Esponente del Partito Radicale, già parlamentare europeo eletto in Italia, è stato segretario del Partito Radicale Transnazionale dall'8 aprile 1995 e il 30 aprile 2003.
Biografia Laureato in scienze politiche e sociali all'Université catholique de Louvain, aderisce al Partito Radicale nel 1981. Nel 1982 viene arrestato a Praga nel corso di una manifestazione in favore della democrazia e nel 1985 a Dubrovnik per un’azione volta all’ingresso della Jugoslavia nella CEE. Nel 1985 viene incriminato per diserzione per aver sostenuto che né la difesa militare né la difesa civile alternativa rappresentano delle difese efficaci di fronte alle minacce reali alla pace e alla sicurezza, costituite invece dall'assenza di democrazia nell'Unione Sovietica; nel 1986 viene condannato a due anni di reclusione e trascorre 11 mesi nelle prigioni belghe. Dal 1988 risiede a Budapest dove partecipa alla nascita del Partito Radicale Transnazionale: dal 1989 al 1993 coordina le attività del PRT nei paesi dell'Europa Centrale.
A Sofia, nel luglio 1993, viene eletto presidente del Consiglio Generale del PRT; a Roma, nell'aprile 1995, ne viene eletto segretario generale. Egli mantiene l'incarico sino al 30 aprile 2003, quando presenta le proprie dimissioni per differenze politiche con Marco Pannella.
Nel dicembre 1991 si reca con Marco Pannella e altri radicali nelle trincee di Osijek città assediata dall’esercito serbo, e vi indossa l'uniforme croata. Il 26 giugno 1995, a Cannes in occasione di una riunione del Consiglio europeo promuove la manifestazione "L'Europa muore o rinasce a Sarajevo" con Alexander Langer per l'adesione immediata della Bosnia all'UE. Tra le varie iniziative per l'istituzione del Tribunale ad hoc per i crimini commessi nell'ex Jugoslavia (TPIJ) porta avanti uno sciopero della fame di 28 giorni. Nel 1998 lancia la campagna per l'incriminazione per crimini di guerra e crimini contro l'umanità del presidente Slobodan Milošević e, nella primavera del 1999, consegna al vice procuratore del TPIJ oltre centomila firme di cittadini da tutto il mondo a sostegno della richiesta.
È subentrato al Parlamento europeo a marzo del 1996, a seguito delle dimissioni di Marco Pannella, dopo essere stato candidato alle elezioni del 1994 per la Lista Pannella, poi riconfermato nel 1999 per la Lista Bonino. È stato vicepresidente della Delegazione per le relazioni con le Repubbliche transcaucasiche Armenia, Azerbaigian, Georgia; membro della Commissione per gli affari esteri, la sicurezza e la politica di difesa e della Delegazione per le relazioni con l'Europa sud-orientale.
Da Segretario del Partito Radicale e parlamentare europeo organizza e porta avanti iniziative su più fronti, tra gli altri: federalismo europeo, antiproibizionismo sulle droghe, Organizzazione Mondiale delle Democrazie, riforma delle Nazioni Unite, democrazia nei Paesi del Maghreb, libertà per i popoli oppressi dal regime comunista cinese, in particolare Tibet e Xinjiang, ingresso dei Paesi caucasici e di Israele nell’Unione europea, democratizzazione dei Paesi del Sud-est asiatico.
Nel giugno 2001 manifestò a Saigon per la liberazione del leader religioso Thích Quảng Độ; venne per questo arrestato ed espulso.
In occasione del secondo anniversario del "Movimento del 26 ottobre 1999", movimento studentesco laotiano per la democrazia soppresso dal regime comunista, organizza una manifestazione a Vientiane il 26 ottobre 2001 con Silvja Manzi, Massimo Lensi, Bruno Mellano e Nikolaj Khramov per "la libertà, la democrazia e la riconciliazione in Laos". Arrestati, vengono interrogati a lungo e poi incarcerati per due settimane nella prigione di Phontong. Al termine di un processo-farsa, vengono condannati a due anni e mezzo di carcere ed espulsi dal Paese.
Porta avanti uno sciopero della fame che interrompe, dopo 40 giorni, il 26 febbraio 2004 in seguito all'adozione da parte del Parlamento europeo di due suoi emendamenti volti alla promozione del "Piano Akhmadov", che propone l'istituzione di un'amministrazione provvisoria delle Nazioni Unite sulla Cecenia, e del riconoscimento della deportazione del popolo ceceno ordinata da Stalin il 23 febbraio 1944 quale atto di genocidio.
Dal 2005 si considerava in “congedo” dalla politica militante ma ha continuato ad animare spazi di lotta politica, in particolare seguendo l'involuzione democratica russa e l'espansionismo di Vladimir Putin con l'invasione della Georgia prima e dell'Ucraina poi, con articoli, interventi e appelli.
Colpito da un cancro a fine 2025, ha scelto di sottoporsi a suicidio assistito a Saint-Gilles (Bruxelles), morendovi il 4 maggio 2026.
Note
Voci correlate Europarlamentari dell'Italia della IV legislatura,V legislatura
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