Data la brevità del suo pontificato, Clemente IX non poté incidere nella politica pontificia, tuttavia, il suo periodo presso la Curia romana fu molto fecondo. Giulio Rospigliosi viene ricordato anche per la sua opera di librettista e per il suo contributo nella determinazione dei gusti e degli orientamenti del melodramma romano del Seicento.

Biografia Giulio Rospigliosi nacque a Pistoia dal nobile Girolamo Rospigliosi e da Maria Caterina Rospigliosi, primo di quattro figli. La famiglia Rospigliosi, proveniente da Pistoia e di antiche origini lombarde, inserita nel patriziato cittadino, era imparentata con le più importanti famiglie locali (tra cui Panciatichi, Cellesi, Sozzifanti e Banchieri). Giulio iniziò a studiare nella città natia dove, non ancora quattordicenne, ricevette la tonsura e gli ordini minori dal vescovo Alessandro del Caccia. Il 14 marzo 1614 si trasferì al Seminario di Roma. Frequentò le lezioni del Collegio Romano retto dai Gesuiti; ebbe come precettori personaggi del calibro di Tarquinio Galluzzi, Famiano Strada, Alessandro Donati(1584-1640), Bernardino Castelli e Bernardino StefonioGiuseppe De Novaes, Elementi della Storia De' Sommi Pontefici da San Pietro, Roma, 1822, p. 181.. Si iscrisse quindi all'Università di Pisa (1618), dove si laureò in teologia, in filosofia e in utroque iure (1623). Fu membro dell'Accademia degli Svegliati.

Nel 1624 tornò a Roma ed entrò al servizio del cardinale Antonio Barberini, fratello di Urbano VIII. Una volta entrato al servizio del nobile cardinale, i suoi rapporti con questa famiglia compresero il Papa, i cardinali Antonio Barberini iuniore e Francesco Barberini ed il prefetto di Roma, Taddeo Barberini. Da questi personaggi, il futuro papa imparò le regole della vita di Curia ed imparò a conoscere i problemi della politica europea.

In questo periodo Giulio Rospigliosi divenne uno degli autori più in vista del teatro musicale romano. Fu autore, infatti, dei libretti, in versi, dei seguenti melodrammi: Sant'Alessio; Erminia sul Giordano (ispirata alla Gerusalemme liberata); Didimo e Teodora (ispirato alla vita dei due santi martirizzati nel IV secolo); Egisto o Chi soffre speri.

Grazie, anche, alla vicinanza con Urbano VIII Barberini, Giulio Rospigliosi iniziò a scalare tutti i gradini della carriera curiale, fino alla nomina a nunzio apostolico in Spagna. Il successore di Urbano VIII, Innocenzo X (1644-1655), fu invece uno strenuo avversario della famiglia Barberini. Giulio Rospigliosi quindi non si mosse da Madrid in attesa degli eventi.

Tornato a Roma nel 1653, iniziò a pensare di ritirarsi nella sua Pistoia, ma nel 1655 l'elezione di Alessandro VII determinò una svolta nella sua carriera. Ottenne il prestigioso incarico di Cardinale segretario di Stato e, nel concistoro del 9 aprile 1657, fu creato cardinale presbitero. Nel suo nuovo incarico si guadagnò la stima e la benevolenza sia della Curia sia della Francia (la stima spagnola se l'era guadagnata nel periodo di nunziatura).

Con il ritorno a Roma dei Barberini, che nel frattempo erano stati perdonati, Rospigliosi tornò ad occuparsi di librettistica e fece debuttare nuove opere (sia sacre che profane), scegliendo personalmente i compositori cui affidarle. Durante il suo soggiorno spagnolo, durato quasi 10 anni, era venuto in contatto con l'operistica locale. Nella seconda parte della sua carriera operistica apportò una svolta radicale alla librettistica e introdusse, nel teatro musicale italiano, innovazioni apportate nel Siglo de Oro dall'altro versante dei Pirenei : Dal male il bene (1654); La vita umana (1655); Le armi e gli amori (1656).

Cronologia incarichi 1632: è dapprima referendario dei Tribunali della Segnatura Apostolica, poi è segretario della Congregazione dei Riti; 24 dicembre 1636: è canonico della Basilica di Santa Maria Maggiore (poi diventerà vicario); È giudice a latere della legazione di Avignone (in Francia); 1641-1643: è segretario per i brevi ai principi; 4 gennaio 1643: è sigillatore della Penitenzieria Apostolica; 14 marzo 1644 – 9 aprile 1657: è nominato arcivescovo titolare dell'Arcidiocesi di Tarso (consacrato vescovo il 29 marzo 1644, martedì santo, nella cappella vaticana di Pio V, da Antonio Barberini, assistito da Celso Zani, già vescovo di Città della Pieve e da Giovanni Battista Scanaroli, vescovo di Sidone); 14 luglio 1644 – gennaio 1653: è nunzio apostolico in Spagna; 1653-1655: richiamato nella Curia romana, è canonico della Basilica di Santa Maria Maggiore; 8 gennaio – 15 aprile 1655: è temporaneamente governatore di Roma; 15 aprile 1655 – 22 maggio 1667: è Cardinale segretario di Stato; 9 aprile 1657: è creato cardinale presbitero; il 23 aprile riceve il titolo di San Sisto; 20 giugno 1667: viene eletto romano pontefice.

Opere

I libretti di Giulio Rospigliosi, ad eccezione del Chi soffre speri (Roma 1639, Stamperia della Reverenda Camera apostolica), sono tutti inediti e si ricavano dalle partiture.

Melodrammi Il Sant'Alessio (musica di Stefano Landi, scenografie di Gian Lorenzo Bernini, debuttò l'8 marzo 1631Secondo altre fonti, il 2 marzo.); Erminia sul Giordano (ispirata alla Gerusalemme liberata, debuttò a Palazzo Barberini nel 1633); Didimo e Teodora (1635); Egisto o Chi soffre speri (andato in scena nel 1637 anch'esso a Palazzo Barberini, fu una delle prime commedie musicali del teatro italiano); Il San Bonifazio (1638); La Genoinda (1641); Il palazzo incantato d'Atalante (1642); Il Sant'Eustachio (1643); Dal male il bene (1654, prima opera lirica di argomento comico e caratterizzata dall'uso del recitativo secco); La vita humana (1655); L'armi e gli amori (1656); La comica del Cielo.

Drammi La Datira; L'Adrasto (attribuzione); La Sofronia.

Prose Chori militares; [Discorso] dello scorruccio; Discorso sull'"Elettione".

Oratori Isacco e Gioseffo

Cantate Il Lamento d'Arione

Il conclave del 1667

Il conclave si aprì il 2 giugno con 61 cardinali, raggiunti, in seguito, da ulteriori tre. Si concluse il 20 giugno con la partecipazione di 64 cardinali. Dal conclave uscì papa Giulio Rospigliosi. Non fu estranea alla sua elezione l'opera del gruppo dei cardinali “liberi” (il cosiddetto Squadrone volante), guidato da Decio Azzolino. Il nuovo pontefice fu incoronato il 26 giugno nella basilica patriarcale Vaticana dal protodiacono Rinaldo d'Este. Scelse il seguente motto: aliis non sibi clemens ('Clemente con gli altri, ma non con se stesso').

Il pontificato

Rapporti con le istituzioni della Chiesa Con il motu proprio Nos volentes (2 agosto 1667) ribadì i privilegi dei membri del Sacro collegio. Altre disposizioni furono date nel motu proprio Cum a prima (28 febbraio 1668); Con la bolla Romanus Pontifex del 6 dicembre 1668 soppresse la Congregazione dei Canonici di San Giorgio in Alga, degli Eremiti di San Girolamo di Fiesole e quella maschile dei Gesuati di Pistoia, a causa della rilassatezza dei costumi. La congregazione maschile dei Gesuati, fondata dal beato Giovanni Colombini, lasciando attiva la Congregazione femminile, venne sacrificata per non confondersi con il crescente ordine di sant'Ignazio di Loyola.

Approvazioni pontificie Con bolla del 27 luglio 1668 riconobbe l'istituzione dell'Ordine della Croce stellata, ordine cavalleresco femminile fondato nell'ambito dell'Impero austriaco; Con il breve In ipsis pontificatus nostri primordiis (6 luglio 1669) il pontefice istituì la Congregazione per le indulgenze e le sacre reliquie; Con un breve del 1667 il pontefice sancì l'autonomia, giuridica e spirituale, delle quattro congregazioni eremitiche camaldolesi; Il pontefice approvò le Costituzioni della Congregazione degli eremiti camaldolesi di Monte Corona (15 ottobre 1669) Ripristinò integralmente l'Ordine dei Piaristi con i voti solenni (breve Iniuncti nobis, 23 ottobre 1669). Stabilì l'appartenenza della missione cattolica del Siam (fondata dalla Società per le missioni estere di Parigi) alla giurisdizione del vicariato apostolico di Nanchino (breve Cum civitas Iuthia del 4 giugno 1669).

Decisioni generali ecclesiastiche Il 4 febbraio 1669 Clemente IX indisse un giubileo straordinario per la Francia e per invocare l'aiuto di Dio contro i Turchi (costituzione apostolica In hoc). Il 6 maggio 1669 proclamò un nuovo giubileo straordinario per invocare l'aiuto di Dio in difesa della Repubblica di Ragusa contro i Turchi. Il 17 luglio 1669 pubblicò la bolla Sollicitudo con la quale comminava la scomunica ai missionari che si dedicassero ad attività commerciali.

Decisioni in materia dottrinale Giansenismo

Il predecessore Alessandro VII aveva chiesto ai vescovi francesi di sottoscrivere una Formula di condanna pontificia delle proposizioni contenute nell'Augustinus di Giansenio. Tutti la firmarono tranne cinque vescovi. Alessandro VII voleva obbligarli ad accettare, ma Clemente IX, su suggerimento del nunzio apostolico in Francia, cardinale Pietro Bargellini, decise di adottare una linea moderata. Si arrivò ad un compromesso con l'episcopato francese: la sottoscrizione del Formulario rimaneva obbligatoria, ma era consentito mantenere un “silenzio deferente sulle questioni di fatto” (detto anche “silenzio ossequioso”)Il giansenista Antoine Arnauld teorizzò la formula del silenzio ossequioso in base alla quale i giansenisti tenevano per sé le loro critiche all'autorità ecclesiastica ed esternamente confermavano il rispetto in nome dell'unità della Chiesa.. Nel 1668 Clemente IX proclamò la fine del dissidio e la raggiunta “Pace della Chiesa”. I cinque vescovi dissenzienti sottoscrissero la Formula, esprimendo tuttavia la loro vera convinzione a voce e in un protocollo segretoLudwig Hertling e Angiolino Bulla, Storia della Chiesa. La penetrazione dello spazio umano ad opera del cristianesimo, Città Nuova, 2001, pag. 384.. Clemente IX si ritenne soddisfatto della dichiarazione ufficiale e pubblicò la bolla Venerabilis Frater (19 gennaio 1669), conosciuta come Pax ClementinaLuigi Fontana Giusti, Port-Royal, Utrecht, Pistoia: Il movimento giansenista nella storia religiosa e nella formazione morale della società europea, Gangemi editore, p. 47..

Decisioni in materia liturgica Clemente IX diede sviluppo alla liturgia dell'Immacolata stabilendo nel 1667 che la festa dovesse essere celebrata per gli otto giorni seguenti l'8 dicembre (ottava)Giovanni Croiset, Le vite de' Santi per tutti i giorni dell'anno, Baglioni 1728, p. 586.. Il predecessore Alessandro VII aveva fatto alcune concessioni ai missionari gesuiti relativamente ai riti cinesi. Clemente IX revocò tali concessioni (20 novembre 1669). Il pontefice esortò i fedeli armeni che erano entrati in comunione con Roma ad abbandonare il rito armeno per passare al rito latinoGaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni, vol. XIV, Venezia 1842, p. 55..

Relazioni con i monarchi europei Francia Clemente IX riuscì a continuare nella lotta al giansenismo senza pregiudicare i rapporti con la Corona; anzi essi migliorarono apprezzabilmente. Il pontefice promise una contropartita a Luigi XIV, che acconsentì alle nomine dei sacerdoti nei territori di nuova colonizzazione da parte della Santa Sede.

Il pontefice fece dono della rosa d'oro a Maria Teresa d'Asburgo, regina consorte di Francia.

Portogallo Nel 1666 il re del Portogallo Alfonso VI di Braganza si sposò con Maria Francesca di Savoia-Nemours. Un anno dopo, però, la consorte chiese l'annullamento delle nozze. Nel 1668 Clemente IX sancì la nullità del matrimonio. Nello stesso anno 1668 Spagna e Portogallo firmarono il Trattato di Lisbona, che pose fine alla guerra iniziata con la dichiarazione d'indipendenza portoghese del 1640. Per tutti i 28 anni di durata della guerra la Santa Sede aveva rinunciato a nominare nuovi vescoviCarlo Fea, Nullità delle amministrazioni capitolari abusive, 1815, p. 10.. Nel 1669 Clemente IX effettuò le prime nomine.

La guerra contro i Turchi