LA.S.D. Ebolitana Calcio 1925 F.C., comunemente detta Ebolitana, è una società calcistica italiana con sede nella città di Eboli (SA). Nella stagione 2026-2027 militerà in Serie D, la quarta divisione del campionato italiano.

I suoi colori sociali sono il bianco e l'azzurro e disputa le proprie partite allo Stadio José Guimarães Dirceu.

Storia

Gli albori Il 14 giugno 1914, furono invitate ad Eboli, dal Comitato per la festa di S. Vito, il Salerno FBC, fresco vincitore del 2º Campionato Provinciale, e il Pro Cava FBC, per un incontro dimostrativo di football. La gara, svoltasi in piazza del mercato, con la partecipazione di un'enorme folla, si concluse, con la vittoria dei bianchi salernitani per 3-0. Il pubblico si entusiasmò soprattutto per i "calci di rinvio" e per i "colpi di testa che suscitavano la più schietta ilarità". Le fasi dell'incontro si svolsero, per buona parte, "al suono di allegre marce musicali". Dopo la gara, le due squadre furono invitate in casa del barone Formosa, per un brindisi e per la consegna delle medaglie d'argento al Salerno, e quelle di bronzo ai cavesi. Questo spaccato di cronaca sportiva segna probabilmente l'arrivo ad Eboli del football, uno sport che rapidamente si stava diffondendo tra i giovani, per merito soprattutto di un ebolitano, Donato Vestuti, il presidente del Salerno (squadra agli albori della moderna Salernitana), pioniere e principale divulgatore del movimento sportivo nella provincia. L'evento, provocò la scintilla presso i giovani ebolitani, i quali si avvicinarono con entusiasmo alla nuova disciplina sportiva.

Gli inizi e i primi campionati Bisognerà attendere il 1925 per registrare l'ingresso della Unione Sportiva Ebolitana nella grande famiglia calcistica italiana. Inizialmente la società svolse l'attività prevalentemente in ambito locale; solo nel 1930, l'U.S. Ebolitana, entra a far parte del Comitato Salernitano U.L.I.C. (Unione Libera Italiana Calcio). Nella stagione '30/'31, la squadra partecipa alla Coppa Gambrosier e alla Coppa Juventus, messa in palio proprio dall'omonima squadra salernitana; contemporaneamente s'iscrive al campionato di Prima Categoria ULIC, inserita nel girone B. L'anno successivo, l'U.S. Ebolitana, che indossa una casacca biancoazzurra, talvolta a strisce verticali, è affiliata alla F.I.G.C. e, nella stagione '32/'33, disputa il suo primo campionato federale, la III Divisione Campana, inserita nel girone B. L'Ebolitana è allenata da Osvaldo Sacchi, bomber del Savoia e dell'Internaples degli anni '20. La compagine eburina, si qualifica insieme a Paganese, Irpinia e Battipagliese alla seconda fase del torneo, per l'assegnazione del titolo di Campione Campano. Nel girone finale affrontano la Puteolana, il Nola e l'Aversana, terminando il campionato in testa alla classifica alla pari con la Puteolana. Nella gara di spareggio, disputata a Nocera Inferiore il 2 luglio 1933, l'Ebolitana superò la Puteolana per 2-1. L'Ebolitana fu così, meritatamente proclamata Campione Campana di III Categoria. Oltre al titolo, l'Ebolitana, ottenne la promozione alla II Divisione. Per il Campionato '33/'34 disputò il girone unico di II Divisione. Sul campo, invece, la squadra partì a spron battuto, e ben presto si ritrovò a guidare la classifica. La prima sconfitta stagionale, che costò anche il primato, si registrò proprio a Battipaglia, dove l'Ebolitana, sconfitta per 2-0, rimandò alla gara di ritorno i propositi di riscatto. Il tanto atteso derby di ritorno, invece, caratterizzato da gravi incidenti, porterà al ritiro della squadra dal campionato e alla sua successiva scomparsa. L'11 marzo 1934, sul campo di San Berardino, la Battipagliese passò per 2-1. Al termine della gara, una furibonda rissa scoppiò tra le due opposte fazioni. I più esagitati, non esitarono a tirare fuori i coltelli e, nel trambusto generale, si udirono alcuni spari. Numerosi furono i feriti. La tragedia fu evitata grazie al massiccio intervento della milizia. Il campo di Eboli fu squalificato a vita e, l'Ebolitana, privata così del campo da gioco, fu costretta a ritirarsi dal campionato.

L'era Luigi Pezzullo Solo nel '42/'43 si registrò un timido tentativo di risveglio calcistico, grazie ad una formazione denominata semplicemente Eboli, che nel girone B della Prima Divisione perde la finale per forfait, contro il G.U.F. di Napoli. Il calcio ad Eboli, riprese vita agli inizi degli anni '50, grazie alla squadra del Cral Pezzullo, della quale era presidente il comm. Luigi Pezzullo. Il presidente, sportivo di razza, cominciò dal riattivare il campo di gioco, che sorgeva in località San Giovanni, e ad organizzare una società che non aveva nulla da invidiare a squadre di categoria superiore; a cominciare dal pagamento degli stipendi, che avvenivano con la precisione di un orologio svizzero. Il Cral Pezzullo Eboli, che indossava una maglia biancazzurra con un cavallino rampante sul petto, militò nel Campionato di Promozione, una categoria che veniva subito dopo la Serie C di quegli anni, strutturata su un girone unico. L'addio al calcio della famiglia Pezzullo, fu determinata dal Polla. Nella gara di ritorno, disputata ad Eboli, la mancata vittoria, scatenò la contestazione del pubblico che, amareggiò enormemente il comm. Pezzullo, il quale al termine della gara, convocò squadra e allenatore, ordinò che fossero pagate in anticipo le spettanze relative alla ultime sei gare di campionato ed annunciò l'addio al calcio. Il dopo Pezzullo fu caratterizzato da continue crisi societarie. La squadra disputò alcuni campionati di Promozione e Prima Categoria, dopodiché, Eboli calcistica chiuse di nuovo i battenti.

La ripresa delle attività sportive

L'attività dell'Ebolitana riprende nel 1961, senza nessun sussulto, tranne l'accesso alla Prima Categoria nel '64/'65. Gli anni '70 non iniziarono nel migliore dei modi: la squadra si classifica al secondo posto, al termine del campionato '71/'72, dietro il Vallo di Diano promosso in Serie D. La squadra vallese, rinuncia. La promozione spetta all'Ebolitana ma, la Lega semi-Pro, ammette alla categoria superiore il Campobasso, giunto secondo nel girone A. L'anno successivo, per l'irregolarità di un giocatore, la squadra è penalizzata di sette punti, quanti bastano per retrocederla in Prima Categoria. La Federazione si ravvede e, nell'estate del 1976, ripesca la squadra eburina, giunta terza in campionato, ammettendola al torneo di Promozione, dove vi resta per tre stagioni, prima di retrocedere ancora una volta. Gli anni '70 si chiudono con il ritorno in Promozione. Nel torneo successivo, nonostante la squadra fosse stata rinforzata con elementi d'esperienza, tra i quali il portiere Fulvio De Maio, ancora una retrocessione, spegne l'entusiasmo degli sportivi ebolitani. Tra la fine degli anni '70 e per quasi tutti gli anni '80 la squadra risale dalla Prima Categoria e gravita costantemente nei gironi di Promozione.

Prima volta in interregionale, l’arrivo di Dirceu e gli anni novanta.

La società, che viene ripresa da Sossio Pezzullo, ingrana la marcia giusta e scala posizioni in classifica: 3º posto nell''81/'82, 2º posto l'anno dopo e al termine del campionato '83/'84, l'Ebolitana ritorna in Promozione. Evitata la retrocessione nel torneo '85/'86, la squadra, che nel mentre viene prelevata da Elio Presutto, si classifica al secondo posto l'anno seguente. L’anno successivo 87/88 vince il campionato di Promozione e per la prima volta nella storia passa al campionato Interregionale. Nella gestione Presutto militarono in squadra anche due bomber ebolitani, Angelo Zottoli e Luigi Cavaliere. Nella stagione '89-'90, alla squadra biancazzurra si aggrega anche l'indimenticabile campione brasiliano, Josè Dirceu, divenuto nel frattempo cittadino di Eboli. Il Presidente Cavaliere lo portò all'Ebolitana (dove rimase per due stagioni) tra il tripudio della tifoseria. La prima partita di Dirceu con la casacca dell'Ebolitana, è stata un'amichevole giocata al Vestuti di Salerno contro la squadra Brasiliana Bangu, giocando un tempo con entrambe le squadre con lo stadio invaso dai tifosi eburini. Campione non solo sul campo, Dirceu mise la sua esperienza al servizio della squadra, senza far mai pesare il suo passato di asso del calcio mondiale. Benvoluto ed amico di tutti, trovò la morte in un incidente stradale in Brasile. Con lui morì anche Pasquale Sazio, giovane libero dell'Ebolitana che aveva seguito Dirceu in Sudamerica per una serie di tornei calcistici. Intanto la squadra, disputò tre dignitosi campionati d'Interregionale, per poi iniziare al termine della stagione '91-'92 la discesa verso l'inferno delle serie minori. L'inarrestabile caduta, fu frenata grazie all'intervento del dott. Mario Grimaldi, che a Salerno, aveva riportato la vecchia Pro Salerno, nell'Interregionale. Ma è destino che la Pro Salerno, non debba avere vita duratura, a causa dello scarso seguito del pubblico. E così, dopo aver salvato dal naufragio la Cavese, nel '93/'94. che proprio grazie alla fusione con la Pro Salerno, che anche allora militava in Serie D, il dott. Grimaldi, sportivo autentico e, come pochi, competente di calcio, trasferisce la squadra ad Eboli. La nuova società assume il nome di A.C. Pro Ebolitana, e con un salto triplo, si ritrova, nel giro di pochi giorni, dalla Promozione, al Campionato Nazionale Dilettanti. Nel '99/2000, arrivata 15ª nel girone G del C.N.D., viene retrocessa in Eccellenza.

La gestione De Vita Nell'anno successivo, la società del presidente Cosimo De Vita allestisce un organico molto competitivo. Affida la conduzione tecnica all'allenatore più vincente della storia del calcio dilettantistico: Mimì Gargiulo, che chiama alla sua corte giocatori di lusso per la categoria. Una stagione che vede da subito i biancazzurri protagonisti. Nella prima fase della stagione l'Ebolitana è campione d'inverno, ma poi l'Angri, del presidente Nicola Tortora, riesce nell'impresa della rimonta, e la stagione termina, con le due compagini a parità di punteggio. Sarà giocato il primo spareggio della storia del Campionato Nazionale Dilettanti. Il teatro più consono è lo stadio Arechi di Salerno, che per l'occasione viene messo a disposizione della Lega Dilettanti e vedrà le due curve gremite dalle rispettive tifoserie a confronto: più di 2000 tifosi biancazzurri gremiscono la nord, migliaia di tifosi grigiorossi occupano la sud. La gara termina sull'1-1. Si va ai supplementari, ma nulla di fatto. Si devono calciare i rigori: va male ai biancazzurri che perdono 4-2 e finiscono secondi nel girone B di Eccellenza campana che prevede gli spareggi promozione. Il lungo assalto alla Serie D continua con un'altra impresa: quella di battere l'Ischia (2-1 in casa e 1-1 fuori) e il F.C. Francavilla (0-0 fuori e 6-0 in casa, sul neutro di Polla, viste le condizioni pessime del terreno del Massajoli). La Serie D è finalmente raggiunta. Ma la società di De Vita non riesce a portare la squadra lontano: travolta da molte inchieste del giudice sportivo e penalizzata duramente, la Pro Ebolitana torna in Eccellenza, dopo due alterne stagioni in Serie D. La società viene rilevata dalla famiglia Maiorano in un periodo non certo facile per i colori biancazzurri che, per le amarezze delle stagioni passate, le tensioni ambientali e le grandi aspettative dei tifosi, non rendono facile la "rifondazione" graduale intenzionata ad operare dalla dirigenza, che vorrebbe puntare sul settore giovanile (la cui Juniores arriva alla finale regionale, perdendola per clamorosi errori arbitrali). La tifoseria, desiderosa di vincere subito e di tornare in Serie D, ha contestato per tutta la stagione, causando l'addio dei Maiorano che hanno lasciato la squadra nelle mani del sindaco.

Dal 2000 alla Serie C2 e il fallimento