La Lancia Aurelia è un'autovettura prodotta dalla Lancia dal 1950 al 1958, più in particolare la versione B24, Spider prima e Convertibile poi, venne lanciata nel gennaio del 1955 e terminò la sua vita nel 1958. Deve la sua fama anche al film Il sorpasso, in cui è l'auto guidata dal protagonista Vittorio Gassman.

Le B24: storia e caratteristiche Per alcuni storici dell'automobile, questa spider è certamente considerata «una tra le più belle autovetture mai costruite al mondo ». Ma anche Franco Martinengo, ex direttore del Centro Stile Pininfarina (dal 1952 al 1972), amava dire «Quando vedi una Aurelia B24 non ti basta guardarla, avresti voglia di toccarla ». Per vari motivi è l’auto italiana icona degli anni 50, che rappresentava il progresso tecnico nazionale di quel periodo e i nuovi impulsi e sviluppi, insieme ad altre realtà dell'epoca.

Diverse persone lavorarono al progetto della B24, tra cui nel gruppo stilisti, troviamo: Francesco Salomone, Adriano Rabbone, Aldo Brovarone, Luigi Chicco e Giacomo Borgogno. Lo stesso Battista Farina, per molti anni terrà per sé una versione col tettuccio rigido azzurro.

L'evoluzione

Il prototipo di pre-serie della Aurelia B24 viene visto sfrecciare per la prima volta nei viali cittadini di Torino, nella seconda metà del 1954.

L'idea del giovane Gianni Lancia è quella di un prodotto d'élite, sportivo e dalla linea che strizzi l'occhio alle tendenze d'oltreoceano. Egli commissiona il primo esemplare alla Pininfarina che già ha esperienza nel settore specifico avendo realizzato nel 1952 una spider per conto della statunitense Nash.

Questa prima B24 – che adotta la meccanica della B20, con il motore appena modificato in alcune sue componenti (filtro aria, ventilatore, pompa dell'acqua) per poter essere alloggiato sotto al cofano che risulta sensibilmente abbassato – risalta soprattutto per alcuni particolari della carrozzeria: tra tutti spiccano il parabrezza del tipo panoramico (contornato da un profilato di ottone cromato) in voga negli USA (già visto ad esempio nella sportiva Chevrolet Corvette spider nel 1953), il muso con la calandra classica Lancia, i paraurti costituiti da quattro respingenti (o rostri) di generose dimensioni (due davanti e due dietro), ed un abitacolo posizionato al centro del passo (accorciato di 20 cm rispetto alla B20), tra un cofano motore abbondante ed una coda di ampie dimensioni (lunga quasi quanto il cofano).La produzione in serie inizia alla fine del mese di dicembre del 1954, tanto che nel bilancio di fine anno si conta una sola Spider (con guida a sinistra) ultimata. Ma in casa Lancia si lavora per allestire l'esemplare da spedire in Belgio per la presentazione al primo salone dell'automobile del nuovo anno. Quando il 15 gennaio 1955 a Bruxelles si inaugura il salone, una B24 – color grigio chiaro con interni rossi, numero telaio B24S-1002 – è al suo posto, per la delizia dei visitatori. Rispetto alla vettura prototipo di pre-serie, la B24 definitiva si distingue per i paraurti (dove i quattro respingenti sono stati sostituiti da singolari paraurti ad ala), per la mascherina leggermente modificata e per la coda resa più snella grazie ad una fascia leggermente prominente.

Le altre caratteristiche del prototipo vengono mantenute: parabrezza avvolgente (parabrezza panoramico, ricurvo, a montanti arretrati, contornato da un profilato di ottone cromato), sezione frontale meno alta rispetto alla B20, portiere prive di maniglie, assenza di finestratura laterale, capote in tela a struttura tubolare e ripiegabile a scomparsa nel piccolo spazio alle spalle dei sedili, volante con tre razze in alluminio, cruscotto ad andamento curvo ed avvolgente d'intonazione sportiva, strumentazione a tre quadranti circolari posti a cavallo del piantone dello sterzo, coda molto pulita (con pinne appena accennate che si raccordano armoniosamente con il rigonfiamento dei parafanghi posteriori), ampio vano bagagli apribile dall'interno, ruota di scorta (e batteria) collocata in un vano ricavato sotto il fondo del bagagliaio.

L'esemplare esposto a Bruxelles è munito di calotte copriruota con finti raggi: le vetture così equipaggiate non saranno molte, visto che ben presto si adotteranno le normali ruote a disco.

A parte il prototipo (che aveva la guida a destra) la B24 spider viene costruita normalmente con guida a sinistra, mentre quella a destra viene fornita a richiesta (la prima B24 con guida a destra viene costruita nel marzo del 1955).

Benché questa prima serie di B24 non abbia la denominazione di “America” (appellativo che le verrà invece attribuito nel 1956 con l'uscita della seconda serie, ufficialmente chiamata Convertibile), la particolare destinazione al mercato nordamericano è sottolineata dal fatto che per le vetture USA è previsto un motore depotenziato ed il montaggio di una barra orizzontale tra i paracolpi angolati del paraurti anteriore.

L'ultima B24 Spider lascia la fabbrica nell'ottobre del 1955: in totale, non conteggiando il prototipo, ne sono state costruite 240 (di cui soltanto 59 con guida a destra).

Anche a seguito delle note traversie della Casa, la nuova versione della B24, denominata "Convertibile America", esce solo sei mesi dopo e debutta al Salone di Torino che si apre il 21 aprile del 1956. Oltre alle modifiche meccaniche che interessano anche la B20 e che sacrificano qualche cavallo di potenza e qualche chilometro orario di velocità, la nuova B24 - che ora assume a tutti gli effetti la denominazione di America – appare assai più classica e confortevole ma perde molte delle caratteristiche della prima serie: sparisce il parabrezza panoramico (che ora è meno avvolgente ad ha i montanti avanzati, quasi verticali), i paraurti (qui più avvolgenti) non hanno più le singolari “ali”, la presa d'aria sul cofano è modificata (maggiore larghezza e minore altezza), le portiere (più ampie) hanno le maniglie ed i vetri discendenti, il cruscotto è meno arrotondato e la strumentazione (sopra a due strumenti) è del tutto diversa. Questa seconda serie, la cui produzione inizia effettivamente nel luglio del 1956, viene fornita esclusivamente con la guida a sinistra.

Nei primi mesi del 1957 - quando già sono stati costruiti 150 esemplari – la B24 Convertibile America subisce le stesse modifiche meccaniche di cui è oggetto nel medesimo periodo la cugina coupé B20 (lieve incremento dei valori di potenza e di coppia, nuovo carburatore, piccola variazione nel rapporto al ponte, altre di minore entità). Invariata esteticamente, questa terza (ed ultima) serie - che perde ufficialmente la designazione di “America”, termine che sparisce anche dai manuali d'uso e manutenzione - è disponibile per le consegne in Italia a partire dal 1º maggio 1957 e rimane in produzione fino al 1958 (ed in listino sino al maggio 1959), totalizzando 371 esemplari e risultando in tal modo la serie di B24 costruita nel maggior numero di esemplari.

Il successo della B24 in America sarà numericamente poco significativo (si possono stimare in 150-200 unità le B24 complessivamente vendute oltreoceano, di cui un centinaio di convertibili e quasi altrettante spider prima serie): il fatto è da imputare ad una organizzazione di vendita non troppo efficiente e soprattutto al prezzo di vendita assolutamente proibitivo. Secondo quanto riportato dal quotato periodico Californiano “Road and Track” nel settembre del 1955, una B24 costa 5.475 dollari. Negli stessi anni, una Jaguar XK140 (con cilindrata di 3,4 litri) si compra con 4.500 dollari, una Porsche con 3.500, una Chevrolet Corvette con 3.000.

Il prototipo pre-serie Periodo di produzione: approssimativamente, secondo semestre 1954 Modelli: tipo B24 di pre-serie, spìder 2 porte, 2 posti, con guida a destra Numerazione progressiva: numero telaio 0001 Unità prodotte: tipo B24: 1 totale: 1

Caratteristiche principali Motore: anteriore a 6 cilindri a V di 2451,31 cm³, potenza 118 HP a 5.000 giri, valvole in testa Carrozzeria: spider 2 porte, 2 posti, scocca portante, sospensioni anteriore a ruote indipendenti, sospensioni posteriori a ruote semi-indipendenti sistema De Dion Trasmissione con trazione alle ruote posteriori, cambio a 4 rapporti+retromarcia Dimensioni e peso: passo 245 cm, lunghezza 420 cm circa, larghezza 155,5 cm, peso in ordine di marcia, rifornita, 1100 kg circa Velocità max: oltre 180 km/h Molti notano anche una certa somiglianza d'assieme tra l'Aurelia B24 e la famosa D24-Carrera da competizione del 1953, la cui accattivante linea di carrozzeria pare possa essere attribuita, almeno in parte, alla Pininfarina.

Tra le altre caratteristiche che resteranno anche nella versione definitiva, vanno citate: la capote in tela ripiegabile “a scomparsa” in un apposito piccolo spazio alle spalle dei sedili, i sedili (ampi e di foggia sportiva) scorrevoli e ribaltabili per accedere alla capote, la mancanza di finestratura laterale (pannelli in plexiglas possono essere agganciati alla sommità delle portiere), le portiere prive di maniglie (l'apertura avviene grazie ad una fune metallica rivestita in similpelle posta all'interno della portiera), il volante con tre razze in alluminio, il cruscotto ad andamento curvo ed avvolgente d'intonazione sportiva in cui spiccano la strumentazione a tre quadranti circolari posti a cavallo del piantone (non carenato) dello sterzo ed uno “stilizzato” vano portaguanti (aperto), il comando del cambio a leva centrale, una coda molto pulita (con pinne appena accennate che si raccordano armoniosamente con i parafanghi posteriori) in cui trova spazio un bagagliaio di ampia cubatura (entro il quale è alloggiata, in apposito vano, la ruota di scorta).

Più leggera della coupé B20, questa spider risulta dunque particolarmente brillante in accelerazione e veloce quanto se non più della progenitrice in velocità pura, con capote abbassata (quando la vettura è “scoperta” si perde qualche chilometro orario di velocità per via della minore efficienza aerodinamica).

La prima parte della storia di questa vettura prototipo si chiude nell'agosto del 1955, quando la macchina (che, in deroga alle regole che da sempre vigono in casa Lancia e che fanno partire le numerazioni dal 1001, reca il numero di telaio 0001) viene immatricolata con la targa TO188130: così targata, condotta da Luigi Villoresi e Dorino Serafini, partecipa il 3 settembre 1955 al Trofeo Supercortemaggiore. Il suo numero di gara è il 1468.

Le tre serie della B24 Occorre precisare che, contrariamente a quanto accaduto con le Aurelia "berlina" di cui si contano due diverse serie, l'Aurelia B24 non risulta essere mai stata ufficialmente classificata per "serie" né in qualche misura identificata con quella definizione: la suddivisione "in serie successive" è entrata nell'uso comune, quando ormai la vettura era fuori produzione, per ragioni di maggior immediatezza, dal momento che i dati ufficiali della Casa hanno sempre fatto riferimento soprattutto alla numerazione progressiva degli autotelai raggiunta al momento delle modifiche apportate al modello.

Prescindendo dal "prototipo di pre-serie" (di cui abbiamo parlato diffusamente e specificatamente), le Aurelia B24 si possono dunque suddividere in tre serie, che meccanicamente "corrispondono" alle serie quarta, quinta e sesta della coupé B20: per completezza, aggiungiamo che in virtù di questa "somiglianza", alcuni assegnano (si direbbe impropriamente) alle B24 la medesima numerazione attribuita alle B20.

Diamo di seguito l'elenco delle tre serie con i parametri distintivi più significativi.

Prima serie (con meccanica della "quarta serie" B20) da B24-1001 a B24-1059 e da B24S-1001 a B24S-1181; prodotta dal dicembre 1954 all'ottobre 1955, spider, 2,5 litri, 118 HP (110 HP per le vetture destinate all'esportazione negli USA), paraurti "ad ala", parabrezza superpanoramico (con montanti arretrati), portiere senza maniglie.