Radio Radicale è un'emittente radiofonica italiana a tema politico, di proprietà dell'associazione Lista Marco Pannella (oggi Fondazione Marco Pannella), direttamente legata al Partito Radicale e al Partito Radicale Transnazionale, con sede a Roma.

Storia

Radio Radicale nacque tra la fine del 1975 e l'inizio del 1976 per iniziativa di un gruppo di militanti radicali prima a Roma presso un appartamento di 60 m² situato in via di Villa Pamphili, nel quartiere Gianicolense di Roma, e successivamente a Torino in via Garibaldi al numero 13.

Come le radio libere che andavano nascendo in quegli anni a seguito della sentenza n. 202 della Corte costituzionale che liberalizzava le trasmissioni radiotelevisive via etere, anche Radio Radicale fu caratterizzata dall'afflato libertario, dall'improvvisazione, dall'utilizzo di attrezzature di fortuna e dalla ricerca di bassi costi di produzione, ma fin dall'inizio si distinse dalle altre emittenti per la sua particolare filosofia editoriale. Radio Radicale rifiutò infatti il termine “controinformazione” assai di moda in quegli anni, per dimostrare come concretamente potesse essere realizzato un servizio pubblico di informazione, alternativo a quello sostanzialmente monopolista svolto dalla RAI. Nell'intenzione dell'editore la scelta della denominazione “Radicale” che la radio assunse era da riferirsi non tanto alla funzione di organo di quel partito, quanto piuttosto a una linea di politica editoriale che come tutti oggi riconoscono, è sempre stata in grado di garantire imparzialità, professionalità e innovazione, divenendo un modello di servizio pubblico radiofonico.

Accanto all'informazione sulle iniziative radicali, dunque, Radio Radicale diede vita a una programmazione incentrata sulla pubblicizzazione dei momenti centrali della vita istituzionale e politica italiana, fino ad allora alla portata di una ristrettissima élite: fin dall'inizio, le dirette dal Parlamento, dai congressi dei partiti e dai tribunali avrebbero costituito il segno distintivo dell'emittente, rendendola di fatto una struttura privata efficacemente impegnata nello svolgimento di un servizio pubblico.

Radio Radicale introdusse in Italia un modello di informazione politica totalmente innovativo, garantendo l'integralità degli eventi istituzionali e politici trasmessi: nessun taglio, nessuna mediazione giornalistica e nessuna selezione, al fine di permettere agli ascoltatori di “conoscere per deliberare”, come ancora scandisce la frase di Luigi Einaudi sul sito internet dell'emittente.

Radio Radicale ha introdotto importanti innovazioni nel panorama informativo italiano: la rassegna stampa dei giornali, i "filidiretti" con gli ospiti politici, i programmi di interviste per strada e le trasmissioni per le comunità immigrate in Italia.

Nell'estate del 1986, quando l'emittente rischiò la chiusura definitiva per mancanza di finanziamenti, i suoi centralini registrarono le migliaia di telefonate che, mandate in onda senza filtri, diedero origine all'iniziativa di Radio Parolaccia, uno spazio in cui gli ascoltatori potevano esternare le proprie opinioni sugli argomenti più vari: emerse un volto dell'Italia fino ad allora sconosciuto a tutti i mezzi di informazione. La famosa non-stop fu interrotta dopo un mese per ordine della magistratura. Il 14 agosto il sostituto procuratore Pietro Saviotti firmò un decreto di sequestro delle segreterie telefoniche perché durante le telefonate gli ascoltatori avrebbero commesso delitti come vilipendio delle istituzioni e apologia del fascismo. Dopo due mesi «il Parlamento fu spinto a intervenire per salvare l'emittente, estendendo alle radio il finanziamento pubblico all'editoria di partito, e costringendo Radio Radicale a divenire organo di partito (fino ad allora non lo era) per poter sopravvivere, invece di assegnare alla radio un contributo per il servizio pubblico svolto». L'iniziativa delle telefonate libere fu replicata nel 1991 e nel 1997, quando sempre per salvarsi da una possibile chiusura fu riattivata la segreteria telefonica.

Per prima, infine, Radio Radicale ha dato vita a un sito internet di informazione basato esclusivamente su contenuti audiovisivi, ampliando non solo la fruibilità delle trasmissioni fino a quel momento solo radiofoniche, ma aprendo a tutti gli utenti della rete il più grande archivio della democrazia italiana, che a oggi conta più di 250.000 registrazioni audiovideo, tra cui oltre 19.000 sedute dal parlamento, 6.700 processi giudiziari, 19.300 interviste e 4.400 convegni.

«Il successo di Radio Radicale - ha affermato in più occasioni Marco Pannella - è che è radio di partito, di un partito laico e libertario, di una laicità e un laicismo vissuti in accordo con la democrazia, mentre in Italia tutta la comunicazione è al di fuori della regola democratica».

Nel dicembre 2008 Radio Radicale ha ricevuto da Italia Oggi il premio come "miglior emittente radiofonica specializzata".

Dati societari Il Centro di Produzione SpA è la società editrice dell'emittente nazionale di informazione Radio Radicale, del suo archivio storico audiovisivo e del sito Internet multimediale www.RadioRadicale.it. La società ha sede a Roma, in Via Principe Amedeo, 2

Soci Associazione politica nazionale Lista Marco Pannella: 62,68%; Lillo Spa: 25,00%; Cecilia Maria Angioletti: 6,17%; Centro di Produzione Spa: 6,15%.

Politica editoriale La politica editoriale di Radio Radicale si è da sempre basata sulla pubblicità delle istituzioni e sulla loro reale accessibilità ai cittadini, introducendo in Italia un modello di informazione politica caratterizzato da due regole fondamentali: la trasmissione integrale degli eventi politici e, conseguentemente, l'eliminazione della mediazione giornalistica. Proprio in virtù di questa scelta la redazione, che pure è andata crescendo di dimensioni nel corso del tempo, è rimasta piuttosto snella (circa 15 persone tra redattori e collaboratori).

Il palinsesto ruota intorno ai lavori del Parlamento, giacché la radio è obbligata dalla convenzione con il Ministero delle comunicazioni a trasmettere nel corso dell'anno almeno il 60% delle sedute delle due Camere nella fascia oraria che va dalle 8 alle 20. Nel tempo residuo, Radio Radicale tenta di documentare anche l'attività di altre istituzioni (Consigli comunali, Corte dei Conti, Consiglio Superiore della Magistratura, Parlamento europeo), così come i congressi, i festival e le maggiori assemblee di tutti i partiti politici, i convegni organizzati dalle maggiori associazioni del mondo del lavoro e dell'impresa, manifestazioni o conferenze stampa di particolare interesse, dibattiti e presentazioni di libri.

Tra gli appuntamenti fissi nel palinsesto il più noto è certamente la rassegna stampa dei quotidiani “Stampa e Regime”, il primo programma a offrire una lettura dei giornali con un'angolatura "critica" delle loro scelte rispetto a quel che accade nel mondo e tale da fornire una panoramica più completa possibile sugli avvenimenti del giorno, i protagonisti del dibattito politico e il confronto tra le opinioni. L'appuntamento con la rassegna stampa è divenuto nel tempo fonte autorevole di informazione anche per il mondo della politica e per i rappresentanti delle istituzioni, come risulta del resto dalle numerose citazioni sui mezzi di informazione che periodicamente non mancano di sottolinearne il valore informativo e giornalistico.

Speciale giustizia e Osservatorio giustizia sono altre tradizionali rubriche della Radio dedicate alla cronaca giudiziaria e alla trasmissione integrale delle udienze dei più importanti processi, selezionati in base alla loro rilevanza sociale e politica; sono a volte trasmessi anche convegni delle associazioni dei magistrati e dell'avvocatura o comunque riguardanti il mondo della giustizia. Osservatorio giustizia è curata da Lorena D'Urso, figlia del magistrato Giovanni D'Urso, preso in ostaggio dalle Brigate Rosse nel 1980.

I notiziari dell'emittente vanno in onda ogni giorno alle 9:00, intorno alle 14 e alle 20:30 (gli orari sono spesso solo indicativi a causa dell'imprevedibilità dei tempi delle sedute parlamentari) e sono prevalentemente costruiti intorno alle interviste e alla lettura delle notizie di agenzia.

A mezzanotte la lettura delle prime pagine dei giornali del giorno dopo, altro appuntamento introdotto in Italia proprio da Radio Radicale, dà inizio alla programmazione notturna, durante la quale vengono solitamente trasmessi gli eventi che non hanno trovato spazio nel palinsesto diurno, oltre ad alcune registrazioni tratte dal vastissimo archivio della radio, selezionate sulla base dei temi di attualità.

Lo spazio destinato ai politici e in particolare ai parlamentari, grazie alla presenza di un corrispondente in ciascuna delle due Camere, è un altro elemento caratterizzante della programmazione di Radio Radicale: pur essendo un organo di partito e non dovendo dunque rispettare i vincoli dettati dalla par condicio, Radio Radicale mantiene comunque un certo equilibrio nella distribuzione degli spazi destinati ai diversi schieramenti. I politici spesso partecipano anche al "filodiretto", uno spazio di dialogo con gli ascoltatori, senza limiti di accesso e con il solo vincolo dei 40 secondi per ciascuna telefonata. Negli ultimi anni, essendosi intensificata molto la programmazione – per lo più con la nascita di nuove rubriche settimanali e appuntamenti fissi – lo spazio per i filidiretti è stato ridotto, sebbene la tendenza sia quella di ospitare almeno un politico ogni settimana. In questo senso non è solo la convenzione per le sedute del Parlamento a limitare la possibilità di manovra, ma proprio il fatto che ogni giorno Radio Radicale registra almeno il doppio se non il triplo di documenti rispetto alle 24 ore di trasmissione giornaliera.

Impianti e copertura del territorio Con i suoi 250 impianti di diffusione terrestre, Radio Radicale copre il 75% del territorio italiano, raggiungendo l'85% della popolazione del paese. Inoltre, la trasmissione attraverso la rete satellitare Eutelsat Hot Bird 13 est (frequenza 12.111 MHz, polarizzazione verticale, FEC 3/4, Symbol Rate 27500, SID 761, Pid Audio 72) ha permesso di espandere il bacino d'utenza in tutta Europa e in vaste aree dell'Africa e dell'Asia, ivi compresa l'intera regione mediorientale, giungendo così a un bacino potenziale di utenza di 98 milioni di abitazioni. Si può ricevere anche dal canale satellitare radio TvSat 1093.

Struttura tecnica e organizzativa Radio Radicale copre una nicchia di mercato all'interno della quale a oggi non esiste una vera e propria concorrenza con altri soggetti e negli ultimi anni, lo sviluppo tecnologico ha consentito di ampliare ulteriormente l'offerta attraverso sistemi digitali e a banda larga. Ogni anno vengono realizzate molte migliaia di ore di registrazioni audio e video, attraverso un sistema di collegamenti in entrata dalle sedi istituzionali e dalle sedi degli eventi: i segnali vengono ricevuti attraverso connessioni fisse o temporanee, via cavo, via ponte radio, via satellite o telematiche e, quando sono sfruttati i collegamenti telefonici analogici tradizionali, le registrazioni sono immediatamente convertite in digitale attraverso un sistema di encoding che produce dieci canali in contemporanea 24 ore su 24. Una volta raggiunta la sede, i diversi segnali vengono distribuiti per i diversi utilizzi attraverso una matrice attiva che consente la distribuzione di 128 segnali.

Il Centro di Produzione SpA è proprietario della sede in cui opera Radio Radicale, che comprende tre studi con ottime caratteristiche acustiche e di isolamento, di cui uno di 100 m³ e due di circa 50 m³. Due degli studi hanno una regia propria, mentre il terzo è collegato a due regie ed è prevalentemente adibito alla post-produzione: tutte le quattro regie possono comunque essere abilitate alla messa in onda.