945Nel 1945 Charlie Parker incontrò il sassofonista Dean Benedetti, che rimase folgorato dalla sua musica, la quale gli cambiò letteralmente la vita. Benedetti trasformò la sua orchestra in un gruppo be bop e finì col seguire Parker a New York in ogni suo concerto e anche in ogni sua sregolatezza, incidendo i suoi assolo con un registratore portatile su vinile. È anche grazie a lui che oggi possiamo analizzare la musica di Parker, dato che Bird non mise mai per iscritto le sue idee musicali. proprio nei gruppi in cui milita assieme a Gillespie: le incisioni di Billie's Bounce, Ko Ko, Now's the Time, Ornithology (per citare solo alcune tra le più famose) rappresentano una vera e propria rivoluzione nel mondo musicale afro-americano, segnando per sempre la storia del jazz.
In particolare Ko Ko viene generalmente considerata la prima registrazione di un brano in stile bebop mai effettuata, oltre che il manifesto musicale del nascente genere.
Charlie Parker raccontò di avere accidentalmente "creato" il bebop mentre improvvisava suonando Cherokee, un brano di Ray Noble. Lo suonò così tante volte che alla fine ne aveva la nausea, ma si accorse che impiegando come linea melodica gli intervalli più alti degli accordi e mettendovi sotto armonie nuove, simili, stava suonando qualcosa di "nuovo", una sorta di ritmo musicale insolito che aveva dentro di sé. Ko Ko possiede un'introduzione parzialmente improvvisata e la struttura di base degli accordi basata su quella di Cherokee.Reisner, Robert George. Bird: The Legend of Charlie Parker, Da Capo Press, pag. 103 - ISBN 0306800691
Nella seduta del 1949 che riunisce le stelle dell'etichetta Metronome, Parker si confronta con le ottime partiture di Lennie Tristano (Victory Ball) e Pete Rugolo (Overtime), oltre che coi migliori solisti del periodo. Fondamentali le raccolte di incisioni per la Savoy Records, la Dial Records e la Verve Records nelle quali si possono confrontare i differenti assolo di Bird sullo stesso pezzo (alternate takes) e le bellissime esecuzioni estemporanee (jam sessions) con Johnny Hodges, Benny Carter, Ben Webster, Coleman Hawkins, Lester Young, Ella Fitzgerald, Roy Eldridge, Charlie Shavers, Buddy Rich, Oscar Peterson, Ray Brown, Flip Phillips.
Dipendenza da alcool e droga Parker era tossicodipendente dall'eroina fin dall'adolescenza,Woideck, Carl. Charlie Parker. Vita e musica, EDT/Siena Jazz, 2009, pag. 30, Ed. italiana a cura di F. Martinelli, ISBN 978-88-6040-242-4 e ciò gli causò svariati problemi anche nella professione: spesso mancava di presentarsi ai concerti o veniva licenziato perché si presentava strafatto.Woideck, Carl. Charlie Parker. Vita e musica, EDT/Siena Jazz, 2009, pag. 34, Ed. italiana a cura di F. Martinelli, ISBN 978-88-6040-242-4 Per soddisfare la sua dipendenza, frequentava gli spacciatori di strada (ad uno dei quali dedicò anche una sua celebre canzone, Moose the MoocheWoideck, Carl. Charlie Parker. Vita e musica, EDT/Siena Jazz, 2009, pag. 40, Ed. italiana a cura di F. Martinelli, ISBN 978-88-6040-242-4), riceveva prestiti e donazioni da colleghi e ammiratori, impegnò il proprio sassofono varie volte, ed arrivò persino a mendicare per strada quando si trovava a corto di denaro e senza una scrittura. La situazione di Parker era quella tipica risultante dalle forti connessioni tra l'abuso di droga e la scena jazz dell'epoca. Nonostante producesse ugualmente musica di gran valore in questo periodo, le cattive abitudini di Parker si fecero sempre più frequenti a causa della droga. Spesso l'eroina era difficile da procurarsi, soprattutto quando Parker si trasferì per un breve periodo in California dove la droga circolava di meno ai tempi rispetto che a New York, e a causa di ciò iniziò a bere pesantemente per compensarne la mancanza.
L'incisione di Lover Man e il ricovero al Camarillo Una celebre registrazione effettuata per la Dial Records il 29 luglio del 1946, fornisce evidenti dimostrazioni delle sue cattive condizioni di salute. Si racconta che per essere sicuri che tutto filasse per il verso giusto, il discografico Ross Russell a capo della Dial Records volle che in cabina di regia fosse presente anche uno psichiatra.Polillo, Arrigo. Jazz, Mondadori, 1975, pag. 587, ISBN 978-88-04-42733-9 Parker, infatti, era in quel periodo soggetto a sbalzi d'umore dovuti alle crisi d'astinenza e ai vari problemi di salute che lo affliggevano. Era spesso aggressivo, irascibile, quasi incapace di suonare, per poi di punto in bianco diventare cordiale, sereno e il grande musicista di sempre. Quella sera Bird stava male, sudava copiosamente, era confuso e non riusciva a coordinare i movimenti. Fu registrata a fatica Max is Making Wax; poi, dopo che il medico gli ebbe dato qualche pillola, Parker volle incidere un altro brano: Lover Man. Cominciò così una delle più celebri sedute di registrazione nella storia del jazz:
Alla seduta assistette anche il giornalista di Billboard Elliott Grennard, che qualche mese dopo pubblicò sull'esperienza un racconto intitolato Sparrow's Last Jump, pubblicato su Harper's Magazine nel maggio 1947. Parker, comunque, non era assolutamente soddisfatto della registrazionePolillo, Arrigo. Jazz, Mondadori, 1975, pag. 590, ISBN 978-88-04-42733-9 e anni dopo volle reincidere Lover Man, in una versione tecnicamente perfetta, ma inferiore alla prima per pathos, lirismo e intensità. Dopo aver inciso frettolosamente altri due brani, The Gypsy e Bebop, la seduta ebbe fine. Uno stremato Parker fu riaccompagnato in albergo, ma poco dopo dette in escandescenze, piombò nudo e urlante nell'atrio dell'hotel, e quando risalì in stanza cercò di appiccare il fuoco al letto, prima di essere portato via dalla polizia. Dopo una decina di giorni in prigione, fu internato nel reparto psichiatrico della casa di cura "Camarillo State Mental Hospital", a un centinaio di chilometri da Los Angeles, dove restò ricoverato per sei mesi, esperienza che ispirò a Bird il celebre brano Relaxin' at Camarillo.
Uscito dal manicomio, inizialmente Parker restò sobrio e "pulito" e incise alcune delle sue migliori registrazioni. Quando, però, lasciò la California per tornare a New York, ricominciò, continuando comunque a registrare dozzine di brani per le etichette discografiche Savoy e Dial, tra le sue cose migliori. Molte di queste incisioni furono eseguite dal cosiddetto "quintetto classico" che comprendeva anche Miles Davis e Max Roach.
Charlie Parker with Strings
Nel 1950 Bird incise a New York accompagnato da una grande orchestra d'archi. Fu l'unico successo finanziario di Parker in vita. I fan di vecchia data e i cultori del bebop gli rinfacciarono di essere diventato "commerciale" e Bird ne rimase molto deluso. In realtà era da diverso tempo che Parker coltivava il sogno di incidere la sua musica in un contesto "più classico" e, anche se i risultati non furono altrettanto validi e storicamente rilevanti rispetto alle incisioni con Gillespie degli anni quaranta, queste sedute con gli archi avrebbero avuto un impatto enorme sul proseguimento della sua carriera.
Parker, con il suo sax alto, rimane impareggiabile per tecnica, fantasia, originalità. È un uomo brillante, colto (ama Béla Bartók, Arnold Schönberg, Paul Hindemith e Igor' Fëdorovič Stravinskij), dotato di un naturale e mostruoso talento. È un solista formidabile, esuberante, capace di improvvisare a velocità fantastica, di inventare splendide melodie, di commuovere con il suo lirismo. Rappresentò per la comunità afro-americana del suo tempo il raggiungimento di una pari dignità con i bianchi.
Jazz at Massey Hall
Nel 1953, Charlie Parker si esibì alla Massey Hall di Toronto, in Canada, insieme a un super gruppo composto da Dizzy Gillespie, Charles Mingus, Bud Powell e Max Roach. Sfortunatamente, il concerto coincise con la messa in onda in televisione di un match di boxe per il titolo mondiale dei pesi massimi fra Rocky Marciano e Jersey Joe Walcott: ciò causò uno scarso afflusso di pubblico. Il concerto venne però registrato da Mingus e pubblicato su album con il titolo Jazz at Massey Hall, diventando ben presto un classico e uno dei concerti jazz più famosi in assoluto grazie all'incredibile cast dei musicisti impiegati. Per ragioni contrattuali, Charlie Parker poté partecipare al progetto solo sotto pseudonimo, venendo accreditato come "Charlie Chan" nelle note del disco (Chan era il nome della sua ultima ragazza).
Morte
L'eroina e i molti altri eccessi che avevano segnato tutta la sua vita lo uccisero mentre guardava la televisione, ospite della nobildonna e mecenate del jazz Pannonica de Koenigswarter. Il medico che esaminò la salma, il dottor Robert Freymann, non fu in grado di stabilire le cause della morte e stimò a sessantacinque anni l'età di Charlie Parker mentre ne aveva trenta in meno. La diagnosi ufficiale alla fine fu polmonite.
Lascito artistico