Medici senza frontiere (nota anche come MSF; in francese Médecins Sans Frontières) è un'organizzazione umanitaria non governativa focalizzata sul fornire soccorso sanitario ed assistenza a persone in tutti i luoghi del mondo in cui il diritto alla cura non è garantito.
Al 2025, Medici senza frontiere è attiva in 75 paesi con un organico di oltre 65.000 operatori tra impiegati e volontari. I donatori privati, circa 7 milioni, forniscono il 98% del finanziamento dell'organizzazione, mentre le donazioni aziendali forniscono il resto, dando a MSF un budget annuale di circa 2,3 miliardi di dollari (2024). MSF è costituita da sei centri operativi in Belgio, Francia, Svizzera, Paesi Bassi, Spagna e Costa d'Avorio e sezioni partner che partecipano al movimento con la gestione diretta di alcuni progetti con attività di raccolta fondi, reclutamento degli operatori umanitari, informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica.
MSF è stata fondata a Parigi nel 1971 in seguito alla carestia del Biafra durante la guerra civile nigeriana da un piccolo gruppo di medici e giornalisti francesi che intendevano ampliare l'accessibilità alle cure mediche oltre i confini nazionali e indipendentemente dalla razza, religione, credo o affiliazione politica.
Per il suo operato è stata insignita del Premio Nobel per la pace nel 1999. I principi e le linee guida operative di MSF sono evidenziati nel suo Atto Costitutivo, nei Principi di Chantilly e nel successivo Accordo di La Mancha. MSF ha una struttura associativa dove le decisioni operative sono prese, indipendentemente, dai sei centri operativi (Amsterdam, Barcellona-Atene, Bruxelles, Ginevra, Parigi e Africa Occidentale e Centrale - con sede a Abidjan, Costa d'Avorio). Le politiche comuni su questioni centrali sono coordinate dal Consiglio Internazionale, in cui è rappresentata ciascuna delle 24 sezioni (tra cui anche l'ufficio italiano). Il Consiglio Internazionale si riunisce a Ginevra, in Svizzera, dove è basato l'Ufficio Internazionale, che coordina le attività internazionali comuni ai centri operativi. Storia Durante la guerra del Biafra numerosi medici francesi, tra cui Bernard Kouchner, si offrirono volontari per lavorare negli ospedali e nei centri di rifornimento alimentare del Biafra assediato con la Croce rossa francese; la Francia era infatti stata tra le poche ad aver offerto il proprio sostegno allo stato secessionista. La Croce rossa francese impose ai volontari la firma di una dichiarazione di neutralità rispetto alle parti del conflitto in atto che tuttavia prevedeva anche che questi dovessero mantenere il massimo riserbo su ciò a cui assistevano. Al loro ritorno in patria i medici, scioccati dal genocidio e dalle violenze perpetrate durante il conflitto così come dal silenzio internazionale, scelsero di fondare un'organizzazione medica d'urgenza che fosse "più libera" nelle parole e nelle azioni. Nel 1971 i giornalisti della rivista medica Tonus Raymond Borel e Philippe Bernier lanciarono un appello per creare un'équipe di medici pronti ad intervenire nelle aree flagellate da gravi catastrofi, dando vita a Secours Médical Français.
Entrambi i gruppi, vista la comunità d'intenti, unirono le loro forze e il 22 dicembre 1971 fu fondata a Parigi Medici senza frontiere, il cui primo presidente fu proprio Kouchner; alla nascita MSF contava circa 300 volontari, inclusi i 13 fondatori. Il primo intervento della neonata organizzazione fu a Managua, capitale del Nicaragua, per prestare soccorso alle vittime del violento terremoto del dicembre 1972, che causò tra i e i morti. La prima missione umanitaria a lungo termine fu in Honduras nel 1973 per aiutare a fronteggiare le conseguenze dell'uragano Fifi-Orlene mentre la prima campagna su larga scala fu organizzata per prestare assistenza ai rifugiati cambogiani in fuga dal genocidio portato avanti da Pol Pot e dai khmer rossi.
Queste prime missioni misero tuttavia in luce tutte le debolezze dell'organizzazione che, essendo appena nata, poteva contare su pochi volontari poco preparati e con scarsa organizzazione. Questi difetti portarono ad un vero e proprio scontro all'interno di MSF che culminò all'assemblea generale del 1979 nella quale fu deciso a maggioranza che l'organizzazione si sarebbe dovuta evolvere per essere più efficace. Kouchner ed altri non condivisero la scelta e lasciarono Medici senza frontiere per fondare un'altra organizzazione, Médecins du Monde.
Organizzazione Il movimento internazionale di MSF è composto da 26 associazioni indipendenti (Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, America Centrale e Messico (CAMEX), Danimarca, Africa Orientale, Francia, Germania, Grecia, Olanda, Hong Kong, Giappone, Italia, America Latina, Lussemburgo, Norvegia, Asia meridionale, Africa meridionale, Spagna, Svezia, Svizzera, del Regno Unito, Stati Uniti e Africa centrale e occidentale) unite però dagli stessi principi e linee guida emanati dall'Atto Costitutivo, nei Principi di Chantilly e nell'Accordo di La Mancha. In aggiunta sono presenti 18 uffici locali (in inglese branch office - Mosca, Pechino, Nairobi, Libano, Cile, Colombia, Polonia, Portogallo ed altri). Delle 26 associazioni, 6 uffici sono definiti come centri operativi, nel senso che hanno al loro interno gli uffici di carattere operativo che gestiscono l'azione umanitaria sul terreno. Questi, insieme alle loro rispettive sezione partner (in inglese partner section), sono: MSF OCB (centro operazionale di Bruxelles), Ixelles (Bruxelles) MSF OCBA (centro operazionale di Barcellona e Atene), Barcellona e Atene MSF OCP (centro operazionale di Parigi), Parigi MSF OCA (centro operazionale di Amsterdam), Amsterdam MSF OCG (centro operazionale di Ginevra), Ginevra MSF WaCA (centro operazionale Africa Occidentale e Centrale), Abidjan +I centri operazionali di MSF Centro operazionale Sezioni partnerOCA (centro operzionale di Amsterdam)Canada Paesi Bassi
Germania
Regno UnitoOCBA (centro operazionale di Barcellona e Atene))Grecia Spagna
Africa Orientale
America LatinaOCB (Centro operazionale di Bruxelles)Svezia Norvegia
Hong-Kong
Africa Meridionale
Italia
Brasile
Belgio
Danimarca
LussemburgoOCP (centro operazionale di Parigi)Giappone Francia
Australia
Stati UnitiOCG (Centro operazionale di Ginevra)Svizzera Austria Tutte le sezioni partner partecipano attivamente a campagne di sensibilizzazione, al reclutamento e al monitoraggio degli espatriati, e alla raccolta fondi. Le sezioni non operative sono parte integrante di uno dei sei centri operativi (ad eccezioni di WaCA).
Inoltre, esiste un Ufficio Internazionale, con sede a Ginevra, che si occupa del coordinamento internazionale e della rappresentanza istituzionale dell'intera organizzazione. Tutte e 26 le associazioni sono membri di MSF International. La massima autorità di MSF International, l'Assemblea Generale Internazionale (IGA) annuale, è formata dai rappresentanti di ciascuna associazione, da membri individuali e dal Presidente Internazionale. Quest'ultimo è attualmente il dottor Christos Christou, eletto dall'IGA stessa. L'IGA ha la responsabilità di proteggere i principi fondativi della missione medico-umanitaria di MSF e di fornire orientamento strategico e operativo a tutte le entità di MSF delegando compiti al Consiglio Internazionale, a sua volta formato e presieduto dal Presidente Internazionale e composto da rappresentanti dei Centri Operativi e da un gruppo eletto dall'IGA.
Raccolta fondi L'attività di Medici senza frontiere viene finanziata con donazioni attraverso vari meccanismi: ad esempio, in Italia, anche attraverso lo strumento del 5x1000 grazie al quale MSF ha raccolto nel 2018 oltre 11 milioni di euro. La raccolta fondi avviene anche attraverso donazioni regolari, donazioni una tantum, donazioni testamentarie, eventi di raccolta fondi, raccolte fondi aziendali e filantropia.
A livello globale, nel 2022, le donazioni ammontavano a 2,25 miliardi di euro, il 97% proveniente da donatori privati, privati cittadini e aziende. Nel 2022, la sezione italiana di Medici Senza Frontiere ha ricevuto un totale di 74,1 milioni di euro da 315.000 donatori, di cui 7,6 milioni di euro sono stati ottenuti tramite il 5xmille. Tutti i fondi raccolti da Medici Senza Frontiere in Italia provengono da donazioni private, con circa il 92% proveniente da individui e l'8% da aziende e fondazioni.
Attività Dal 1971 Medici senza frontiere offre cure mediche nei contesti di crisi. In particolare le attività spaziano dalla risposta alle emergenze, come terremoti, tsunami e uragani, ai conflitti armati, come in Afghanistan o Iraq, dove vengono costruiti ospedali, supportati quelli esistenti o allestiti punti medici vicino alle linee del fronte.
I pazienti di Medici senza frontiere sono solitamente persone in fuga da guerre e povertà, gruppi etnici emarginati, malati affetti da patologie trascurate, persone intrappolate in aree urbane con alti tassi di violenza.
Medici Senza Frontiere interviene in caso di epidemie come morbillo, malaria, meningite, febbre gialla o colera curando i malati ed effettuando campagne di vaccinazione di massa. MSF gestisce inoltre programmi per l’HIV/AIDS e la tubercolosi, e cura le malattie tropicali dimenticate.
Il maremoto dell'Oceano Indiano del 2004
In occasione della tragedia dello tsunami nel sud-est asiatico, il 29 dicembre 2004, 72 ore dopo che il violento tsunami del 26 dicembre aveva colpito il Sudest asiatico, i primi operatori umanitari di MSF avevano già raggiunto le zone maggiormente colpite. Dopo una prima valutazione dei bisogni, MSF aveva deciso di concentrare le proprie azioni principalmente nella provincia di Aceh, a nord dell'isola di Sumatra, in Indonesia e lungo le coste settentrionali, orientali e meridionali dello Sri Lanka. All'indomani del maremoto, il 27 dicembre, MSF aveva lanciato una campagna di raccolta fondi straordinaria per raccogliere almeno 1,5 milioni di euro per avviare i primi soccorsi.
In pochi giorni, MSF aveva già ricevuto oltre 90 milioni di euro a livello internazionale. Solo in Italia, erano stati raccolti 9 milioni di euro. Cifre che superavano i bisogni finanziari preventivati da MSF per fare fronte alle conseguenze dello tsunami: MSF, in quanto organizzazione di soccorso medico, era infatti intervenuta in un'ottica di risposta dell'emergenza umanitaria, e non in un'ottica di ricostruzione e sviluppo di lungo periodo, ambiti di competenza di altre organizzazioni. Per questo motivo, con una decisione assai controversa e dibattuta in Italia e nel resto del mondo, MSF, già il 4 gennaio 2005, e cioè dopo soli 9 giorni dal maremoto, aveva annunciato la sospensione della raccolta fondi dedicata all'emergenza Tsunami. Un'iniziativa ampiamente riportata dai mass media italiani e da quelli del resto del mondo(vedi per esempio Le Monde).
Epidemia di Ebola in Africa Occidentale nel 2013-2014 La più grave epidemia di Ebola della storia è scoppiata il 26 dicembre 2013 quando un bambino di due anni si ammalò a Meliandou, un remoto villaggio della Guinea. Durante l’epidemia di Ebola in Africa Occidentale sono state contagiate 28.646 persone. MSF è intervenuta impiegando fino a 4.000 operatori nazionali e 325 internazionali. Il tifone Yolanda (Haiyan) delle Filippine nel 2013
A seguito della tragedia del tifone Yolanda che nel novembre 2013 sì è abbattuto con forza devastante sulle Filippine, Medici senza frontiere ha inviato, nell'immediatezza della catastrofe del Tifone Haiyan, le proprie équipe d'emergenza a Cebu accompagnate da 200 tonnellate di aiuti medici e logistici: kit medici, materiali per le visite mediche, vaccini contro il tetano, tende, kit igienici.
Emergenza Rohingya 2017