La guerra di successione spagnola fu uno dei più importanti conflitti europei combattuti nel XVIII secolo. La causa immediata fu la morte nell'anno 1700 dell'ultimo re di Spagna della casa d'Asburgo, Carlo II; la questione di chi avrebbe dovuto succedergli preoccupava i governi di tutta Europa e i tentativi di risolvere il problema con una spartizione dell'Impero spagnolo tra i candidati eleggibili proposti dalle varie casate fallirono. Sul letto di morte Carlo II decise di affidare tutto l'Impero spagnolo al suo pronipote Filippo, nipote di re Luigi XIV di Francia; con Filippo contemporaneamente al governo della Spagna e parte della linea di successione francese, Luigi XIV avrebbe finito con il riunire due dei troni più potenti d'Europa e rompere così gli equilibri della stabilità europea.
Per contrastare la crescente influenza di Luigi XIV, l'Inghilterra, le Province Unite e l'Austria, assieme ai loro alleati nel Sacro Romano Impero, riformarono la Grande Alleanza della Lega di Augusta e sostennero le pretese di Leopoldo I d'Asburgo sull'intero insieme dei possedimenti spagnoli per conto di suo figlio secondogenito, l'arciduca Carlo. Inglesi, olandesi e austriaci dichiararono quindi guerra alla Francia nel maggio 1702. Si voleva evitare che si ricreasse un blocco di potere dominante in Europa, simile a quello di Carlo V, che controllava Spagna, Paesi Bassi, Italia meridionale e Sacro Romano Impero.
Nel 1708 il duca di Marlborough e il principe Eugenio di Savoia avevano assicurato la vittoria della coalizione imperiale nei Paesi Bassi spagnoli e in Italia; la Francia quindi subì l'invasione, ma la tenacia da essa dimostrata, la sconfitta dei coalizzati in Spagna e l'aumento delle perdite umane e finanziarie spinsero l'Inghilterra a progettare l'uscita dal conflitto. Francesi e inglesi prepararono il terreno per una conferenza di pace da tenersi nel 1712; olandesi, austriaci e tedeschi continuarono a combattere per rafforzare le loro posizioni negoziali, ma vennero sconfitti dal maresciallo Villars e costretti ben presto ad accettare le trattative avviate dagli anglo-francesi.
Secondo i termini del trattato di Utrecht (1713) e della pace di Rastatt (1714), l'Impero spagnolo venne spartito tra potenze maggiori e minori: gli austriaci ricevettero gran parte dei territori europei spagnoli, ma Filippo, dopo aver rinunciato ai propri diritti sulla corona francese, continuò a regnare sulla Spagna peninsulare e l'America spagnola, mantenendo così il bilanciamento tra le potenze europee.
Le cause
Una questione di successione Il 1º novembre 1700 morì il re di Spagna Carlo II d'Asburgo, da tempo malato. A rigore, l'eredità sarebbe toccata alla sorella Maria Teresa di Spagna, moglie del re di Francia Luigi XIV, la quale aveva, però, rinunciato alla successione prima di morire nel 1683; Luigi XIV non riteneva però valida questa rinuncia e appoggiava, per questa ragione, le pretese del figlio, il Delfino di Francia Luigi, e dei figli di questi, Luigi e Filippo di Borbone. Ad avanzare pretese non del tutto illegittime sul trono di Spagna vi erano poi Leopoldo I, imperatore del Sacro Romano Impero, cognato di Carlo II e rappresentante del ramo austriaco degli Asburgo, il principe elettore di Baviera Massimiliano II Emanuele a nome del figlio ancora minorenne Giuseppe Ferdinando, nonché Vittorio Amedeo II di Savoia. Carlo II d'Asburgo, nel fare testamento, adottò proprio l'unica soluzione rigettata unanimemente da tutti gli altri regnanti, ma vincolata al principio della rigida, formale e sostanziale separazione delle corone francese e spagnola: lasciare indivisa la propria eredità nelle mani di un solo sovrano, in questo influenzato dalla moglie Maria Anna del Palatinato-Neuburg e dai consigli degli inviati papali. Cinque giorni dopo la morte di Carlo II, per disposizione testamentaria del defunto re, venne proclamato nuovo sovrano di Spagna il pronipote Filippo di Borbone, duca d'Angiò e nipote di Luigi XIV di Francia, che assunse il nome di Filippo V.
A causa delle pessime condizioni di salute in cui versava Carlo II fin dalla nascita, già da molto tempo prima che egli scomparisse le grandi monarchie d'Europa avevano iniziato ad avanzare varie ipotesi di successione ratificate in accordi segreti. Paesi Bassi e Inghilterra desideravano dividersi l'immensa eredità spagnola: territori in Nordafrica, in America e in Asia, Napoli e la Sicilia, il Ducato di Milano, lo Stato dei Presidi, il Marchesato di Finale, le Isole Baleari, Gibilterra, i Paesi Bassi meridionali e la Sardegna. La Spagna, benché se ne riconoscesse generalmente la decadenza economica e politica, aveva a disposizione un'estensione territoriale tale da allettare le altre nazioni europee con la prospettiva di vantaggiosi traffici commerciali. Tutte le ipotesi formulate avevano quindi come obiettivo principale lo smembramento della grande potenza economica e militare della Spagna, e il perché era fin troppo evidente: l'Impero spagnolo, infatti, unendosi integralmente a uno qualunque dei troni delle grandi potenze europee avrebbe fatto spostare certamente l'asse dell'equilibrio politico-militare ed economico a favore di quest'ultimo, rendendo difficilmente governabile il rapporto tra gli Stati e impossibile il mantenimento della pace.
Per evitare il profilarsi di una guerra aperta, già a fine Seicento vi erano stati dei trattati che avevano cercato di formalizzare una partizione nei domini spagnoli di Carlo II. Il primo trattato di partizione, siglato dal duca di Tallard e dal conte di Portland il 26 settembre 1698 e ratificato l'11 ottobre, assegnava Napoli e la Sicilia, i porti toscani, Finale e la provincia basca di Gipuzkoa al Delfino di Francia; al figlio secondogenito di Leopoldo I, l'arciduca Carlo, sarebbero spettati il Ducato di Milano e le sue dipendenze, mentre il grosso dell'impero – la Spagna peninsulare, i Paesi Bassi spagnoli, la Sardegna e i territori d'oltremare - sarebbero passati al principe bavarese Giuseppe Ferdinando.. Sotto Giuseppe la monarchia spagnola sarebbe rimasta indipendente sia dal controllo francese sia da quello austriaco, ma la sua morte prematura nel febbraio del 1699 rese necessaria la sottoscrizione di un secondo trattato di partizione, siglato da Guglielmo III d'Inghilterra e dal duca di Tallard l'11 giugno, e poi ratificato dagli Stati Generali il 25 marzo 1700.; ; .
Secondo questo nuovo trattato, l'arciduca Carlo avrebbe ricevuto la Spagna, i Paesi Bassi spagnoli, la Sardegna e i territori oltremare, mentre il Delfino di Francia avrebbe ottenuto la provincia di Gipuzkoa e il resto dei possedimenti spagnoli in Italia, prevedendo di scambiare Milano con il Ducato di Lorena.; . Se il duca di Lorena avesse rifiutato tale scambio, Luigi XIV aveva pensato di fare tale proposta al duca di Savoia. Per Leopoldo I, a ogni modo, il controllo della Spagna sul suo impero coloniale era meno importante del controllo dell'Italia, e in particolare di Milano che riteneva essenziale per assicurare il fianco sud-occidentale dell'Austria. Anche se Leopoldo I avrebbe finito per accettare questa partizione, certo non era d'accordo nell'intento delle altre potenze di voler estromettere gli austriaci dall'Italia e pertanto l'imperatore personalmente si oppose a questo trattato.; .
Nella mente dei ministri spagnoli vi era innanzitutto la necessità di preservare intatto il loro impero e mantenerlo a sicuro dalle altre potenze.; . La conservazione dell'intero impero fu una delle ossessioni principali negli ultimi mesi di vita di Carlo II, ma i grandi di Spagna, guidati in primis dal cardinale Luis Manuel Fernández Portocarrero y Guzmán, sapevano che militarmente parlando la nazione era alla mercé di Francia e Austria, stante la mancanza di una vera e propria marina militare. Come conseguenza Carlo II, pressato sul letto di morte dai suoi ministri, il 3 ottobre 1700 annullò le rinunce imposte a Maria Teresa e lasciò la sua intera eredità al nipote di Luigi XIV, Filippo duca d'Angiò.
Il preludio
La notizia che Luigi XIV aveva accettato le ultime volontà di Carlo II e che il secondo trattato di partizione era ormai stato annullato fu un duro colpo per Guglielmo III d'Inghilterra, che riteneva che Filippo V sarebbe stato nient'altro che un fantoccio della Francia. A ogni modo, in Inghilterra molti capirono che l'accettazione del testamento di Carlo II sarebbe stata preferibile a un trattato che avesse visto la Francia estendere ulteriormente i propri territori, aggiudicandosi tra l'altro Napoli e Sicilia e quindi potendo in tal modo controllare il commercio inglese verso il Levante. Dopo gli sforzi della guerra della Grande Alleanza, la Camera dei comuni inglese, dominata dal partito Tory, era seriamente intenzionata a prevenire futuri conflitti e a restaurare la normale attività commerciale; a Guglielmo III tuttavia la crescita e il rafforzamento della Francia parevano portare a una guerra inevitabile, e assieme ad Anthonie Heinsius, Gran Pensionario d'Olanda e de facto capo esecutivo dello Stato olandese, aveva fatto dei preparativi in tal senso.; Gibbs, G. C: The Revolution in Foreign Policy, in ; .
Il primo atto di Luigi XIV fu il riconoscimento di Filippo V nella linea di successione al trono francese, invocando la dottrina del diritto divino dei re. Ciò portò a far sorgere il terrore che un giorno Francia e Spagna rimanessero unite sotto il governo di un solo monarca, cosa che era in diretta contraddizione col testamento di Carlo II;; . quindi, all'inizio del febbraio 1701, Luigi XIV si mosse per assicurare la successione borbonica nei Paesi Bassi spagnoli e inviò delle truppe alle fortezze della "Barriera", possedimenti olandesi che Guglielmo III aveva reso sicuri con il trattato di Rijswijk. I Paesi Bassi spagnoli erano di vitale interesse strategico per gli olandesi in quanto svolgevano la funzione di zona cuscinetto tra la Francia e la Repubblica, ma l'incursione francese era anche protesa a minare gli interessi commerciali olandesi nella regione, dal momento che non vi erano prospettive di mantenere il canale della ScheldaSecondo i termini della pace di Westfalia (1648) la Spagna aveva garantito la chiusura permanente del canale della Schelda di modo da farne beneficiare il commercio olandese. In cambio gli olandesi avevano promesso di provvedere il necessario aiuto militare contro le incursioni francesi nei territori dei Paesi Bassi spagnoli. – restrizioni che assicuravano alla Repubblica una posizione primaria nel commercio europeo. L'Inghilterra aveva anch'essa dei propri interessi nei Paesi Bassi spagnoli, e i ministri riconobbero un potenziale pericolo posto da un nemico fisso a est dello stretto di Dover il quale, approfittando di una situazione favorevole, avrebbe potuto attaccare l'arcipelago britannico..; .
Luigi XIV si mosse poi affinché gli spagnoli garantissero privilegi particolari ai commercianti francesi in tutto l'Impero, con l'intento di mettere in crisi i mercanti inglesi e olandesi.; . Per molti, Luigi XIV stava facendo ancora una volta l'arbitro d'Europa: sebbene i suoi comportamenti non fossero molto chiari all'epoca,Gli storici sono ancora oggi divisi sulla condotta di Luigi XIV in questo frangente ritenendolo talvolta arrogante, talvolta ragionevole, fatti che comunque portavano sempre verso l'imminente guerra. i ministri inglesi lavorarono incessantemente nel cercare di comprendere tramite spie e carteggi se Luigi XIV stesse cercando di espandere il suo territorio per dominare direttamente o indirettamente gli affari interni ed esteri spagnoli. Con la prospettiva di una sola potenza dominante il commercio e la politica europea e d'oltremare, Londra chiedeva ora a Guglielmo III di impegnarsi «in unione con l'imperatore e gli Stati Generali, per preservare le libertà dell'Europa, della proprietà e della pace in Inghilterra, riducendo l'esorbitante potere della Francia».. Istruzioni di Guglielmo III al duca di Marlborough a Le Hague, 26 febbraio 1701.