Professionista dal 1963 al 1970, è stato successivamente direttore sportivo di alcune tra le principali squadre italiane.

Carriera La sua carriera nel ciclismo iniziò come corridore professionista: fu per tanti anni il fidato gregario di Felice Gimondi tra gli anni sessanta e settanta senza mai, però, riuscire ad aggiudicarsi una gara.

In seguito passò a dirigere le squadre dall'ammiraglia, a capo di Bianchi-Piaggio, Ariostea, GB/MG Maglificio, Riso Scotti e, fino al 2005, Fassa Bortolo. Tra i suoi atleti vantava lo specialista delle classiche Michele Bartoli, i velocisti Alessandro Petacchi e Juan Antonio Flecha, Ivan Basso, il cronoman Fabian Cancellara, Filippo Pozzato e Dario Frigo.

Soprannominato il "sergente di ferro" per via della sua forte personalità, venne spesso criticato dagli atleti per essere troppo esigente e autoritario. anche per aver definito "canaglia" Dario Frigo, suo ciclista alla Fassa coinvolto in un affare di doping. Ferretti, va precisato, non è mai stato condannato per doping e neanche per essere a conoscenza delle pratiche dopanti dei suoi atleti.

Piazzamenti Grandi Giri

Giro d'Italia 1963: 20º 1964: ritirato 1965: 18º 1966: 26º 1967: 36º 1968: 43º 1969: 50º

Tour de France 1967: 68º 1969: 43º

Vuelta a España 1968: 30º

Classiche monumento

Milano-Sanremo 1963: 71º 1964: 91º 1966: 72º 1967: 113º 1970: 78º

Giro di Lombardia 1964: 14º 1966: 20º

Competizioni mondiali Salò 1962 - In linea Dilettanti: 24º

Note

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