I Giochi asiatici, conosciuti anche come Asiad, sono una manifestazione sportiva continentale multisport che si tiene ogni quattro anni e coinvolge gli atleti dei paesi dell’Asia. I Giochi furono regolati dalla Federazione dei Giochi Asiatici dalla prima edizione di Nuova Delhi (India) nel 1951 fino ai Giochi del 1978. Dal 1982 vengono organizzati dal Consiglio Olimpico d’Asia (OCA), a seguito dello scioglimento della Federazione dei Giochi Asiatici. I Giochi sono riconosciuti dal Comitato Olimpico Internazionale e rappresentano il secondo evento multisportivo più grande al mondo dopo i Giochi olimpici.

Nove nazioni hanno ospitato i Giochi asiatici. In totale, quarantasei paesi hanno preso parte alle varie edizioni, inclusa Israele, esclusa dalle successive manifestazioni dopo la sua ultima partecipazione nel 1974. L’ultima edizione dei Giochi si è svolta a Hangzhou, in Cina, dal 23 settembre all’8 ottobre 2023, mentre la prossima si terrà nella Prefettura di Aichi e nella città di Nagoya (Giappone), dal 19 settembre al 4 ottobre 2026.

Dei giochi asiatici esiste anche una versione invernale, organizzata a partire dal 1986 sulla falsariga dei Giochi olimpici invernali. Dal 2010 è consuetudine che la nazione ospitante dei Giochi asiatici organizzi anche i Giochi para-asiatici, che si svolgono poco dopo la conclusione dell’evento principale. Questi ultimi sono riservati ad atleti con disabilità, analogamente ai Giochi paralimpici. Tuttavia, diversamente da quanto avviene con le Paralimpiadi, il contratto della città ospitante dei Giochi asiatici non prevede l’obbligo di organizzare anche la manifestazione paralimpica continentale. Ciò implica che i due eventi si svolgono in modo indipendente e, in futuro, potrebbero tenersi in città o perfino in paesi differenti.

Storia Origini I Giochi dell'Estremo Oriente (Far Eastern Championship Games) precedettero i Giochi asiatici. L’idea originaria nacque nel 1912 per creare una competizione che riunisse sportivi provenienti da tre aree: l’Impero giapponese, le Filippine e la Repubblica di Cina. La prima edizione si tenne a Manila nel 1913 e vide la partecipazione di sei nazioni. In totale si disputarono dieci edizioni dei Giochi dell’Estremo Oriente fino al 1934.

Lo scoppio della seconda guerra sino-giapponese e l’insistenza del Giappone nell’ammettere il Manchukuo (l’Impero Manciù, stato fantoccio controllato da Tokyo) come nazione partecipante portarono la Cina ad annunciare il proprio ritiro dalla manifestazione. I Giochi previsti per il 1938 furono quindi cancellati, e l’organizzazione venne in seguito definitivamente sciolta.

Formazione

Dopo la seconda guerra mondiale, diversi territori dell’Asia divennero stati sovrani e indipendenti. Molti di essi desideravano esprimere la propria identità attraverso lo sport, senza ricorrere ai conflitti armati. Durante i Giochi olimpici di Londra del 1948, emerse un dialogo tra i rappresentanti di Cina e Filippine per rilanciare lo spirito dei Giochi dell’Estremo Oriente, nel contesto della decolonizzazione dell’Asia successiva alla guerra.

Guru Dutt Sondhi, rappresentante indiano presso il Comitato Olimpico Internazionale, ritenne che la rinascita dei Giochi dell’Estremo Oriente potesse incarnare lo spirito di unità e i progressi sportivi raggiunti nel continente. Propose quindi la creazione di una nuova competizione: i Giochi asiatici. Fu così fondata la Federazione atletica asiatica (Asian Athletic Federation), incaricata di redigere uno statuto per la nuova organizzazione. Il 13 febbraio 1949 la Federazione atletica asiatica venne ufficialmente inaugurata a Nuova Delhi, che fu anche designata come città ospitante della prima edizione, prevista per il 1950. Tuttavia la prima edizione della competizione venne poi rinviata al marzo del 1951, a causa di rallentamenti nella preparazione.

Il 4 marzo 1951 si tenne ufficialmente la cerimonia di apertura dei I Giochi asiatici a Nuova Delhi. Tra gli ospiti figuravano il primo Presidente dell'India Rajendra Prasad, il primo Primo ministro dell'India Jawaharlal Nehru, membri del governo indiano, rappresentanti del corpo diplomatico e delegati dei Comitati Olimpici Nazionali asiatici partecipanti.

Il National Stadium era gremito da circa 40.000 spettatori. In onore degli ospiti e dei partecipanti, fu eseguito un saluto d’artiglieria di 31 colpi dalle mura del Purana Qila, situato accanto allo stadio. Dopo il discorso del presidente della Federazione dei Giochi Asiatici, Sua Altezza Reale Yadavendra Singh, il presidente Rajendra Prasad dichiarò ufficialmente aperti i Giochi.

«I primi Giochi asiatici favoriranno la comprensione e l’amicizia tra tutte le nazioni e avvieranno un processo che, col passare del tempo, rafforzerà i legami tra i popoli dell’Asia.» — Rajendra Prasad

Il primo ministro Nehru tenne un discorso da cui gli organizzatori trassero il motto ufficiale dei Giochi: «Gioca il gioco, nello spirito del gioco». Quindici trombettieri dell’esercito indiano si esibirono sventolando le bandiere delle undici nazioni partecipanti.Seguendo l’ordine alfabetico inglese, gli atleti delle delegazioni partecipanti sfilarono nello stadio secondo la tradizione olimpica, mentre l’India entrò per ultima in quanto paese ospitante. L’accensione del braciere fu effettuata dall’olimpionico indiano dei Giochi del 1924 Dalip Singh, utilizzando la torcia dei Giochi asiatici che era stata accesa con i raggi del sole al Forte Rosso di Nuova Delhi. Infine, l’atleta Baldev Singh, membro della squadra indiana di atletica leggera, pronunciò il giuramento degli atleti a nome di tutti i partecipanti ai Giochi.

Alla prima edizione dei Giochi Asiatici parteciparono atleti provenienti da 11 Comitati Olimpici Nazionali. Il comitato organizzatore inviò inviti formali a quasi tutti i paesi asiatici. La Cina fu invitata, ma non rispose entro i termini di iscrizione. Il Pakistan rifiutò di partecipare a causa del conflitto del Kashmir con l’India. La Corea del Sud aveva partecipato all’incontro dei rappresentanti olimpici dei paesi asiatici, svoltosi l’8 agosto 1948 durante i Giochi di Londra, e aveva espresso l’intenzione di inviare i propri atleti, ma non poté farlo a causa della guerra di Corea. L’Unione Sovietica e il Vietnam non furono invitate a causa dei rispettivi sistemi politici. Il Giappone non era stato invitato ai Giochi olimpici del 1948 né alla riunione fondativa della Federazione dei Giochi Asiatici tenutasi a Nuova Delhi nel febbraio 1949, ma venne successivamente autorizzato a partecipare a questa edizione. Il Giappone inviò una delegazione composta da 72 membri — la seconda più numerosa dopo quella del paese ospitante — e prese parte a tutte le discipline tranne gli sport acquatici. La Birmania e l’India parteciparono a tutte le discipline, mentre l’Iran prese parte a tutte le gare ma non schierò atlete donne.

Anni di crisi

Nel 1962, i Giochi furono colpiti da diverse crisi. Il paese ospitante dell'edizione di quell'anno, l’Indonesia, rifiutò di ammettere Israele e Taiwan a causa di questioni di riconoscimento politico e diplomatiche. Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) revocò quindi la propria sponsorizzazione ai Giochi e sospese l’Indonesia dalla propria organizzazione. Anche l'Asian Football Confederation (AFC), la IAAF e la IWF ritirarono il loro riconoscimento ai Giochi.

La Corea del Sud rinunciò a ospitare i Giochi asiatici del 1970 a causa di una crisi economica e di sicurezza nazionale, a causa di minacce di attacchi da parte della Corea del Nord. La precedente nazione ospitante, la Thailandia, accettò di organizzare i Giochi a Bangkok, utilizzando i fondi trasferiti da Seul. Il Giappone ricevette una proposta per subentrare come paese ospitante, ma rifiutò poiché era già impegnato nell’organizzazione dell’Expo 1970 a Osaka. Quell’edizione fu anche la prima a essere trasmessa in televisione a livello mondiale. Nell'edizione 1974, a Teheran, i Giochi riconobbero ufficialmente la partecipazione di Cina, Corea del Nord e Mongolia. Israele fu ammesso nonostante l’opposizione del mondo arabo, mentre Taiwan poté continuare a partecipare con la denominazione di «Taipei Cinese», anche se il suo status fu abolito durante la riunione generale del 16 novembre 1973 della Federazione dei Giochi Asiatici. Prima dei Giochi asiatici del 1978, il Pakistan ritirò la propria candidatura a ospitare l’edizione per difficoltà economiche e problemi politici, dovuti al conflitto con l'India. La Thailandia offrì nuovamente la propria disponibilità e i Giochi furono organizzati a Bangkok. Come nel 1962, la Federazione dei Giochi Asiatici escluse Taiwan e Israele per motivi politici e di sicurezza.

Diversi organismi sportivi internazionali protestarono contro il divieto, e il Comitato Olimpico Internazionale minacciò di escludere gli atleti partecipanti dai Giochi di Mosca 1980. Di conseguenza diversi paesi si ritirarono dalla competizione prima della cerimonia di apertura.

Riorganizzazione ed espansione Gli eventi degli anni precedenti portarono i Comitati Olimpici Nazionali dell’Asia a rivedere lo statuto della Federazione dei Giochi Asiatici. Nel novembre 1981 fu fondato il Consiglio Olimpico d’Asia (OCA), che escluse Israele e Taiwan dalla propria composizione.

L’India era già stata designata come paese ospitante dei Giochi asiatici del 1982, e l’OCA decise di mantenere il calendario precedentemente stabilito dalla Federazione. Il Consiglio Olimpico d’Asia iniziò a supervisionare ufficialmente la manifestazione a partire dalla decima edizione della competizione, i Giochi asiatici del 1986, organizzati a Seul, in Corea del Sud.

Nel 1990, con i Giochi asiatici di Pechino 1990, Taiwan (Repubblica di Cina) fu riammessa, sotto pressione della Repubblica Popolare Cinese, per competere con la denominazione di «Taipei Cinese».

I Giochi asiatici del 1994, tenutisi a Hiroshima, in Giappone, videro la partecipazione inaugurale delle cinque ex repubbliche dell’Unione Sovietica appartenenti all’Asia centrale: Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan. Fu inoltre la prima edizione dei Giochi ospitata in una città diversa dalla capitale nazionale. Tuttavia l’Iraq fu sospeso dai Giochi a causa della guerra del Golfo del 1990, mentre la Corea del Nord li boicottò per motivi politici legati ai rapporti con il paese ospitante. Durante la cerimonia di apertura, l’evento fu funestato dalla morte per infarto di Nareshkumar Adhikari, capo della delegazione del Nepal.

I Giochi asiatici del 1998 segnarono la quarta edizione ospitata a Bangkok, in Thailandia. In questa occasione la città prese parte a un processo di candidatura formale. La cerimonia di apertura si tenne il 6 dicembre, mentre le tre precedenti edizioni thailandesi si erano aperte il 9 dicembre. Il re Bhumibol Adulyadej inaugurò ufficialmente i Giochi, che si conclusero il 20 dicembre, la stessa data di chiusura di tutte le precedenti edizioni svoltesi nel paese.

I Giochi asiatici 2006, rappresentando un momento di espansione e modernizzazione per il movimento sportivo asiatico. La capitale del Qatar, Doha, divenne la prima città del Golfo Persico e la seconda dell’Asia occidentale (dopo Teheran nel 1974) a ospitare i Giochi. Fu inoltre la prima edizione dei Giochi alla quale parteciparono tutte le 45 nazioni membri del Consiglio Olimpico d’Asia. In questa occasione, l’emittente Eurosport trasmise l’evento, segnando la prima volta in cui i Giochi asiatici furono diffusi anche al di fuori del continente.