Personaggio internazionale noto e controverso, è stato designato come successore dal padre Ḥāfiẓ al-Asad e ha governato la nazione in seguito alla sua morte avvenuta per arresto cardiaco. Numerosi analisti sostengono che il governo della famiglia al-Assad sulla Siria sia stato un regime dittatoriale. Nelle elezioni presidenziali in Siria del 2000 e del 2007, in cui era l'unico candidato, ha ricevuto rispettivamente il 97,29% e il 97,6% dei voti totali. Nonostante agli inizi della sua presidenza fosse inquadrato a livello internazionale come un potenziale riformatore, avendo dichiarato pubblicamente di voler ottenere una normalizzazione delle relazioni tra Siria e Israele, nel 2011 gli Stati Uniti, l'Unione europea e la maggioranza della Lega araba hanno chiesto le dimissioni di Assad dopo che nella nazione erano avvenute violente repressioni contro i manifestanti della Primavera araba.

In seguito alla fornitura di armamenti alle formazioni ostili al governo da parte di numerose nazioni straniere, le manifestazioni pacifiche furono progressivamente sostituite da scontri armati su larga scala e le violenze aumentarono esponenzialmente fino a trasformarsi in una sanguinosissima guerra civile nell'anno successivo. Assad è stato accusato da diverse organizzazioni internazionali (come l'ONU e ONG come Amnesty International) di aver commesso crimini di guerra e crimini contro l'umanità durante la guerra civile siriana.

In ambito ONU, sulla figura di Baššār al-Asad si è verificata una profonda spaccatura tra i due blocchi dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, costituiti da Stati Uniti d'America, Francia e Regno Unito che durante la guerra hanno espresso sostegno agli insorti e da Russia e Cina che invece hanno sostenuto il suo governo sia in ambito diplomatico sia in quello militare. Assad è stato riconfermato presidente nel 2014 ottenendo l'88,7% dei voti e nel 2021 ottenendo il 95,1% dei voti; le elezioni sono state boicottate dall'opposizione, si sono svolte in assenza di osservatori indipendenti e non sono considerate libere e legittime dalla comunità internazionale.

Nel novembre 2024 una coalizione di ribelli siriani ostili al regime siriano e guidati da Abū Muḥammad al-Jawlānī ha effettuato un'estesa serie di attacchi nel paese con l'intenzione di rovesciare al-Asad. Dall'8 dicembre successivo, giorno dell'ingresso a Damasco delle truppe ribelli, è in asilo politico in Russia, sotto la protezione del governo di Vladimir Putin. Tale vicenda ha causato un cambio di regime e la fine di oltre 50 anni di governo della sua famiglia sulla Siria.

Biografia Baššār al-Asad è nato a Damasco l'11 settembre 1965, secondogenito del presidente siriano Ḥāfiẓ al-Asad e di Anīsa Makhlūf. Cresciuto nella capitale siriana, ha conseguito la laurea in medicina nel 1988 presso l'Università di Damasco ed ha lavorato nell'ospedale militare della città fino al 1992, quando si è trasferito nel Regno Unito per specializzarsi in oculistica, frequentando il Western Eye Hospital di Londra.

Morte di Bāsil al-Asad

Senza tenere in alcun conto gli ideali del partito Baʿth al quale apparteneva, Hafiz al-Asad programmò attentamente la sua successione alla carica presidenziale ricercandola all'interno della sua famiglia e del suo gruppo religioso alauita. Baššār studiava a Londra e sembrava mostrare scarso interesse per la vita politica poiché il padre aveva destinato a succedergli l'altro figlio, fratello maggiore di Baššār, Bāsil al-Asad, il quale aveva ricevuto una formazione militare ed era a capo della guardia presidenziale.

Quando Bāsil però morì in un incidente d'auto nel 1994, Baššār si ritrovò a essere il nuovo successore designato da parte di suo padre e dovette abbandonare gli studi per tornare in patria. Qui ebbe una rapidissima carriera militare e si formò alla scuola di Stato Maggiore ottenendo il comando delle forze di occupazione siriane in Libano nel 1998 e raggiungendo il grado di colonnello nel 1999.

Presidente della Siria

Ascesa al potere Quando l'anziano genitore morì per un infarto nel giugno del 2000, Baššār ereditò la presidenza violando di circa due mesi la legge che stabiliva un'età minima di 35 anni per assumere la carica e riuscendo, grazie alla lunga preparazione politica voluta da suo padre, a marginalizzare i sostenitori di suo zio Rifa'at al-Assad.La Siria piange Assad, repubblica.it, 10 giugno 2000. Diventato presidente senza avere alcuna precedente esperienza politica, secondo alcuni osservatori sarebbe stato guidato dalla vecchia cerchia di collaboratori del padre. Assad è stato poi confermato presidente il 10 luglio 2000, con il 99,7% dei voti espressi. In linea con il suo ruolo di presidente della Siria, è stato anche nominato comandante in capo delle Forze armate siriane e segretario regionale del Partito Ba'th.

Politica interna

Primavera di Damasco Subito dopo essere entrato in carica, un movimento di riforma ha compiuto cauti passi avanti durante la cosiddetta "Primavera di Damasco" ().

La Primavera di Damasco vide il fiorire di numerosi gruppi di discussione e critica politica, come il Forum Atassi e il Forum Kawākibī, impegnati a rivolgere petizioni e proposte di riforma al governo.

Cominciò con la Dichiarazione del 99 (dichiarazione firmata da un gruppo di intellettuali in cui si chiedeva la fine dello stato di emergenza, della detenzione dei prigionieri politici, il rimpatrio di deportati ed esuli, la protezione legale per la libertà di parola e la libertà di riunione) e l'istituzione dei Comitati della Società Civile, quindi la Dichiarazione dei 1000 (più dettagliata della precedente e in cui, criticando la regola del partito unico del partito Baʿth, si faceva appello alla democrazia multipartitica, con un sistema giudiziario indipendente e senza discriminazioni nei confronti delle donne) emessa portando la firma di intellettuali siriani nel 2001. Asmāʾ al-Asad, la first lady siriana, partecipava alle assemblee e presiedeva alcuni di questi gruppi. Gli eventi della Primavera di Damasco rappresentarono i primi luoghi di dibattito pubblico, dove potevano essere formulate critiche verso il governo centrale.

Bisogna inoltre ricordare la nascita di organizzazioni non governative, sponsorizzate dal governo, come la Società Siriana per lo Sviluppo e il Fondo per lo Sviluppo Rurale Integrato in Siria. Nello stesso periodo la stampa, da sempre strettamente controllata dal regime, visse una timida iniezione di libertà con la nascita di alcune testate formalmente indipendenti come il satirico al-Dūmarī, il settimanale d'attualità politica Abyaḍ wa Aswad (Bianco e Nero) e il quotidiano economico al-Iqtiṣādiyya (L'economia). Si trattava di una novità assoluta, sebbene la direzione di queste testate sia per lo più appannaggio di fedelissimi del clan al-Asad o del partito.

La Primavera di Damasco ha portato alla chiusura della prigione di al-Mizza e alla dichiarazione di un'amnistia di ampio respiro che ha liberato centinaia di prigionieri politici affiliati ai Fratelli Musulmani. Tuttavia, le repressioni di sicurezza sono incominciate nuovamente entro l'anno. Molti analisti hanno affermato che la riforma sotto Assad era stata inibita dalla "vecchia guardia" di membri del governo fedeli al suo defunto padre.

Il periodo fu di intenso dibattito politico e sociale in Siria, iniziatosi dopo la morte del presidente Ḥāfiẓ al-Asad nel giugno 2000 è continuato in certa misura fino all'autunno 2001, quando la maggior parte delle attività a essa associate furono soppresse dal governo.

La legislazione dello stato di emergenza e gli sconvolgimenti provocati dall'arrivo dei profughi iracheni, dopo l’invasione statunitense dell’Iraq nel 2003, rappresentarono un periodo di arresto nel dibattito politico e un irrigidimento delle posizioni del governo.

Il 27 maggio 2007, Asad è stato confermato per altri sette anni in un referendum sulla sua presidenza, con il 97,6% dei voti a favore.

Riforme del sistema politico Nel corso dei primi tre anni di presidenza di Baššār i tre quarti dell'amministrazione siriana, fino ad allora in mano alla "vecchia guardia" del partito, saranno sostituiti pezzo per pezzo con fedeli del nuovo presidente, molti dei quali erano giovani tecnocrati con un'educazione occidentale. È con la loro collaborazione che il nuovo capo dello Stato avvia la riorganizzazione del settore pubblico (sotto la guida di esperti francesi), la creazione di università private e la lotta alla corruzione all'interno della pubblica amministrazione non escludendo l'arresto di membri del governo per sottrazione di fondi pubblici.

Il processo di svecchiamento dell'apparato statale prende anche la strada del pensionamento: gli impiegati statali con più di sessant'anni vengono infatti mandati in quiescenza nel marzo 2002.

Nel 2003 le prime elezioni legislative durante la presidenza di Baššār al-Asad confermano l'avvento di un'onda nuova: cambiano 178 deputati su 250 eletti. Dal 2001 i partiti del Fronte Nazionale Progressista possono pubblicare giornali, aprire sedi locali e patrocinare associazioni studentesche: il risultato di questa modesta apertura è il 50% in più di candidati rispetto alle precedenti elezioni, fra cui circa l'80% di candidati indipendenti, per lo più uomini d'affari, esponenti del mondo universitario, professionisti e anche leader religiosi. Tutto ciò nonostante le liste siano controllate da un'apposita commissione, la pratica dell'acquisto di voti sia estremamente comune e il ruolo dei candidati indipendenti in parlamento sia ancora poco significativo.

La maggiore apertura nei confronti dei partiti del FNP sembra in qualche modo strumentale al regime che necessita un ulteriore allargamento della base del proprio potere; in quest'ottica nel 2005 il Partito Nazionalista Sociale Siriano entra nel FNP.

Riforme del partito Ba'th Le riforme più significative riguardano però l'organizzazione interna del partito e dell'apparato burocratico: secondo la Costituzione al Comando Regionale del partito Ba'th è riservata l'elaborazione e il rafforzamento delle riforme politiche profonde, mentre al governo spetta gestire i problemi correnti.

Con il decreto 408-409 del giugno 2003, la presidenza ribadisce la separazione di poteri tra partito ed esecutivo ma cercherà anche di bypassare sempre più la mediazione del partito nella gestione degli affari regionali, cercando un contatto diretto con i governatori locali. Il processo di ridimensionamento del Comando Regionale del Baʿth, e in definitiva del ruolo del partito, continuerà con il successivo Congresso, il decimo, tenutosi due anni dopo.