Il Governo della Romania (in lingua rumena: Guvernul României) è l'organo titolare del potere esecutivo in Romania, che è condiviso con la figura del Presidente della Romania. Ha anche diritto all'iniziativa legislativa.. Le sue funzioni sono regolate dal Capitolo III del Titolo III della Costituzione della Romania e dalla Legge 90 del 26 marzo 2001.
È composto dal Primo ministro, dai ministri e da altri membri. In suo subordine si trovano diversi organi e agenzie, nonché le 42 prefetture distrettuali che rappresentano il Governo nel territorio.
Ha sede nel Palazzo Victoria a Bucarest.
L'attuale governo in carica, dal 23 giugno 2025, è guidato dal Primo ministro Ilie Bolojan.
Storia
La prima forma embrionale di Governo in senso moderno nel territorio rumeno apparve nei principati di Valacchia e Moldavia, che tra il 1831 e il 1832 adottarono un documento dal valore costituzionale, il Regolamento organico (Regulament organic), che decretava l'istituzione di un corpo di ministri che rispondevano direttamente al principe..
Le due entità statali rimasero separate ed ebbero ognuna un proprio governo fino al 1862, quando le rispettive strutture istituzionali furono unificate. La Costituzione del 1866 accrebbe i poteri dell'assemblea parlamentare rispetto a quelli del monarca, riconoscendo alle due camere la possibilità di realizzare delle commissioni d'inchiesta e proporre la sfiducia dei ministri, introducendo il concetto di controllo sull'operato del Governo da parte del Parlamento. I ministri, quindi dovevano beneficiare del supporto tanto del Parlamento quanto del principe, da cui erano nominati e revocati e cui rispondevano personalmente..
Nel 1881 il principato si trasformò in un regno. La Costituzione del 1923 introdusse un nuovo assunto: il potere esecutivo era rappresentato dalla persona inviolabile del re, che lo esercitava per mezzo del Governo. Il sovrano aveva il diritto di nominare e revocare direttamente il primo ministro, che era incaricato di formare il Consiglio dei ministri. Ogni ministro, tramite lo strumento della controfirma, era responsabile per gli atti disposti del monarca.. Nel 1938 il re Carlo II varò una nuova Costituzione, che accrebbe i poteri del sovrano sottraendoli al Parlamento. La dittatura "reale" perdurò fino all'abdicazione del sovrano nel 1940. La reggenza fu assunta da Ion Antonescu, presidente del Consiglio dei ministri, che sospese la Costituzione e godette di pieni poteri. Il regime dittatoriale di Antonescu fu sovvertito dal colpo di stato del 23 agosto 1944 di Michele I. Seguì l'instaurazione di un Governo provvisorio, che riportò in vigore la Costituzione del 1923 con alcune riserve. Pur mantenendo il sistema monarchico, il Consiglio dei ministri fu trasformato nell'organo supremo dello Stato, che concentrava in sé tutti i poteri..
L'emergere dell'influenza del Partito Comunista Rumeno il 30 dicembre 1947 spinse il monarca ad abdicare, mentre nella stessa giornata fu proclamata la fondazione della Repubblica Popolare di Romania. In epoca comunista il Consiglio dei ministri era nominato e controllato dal Parlamento monocamerale della repubblica, la Grande Assemblea Nazionale. Le istituzioni furono un mezzo d'espressione per il Partito Comunista Rumeno fino alla rivoluzione del 1989, che rovesciò il regime di Nicolae Ceaușescu e avviò le riforme democratiche.
Nel 1989 l'organo di potere provvisorio, il Consiglio del Fronte di Salvezza Nazionale, emanò diversi atti semicostituzionali e si arrogò il diritto di nominare e approvare il Governo. In seguito alle elezioni del 1990 Petre Roman presiedette il primo Governo dell'era democratica, che fu designato dal Presidente provvisorio della Romania e approvato dal voto dall'assemblea costituente. Le previsioni riguardanti la nomina e l'investitura parlamentare furono riprese anche dalla Costituzione del 1991.
La Legge 37 del 1990 ridefinì il Governo come «l'organo centrale del potere esecutivo che esercita la pubblica amministrazione in tutto il territorio nazionale».. Nei decenni successivi all'entrata in vigore del nuovo testo costituzionale, la condivisione di parte del potere esecutivo con il Presidente della Romania, però, fu fonte di diversi conflitti tra i primi ministri e i capi di Stato, che ebbero ripercussioni sull'efficienza delle istituzioni. Un ulteriore fenomeno sviluppatosi in era democratica fu quello della decentralizzazione, con il trasferimento di attribuzioni e risorse alle autorità locali o ad altre agenzie governative. Dopo il 2000 furono create non meno di trenta nuove agenzie in subordine ai ministeri.
Descrizione Funzioni
Il ruolo del Governo è quello di assicurare il funzionamento e lo sviluppo del sistema economico e sociale dello Stato. Il gabinetto agisce per la realizzazione del programma di Governo presentato alle camere e approvato dal Parlamento. Il programma di Governo è il documento che definisce gli obiettivi che l'esecutivo si propone di realizzare nel corso del mandato. In base a quanto previsto dalla Legge 90 del 26 marzo 2001 il Governo svolge cinque funzioni..:
Strategica, con cui mette a punto la strategia di applicazione del programma di Governo. Regolamentativa, con cui assicura l'elaborazione del quadro normativo per la realizzazione degli obiettivi strategici. Amministrativa, con cui gestisce la proprietà pubblica e privata dello Stato e i servizi di cui è responsabile. Rappresentativa, con cui assicura, in nome dello Stato rumeno, la rappresentanza sul piano interno ed esterno. Di autorità, con cui assicura il controllo dell'applicazione dei regolamenti nel campo della difesa, dell'ordine pubblico, dell'economia e della società e la verifica del funzionamento degli organi statali in subordine al Governo.
Tra le proprie attribuzioni.:
Gestisce la pubblica amministrazione e garantisce l'applicazione delle leggi da parte degli organi sotto il suo controllo. Inizia progetti di legge e li trasmette al Parlamento per dibattito e adozione. Elabora i progetti di legge sul bilancio dello Stato. Approva strategie e metodologie per lo sviluppo economico. Realizza politiche in campo sociale sulla base del programma di Governo. Assicura la salvaguardia dell'ordine pubblico e dei diritti dei cittadini. Esegue misure per la difesa nazionale e sovvenziona le forze armate. Realizza la politica estera della Romania. Negozia i trattati internazionali. Amministra il patrimonio dello Stato. Sentito il parere della Corte dei conti istituisce organi specializzati in suo subordine. Presenta informazioni e documenti alle camere.. Emana atti normativi nei limiti delle deleghe riconosciute dal Parlamento. Nomina i prefetti..
Il Governo ha il potere di annullare gli atti amministrativi emessi dagli enti in suo subordine, nonché quelli dei prefetti..
Sedute Le sedute del Governo sono convocate e presiedute dal primo ministro. Fanno eccezione i casi, previsti dalla Costituzione, cui prende parte il Presidente della Romania. Il capo di Stato può partecipare alle sedute del Governo su problemi di interesse nazionale e riguardanti la politica estera, la difesa e l'ordine pubblico. Su altri argomenti può partecipare solamente su richiesta del primo ministro..
Il gabinetto si riunisce settimanalmente per discutere questioni di politica interna ed esterna o aspetti generali di gestione della pubblica amministrazione. L'agenda di lavoro del Governo si compone di due parti e tra i punti comprende l'elaborazione di progetti di atti normativi, rapporti, note, memorandum, posizioni, linee politiche, circolari e altri documenti.
Il processo decisionale tramite il quale il Governo adotta i progetti per le politiche pubbliche o gli atti normativi avviene in due fasi, che consistono in una riunione preliminare in cui i ministri stabiliscono le misure di coordinamento e consulenza, e in una seduta di Governo che ne delibera l'approvazione o il respingimento.
Controllo parlamentare Il Governo è politicamente responsabile di fronte al Parlamento che, oltre ad avere il potere di concedere e ritirare la fiducia all'esecutivo, è il suo organo principale di controllo.
Le camere, infatti, possono ricorrere ad interrogazioni e interpellanze rivolte ai membri del Governo per ottenere precisazioni o spiegazioni. Deputati e senatori hanno il diritto di chiedere informazioni o documenti agli organi di Stato e questi hanno l'obbligo di fornirle tramite l'intermediazione dei presidenti delle due camere.
I membri del Governo hanno accesso ai lavori del Parlamento e, se espressamente richiesto dalle camere, la loro presenza in aula è obbligatoria..
Atti del Governo Il Governo adotta due tipi di atti normativi:
Decisioni (Hotărâri) Vengono emanate per regolamentare le disposizioni necessarie per l'applicazione delle leggi. Ordinanze (Ordonanțe) Possono essere:
Ordinanze semplici, vengono emanate sulla base di speciali leggi adottate dal Parlamento, che delegano il Governo a legiferare su specifici campi in un determinato arco temporale. Se specificato, dopo l'emanazione le ordinanze del Governo possono essere soggette ad un'ulteriore approvazione da parte del Parlamento. Ordinanze d'urgenza, emanate solamente in situazioni straordinarie la cui regolamentazione non può essere rinviata. Entrano in vigore immediatamente dopo la trasmissione in Parlamento, che per dibattito e votazione agisce in procedura d'urgenza, anche se l'ordinanza è già stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale (Monitorul Oficial). Per l'adozione vengono equiparate alle leggi organiche e hanno bisogno del voto della maggioranza del numero totale dei membri di ogni camera.
Sia le ordinanze semplici per le quali sia prevista l'approvazione parlamentare prima dell'entrata in vigore, sia le ordinanze d'urgenza che vengono dibattute dopo la loro emanazione, vengono ratificate dal Parlamento tramite legge. Se prima del dibattimento parlamentare le ordinanze hanno prodotto effetti giuridici, le camere adottano anche le misure necessarie per la loro regolamentazione..
Decisioni e ordinanze possono essere adottate in presenza della maggioranza dei membri del Governo. In caso di mancanza di consenso, la decisione finale viene presa dal primo ministro..
Gli atti del Governo vengono firmati dal primo ministro e dai ministri che per campo di competenza hanno l'obbligo di applicarli..
Nomina e mandato Il Presidente della Romania designa il candidato alla funzione di primo ministro, previa consultazione con il partito che detiene la maggioranza assoluta in Parlamento, o con le delegazioni di tutti i partiti parlamentari nel caso in cui non esista una situazione di maggioranza politica. Entro dieci giorni dalla designazione, il candidato a primo ministro chiede al Parlamento riunito in seduta congiunta l'approvazione del suo programma di governo e della lista dei ministri da lui scelti. È necessario il voto favorevole della maggioranza dei deputati e dei senatori..
L'art. 89 del testo costituzionale prevede che nel caso in cui nessun primo ministro designato riesca ad ottenere un voto d'investitura parlamentare nell'arco di sessanta giorni, contati a partire dal primo voto di bocciatura, il Presidente della Romania abbia facoltà di sciogliere le camere, sentito il parere dei presidenti di Camera dei deputati e Senato e dei leader dei gruppi parlamentari. Non trattandosi di un obbligo, superati i sessanta giorni il capo di Stato può decidere anche di sottoporre al Parlamento ulteriori proposte per il ruolo di premier. Per attivare l'art. 89 è necessario che il Parlamento abbia respinto almeno due proposte di primo ministro.
I membri del Governo investito dal Parlamento, quindi, prestano individualmente giuramento di fronte al Presidente della Romania. Il Governo entra in carica dalla data del giuramento..