Don Bosco (invariato in tedesco, ma è d'uso anche Neugries)Don Bosco-Bozner Au è il nome tedesco del distretto sociosanitario, corrispondente al territorio circoscrizionale. è una delle cinque circoscrizioni cittadine di Bolzano; deve il suo nome alla sua piazza principale, intitolata a San Giovanni Bosco. Con poco più di 27.000 abitanti è la seconda più popolosa (dopo Gries-San Quirino, che supera i 30.000) e con più di 6.000 abitanti per km² è anche la seconda più densamente popolata (dopo Europa-Novacella, che conta più di 19.000 ab./km²). La popolazione straniera nella circoscrizione, seppure in netta crescita, incide meno rispetto alle altre circoscrizioni della città: al 31.12.2009 gli stranieri residenti erano 2.364, corrispondente al 9,3% della popolazione totale. La maggior parte di questi (35,0% sul totale degli stranieri) proviene dall'Europa extracomunitaria: Albania, Macedonia del Nord e Serbia, seguiti dai cittadini di paesi africani (27,1%), in particolare dai paesi del Maghreb. Chi proviene da un altro paese dell'Unione europea (12,8%) è per la maggior parte dalla Polonia e gli asiatici (16,0%).

Posizione e territorio Il territorio si trova tra i 2 e 5 km dal centro storico ed è totalmente in pianura (tra i 240 ed i 250 metri s.l.m.), escluso il dirupo sul quale si trova Castel Firmiano/Schloss Sigmundskron, che è posto a 339 metri e si trova al di là del fiume Adige, il quale attraversa quindi il territorio circoscrizionale e lambisce il nuovo quartiere della Kaiserau. Tutto il territorio non edificato a ovest e sud-ovest è costituito da campagna con meleti. Nei vari quartieri vi sono numerosi parchi e lungo l'Isarco vi è una piacevole passeggiata con pista ciclabile, molto frequentata dagli abitanti dei quartieri vicini, ma anche da tutti coloro che si recano verso Appiano o le altre destinazioni collegate con la rete regionale delle ciclabili come, per esempio, Trento e Merano.

Circoscrizioni e comuni limitrofi: Gries-San Quirino Europa-Novacella Oltrisarco-Aslago Comune di Appiano

Storia I quartieri costituenti la circoscrizione sono tutti recenti. La zona nacque nell'epoca (nome di fondazione "Rione Dux") dell'espansione edilizia della città di Bolzano nella seconda metà degli anni trenta voluta ed attuata dal governo fascista, che aveva l'intenzione di italianizzare l'Alto Adige, per ospitare le famiglie operaie della zona industriale (oltre il fiume Isarco) provenienti da altre province d'Italia.

Prima dell'espansione urbanistica Prima del 1938 tutto l'attuale territorio circoscrizionale era composto da campagna e masi (abitazioni rustiche con proprietà) e la popolazione residente era composta totalmente da contadini di lingua tedesca. Tutto il territorio faceva parte del Comune di Gries, conglomerato nel Comune di Bolzano alla fine del 1925. Nelle mappe catastali del Comune di Gries il territorio era identificato come St. Quirein (San Quirino), che ora è comunque un quartiere, situato a sud di Gries. Per i locali, però, il territorio di campagna verso Castel Firmiano era chiamato Kaiserau (in italiano chiamato al giorno d'oggi "Bivio"), anticamente la campagna di proprietà imperiale ("Kaiser" significa infatti Imperatore ed è riferito a Ferdinando I d'Asburgo, mentre "Au" significa area soggetta ad esondazioni fluviali). Un edificio ha fatto però la storia della zona intera: il Convento di Santa Maria in Au o Augia.

Santa Maria in Au o Augia

Santa Maria in Au o Augia (in latino medievale Sancta Maria de Augea; la forma deriva da quella originaria in tedesco (St. Maria) in (der) Au, attestata nel 1166 e nel 1170 quale «Howe» e «Owe», ovvero Au in Lingua alto-tedesca mediaFranz Huter, Tiroler Urkundenbuch, sez. I, vol. 1, Innsbruck 1937, n. 311 e 336.) venne fondato nel 1165-66.Hannes Obermair, Martin Bitschnau, Le notitiae traditionum del monastero dei canonici agostiniani di S. Michele all’Adige. Studio preliminare all’edizione della Sezione II del „Tiroler Urkundenbuch“. In Studi di Storia Medioevale e di Diplomatica, 18 (2000), pp. 97-171, in partic. pp. 105ss. Il primo riferimento storico risale infatti al 1166, quando l'imperatore Federico I Barbarossa, che si stava recando in Italia, ne attestò il riconoscimento ufficiale.Ambros Trafojer, Das Kloster Gries. Vom Chorherrenstift in der Au und in der Burg zu Gries zum Benediktinerkloster Muri-Gries, 2ª ediz., Muri-Gries, Editrice del Convento, 1982, pp. 14ss. Il monastero nacque su iniziativa della contessa Mathilde von Valley, consorte bavarese dell'ultimo conte di Bolzano, Arnoldo III di Morit-Greifenstein, ed era inserito nella riforma ecclesiastica nel XII secolo la quale irradiava dalla chiesa metropolitana di Salisburgo. I primi canonici agostiniani provenivano dall'Abbazia di Novacella (vicino a Bressanone) e Klosterneuburg, nelle vicinanze di Vienna. Il convento venne dedicato a Maria ed ai santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista. I diritti di avvocazia dal 1166 erano detenuti dai conti di Appiano. L'inizio del convento agostiniano sembrava promettente, infatti la gestione efficiente e grazie ai signori locali, gli agostiniani ebbero numerosi appezzamenti terrieri. La zona in cui venne costruito, però, non era ottimale, poiché all'epoca si trovava in uno di quei punti in cui Isarco e Talvera lasciavano le proprie acque in caso di alluvione.

Così avvenne: alla fine del XIII secolo una prima alluvione provocò gravi danni e le acque separarono il convento dal territorio circostante rendendolo una piccola isola (in un documento ci si riferisce al monastero in insula). Furono molti gli aiuti offerti ai canonici, anche se l'attività del monastero continuò ad essere svolta in Maria in Au(gia). Tra il 1329 e il 1341, come racconta la cosiddetta "Bozner Chronik" del XIV secolo, Bolzano fu colpita da molte calamità: allagamenti, terremoti, invasioni di cavallette, peste e guerra (nel 1341).Josef Riedmann, Die sogenannte Bozner Chronik aus der Mitte des 14. Jahrhunderts, in Bolzano tra i Tirolo e gli Asburgo, Bolzano, Città di Bolzano 1999, pp. 11-27. Questo fece in modo che il convento dovesse essere completamente ristrutturato e nel 1343 si documenta la sua seconda inaugurazione. Isarco e Talvera però non si calmarono e la zona venne più volte allagata e i campi ricoperti di sabbia.

Fu così che il 22 febbraio 1406 l'arciduca Leopoldo IV d'Austria donò ai canonici agostiniani il castello principesco di Gries, che sei anni dopo divenne il loro nuovo convento abbandonando quello di Santa Maria in Au(gia). Questa antica istituzione religiosa sparì sotto la sabbia, tanto che si credeva fino a poco tempo fa che fosse scomparso definitivamente: nel 1986, però, durante degli scavi per porre un canale di servizio per le nuove abitazioni popolari sorte attorno si trovarono i resti di una costruzione in sassi. Gli esperti capirono subito che si trattava dell'antico monastero. L'amministrazione cittadina si è impegnata per creare uno spazio museale per far conoscere alla cittadinanza le tracce dell'antico passato.

Il primo luglio 2007 è stato inaugurato il nuovo Parco delle Semirurali.

Esso consta di alcuni ruderi dell'antica chiesa conventuale di S. Maria in Au. Si può apprezzare l'inclinazione delle absidi dovuta alla forza delle acque durante le inondazioni. Sono visibili anche due tombe, site all'interno della chiesa e nel luogo in cui sorgeva l'annesso convento, i cui resti furono coperti dalle periodiche inondazioni. Nell'area posta tra via Bari, via Alessandria, via Genova e via Vercelli ed estesa circa un ettaro, oltre alla zona archeologica, sono stati realizzati un anfiteatro con 300 posti a sedere, un'area giochi e divertimento e alcuni campi gioco polivalenti. Sono stati ricavati anche sentieri pedonali con panchine e collocate alcune suggestive sedie a sdraio e poi fontane, aiuole, alberature. Il parco è apprezzato e frequentato dalla multietnica comunità locale e da persone di tutte le età. Nell'anfiteatro si svolgono, durante la stagione estiva, spettacoli musicali e teatrali e proiezioni cinematografiche.

Castel Firmiano

Questo castello, situato nella parte sud-occidentale della circoscrizione, su uno sperone porfirico oltre l'Adige, al confine con il territorio comunale di Appiano, sovrasta la conca di Bolzano ed è considerato come uno dei simboli dell'Alto Adige, poiché è proprio qui che si verificarono le proteste di massa per chiedere l'autonomia dell'Alto Adige dalla regione, definite con il nome di "Los von Trient" (via da Trento).

Il nome originario fu Formigar, derivante probabilmente dal latino formicaria. Inizialmente, nel IX secolo il castello era in possesso dei principi vescovi di Trento, ma nel 1473 fu acquistato dal Duca Sigismondo conte di Tirolo, a cui diede il proprio nome, ovvero Sigmundskron (corona di Sigismondo) e divenne il suo castello più grande e importante. La Provincia Autonoma di Bolzano ha acquistato il maniero che dopo la sua ristrutturazione e il suo ammodernamento, è divenuto la sede centrale del Museo della Montagna voluto da Reinhold Messner. Il Messner Mountain Museum Firmian è stato inaugurato il 9 giugno 2006. Il castello è visibile da varie parti del quartiere, anche se ha influenzato molto di più la storia della provincia di quanto non abbia fatto con la circoscrizione in cui si trova.

Dopo l'avvento del fascismo Il fascismo riteneva l'italianizzazione dell'Alto Adige una delle sue opere prioritarieCarlo Azzolini, Anmerkungen zur Stadtplanungsgeschichte der "Semirurali", Bolzano 2005, p. 122, per questo fu proprio il capoluogo a risentire maggiormente dei cambiamenti che in poco più di vent'anni il territorio subì. La zona venne eletta per ospitare le famiglie operaie delle acciaierie e creare un rione operaio-rurale.

Il "Rione Dux"

Erano sempre di più le famiglie contadine che dalle altre regioni dell'Italia settentrionale (soprattutto da Veneto, Trentino e Friuli-Venezia Giulia) emigravano verso l'Alto Adige con la prospettiva di un lavoro, spinte anche dalla "pubblicità" che il governo fascista faceva per incrementare il numero di italiani in questa terra. Dopo la costruzione del quartiere Littorio (ora Europa-Novacella), si pensò all'edificazione di un rione che potesse ospitare gli operai con le loro famiglie, ma in costruzioni che ricordassero i territori e le campagne di provenienza. Si ideò così il rione delle "Semirurali" (chiamato all'epoca fascista "Dux"), costituito da casette multifamiliari di aspetto rurale a due piani, disegnata sul modello della casa natale di Mussolini a Predappio, con piccolo orto annesso da coltivare. La costruzione del rione iniziò nella primavera nel 1938 e terminò circa un anno dopo.

Questo rione era privo di qualsiasi servizio essenziale per la vita della comunità: negozi, farmacie, chiesa. Le case erano senza riscaldamento (quando in inverno i termometri scendono a -10 °C). Si pensò, però, alla costruzione di una piazza, che doveva fungere da luogo di aggregazione: questa piazza era chiamata "piazza Pontinia", quella che attualmente è "piazza San Giovanni Bosco", il centro della circoscrizione attuale. Il nome delle vie nei rioni popolari ed operai dovevano richiamare il nome di altre città italiane: mentre nel rione "Littorio" la piazza principale venne chiamata "piazza Littoria" (l'attuale Latina nel Lazio, mentre la piazza oggi si chiama "piazza Matteotti" ovvero è dedicata a uno dei più importanti antifascisti di sempre), quella del rione operaio venne intitolata al borgo di "Pontinia" (anch'essa nell'Agro Pontino), per configurare il primo rione prevaricante sul secondo.

Entro la fine del 1939 la costruzione del rione venne portata a termine. Nei primi mesi del 1940 vi erano 228 case, 808 appartamenti e 3.600 abitanti. Nell'estate del 1940 vengono aperti i nuovi negozi e all'incrocio fra via Palermo e via Milano, all'interno di una casa semirurale, venne benedetta una piccola cappella, dedicata a San Giovanni Bosco.

La Chiesa di San Giovanni Bosco