La locuzione terrorismo nero in Italia indica un tipo di eversione armata di ispirazione neofascista e nazional-rivoluzionaria e, più in generale, collegata a ideologie politiche di destra (e nella fattispecie di estrema destra).
Storia La nascita del terrorismo neofascista in Italia non coincide con una data specifica ma al contrario, per rintracciare la sua genesi, è forse più utile seguire la storia di tutti quei movimenti legati agli ambienti della cosiddetta destra radicale ed extraparlamentare che, nel corso degli anni, nacquero e si svilupparono al fianco o, addirittura, il più delle volte, in contrapposizione al Movimento Sociale Italiano. La forte recrudescenza della violenza politica tra la fine degli anni sessanta e gli inizi del decennio successivo, vide infatti la moltiplicazione a destra di gruppi armati eversivi con obiettivi, metodi e motivazioni tra loro differenti e talvolta anche contrapposti.
Negli anni '60 presero forma movimenti (in primo luogo Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale, Ordine Nero) che intesero perseguire l'obiettivo sovversivo attraverso uno strategico compromesso con i lati più oscuri del potere statale costituito, l'utilizzo di elementi appartenenti ai servizi segreti deviati e della massoneria e attuato spesso con la manovalanza di gruppi terroristici neofascisti o di membri della criminalità organizzata in quella che venne poi conosciuta come strategia della tensione:La Strategia della tensione: Il terrorismo, non rivendicato, della Nato, 29 dicembre 2006 su Voltaire network un disegno eversivo "basato principalmente su una serie preordinata e ben congegnata di atti terroristici, volti a creare in Italia uno stato di tensione e una paura diffusa nella popolazione, tali da far giustificare o addirittura auspicare svolte di tipo autoritario"Strategia della tensione sul Dizionario di Storia dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana (2011) o quantomeno a lanciare avvertimenti ai governi al fine di ottenere leggi speciali o di attuare colpi di stato in funzione di svolte dittatoriali anticomuniste. Questo con la complicità di apparati dello stato che seguivano la strategia degli opposti estremismi in funzione di conservazione del regime al governo. Un disegno eversivo che venne attuato soprattutto attraverso dinamiche stragiste e il cui momento iniziale viene generalmente individuato nella strage di piazza Fontana del 12 dicembre 1969, raggiungendo poi il suo culmine con la strage di Bologna del 2 agosto 1980.
Accanto a queste organizzazioni sorse a destra, dalla metà degli anni '70, lo spontaneismo armato, gruppi essenzialmente nazional-rivoluzionari, interessati ad abbattere il sistema e a sovvertire l'ordinamento democratico dello stato repubblicano per mezzo della lotta armata (su tutti i Nuclei Armati Rivoluzionari), ma anche a rispondere colpo su colpo, azione su azione, alla violenza dell'opposta parte politica.
Organizzazioni Ordine nuovo
Una delle prime organizzazioni, in termini temporali, fu il movimento Ordine Nuovo, nato nel 1969 dalla scissione di una componente minoritaria del Centro Studi Ordine Nuovo, in opposizione al ricongiungimento della frangia guidata da Pino Rauti e composta dalla maggioranza dei dirigenti nelle file del Movimento Sociale Italiano dell'allora segretario Giorgio Almirante. Contrari al rientro in un partito considerato troppo asservito alla borghesia e all'imperialismo americano e guidati da Clemente Graziani (che ne diviene segretario nazionale), i militanti ordinovisti diedero quindi vita a Ordine Nuovo.
In stretto collegamento con Avanguardia Nazionale e con alcuni gruppi clandestini armati e funzionari di diversi ministeri, capeggiati dal principe nero Junio Valerio Borghese e raccolti sotto la sigla Fronte nazionale, gli ordinovisti parteciparono al progetto di un colpo di Stato, nella notte tra il 7 e l'8 dicembre 1970, a Roma. Per motivi mai chiariti fino in fondo, tuttavia, il tentativo di golpe durò soltanto alcune ore e venne interrotto prima che venisse raggiunto un vero e proprio stato insurrezionale.Il golpe Borghese - Storia di un'inchiesta in La Storia siamo noi
Ad ON, nel corso del tempo, si legarono personaggi della destra radicale come Stefano Delle Chiaie, Giovanni Ventura, Franco Freda, Delfo Zorzi, Pierluigi Concutelli e Vincenzo Vinciguerra, indagati in seguito per atti di terrorismo.
L'attività del MPON, fino al suo scioglimento per decreto, emanato dall'allora ministro dell'Interno Emilio Taviani, il 21 novembre 1973, venne contraddistinta da una duplice direzione: la formazione ideologica dei suoi componenti secondo i principi della tradizione e allo scopo di creare una élite di «combattenti e di credenti» e l'attivismo militante attraverso la costituzione di una fitta rete di rapporti, sia in Italia che all'estero, «con altri gruppi di ispirazione eversiva e con i "corpi separati" dello Stato, fino al coinvolgimento in almeno un tentativo di colpo di Stato»
Quando il movimento Ordine Nuovo venne ritenuto illegale e messo fuori legge, molti suoi membri entrarono in clandestinità. Già cinque mesi prima di quella data, 42 ordinovisti subirono a Roma un processo per violazione degli articoli sulla ricostituzione del Partito fascista, conclusosi con condanne che variarono dai cinque anni ai sei mesi di reclusione. Allo scioglimento del movimento, seguì poi un ulteriore processo terminato, a Roma, il 24 gennaio del 1978, con 113 assoluzioni ed il rinvio a giudizio di 19 imputati, quasi tutti però latitanti.Eversione nera storia che inizia con Ordine Nuovo, 25 dicembre 1984 su La Repubblica
Titolare di quelle inchieste che portarono alla sbarra gran parte di quel movimento fu il sostituto procuratore di Roma Vittorio Occorsio che, per quel motivo, venne poi assassinato il 10 luglio 1976, sotto la sua abitazione al quartiere romano Trieste, da uno dei capi militari di Ordine Nuovo, Pierluigi Concutelli, che ne firmò personalmente la stessa rivendicazione:
Avanguardia nazionale
Altra sigla attiva nell'ambito dell'eversione armata di destra fu Avanguardia Nazionale. Fondato nel 1960 da Stefano Delle Chiaie, un giovane militante fuoriuscito dal Movimento Sociale Italiano e successivamente formatosi in Ordine Nuovo, Avanguardia venne sciolta formalmente nel 1976. Nell'arco temporale della sua esistenza AN «fu probabilmente la della violenza neofascista degli anni Sessanta. Il suo orientamento era fondamentalmente squadristico, brutale nelle parole nei fatti»
Fino alla metà degli anni settanta, assieme ad Ordine Nuovo, AN dominava lo scenario delle formazioni appartenenti all'area della destra radicale: una sorta di egemonia politica e militante che funzionò anche da filo rosso, da collegamento tra le prime organizzazioni post-fasciste formate dai reduci della RSI e lo spontaneismo armato degli anni settanta e ottanta.Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia, p. 120 Ma, mentre la strategia di ON era centrata maggiormente sul piano dell'elaborazione politica e di diffusione ideologica, la dirigenza avanguardista operava più su un orizzonte attivista ed operativo e in azioni di indole terroristica. Entrambe le organizzazioni, comunque, svilupparono tra loro fitte relazioni di collaborazione con l'obiettivo comune di creare un movimento nazionale rivoluzionario atto a provocare l'abbattimento del sistema democratico e parlamentare con l'appoggio fattivo dei servizi segreti e di gruppi industriali italiani.
«Nel solo novembre 1968 il gruppo ha organizzato ben quattro attentati con bombe, tre contro scuole e uno contro l'Accademia nazionale delle guardie di Pubblica Sicurezza». Per questi attentati, nel 1977, furono dichiarati colpevoli e condannati gli avanguardisti Stefano Delle Chiaie, Saverio Ghiacci e Roberto Palotto, ciascuno a 3 anni di reclusione. Come venne riportato nella motivazione di quella sentenza: «Stefano Delle Chiaie e il suo gruppo, alla fine del 1968, erano smaniosi di agire e di farsi vivi in qualsiasi modo. Erano attivissimi sia nel campo degli intrighi e delle lotte propri mente politiche, sia nel settore che potrebbe definirsi genericamente attivistico.».
Nell'ambito dell'inchiesta sui gruppi della destra radicale, la questura di Roma, nel 1973, stimò che almeno 500 attivisti distribuiti in una trentina di città sparse per l'Italia facessero capo all'organizzazione, che a quel punto, con Delle Chiaie latitante, faceva riferimento come leader ad Adriano Tilgher: quindici pagine di accuse contro i componenti di AN per crimini e reati che vanno dall'incendio al tentativo di strage..
Il 5 giugno del 1976 il tribunale di Roma dichiarò Avanguardia Nazionale un movimento illegale e sentenziò la condanna di colpevolezza per ricostituzione del partito fascista e atti di violenza politica e terrorismo. Nei confronti dei 64 imputati alla sbarra, tra capi e dirigenti, il processo si concluse con 31 condanne (tra i cui Stefano Delle Chiaie, Adriano Tilgher, Roberto Agnellini, Cristiano De Eccher, Felice Genoese Zerbi, Mario Di Giovanni) e 33 assoluzioni, con pene inferiori a quelle richieste dal pubblico ministero. Riguardo alle fonti di finanziamento del movimento, la polizia riuscì solo a verificare la provenienza legale attraverso contributi degli aderenti. ln realtà, molti dei soldi, arrivavano con cadenza regolare anche da alcuni ambienti economici, a sostegno dei campi di addestramento o anche grazie al traffico d'armi.
Ordine Nero
La messa in clandestinità di Ordine Nuovo venne seguita dalla nascita di altre sigle che iniziarono a popolare l'area dell'eversione neofascista e che diventarono poi oggetto di inchieste da parte della magistratura italiana.
Considerato come una diretta emanazione dei servizi segreti italiani. Con la sigla Ordine Nero vennero poi rivendicati una decina di attentati dinamitardi, avvenuti nel 1974 e per i quali vennero poi riconosciuti diretti colpevoli i milanesi Fabrizio Zani e Luciano Benardelli ed il toscano Augusto Cauchi.
Lo spontaneismo armato: i NAR
Attivi dal 1977 fino al 1981, i Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR), rappresentarono l'ala spontaneista dell'eversione armata di destra segnando un deciso punto di svolta e di rottura nei confronti dei loro predecessori (su tutti Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale) sia attraverso una diversa modalità nell'azione, che nella comunicazione delle stesse che, soprattutto, nel totale abbandono della contrapposizione frontale tra destra e sinistra tipica di chi li aveva preceduti e che, tradotta in violenza armata, portava le due diverse fazioni ad una radicalizzazione della lotta armata e a rispondere colpo su colpo, azione su azione all'altrui violenza, rivolgendosi verso esponenti dello Stato.
Contrariamente a tutti gli altri movimenti dell'eversione di destra di quell'epoca, i NAR oltre a recidere ben presto il cordone ombelicale con il loro partito di riferimento (il Movimento Sociale Italiano), seguendo l'esempio dei gruppi armati di sinistra, seppero perseguire una strada assolutamente differente rivolgendo apertamente le loro armi contro lo Stato colpendo appartenenti alle forze dell'ordine e magistrati: una singolarità che li rese un fenomeno assolutamente atipico nella vasta galassia del terrorismo italiano di destra.
Il loro nucleo originario, che all'inizio comprendeva essenzialmente i soli Valerio Fioravanti, suo fratello Cristiano, Francesca Mambro, Franco Anselmi ed Alessandro Alibrandi, nel corso del tempo si trasformò in una sorta di sigla aperta messa a disposizione dello spontaneismo armato che, per volere dei suoi stessi componenti originari, non si trasformò mai in una struttura rigida e gerarchicamente definita.
Un movimento aperto, quindi e nel quale transitarono diversi militanti provenienti dalla galassia dell'estrema destra tanto che, la sentenza del processo a loro carico, riconobbe condanne per ben 56 imputati tra componenti e fiancheggiatori.