Poco dopo la nascita di Michele, suo padre, il Principe Carlo, fu coinvolto in una relazione controversa con Magda Lupescu. Nel 1925 Carlo fu infine costretto a rinunciare ai suoi diritti sul trono e si trasferì a Parigi in esilio con Lupescu. Nel 1927, Michele salì al trono come Michele I, in seguito alla morte di suo nonno, Ferdinando I. Poiché era ancora minorenne, fu istituito un consiglio di reggenza che comprendeva suo zio, il principe Nicola; il Patriarca Miron Cristea; e il presidente della Corte Suprema, Gheorghe Buzdugan. Il consiglio si rivelò inefficace e nel 1930 Carlo tornò in Romania e sostituì suo figlio come re, regnando come Carlo II. Di conseguenza, Michele tornò a essere l'erede al trono e ricevette il titolo aggiuntivo di Grand Voievod di Alba-Iulia.
Carlo II fu deposto nel 1940 e Michele divenne di nuovo re. Sotto il governo guidato dal dittatore militare Ion Antonescu, la Romania si allineò con la Germania nazista. Nel 1944, Michele partecipò a un colpo di Stato contro Antonescu, nominò Constantin Sănătescu come suo sostituto, e successivamente dichiarò un'alleanza con gli Alleati. Nel marzo 1945, le pressioni politiche costrinsero Michele a nominare un governo filo-sovietico guidato da Petru Groza. Dall'agosto 1945 al gennaio 1946, Michele intraprese uno "sciopero reale" e tentò senza successo di opporsi al governo controllato dal comunista Groza, rifiutando di firmare e approvare i suoi decreti. A novembre del 1947, Michele si recò nel Regno Unito per partecipare al matrimonio dei suoi cugini, la futura regina Elisabetta II del Regno Unito e il principe Filippo di Grecia a Londra. Poco dopo, la mattina del 30 dicembre 1947, Groza richiese un incontro con Michele, che fu costretto a firmare un atto di abdicazione. Michele fu costretto all'esilio, le sue proprietà confiscate e fu privato della cittadinanza romena. Sposò la principessa Anna di Borbone-Parma nel 1948 con la quale ebbe cinque figlie e infine si stabilì in Svizzera.
La dittatura comunista di Nicolae Ceaușescu fu rovesciata nel 1989 e l'anno seguente Michele tentò di tornare in Romania, solo per essere arrestato e costretto a partire. Nel 1997, dopo la sconfitta di Ion Iliescu da parte di Emil Constantinescu nelle elezioni presidenziali dell'anno precedente, la cittadinanza di Michele fu ripristinata e gli fu permesso di visitare nuovamente la Romania. . In occasione dei 90 anni di età, il 25 ottobre 2011, l'ex monarca tenne un discorso davanti alle camere riunite del Parlamento rumeno..
A marzo 2016 ha fatto sapere di essere affetto da tumore della pelle (che si era aggiunto a una leucemia cronica) e ha annunciato il suo ritiro dalla vita pubblica. Regele Mihai este grav bolnav și se retrage din viața publică, Digi24, 2 martie 2016, accesare la 2 martie 2016
Biografia Giovinezza
Michele nacque il 25 ottobre 1921, nel Castello Foișor, a Sinaia, unico figlio di Carlo di Romania e di Elena di Grecia, al tempo eredi al trono rumeno; da parte di padre, era nipote del re rumeno Ferdinando I e di Maria di Edimburgo, nonché nipote della regina Vittoria e dello zar Alessandro II di Russia. Per via materna invece era nipote del re Costantino I di Grecia e di Sofia di Prussia, nipote del Kaiser Guglielmo I e di Vittoria di Gran Bretagna. Michele era quindi discendente delle case reali di Romania, Gran Bretagna, Russia, Grecia e Danimarca.
Il matrimonio dei genitori fallì a causa dell'infedeltà del padre, il quale suscitò scandalo quando si scoprì che aveva una relazione extraconiugale con Magda Lupescu. Nel dicembre 1925 il principe Carlo rinunciò ai suoi diritti al trono per scappare con l'amante, così Michele divenne l'erede al trono e una volta morto il nonno Ferdinando I nel 1927, gli successe a soli quasi sei anni.
Regno Reggenza e ritorno del padre Con la morte del nonno Ferdinando I, Michele ascese al trono rumeno a meno di sei anni e fu quindi istituito un Consiglio di Reggenza (Regenţei) che era guidato dal principe Nicola, zio paterno del nuovo sovrano, affiancato dal patriarca Miron Cristea, la principessa Elena, madre di Michele, e Gheorghe Buzdugan, presidente della Alta corte di giustizia (Înalta Curte de Casație și Justiție), morto nel 1929 e sostituito da Constantin Sărățeanu. Capi di Stato rumeni su rulers.org.
Nel 1930, nel pieno di una crisi economica, il padre di Michele, Carlo, fu richiamato in patria dalla classe politica rumena, insoddisfatta dell'operato della reggenza, venendo così proclamato re dal Parlamento col nome di Carlo II di Romania. Michele fu designato quale principe ereditario con il titolo di Gran Voivoda di Alba Iulia. Nel novembre del 1939, Michele raggiunse i diciotto anni ed ottenne un seggio al Senato rumeno, concerne a quanto previsto dalla Costituzione rumena che il padre aveva emanato nel 1938.
Seconda ascesa al trono Nel 1940 la Romania fu costretta dalla Germania nazista a concedere numerosi territori: la Bessarabia all'Unione Sovietica, la Transilvania all'Ungheria e la regione della Dobrugia alla Bulgaria. Di fronte a tali imposizioni, re Carlo II non si oppose, deludendo il popolo rumeno rendendosi così non ben voluto. A settembre dello stesso anno, il Primo ministro Ion Antonescu, che aveva instaurato un regime filo-tedesco e anti-bolscevico, ordì un colpo di Stato ai danni del sovrano il quale fu costretto ad abdicare il 6 settembre 1940. Michele I divenne così Re di Romania per la seconda volta.
Lo stesso giorno della sua ascesa, Michele fu cinto dalla Corona reale d'acciaio, che proclamò i suoi predecessori Carlo I e Ferdinando I, ed unto dal patriarca ortodosso rumeno Nicodim Munteanu nella Cattedrale di Bucarest. Poco dopo l'incoronazione, a novembre, la Romania era entrata nella Seconda guerra mondiale a fianco dell'Asse, scelta bel voluta da Antonescu, che proclamatosi Conducător aveva sciolto il Parlamento e aveva sospeso la Costituzione che venne poi ripristinata nel 1944 mentre il Parlamento riprese i lavori nel 1946. In effetti, fino all'agosto del 1944, Michele fu solo una marionetta nelle mani di Antonescu.
La svolta contro la Germania nazista Il 23 agosto 1944 Michele si unì ai politici filo-alleati che includevano i comunisti nell'attuare un colpo di Stato contro Antonescu, che fu arrestato. Nella stessa notte, il nuovo primo ministro, il generale Constantin Sănătescu, affidò la custodia di Antonescu ai comunisti, che lo consegnarono ai sovietici il 1º settembre."23 agosto - radiografia unei lovituri de Palat", paragrafo "Predați comuniștilor", Dosare Ultrasecrete , Ziua, 19 agosto 2006 In una trasmissione radio alla nazione e all'esercito, Michele proclamò la lealtà della Romania agli Alleati, annunciando l'accettazione dell'armistizio offerto dall'URSS, dalla Gran Bretagna e dagli USA, e dichiarò guerra alla Germania "È finita la dittatura e con essa tutte le oppressioni" - dal proclama dal re nella notte del 23 agosto 1944, Curierul National, 7 agosto 2004 , ma questo non evitò una rapida invasione da parte dell'Unione Sovietica e la cattura di circa 130 000 soldati rumeni trasportati in Russia, nei campi di prigioniaCountry Studies: Romania. Cap. 23. US Library of Congress. Il colpo di Stato accelerò l'avanzata dell'Armata Rossa all'interno della Romania.
L'armistizio fu firmato tre settimane dopo, il 12 settembre 1944, alle condizioni imposte dai sovietici: il colpo di Stato ebbe quindi l'effetto di una capitolazione"Hitler ricorre ai 'fantocci' Romania" , Washington Post, 25 agosto 1944, una resa incondizionata"Il Re proclama la resa della nazione e il desiderio di aiutare gli Alleati", The New York Times, 24 agosto 1944 ai sovietici. Al re Michele fu risparmiato il destino di un altro alleato dei tedeschi, il principe Kyril di Bulgaria, giustiziato dai sovietici nel 1945, e fu anche l'ultimo sovrano oltre la Cortina di ferro a perdere il trono. Secondo alcuni, il colpo di Stato potrebbe aver accorciato la seconda guerra mondiale di circa sei mesi, salvando centinaia di migliaia di vite. Alla fine della guerra, a Michele fu assegnato il più alto grado (comandante in capo) della legione di merito da parte del Presidente degli Stati Uniti d'America Harry Truman. Fu anche decorato con l'ordine della Vittoria sovietico da Stalin per il coraggio personale nel rovesciare Antonescu, e per aver posto fine alla guerra della Romania contro gli Alleati.
Secondo alcuni "Pamfil Seicaru sul 23 agosto: "più vergogna, meno vittime" , Ziua, 16 agosto 2004 il colpo di Stato permise alle truppe di Stalin di avanzare più rapidamente in Romania e in Europa, a scapito degli Alleati occidentali. Altri "Un giorno di agosto" , Lumea, Agosto 2004 vedono nella mancata convocazione di Michele alle celebrazioni in onore del Giorno della vittoria un segno di tacita condanna da parte degli Alleati per le conseguenze del colpo di Stato. Michele non fu invitato alle celebrazioni del 60º anniversario della fine della guerra dagli Alleati occidentali, ma solo dai russi e ad alcune commemorazioni in Repubblica Ceca e in SlovacchiaII guerra mondiale-- "60 anni dopo: l'ex sovrano rumeno ricorda la decisione di cambiare alleanza", RFE/RL, 6 maggio 2005.
Abdicazione
Nel marzo 1945 la pressione politica obbligò Michele a nominare un governo filosovietico dominato dal Partito Comunista Rumeno. Con il regime comunista Michele funse prettamente da simbolo; dall'agosto 1945 al gennaio 1946 cercò inutilmente di opporsi al governo comunista diretto dal primo ministro Petru Groza, rifiutando di firmare i suoi decreti. In risposta a quelle sovietiche, le pressioni britanniche e statunitensi "Ciò che è stato fatto in Romania dal 1945 al 1947 è anche stato fatto dal 1989",Ziua, 24 agosto 2000 , re Michele infine rinunciò alla sua opposizione e smise di chiedere le sue dimissioni. Il re non graziò Ion Antonescu, in seguito condannato come criminale di guerra, né i leader dell'opposizione.
Nel corso del 1947 i comunisti imposero la "dittatura del proletariato" e infine costrinsero Michele I ad abdicare il 30 dicembre dello stesso anno.
Matrimonio Nel mese di novembre del 1947, re Michele si recò a Londra per il matrimonio dei lontani cugini Elisabetta e Filippo Mountbatten; in tale occasione il sovrano incontrò Anna di Borbone-Parma, che un anno prima era stata invitata dalla regina Elena a compire una visita assieme alla madre ed ai fratelli, a visitare Bucarest ma il tutto non si compì. Michele inoltre intravide Anna in un cinegiornale e chiese una fotografia dal metraggio del film. I due si incontrarono numerose volte nei giorni delle nozze a Londra. Anna di Parma accompagnò Michele e sua madre, a bordo di un Beechcraft, per accogliere Irene di Grecia, duchessa d'Aosta e zia materna del sovrano rumeno, che tornava a casa a Losanna. Sedici giorni dopo l'incontro, Michele chiese la mano ad Anna che accettò.